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13/11/2012

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La lunga attesa delle reti di nuova generazione

Gli operatori mettono a punto la loro offerta anche se il mercato NGN rimane bloccato

 

E’ ripreso il dibattito sul destino delle principali infrastrutture di rete di telecomunicazioni presenti nel nostro Paese. Non è un problema banale che va ben oltre gli aspetti tecnologici connessi a questa vicenda, ma consapevoli di questo pensiamo anche che oggi sia necessario fare il punto della situazione con i principali fornitori di Next Generation Networks (NGN).

 

 

I problemi, lo stato dell’arte e le prospettive future
 

 

“Lo sviluppo delle reti NGN, parte dell’agenda digitale europea, prevede entro il 2020 la copertura di tutta la popolazione con connessioni a 30 Mbit/s e del 50% della popolazione a 100 Mbit/s – afferma, Alberto Lotti, marketing manager West&South Europe di Alcatel-Lucent Italia. Lo scenario economico e le difficoltà di business degli operatori, che vedono aumentare vistosamente il traffico sulle loro reti ma non altrettanto i ricavi, rende complesso il raggiungimento di questi obiettivi. In Italia, al momento, sono in corso iniziative che se saranno favorite nel loro sviluppo, coordinate e ampliate nell’interesse nazionale, potranno avvicinare l’Italia agli obiettivi della Digital Agenda. Affinché ciò avvenga con il miglior impiego delle risorse disponibili, la soluzione ideale è il mix tecnologico, con l’utilizzo in funzione delle diverse situazioni, della fibra ottica fino a casa degli utenti, delle tecnologie su rame (Vdsl) e delle tecnologie mobili (LTE e successive). L’Italia in particolare ha una profonda e capillare diffusione delle comunicazioni mobili. Può essere che questa specificità inneschi un processo evolutivo nel ciclo investimenti/infrastruttura/servizi. Inoltre con la crescita del traffico wireless, occorreranno nuovi investimenti nelle reti mobili, per la diffusione capillare di antenne a bassa potenza, che necessiteranno di connettività a banda ultralarga per il loro collegamento alla rete dell’operatore e le reti fisse in fibra”.
 

“Se per Next Generation Network intendiamo una rete a copertura nazionale in grado di trasportare servizi di voce, dati e immagini su un’unica piattaforma in modo convergente con alta capacità di banda, con rammarico, nonostante anni di discussioni e progetti basati su differenti soluzioni tecnologiche, possiamo affermare che in Italia non solo non esiste, ma non si ha tuttora certezza di quando potrà essere realizzata – dichiara Stefania Truzzoli, chief operating officer di BT Italia. Il dibattito politico ha coinvolto a più riprese anche gli operatori e da ultimo soggetti terzi come la Cassa Depositi e Prestiti o società come F2i. Tuttavia mentre in Italia si discute, negli altri Paesi si fa. La Gran Bretagna BT sta realizzando la propria NGN che prevede di collegare i 2/3 della popolazione entro il 2014 con 80 Mbit simmetrici più 300 on demand. Già oggi la nuova rete è accessibile da oltre 11 milioni di utenze”.
 

Va però detto che lo scenario italiano non è completamente negativo: “Nel corso degli ultimi anni sono stati realizzati dagli operatori fissi significativi investimenti limitati ad alcune città o aree geografiche, che hanno consentito a questi ‘fortunati’ clienti di sfruttare appieno servizi di voce su IP, accesso a Internet veloce, Iptv, servizi di conferencing, servizi di accesso remoto in mobilità e servizi in ‘bundle’ capaci di integrare voce, Internet, TV e mobile”, racconta sempre Stefania Truzzoli.
 

“A differenza di quanto accaduto fino a questo momento, con l’evoluzione delle reti esistenti, la realizzazione delle NGN rappresenta un costo che eccede le dimensioni dei singoli operatori e richiede uno sforzo economico e una pianificazione strategica che coinvolgono il Sistema Paese nel suo complesso - Giorgio Pignataro, direttore operazioni mercato service provider, media e broadcaster di Cisco Italy. Sono necessari quindi investimenti strutturali per le reti di prossima generazione e una strada che sta portando buoni frutti è quella che punta sui singoli territori, un buon esempio è il modello Metroweb: è market driven e il suo successo è la dimostrazione che è la strada da seguire. In più, data la difficile situazione in cui versa il nostro Paese, con la spesa in ICT in calo e il governo centrale che potrebbe fare di più per utilizzare l’ICT come leva per la ripresa, le previsioni ci indicano uno scenario di crescita della fruizione dei dati, anche nel nostro Paese. Secondo lo studio Cisco Visual Networking Index (VNI) Global Mobile Data Traffic Forecast for 2011 to 2016, il traffico dati mobile mondiale crescerà di 18 volte tra il 2011 e il 2016 raggiungendo i 10,8 exabyte al mese – o un run rate annuale di 130 exabyte – entro il 2016. Questa crescita impressionante del traffico mobile sarà guidata da dispositivi sempre più potenti, e le infrastrutture dovranno stare al passo”.
 

