Eventi 2020
Applicazioni - Mercati Verticali
 

31/05/2018

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di Raffaela Citterio

Industry X.0: trovare le sinergie tecnologiche giuste

Adottare in toto o in parte pacchetti o piattaforme standard serve, ma non basta: bisogna combinare in modo coerente diverse tecnologie che interagiscono tra loro per ottenere vantaggi competitivi concreti.

Industry x.0 Innovation center

Quali tecnologie digitali vengono implementate dalle aziende manifatturiere italiane per incrementare la propria efficienza e proporre esperienze sempre più personalizzate ai propri clienti? E quali sfide devono affrontare per intraprendere con successo questa strada? Per rispondere a queste domande Accenture ha intervistato 90 dirigenti di aziende italiane attive in 22 comparti manifatturieri, includendo piccole e medie impese (50) e grandi organizzazioni (40). Dalla ricerca, dal titolo ‘Industry X.0. Combinare per conquistare. La rinascita dell’industria italiana’ sono emerse evidenze interessanti.

La competitività italiana è ancora alta
Lo studio rileva innanzitutto che le aziende manifatturiere italiane continuano ad essere ben posizionate sul mercato mondiale grazie all’elevata attenzione posta alla qualità dei prodotti. Questo permette di applicare prezzi più alti nei mercati di esportazione, sia in Europa che fuori dall’Unione. Alcuni comparti, come la pelletteria e l’abbigliamento, esportano i loro prodotti a un valore unitario relativo più alto rispetto ai maggiori concorrenti esteri. Questo posizionamento peculiare permette all’industria manifatturiera italiana di godere di margini di profitto elevati. Infatti, nel panorama delle economie dell’Europa Occidentale, le aziende italiane, grandi e piccole, riescono a generare margini di profitto significativi, malgrado un panorama macro economico ancora stagnante e la forte concorrenza delle altre potenze industriali. Il contesto è dunque positivo, ma, per mantenere questo vantaggio competitivo, le aziende sanno che devono puntare sulle tecnologie digitali. Stando alla ricerca, infatti, le principali priorità strategiche da qui al 2020 sono lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi (64%), l’adozione ‘proficua’ di tecnologie digitali (58%), l’ingresso in nuovi mercati (58%), un arricchimento della relazione con i clienti lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti (53%) e, infine, maggiore efficienza e flessibilità della supply chain di riferimento (48%). Per raggiungere questi obiettivi le aziende manifatturiere italiane hanno già intrapreso il percorso della digitalizzazione. Nel 2017, ad esempio, secondo stime IDC, le imprese industriali italiane hanno speso 3,9 miliardi di dollari in tecnologia IoT, alla base di possibili soluzioni di intelligenza artificiale ancora più evolute, posizionandosi al secondo posto in Europa, alle spalle della Germania.

Gli ostacoli da superare
Dalla ricerca emerge altresì che, benché le aziende attendano con impazienza di poter trarre un reale vantaggio dalle tecnologie digitali, poche credono che i loro investimenti in tal senso produrranno i risultati attesi. Solo il 28% delle aziende intervistate, infatti, è fiducioso che l’innovazione nel digitale permetterà di conseguire una riduzione nei costi operativi e solo il 29% pensa che potrà migliorare il livello di customer engagement attraverso le tecnologie digitali. Questa percezione vale per tutte le aziende intervistate, indipendentemente dalla dimensione. Qual è la causa di uno scetticismo ancora tanto diffuso? In primo luogo l’elevato costo della rapida obsolescenza delle tecnologie (quasi 35%), in secondo luogo la scarsità - o l’assenza - di budget (quasi 30%), poi la mancanza di risorse adeguatamente skillate (25% circa), una conoscenza dei propri clienti non sufficientemente accurata (un altro 25% circa) e infine la scarsità di liquidità e costi di finanziamento elevati. Criticità, soprattutto quelle di carattere finanziario, che meno del 30% delle aziende intervistate ha deciso di affrontare approfittando del ‘Fondo Europeo per gli investimenti per imprese innovative’ o del Piano Nazionale 4.0.

