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25/11/2014

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Industria digitale made in Europe

Il motore italiano FacilityLive punta sul risveglio del vecchio continente e la nascita di una filiera IT europea. Punto di partenza: un modo nuovo e più ‘gentile’ di trovare le informazioni. Non alternativo ma complementare a Google.

Siamo tornati da FacilityLive dopo un anno e qualcosa è cambiato. L’azienda è cresciuta e le persone sono diventate 50 dalle 30 che erano. Anche il clima è sempre più internazionale mentre i meglio informati non possono più guardare distratti questo ‘Google per palati fini’ che riesce ad aggregare, ma in modo dinamico e qualitativo, qualsiasi tipo di informazione proveniente da qualsiasi fonte. Un unicum che non solo lo distingue da tutti gli altri motori di ricerca, ma non fa sembrare vero che sia stato inventato a Pavia.

A non essere cambiato è Gianpiero Lotito, il classico tipo che staresti a sentire per ore mentre parla di tecnologia come se narrasse una storia. Ricordo perfettamente che quando andammo a trovarlo nel 2013 l’intervista durò dalle undici del mattino alle tre e mezza del pomeriggio. Per noi che eravamo in due a un certo punto arrivò un caffè, per Gianpiero neanche quello. Ad appoggiarci davanti i bicchierini fumanti fu la socia di Giampiero, Mariuccia Teroni (qualcosa più di un braccio destro in azienda) quasi a scusarsi di quel lunghissimo racconto che però a noi non stancò affatto. E che ci diede la sensazione di essere davanti a qualcosa di importante.

Il risveglio tecnologico europeo
Stavolta Lotito ha poco tempo e un po’ ci dispiace. La cortesia però è quella di sempre: “Che volete  che vi dica – esordisce – il mondo si sta accorgendo di noi. Le istituzioni e il mercato intendo. E sono contento di dirvelo mentre sto a Pavia”. Per il padre di FacilityLive quella dell’Italia è una vera e propria fissa. Dagli USA gli hanno fatto proposte difficili da rifiutare quando è stato dai colossi a presentare il suo progetto, ma lui niente. E perché? “Perché ci avrebbero fatto diventare americani – dice – la solita storia dei cervelli in fuga, niente di nuovo. Non so per voi, ma secondo me avere aziende italiane con la testa in Silicon Valley non è un grande vantaggio per il nostro Paese. Meglio contribuire alla creazione di un’industria tecnologica del futuro, qui in Europa, che è esattamente il motivo per cui FacilityLive riscuote grande interesse. La digitalizzazione delle aziende, con la nascita di nuove opportunità anche dal basso, la disponibilità di tecnologie che permettono di interagire in modo più evoluto, e infine l’Europa che si sta accorgendo di essere un mercato più grande degli Stati Uniti stanno facendo sì che ci sia un lento risveglio dell’esistenza di un’industria europea digitale. Ecco cosa vogliamo fare”. 

Nelle stanze che contano

Un passo indietro per capire. Se nel 2008 gli inventori di FacilityLive non si sono trasferiti negli Stati Uniti e non sono tornati al secondo appuntamento da Oracle, dove ad attenderli c’erano i pezzi da  novanta della compagnia, è perché erano consapevoli di avere per le mani qualcosa che li avrebbe portati lontano. E anche perché hanno trovato in Italia i capitali che servivano per ottenere 39 brevetti nel mondo (che nel frattempo sono diventati 43) e strutturare l’attività rimanendone saldamente alla guida. Non capita spesso ma è andata così. E ora come sta andando? "Decisamente bene direi. L’enorme difficoltà di comunicare i contenuti del nostro lavoro è superata e le cose stanno girando. La riprova – sottolinea Lotito – è nel fatto che siamo in procinto di sbarcare in aziende europee di grandissime dimensioni con qualcosa di molto strutturale. Nelle vesti cioè di fornitori della tecnologia che abilita la classe dei progetti, contribuendo di conseguenza alla digitalizzazione delle imprese stesse. Contemporaneamente vedo sempre più concretizzarsi il mio sogno personale di contribuire all’organizzazione delle informazioni in Europa con una tecnologia che rende le info più accessibili, in un modo più amichevole e più adatto a ciascuno di noi rispetto a quanto avviene ora. Anche a Bruxelles stiamo lavorando molto, in questo caso con progetti che ci aiuteranno a diventare uno dei motori di ricerca adottati dalle grandi istituzioni europee. La validazione da parte del mondo scientifico è ovviamente molto importante: un passaggio delicato che stiamo facendo ai massimi livelli e non solo per la validazione della tecnologia in sé, ma soprattutto del paradigmache sta dietro all’idea di FacilityLive e che impatta sul rapporto uomo-macchina”. 

Complementari a Google
Per chi ancora non vi ha guardato dentro, FacilityLive è un motore di ricerca di nuova generazione che incorpora la visione del web semantico e anche qualcosa di più. Per esempio la ‘rivelazione’ che esiste un ‘altro’ modo per organizzare le informazioni nelle search su Internet, cosa per niente scontata in un mondo google-centrico. L’architrave del ‘content is king’, lezione imparata nel mondo editoriale da cui provengono gli inventori di FacilitiLive, permette al motore di preservare la struttura informativa implicita delle informazioni ricercate. Escludendo la tecnologia full text, e lavorando sulla pertinenza anziché sulla rilevanza delle chiavi, FacilityLive arriva agli obiettivi del What you search is what yoi get e della One search one site che ‘umanizzano’ la ricerca di informazioni e la rendono cento volte più raffinata. Gli inventori di Pavia sono stati definiti l’alternativa a Google, ma Gianpiero Lotito non si prende la responsabilità di questa affermazione. “Più che di alternativa parlerei di completamento. Oggi una delle due metà della search è quello che fa Google, l’altra sta in quello che ancora può essere fatto. Soprattutto quando serve qualità nelle ricerche. Il punto è che spesso è comodo accedere all’informazione in modo veloce e non particolarmente strutturato, ma capita anche di aver bisogno di info più precise; in questi casi serve una tecnologia che permetta un accesso diverso. Si tratta di due approcci che possono coesistere e che si completano a vicenda. Cosa succederà nel lontano futuro lo vedremo – conclude Gianpiero Lotito prima di salutarci – per ora ci sentiamo il complemento necessario al più grande motore di ricerca del pianeta, il che non è poco mi pare. E siamo felici di raccontarlo da Pavia”. 

La sublimazione del search semantico
FacilityLive è ‘What yuo search is what you get’. Ma anche ‘One search one site’ se preferite. La sostanza non cambia in effetti, questione di sfumature: la prima frase è la filosofia del motore di ricerca italiano ideato da Gianpiero Lotito e Mariuccia Teroni, la seconda l’essenza della piattaforma di gestione delle informazioni che da quel motore deriva. Un modello originale e unico quello di FacilityLive, che alla sublimazione del search semantico unisce l’ambizione di ridurre a una sola schermata la navigazione di qualsiasi sito internet. Il bello è che ci riesce. Grazie alla ‘iperlente’, un sistema brevettato da FacilityLive che riconduce tutte le informazioni a portata di touch eclissando la barra menu, a parte le info di base. La vista che si crea con la iperlente è contestuale alla ricerca eseguita e risolve i problemi come l’autenticazione e l’incrocio tra diversi sistemi. Non è alternativo a Google, lo completa e migliora i risultati quando la ricerca è per palati fini.

 

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