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28/10/2016

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di Paola Cecco

L’innovazione chimica di Solvay si mette in mostra

Il trasferimento nel polo di Bollate dell’headquarter di Solvay Specialty Polymers ha innescato un’attenta ristrutturazione che ha dato risposta alla natura internazionale del sito, creando spazi di lavoro che coniugano diverse culture.

Protagonista globale del mercato della chimica da oltre 150, il Gruppo Solvay rafforza la propria presenza in Italia, dove è attivo con 9 siti produttivi in cui operano 2000 dipendenti con un fatturato complessivo nel 2015 di 1.546 milioni di euro. Il polo di Bollate, centro nevralgico di questa rete, accoglie la Direzione Nazionale di Solvay in Italia e, dal 2011, l’headquarter della Global Business Unit Solvay Specialty Polymers, nata dalla fusione di quattro società operanti nel mercato internazionale delle materie plastiche, dei polimeri speciali e fluorurati. “Siamo un’azienda multinazionale che riconosce nell’elemento della ‘diversità’ un valore essenziale del suo modo di essere e di operare – afferma Marco Colatarci, country manager di Solvay Italia –. Le diversità di idee, di età, di culture, di genere sono per noi una ricchezza indispensabile e fondamentale per confrontarci con le tematiche e le complessità del mondo globale. Nello stesso tempo siamo una realtà sempre attiva sui mercati che portano valori e crescite importanti, politica portata avanti con decisioni strategiche, come quella di mirare sulla chimica valorizzando gli asset più significativi, che ci hanno consentito di disporre risorse importanti per nuovi investimenti. A partire dal 2010 viene presa la decisione di razionalizzare il patrimonio immobiliare con la vendita delle prestigiose sedi collocate nei centri di Parigi, Barcellona, Berlino e Milano, per concentrare le attività direzionali in sedi più moderne e vicine ai siti di ricerca e di produzione. In Italia, la scelta di abbandonare le sedi centrali e potenziare le sedi periferiche ripensandole per l’innovazione, ha portato l’azienda a investire nel sito di Bollate, esistente dal 1959, con l’obiettivo di trasformarlo in un headquarter che interpretasse la natura internazionale del sito creando spazi di lavoro che coniugano le diverse culture, rispondesse alla crescita mondiale del gruppo, connotandosi come struttura al servizio dei dipendenti e al tempo stesso aperta ai clienti in modo proattivo. Punto di forza del sito, il centro ricerca mondiale dove lavorano oltre 250 ricercatori provenienti da tutto il mondo e impegnati nello sviluppo di nuovi materiali e prodotti. La riorganizzazione e degli investimenti in ricerca non si sono fatti attendere: lo scorso anno Solvay ha depositato oltre 70 nuovi brevetti di ricerca, non a caso il 30% del fatturato di Solvay Specialty Polymers è dato da prodotti che 5 anni prima non esistevano”.

Un campus al servizio della ricerca
La ristrutturazione del sito di Bollate, che si articola su 120.000 mq con una ventina di fabbricati immersi nel verde del parco delle Groane, è stato un percorso a tappe che è stato sviluppato nell’arco di 4 anni con un investimento di circa 4 milioni di euro. “Il concept della ristrutturazione è stato quello dell’apertura – sottolinea Giovanni Venturelli, facility manager and infrastructural maintenance & project manager di Solvay Italia – volevamo infatti aprire la multinazionale verso l’esterno attraverso la creazione di un campus dove la chimica viene messa in mostra. È stata quindi trasformata una parte dei fabbricati con un percorso che si apre a diversi scenari in modo che il potenziale cliente possa vedere e toccare con mano i nostri prodotti del futuro. Tra le soluzioni più innovative adottate, la scelta di mettere in vetrina un impianto chimico funzionante, con pareti vetrate a tutt’altezza che danno piena visibilità alle attività di laboratorio. Per non interferire con le attività in essere, gli interventi sono stati realizzati in diverse tappe a partire dal 2011 con l’ampliamento del Palazzo Direzionale dove è ospitato il quartier generale, a seguire sono state realizzate la ristrutturazione del Centro di Ricerca e del ristorante aziendale e la valorizzazione dell’impianto pilota Life+Glee dove si sviluppa una tecnologia produttiva a base acquosa per migliorare le batterie al litio. Gli ultimi interventi, realizzati nel 2015, hanno interessato l’area show room di 300 mq alla quale sono state affiancate una serie di sale riunioni di supporto facilmente riconfigurabili. Completerà la ristrutturazione una nuova parte di uffici, in fase di realizzazione, e il laboratorio alternative energy”.

