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Hardware - Applicazioni
 

11/07/2017

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Infinidat e il consolidamento dello storage

Come andare incontro alle sfide di gestione generate da un aumento delle piattaforme di memorizzazione dati.

Daniela MirandaSono numerose le organizzazioni IT che si trovano a dover affrontare una proliferazione dello storage che può tradursi in un’infrastruttura difficile da gestire, spesso sottoutilizzata e dal costo elevato. Secondo Infinidat, fornitore di sistemi storage ibridi che fanno uso di tecnologie differenti – SSD e dischi rotativi – questa situazione è dovuta in gran parte alla virtualizzazione nonché alla crescente pressione di soddisfare le esigenze quotidiane senza una strategia di lungo termine: “La risposta alla diffusione incontrollata dello storage è il consolidamento su una piattaforma che possa facilmente adattarsi a diversi workload. Per identificarla vanno considerati diversi fattori”, spiega Daniela Miranda, Regional Sales Director South Europe di Infinidat. Il primo è quello delle prestazioni: “Il sistema deve essere in grado di offrire e mantenere elevati livelli di prestazioni su workload misti e consolidati. Poiché non stiamo più parlando di molteplici soluzioni altamente specializzate per ciascun ambiente applicativo, serve una soluzione flessibile che si adatti facilmente a carichi di lavoro diversi e che garantisca prestazioni elevate. Inoltre ci vuole affidabilità, con i workload più critici che stabiliranno i livelli minimi necessari”.

Un solo storage
Miranda nota, inoltre, come spesso le organizzazioni cerchino una piattaforma che permetta un utilizzo più massiccio dello storage senza far lievitare i costi con servizi molto dispendiosi. E che in ambienti in cui la proliferazione è elevata, i livelli di utilizzo tendono a essere bassi, essendo i workload indirizzati su piattaforme specifiche. “Il risultato? Sistemi non utilizzati al massimo della loro capacità e costi in generale aumento. Ecco che bisogna invece gestire workload eterogenei con un unico storage enterprise. Inoltre, per ridurre i costi, è utile disporre di un sistema con un’elevata densità perché più dati sono memorizzabili in un unico sistema, minore è il tasso di consumo energetico e più favorevole il consolidamento”.

Semplice da gestire
Oltre a efficienza e produttività, la piattaforma secondo Miranda deve semplificare la gestione dello storage nel suo complesso, riducendo al minimo il training del personale IT e il tempo impiegato per configurazioni improduttive. Inoltre, abbandonare un ambiente composto da numerose piattaforme diverse ridurrà la complessità di gestione aumentando l’efficienza: “Infine c’è l’aspetto della scalabilità. Il sistema deve essere in grado di gestire enormi volumi di dati perché quando si consolida su un’unica piattaforma in un ambiente di workload misti, si hanno set di dati che spaziano da meno di un terabyte fino a diversi petabyte. Altra cosa da tenere presente è che il sistema deve scalare sia in termini di performance che di capacità. Non solo, è necessario che i vari elementi scalino in modo indipendente per personalizzare l’ambiente affinché sia adatto a workload misti che cambieranno nel tempo”, conclude Miranda.

 

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