Eventi 2018
Mercati Verticali
 

08/01/2018

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di Giancarlo Magnaghi

Industria 4.0: cosa ci aspetta quest'anno?

I numeri sull'innovazione 4.0, gli investimenti dello scorso anno, tra benefici e criticità. Con l'interesse nel 2018 non solo del manifatturiero, e l'esigenza di colmare il gap in termini di capitale umano. Le opportunità per la formazione.



Il valore di mercato e le ripercussioni sul mondo del lavoro di Industria 4.0 sono sempre più rilevanti in tutto il mondo. Una ricerca di Markets&Markets, stima un valore globale di 152 miliardi di dollari entro il 2022, con un tasso di crescita annuo composto di quasi il 15%. In Italia, secondo i risultati della ricerca “Come la digitalizzazione e l’automazione cambiano il modo di lavorare”, di The European House Ambrosetti, il giro d’affari nel 2016 era di 1,83 miliardi di euro e l’Italia è tra i paesi che utilizzano maggiormente le tecnologie automatizzate nell’industria. Per esempio, nella nostra industria manifatturiera si contano in media 160 robot industriali ogni 10.000 dipendenti (1 ogni 62 operai) rispetto ai 150 della Spagna e ai 127 della Francia. Secondo la ricerca, l’evoluzione tecnologica non comporterà solo la riduzione di alcune mansioni lavorative (in Italia nei prossimi anni potrebbero essere a rischio fino a 3 milioni di posti di lavoro a basso profilo), ma genererà anche nuove opportunità: si stima che ogni nuovo posto di lavoro nella tecnologia, life science e ricerca scientifica possa generare 2 posti di lavoro nell’indotto. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, la ‘effettiva entità’ degli investimenti Industry 4.0 dovuti agli incentivi ammonta a 1,6-1,7 miliardi di euro nel 2017, considerando solo la porzione degli investimenti incentivati dal piano Industria 4.0 destinati all’innovazione, depurata dalla spesa per la mera sostituzione di macchinari obsoleti.

Molti indicatori positivi
I dati delle commesse registrate da Ucimu-Sistemi per produrre nel trimestre luglio-settembre evidenziano una crescita del 68,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da molti mesi è il mercato interno a trainare il comparto, grazie alla crescita della domanda interna, rilanciata dagli incentivi del piano Calenda, invertendo un trend decennale che vedeva il principale sbocco nell’export, che generava oltre il 70% dei ricavi di molte aziende. Da una ricerca dell’Osservatorio Anie su un campione di 120 aziende, emerge che oltre l’80% delle imprese ha realizzato nel 2017 attività di innovazione e di queste il 65% indica investimenti in innovazione in crescita rispetto al 2016. In considerazione del piano Industria 4.0, le imprese Anie riconoscono nell’attuazione del piano benefici:

- al miglioramento del processo produttivo (32%)
- alla logistica e efficienza organizzativa (20%)
- al marketing e alle vendite (17%)
- alla creazione di servizi innovativi (16%)
- alla modernizzazione dell’offerta(15%).

A frenare l’implementazione sono:

- la scarsa conoscenza delle nuove tecnologie (28%) 
- il lento ritorno degli investimenti e la poca ricettività del mercato (22%)
- la mancanza di profili professionali adeguati (17%)
- i rischi legati alla sicurezza dei dati (13%).

A trainare la crescita è l’industria e a seguire le infrastrutture di trasporto ferroviario ed elettrificato. Nel comparto dei laser le aziende segnalano un aumento della domanda interna del 70%.

Le criticità
Nonostante tutti questi dati positivi, permangono alcuni elementi di criticità: nelle PMI l’innovazione non è ancora entrata in modo significativo (solo il 10% delle piccole aziende è digitale), ci sono forti ritardi sull’avvio dei competence center e sulla formazione per Industry 4.0. Inoltre, è necessario colmare un notevole gap nel capitale umano disponibile sul mercato del lavoro: mancano manager e professionisti con le qualifiche e le competenze richieste per gestire la transizione a Industria 4.0. Sono richieste ma scarsamente disponibili nuove figure professionali create in ottica 4.0, come Chief internet of things Officer (supervisore sull’impiego dell’IoT in azienda), Iot Business designer (responsabile delle architetture di interconnessione dei dispositivi) e Additive Manufacturing Designer (progettista esperto di ottimizzazione topologica per la produzione additiva), che si affiancano a Big Data Analyst, esperti di Cybersecurity e sviluppatori di software industriale e di sistemi esperti.

Cosa ci attende nel 2018
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 16 ottobre 2017 il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 (legge di stabilità) e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. La legge di stabilità 2018 (approvata lo scorso 23 dicembre, n.d.r) contiene anche la revisione del pacchetto Industria 4.0, che viene ora esteso a Impresa 4.0. Questo significa che gli incentivi vengono estesi anche alla digitalizzazione delle aziende non manifatturiere. Più formazione, rinnovo degli incentivi, con qualche modifica e rifinanziamento del fondo di garanzia per le PMI con una dotazione ulteriore di 550 milioni di euro. Si tratta di oltre 10 miliardi di finanziamenti a sostegno delle imprese che investiranno in innovazione, ricerca e formazione negli ambiti e nelle tecnologie che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale. Per accrescere la competitività del sistema economico in chiave 4.0 è stato inoltre istituito il “Fondo per il capitale immateriale, la competitività e la produttività” le cui priorità saranno finanziare progetti di ricerca e innovazione e favorire il trasferimento dei risultati dei progetti verso il sistema produttivo. Confermati gli incentivi previsti già lo scorso anno dal Piano Calenda, con particolare riguardo all’iper-ammortamento, con le stesse modalità del 2017. La misura sarà rinnovata di 12 mesi per quanto riguarda il periodo relativo all’effettuazione degli ordini e le consegne. Gli investimenti in beni 4.0 saranno incentivati al 250% se l’ordine viene effettuato entro il 31/12/2018 e viene versato entro la stessa data un acconto di almeno il 20%. Per le consegne c’è tempo fino al 30/09/2019. L’iperammortamento si applica all’acquisto di beni materiali e strumentali nuovi legati a progetti di digitalizzazione aziendale: digital computing, big data, meccatronica, stampa 3D, Intelligenza Artificiale, Internet. Il super ammortamento sarà utilizzabile anche nel 2018 (terzo anno di applicazione), ma con un’aliquota del 130%, fatta eccezione per l’acquisto del software che rimarrà al 140%. Viene rifinanziata la Sabatini, con nuove risorse che dovrebbero consentire alla misura di essere pienamente operativa fino alla sua scadenza del 31 dicembre 2018.

Formazione 4.0
Poiché investire in innovazione tecnologica comporta anche investimenti nella formazione del capitale umano per permettere alle imprese di affrontare con maggiore consapevolezza la trasformazione digitale, per la ‘Formazione 4.0’ è previsto un credito di imposta del 40% sul totale dell’investimento, con un massimale di 300.000 euro per ogni azienda. Le spese ammissibili saranno i costi del personale che riceve formazione su tecnologie di produzione, vendita e marketing relative ad almeno una tecnologia 4.0: big data, cloud computing, cyber-security, sistemi cyberfisici, manifattura additiva, realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa. Il Piano Impresa 4.0 inserito nel disegno di legge di Stabilità 2018 prevede anche il riordino dei fondi per il venture capital. Circa 100 milioni per le startup innovative, assorbendo risorse della misura Smart & Start di Invitalia, destinati a prestiti agevolati per chi investe capitale privato nelle imprese innovative.

 

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