Una nuova pelle per il Centro Ricerche
Il palazzo del centro ricerche è stato valorizzato mediante la creazione di una nuova pelle che ha conferito all’edificio un look high-tech in linea con le attività in esso svolte. L’ingresso è stato ripensato come volume vetrato che emerge dalla facciata per racchiudere un grande spazio inondato da luce naturale e dominato dalla quinta di fondo che accoglie una parete di verde verticale. Movimentano lo spazio le grandi sfere di metallo, sospensioni luminose realizzate dai designer olandesi dello studio Moooi che creano interessanti giochi di luce. Continua Venturelli: “Il palazzo del Centro Ricerca aveva bisogno di un restyling, non solo estetico, ma anche funzionale. L’ampliamento, con nuovi laboratori chimici, ha richiesto infatti un adeguamento del numero delle cappe di aspirazione, portate a circa 150. È stata una sfida notevole per lo studio Arkitechnika che ha seguito il progetto, perché si doveva evitare un’eccessiva depressione, a causa dei grandi volumi d’aria sottratti dall’aspirazione forzata gli ambienti, nello stesso tempo era necessario affrontare l’importante impatto energetico dovuto all’elevata presenza di impianti attraverso un’ottimizzazione dei consumi energetici. È stato creato un volume che si sovrappone a quello dell’ingresso all’interno del quale sono state elegantemente racchiuse le unità di trattamento aria che, tramite l’insufflaggio forzato dell’aria, risolvono i problemi tecnici della depressione che si crea negli ambienti e della sicurezza delle aspirazioni. Al tempo stesso la nuova facciata con intercapedine, oltre a migliorare l’estetica dell’edificio, ha permesso di elevare le performance di isolamento termico, con riflessi positivi sui consumi energetici per la climatizzazione degli ambienti”.

Il ristorante aziendale luce e design
Il rifacimento del ristorante aziendale è stato un investimento chiave per il benessere dei 420 dipendenti del polo di Bollate. Lo spazio di circa 600 mq è stato completamente ristrutturato, fatta eccezione delle cucine preesistenti. L’ampiezza degli spazi, in rapporto al numero di utenti, fa sì che l’ambiente non sia mai eccessivamente affollato. Le grandi pareti vetrate che offrono una veduta sul verde che circonda l’edificio, arredi e lampade di design che donano all’ambiente un carattere domestico e la distribuzione free flow con isole gastronomiche “senza code”, rendono la pausa pranzo un momento di svago tra colleghi. Per movimentare il layout, l’ambiente è stato arredato con tavoli di diversa forma e finitura, dai classici tavoli rettangolari posizionati nell’area centrale, ai tavoli pannellati più alti distribuiti lungo la facciata vetrata, sino al grande tavolo in legno d’olivo pensato per radunare gruppi di lavoro e illuminato dalle originali lampade-provette che richiamano le attività di laboratorio. Completa l’offerta di spazi l’area di ristorazione per pranzi riservati e di rappresentanza dotata di tecnologie di comunicazione a supporto di incontri di lavoro. Obiettivi primari del progetto il comfort acustico ottenuto con l’inserimento di un controsoffitto con micro scanalature e di pannelli fonoassorbenti installati lungo le pareti e con soluzioni free standing che catturano limitano il rumore di fondo, elemento di disturbo in molte mense. La trasparenza guida la progettazione dell’impianto pilota LIFE+LEE e dello show-room All’interno di un vecchio magazzino, completamente rimodulato, sono stati realizzati il laboratorio che contiene il nuovo impianto di ricerca pilota LIFE+GLEE per la realizzazione di batterie al litio a impatto zero, e lo show-room. L’accesso a questi spazi avviene attraverso un percorso, parzialmente protetto da una pensilina realizzata da un innovativo materiale plastico creato nei laboratori Solvay, che si snoda dalla reception attraverso un’area verde e prosegue idealmente sino all’interno degli spazi costeggiando la parete vetrata che lascia in piena vista il laboratorio. A fianco del laboratorio di ricerca si apre lo show-room, concepito dagli olandesi dello studio Hoynck come un ambiente del futuro che illustra a clienti e visitatori le ultime novità di prodotto e, in cilindri vetrati, le plastiche speciali. Solvay Specialty Polymers realizza, infatti, circa 1500 prodotti specifici ad alte prestazioni. Il grande show-room è idealmente diviso in 6 macro aree tematiche: aerospaziale, energie alternative, automotive, elettronica, medicale, clean technologies, ognuna dedicata ai grandi settori di applicazione delle plastiche speciali Solvay. Attigue allo show room le sale riunioni, sono concepite come ambienti moderni dotati delle più evolute tecnologie audio-video e collegabili tra loro grazie all’impiego di pareti manovrabili. È soprattutto in questa area che si percepisce il concept della trasparenza: le pareti di vetro mostrano un vero impianto pilota funzionante e poi le sale riunioni e lo showroom, dove l’essenza è collaborare strettamente con i clienti e concepire le applicazioni chimiche e tecnologiche del futuro.


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