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21/01/2016

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Intelligenza artificiale: gli italiani la pensano così

Un'indagine condotta da Doxa valuta l'opinione su un tema che dalla fantascienza è passato alla scienza e ad applicazioni pratiche sul campo

Quello dell'intelligenza artificiale è uno dei temi sui quali si dibatte maggiormente da anni relativamente agli  sviluppi possibili, alle sue applicazioni presenti e future, e alla possibilità che un giorno le macchine arrivino a concorrere con l'uomo sul piano dell'intelligenza e dell'autonomia di azione. Certamente si tratta di scenari esplorati in innumerevoli opere di scienza (e ancor prima di fantascienza), e sui quali si possono avere opinioni contrastanti. Quello che è certo è che l'intelligenza artificiale viene già oggi applicata con successo in diversi contesti per automatizzare operazioni e analizzare dati che scatenano poi report e azioni che consentono maggiore efficienza e vantaggi in termin di business.

Una ricerca condotta da Doxa per conto di Rocket Fuel ha sondato un campione di 1000 italiani tra i 18 e i 64 anni per capire le loro opinioni e tendenze relative a questo tema particolare. Nel dettaglio il 58% di chi ha risposto ha dichiarato di ritenere l'IA un elemento fondamentale per risolvere alcuni grandi problemi, se non esaltante, mentre il 20% vi è sfavorevole e il 12% pensa che sia una minaccia per l’umanità mentre l’8% ne è terrorizzato. Viene quindi fatto notare che i più ottimisti del campione appartengono alla fascia d’età 35-44, mentre i più preoccupati a quella dai 55 ai 64 anni. Proseguendo con i dati, quasi la metà (46%) pensa che sia già parte della vita di tutti ritenendo che venga utilizzata nella vita quotidiana, mentre c'è ancora un 7% che la vede come qualcosa di ancora relegato alla fantascienza.

Passando agli ambiti applicativi gli italiani mettono in graduatoria come prima quello tecnologico (60%), seguito dal militare (50%), sanitario (34%, si veda a tale proposito questa nostra intervista a Luciano Ravera, amministratore delegato di Humanitas) e marketing (15%), quest'ultimo proprio quello dove opera Rocket Fuel. Infine Doxa ha analizzato l’impatto percepito dell'intelligenza artificiale sulla vita lavorativa nei prossimi 5 anni: qui viene spiegato che il 31% del campione pensa che non avrà alcun impatto mentre il 22 % che migliorerà il proprio lavoro. Su questo particolare aspetto il 13% considera invece l'IA come una minaccia. Il 25% dei giovani tra i 18 e  35 anni ha risposto infine che pensa che porterà benefici al loro lavoro, mentre nella fascia dai 55 ai 64 anni il 39% sostiene che non avrà alcun impatto.

 

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