“L’evoluzione delle reti attualmente in uso in Italia verso le NGN rappresenta al momento un costo che eccede e supera di gran lunga le dimensioni e le capacità di investimento dei singoli operatori; è necessario, uno sforzo economico in questa direzione e una pianificazione strategica che deve vedere protagonista, in prima persona, il Sistema Paese – ribadisce anche Stefano Beccia, senior network solution manager & business development di Huawei. Gli investimenti, per risultare veramente efficaci, dovranno però essere concentrati in maniera razionale e proficua, per esempio attraverso partnership e progetti di co-investimento. Oggi assistiamo all’abbassamento dei costi tecnologici e alla realizzazione di tecnologie più flessibili e adeguabili nel tempo, non abbiamo però ancora a disposizione una soluzione unica per creare reti competitive. È comunque molto importante valorizzare e continuare a lavorare sull’infrastruttura di rete in rame in uso ora in Italia, in attesa dell’arrivo delle NGN, perché abbiamo la possibilità e le tecnologie necessarie per accrescerne ulteriormente la capacità, moltiplicando la velocità sia in download sia in upload”.
 

“L’Italia è stata per anni uno dei palcoscenici più interessanti per quanto riguarda le reti di nuova generazione racconta Guido Candiani, responsabile service providers market unit di Italtel. Nel nostro Paese nei primi anni duemila sono stati realizzati progetti molto innovativi e sicuramente all’avanguardia. Negli anni successivi però quest’onda innovativa è venuta meno e oggi occupiamo una posizione di retroguardia nello sviluppo delle NGN nonostante sul territorio nazionale esistano realtà molto interessanti da un punto di vista tecnologico. Le reti di accesso Ultrabroad-Band basate su fibra (in architettura FTTH o FTTCab) sono poco diffuse e limitate ad alcuni ambiti metropolitani, come Milano, ma vanno registrate positivamente nuove iniziative recenti che vedono il coinvolgimento di fondi pubblici e partner tecnologici che fanno ben sperare per una rapida inversione di tendenza. Nell’ultimo periodo, inoltre, si è registrato un ritorno di attenzione sui progetti NGN, unanimemente considerati come sinonimo di sviluppo, crescita, aumento della competitività per le imprese, semplificazione e nuovi servizi per il cittadino. La stessa Agcom ha definito le normative per l’interconnessione tra le reti in ambito IP che dovrebbero dare un forte impulso a tutti gli operatori nell’evoluzione dei servizi verso un mondo all IP”.
 

“In Italia si parla di NGN sin dal 2006, con i primi tentativi di creare reti veloci nel nostro Paese – afferma Fabio Di Marco, business development strategy & marketing director, ZTE Italy. Nel 2007 si pensava che l’NGN potesse essere una soluzione unica, viste le alte velocità della fibra ottica, ma nel tempo le reti mobili, in particolare l’LTE, sono diventate una valida alternativa, nell’ottica di risolvere il problema del backhauling. ZTE è attiva sull’argomento dal 2007, inizialmente con la fornitura a Telecom Italia di un numero ridotto di sistemi FTTb (Fiber To The Building). La gamma di apparati FTTx che offre la nostra società è molto estesa e tutti i servizi offerti da ZTE in tema, quali FTTb, FTTH, FTTC, FTTN, sono stati ampliamente testati e provati nei laboratori di diversi operatori, in particolare nei TI Lab e nei lab di Vodafone Italia. Il mio parere personale è che siano stati problemi organizzativi e normativi a ritardare lo sviluppo dell’NGN, in qualunque forma, nel nostro Paese. A questi numerosi problemi si è aggiunto il costo elevato che gli operatori hanno dovuto pagare per le licenze nell’asta conclusa a fine 2011. Ritengo pertanto, che lo sviluppo e la diffusione delle reti di nuova generazione fisse o mobili non sarà pienamente possibile fino all’inizio del 2013”.

 

 

La futura offerta di servizi
 

 

Ma come queste aziende immaginano di supportare la futura offerta di servizi sulle NGN rivolta alle aziende italiane?
 

“L’architettura di rete di BT Italia è organizzata su tre livelli: core, edge e di accesso alle reti metropolitane – spiega Stefania Truzzoli. Il primo e il secondo livello, grazie alle elevate performance e flessibilità, sono già pronti per supportare l’offerta di servizi su rete NGN; ospitano tutti i servizi intelligenti di fonia fissa, fonia mobile e dati, con nodi di rete completamente magliati che gestiscono il routing del traffico. Per quanto riguarda il terzo e ultimo livello, quello relativo all’accesso, BT Italia sta realizzando una nuovissima piattaforma di rete in grado di consentire il passaggio di tutte le nostre infrastrutture di accesso verso la fibra ottica, non posando nuova fibra ma abilitando quella esistente. Va inoltre sottolineato che il nostro offering di rete è fortemente integrato sia con i servizi di data centre, sia con servizi professionali, così da permetterci di approcciare il mercato con una strategia completa, pronta a supportare il cloud e le applicazioni rilevanti per i clienti”.
 

