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16/05/2017

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di Giancarlo Magnaghi

Industria 4.0: Cosa è importante sapere sul Piano Nazionale

Tutte le informazioni sul Piano Nazionale Industria 4.0 che non si rivolge solo alle grandissime aziende manifatturiere, ma vuole coinvolgere in maniera proattiva anche le PMI, che costituiscono la stragrande maggioranza delle aziende italiane.

Industria 4.0 - © wetzkaz - fotolia.com


Parliamo di Industria 4.0. Lo scorso febbraio, milioni di aziende italiane hanno ricevuto la seguente PEC proveniente dal Ministero dello sviluppo Economico (Mise) e firmata dal ministro Carlo Calenda: “Cari imprenditori, con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, grazie alla diffusione delle tecnologie digitali, il comparto industriale sta vivendo una profonda trasformazione dei meccanismi attraverso cui produce valore, innovazione e benessere. Il nostro tessuto imprenditoriale ha fatto della capacità di adattamento alle trasformazioni un punto di forza. La rivoluzione in atto è però caratterizzata da confini meno definiti e più ampi rispetto alle precedenti: non vengono investiti solo i processi di produzione ma, grazie all’accresciuta capacità di interconnessione, si stanno radicalmente trasformando anche i modelli di business e l’intera catena del valore. Approvate con la Legge di Bilancio 2017 e quindi già operative, le misure contenute nella guida di seguito allegata rappresentano gli strumenti che il Governo mette a disposizione delle imprese per affrontare questa trasformazione. Le azioni del Piano Nazionale Industria 4.0 prevedono meccanismi automatici, un ammontare di risorse dedicate e un’organicità d’insieme che non hanno precedenti recenti nella politica industriale italiana. Il successo del Piano dipenderà però da voi e dall’ampiezza con cui vorrete utilizzare le misure messe a disposizione”.

Una rivoluzione industriale anche per le PMI
La mail fornisce il link all’indirizzo http://www.mise.gov.it/index.php/it/ industria40, dove sono raccolte le principali informazioni relative al Piano Nazionale Industria 4.0. Ho voluto citare questa iniziativa inedita, poiché è sintomatica del fatto che il Piano Nazionale Industria 4.0 non si rivolge solo alle grandissime aziende manifatturiere, e che questa attività di DEM (direct electronic mailing) del Mise ha cercato di coinvolgere in maniera proattiva anche le PMI, che costituiscono la stragrande maggioranza delle aziende italiane. La documentazione prodotta dal ministero precisa poi che l’espressione Industria 4.0 è collegata alla cosiddetta ‘quarta rivoluzione industriale’, resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a basso costo, e da un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi, i cosiddetti sistemi ciberfisici. Industria 4.0 richiede soluzioni tecnologiche per ottimizzare i processi produttivi, supportare i processi di automazione industriale, favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi.

Cosa prevede il piano
I nuovi processi produttivi si basano in particolare su tecnologie di produzione di prodotti realizzati con nuovi materiali, meccatronica, robotica, produzione additiva, utilizzo di tecnologie ICT avanzate per la vir tualizzazione dei processi di trasformazione, e infine sistemi per la valorizzazione delle persone nelle fabbriche. I principali Paesi industrializzati, a cominciare da Germania e Stati Uniti, si sono già attivati da qualche anno a supporto dei settori industriali nazionali per cogliere appieno quest’opportunità, mentre l’Italia ha appena sviluppato il “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” basato su quattro direttrici strategiche:

- Investimenti innovativi, per stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione.
- Infrastrutture abilitanti, per assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali.
- Competenze e Ricerca, per creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc.
- Awareness e Governance, per diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Iper e Super Ammortamento
I principali meccanismi di incentivazione degli investimenti nelle tecnologie 4.0 sono l’iper-ammortamento e il super- ammortamento, studiati per supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, ma anche in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Trattandosi di un abbattimento fiscale, questo provvedimento è utile per rendere più competitive le aziende sane che fanno utili, poiché le aziende con i bilanci in perdita, non ne possono trarre alcun beneficio. Quindi il ‘Piano Calenda’ è tutto tranne che un piano per aiutare le aziende in difficoltà. L’Iper-ammortamento è una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0, acquistati o in leasing. Chi beneficia dell’iper-ammortamento ha la possibilità di fruire dell’agevolazione anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali, ovvero software e sistemi IT. Il Super-ammortamento è una supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. I beni in locazione e i servizi sono quindi esclusi da questi benefici. Questo contraddice parzialmente l’affermazione che il piano Industria 4.0 vuole favorire le applicazioni in cloud, poiché la principale caratteristica delle forniture in cloud è quella di trasformare le forniture di prodotti in forniture di servizi.

Chi ne beneficia
I possibili beneficiari sono tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI (Imposta sul Reddito Imprenditoriale), con sede fiscale in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. A questi benefici fiscali si accede in maniera automatica in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione. Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018. Per gli investimenti in iper-ammortamento superiori a 500.000 euro per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o di un ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A (beni materiali) o all’allegato B (beni immateriali) della legge di Bilancio 2017. Un aspetto particolarmente importante è il fatto che non tutti gli investimenti in macchinari a controllo numerico possono usufruire dell’iperammortamento, ma solo quelli che soddisfano un certo numero di requisiti specificati nell’allegato A della legge di stabilità 2017.

Quando un bene è ‘interconnesso’
Questo è giustificato dal fatto che il Piano Industria 4.0 vuole incentivare non solo l’acquisizione di macchine automatiche più performanti e intelligenti, ma anche e soprattutto lo smart manufacturing, inteso come ambiente di produzione interconnesso. Quindi possono usufruire dell’iper-ammortamento solo le macchine e i sistemi che si possono interconnettere. Una nota esplicativa del Mise chiarisce inoltre quali caratteristiche deve avere un bene per poter essere definito ‘interconnesso’: Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito ‘interconnesso’ ai fini dell’ottenimento del beneficio dell’iper ammortamento del 150%, è necessario e sufficiente che:

1. Scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, altri) e/o esterni (sistemi di clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, altri) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, altri).

2. Sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).

 

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