Un approccio interdisciplinare
Serve allora un cambio di paradigma per reiventare il mondo aziendale attraverso il digitale, un nuovo approccio che Accenture ha battezzato Industry X.0. A differenza di tutte le precedenti rivoluzioni industriali, che applicavano le nuove tecnologie solo nella fase strettamente produttiva, Industry X.0 prevede di applicare il digitale in tutte le fasi della realizzazione di un prodotto o servizio, dalla valutazione partendo dalle nuove esigenze che si vogliono soddisfare, passando per la progettazione, la realizzazione sino ad arrivare all’utilizzo del prodotto/servizio lungo tutto il suo ciclo di vita. Un obiettivo ambizioso, che si può raggiungere utilizzando sistematicamente una combinazione di diverse tecnologie al fine di moltiplicare i benefici che ciascuna di esse è in grado di apportare singolarmente. Le aziende italiane che hanno partecipato allo studio hanno segnalato un ventaglio ampio e variegato di tecnologie - tutte legate al mondo dell’intelligenza artificiale - in grado di generare nuovo valore se adeguatamente correlate tra loro. In particolare per ottenere un alto grado di efficienza operativa l’accento è stato messo su cyber security (60%), big data analytics (58%), mobile computing (54%), blockchain (51%) e autonomous robots (50%), mentre per offrire esperienze sempre più personalizzate ai clienti vengono in aiuto soluzioni per esperienze immersive (ad esempio realtà aumentata e realtà virtuale, 51%), digital twin (49%), Internet of Things (49%) e machine e deep learning (48%).

Un'iniziativa concreta
Per una reale evoluzione digital oriented dell’industria manifatturiera italiana Accenture suggerisce quindi la metodologia Industry X.0 che in Europa porta sul mercato grazie al proprio Industry X.0 Innovation Network, una rete che comprende 23 centri altamente specializzati e che vede un piano di investimenti complessivo pari 1,4 miliardi di dollari. Nell’ambito di questo progetto all’inizio di febbraio è stato inaugurato il nuovo ‘Industry X.0 Innovation Center di Modena, realizzato all’interno di HPE Coxa, azienda modenese specializzata in attività di ingegneria per il settore automobilistico, motoristico e delle soluzioni di automazione. Il polo modenese è parte dell’Accenture Innovation Architecture, che riunisce tutte le competenze dell’azienda in termini di innovazione - ricerca, imprese, laboratori, studi, centri di innovazione e delivery center - per aiutare le aziende a vincere le sfide del futuro. Il nuovo Industry X.0 Innovation Center di Modena si pone come hub di innovazione aperto all’ecosistema manifatturiero con l’obiettivo di aiutare le aziende ad accelerare la propria agenda digitale e a creare valore sostenibile.
Tramite nuovi approcci ai processi industriali e all’organizzazione aziendale, le aziende manifatturiere italiane hanno la possibilità di migliorare l’efficienza della loro attività e di reinventarsi continuamente, utilizzando le tecnologie digitali connesse come fattori abilitanti di prodotti, servizi ed esperienze innovative, in modo da soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti e del mercato. Dialogando e lavorando a fianco di risorse con esperienze e know how altamente specializzati le aziende potranno sperimentare un approccio sistematico all’innovazione che le aiuterà ad accelerare i progetti, ottimizzare i costi e cogliere maggiori opportunità di crescita nel mercato digital-first di oggi.
Questa iniziativa rafforza le capabilities di Accenture a supporto della digitalizzazione industriale, nonché la presenza dell’azienda nei principali mercati manifatturieri europei. Il network include l’Innovation Center di Garching, realizzato da Accenture in Germania, e verrà ulteriormente ampliato quest’anno con l’apertura di un altro centro in Nord America. I clienti del centro di Modena avranno accesso a diverse strutture e servizi, come workshop focalizzati sull’Industrial Design Thinking o aree di esperienze IIoT per showcase tecnologici, oltre che a ecosistemi regionali in grado di collegarli a importanti partner tecnologici, società di ricerca e start up industriali.

 

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