“La visione di Cisco in questo ambito prevede un’infrastruttura integrata per i servizi video, mobili, cloud e gestiti con i prodotti Cisco, come CRS-1, serie ASR e serie Nexus – afferma – afferma Giorgio Pignataro. Questi prodotti forniscono una solida base per soddisfare tutte le esigenze di rete attuali e future nella rete principale, nei data center, per i punti di confine e fino alle abitazioni dei clienti. Oltre alle solide funzionalità di routing e switching, questi prodotti forniscono anche innovazioni specifiche per i servizi che consentono di ottimizzare la distribuzione di servizi video, mobili, cloud o gestiti”.
 

“L’innovazione è fondamentale per Huawei e da sempre siamo impegnata nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e reti a banda larga fissa e mobile; basti pensare che ogni anno investiamo una media del 10% in ricerca e il 44% dei dipendenti (circa 62.000) lavora nel dipartimento di ricerca e sviluppo – dichiara Stefano Beccia. Nel 2011, gli investimenti in questa direzione hanno raggiunto i 3,76 miliardi di dollari, con un incremento annuo del 34,2%, quasi l’11,6% del fatturato annuo. Stiamo lavorando a stretto contatto con le aziende e gli operatori italiani per garantire loro soluzioni all’avanguardia e tecnologie di ultimissima generazione in ambito fisso e mobile e sviluppando dispositivi in grado di supportarle”.
 

“Italtel vuole coniugare lo ‘smart management’ delle reti con le applicazioni richieste dalle aziende o dai singoli cittadini – racconta Guido Candiani. La nostra offerta indirizza alcuni dei principali temi dell’Agenda Digitale quali infrastrutture e sicurezza, unified collaboration, & communication, sicurezza, smart cities, cloud computing. Il nostro obiettivo è creare soluzioni che consentano innovazione e controllo dei costi senza rinunciare ad affidabilità, sicurezza e qualità. Un asse portante è rappresentato dalla possibilità di portare l’innovazione come ‘evoluzione’ e non come ‘rivoluzione’: far evolvere le tecnologie esistenti accompagnando i clienti in un percorso di aggiornamento e arricchimento con soluzioni sviluppate direttamente da Italtel o realizzate integrando il meglio del mercato. Un esempio è rappresentato dalla video comunicazione ad alta definizione sia in modalità tradizionale che cloud based e dai nuovi servizi in mobilità”.
 

“Il processo in Italia è ancora all’inizio, ma ZTE Italy è pienamente disponibile a studiare le tipologie di soluzioni che possono risultare più adatte a trasportare in modo efficiente, sicuro e veloce tutte le specifiche trasmissioni dati di un’azienda così da progettare il miglior sistema realizzabile oggi, aperto a tutte le future innovazioni che saranno nel tempo rese disponibili – spiega Fabio Di Marco. Una volta realizzate, queste nuove autostrade informatiche permetteranno di introdurre tutta una serie di nuovi servizi e tecnologie che si credevano impensabili prima dell’avvento delle nuove reti super veloci e le numerose collaborazioni in diversi paesi di tutto il mondo e la notevole esperienza accumulata nel corso degli anni fanno di ZTE un valido partner, capace di soddisfare qualsiasi esigenza richiesta dagli operatori del nostro Paese”.
 

“L’Italia è un Paese di realtà aziendali molto differenziate, fatte anche di milioni di partite IVA – afferma Alberto Lotti. In Italia due aziende su tre hanno meno di 50 dipendenti, nell’Europa a 27 solo una su due. C’è bisogno che le nuove reti raggiungano, con prestazioni adeguate per le esigenze nel medio termine, quante più aziende possibile e in breve tempo. Questa è la condizione per diffondere anche l’offerta di servizi. La nostra gamma di soluzioni, basata su un mix di tecnologie che oggi sono finalmente disponibili, permette di espandere l’offerta infrastrutturale, portando, secondo le esigenze reali, fibra, rame ultraveloce o wireless nelle sue varie forme, dal 3G/4G al WiFi e alle Femto. Anche gli sviluppatori di soluzioni e i fornitori di servizi avranno così la possibilità di contare su un mercato più esteso, orientato anche alle esigenze del cloud, dall’Iaas, al PaaS al Saas. A loro volta, grazie alle nostre soluzioni ‘carrier cloud’, i service provider potranno migliorare la qualità del servizio bilanciando in modo ottimale le risorse disponibili nel cloud. Ciò che frena le aziende, soprattutto quelle più piccole, ad adottare il cloud è proprio la garanzia della qualità del servizio, che è al centro della nostra value proposition”.
 

 

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