Sicurezza ICT 2019
 

08/03/2018

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Roberto Ferrari

Incentivi alle imprese: novità e opportunità

Formazione, innovazione, assunzioni e non solo. Diversi gli ambiti che possono beneficiare delle agevolazioni previste dall'ultima Legge di Bilancio. Ecco una prima panoramica.

© iStock - BernardaSv

Introduzione ed estensione di alcune disposizioni agevolative. È quanto prevede la Legge di Bilancio 2018. Novità importanti che interessano tutte le imprese e che ritengo opportuno descrivere in questa sede negli aspetti più salienti. Un quadro generale che verrà approfondito nei prossimi articoli.

Beni strumentali
Super-ammortamento. Il beneficio è stato esteso al 2018 con delle modifiche: la maggiorazione è del 30%, invece che del 40%, e la proroga riguarda gli investimenti agevolabili effettuati dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ovvero entro il 30 giugno 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia effettuato il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

Iper-ammortamento beni Industria 4.0. La maggiorazione del 150% è prorogata in relazione agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018, ovvero entro il 31 dicembre 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia effettuato il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. È mantenuta l’elencazione dei beni che danno diritto all’agevolazione - nell’allegato A dell’art. 1 comma 9 della Legge 232/2016 – ed è possibile, nel rispetto di determinate condizioni, sostituire un bene agevolato già acquisito con un nuovo bene agevolato senza perdere la maggiorazione.

Super-ammortamento software Industria 4.0. La maggiorazione del 40% è prorogata per lo stesso periodo. Inoltre, l’elencazione dei beni che danno diritto all’agevolazione, indicati nell’allegato B dell’ar t. 1 comma 10 della Legge 232/2016, viene ampliato con le seguenti voci:

- sistemi di gestione della supply chain finalizzata al ‘drop shipping’ nell’ecommerce;

- software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;

- software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi ‘on-field’ e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi ‘on-field’).

Formazione
Per il 2018 è previsto un credito d’imposta per le imprese che effettuano spese di formazione nell’ambito delle tematiche Industria 4.0. Il credito d’imposta è pari al 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente - per il periodo di tempo in cui è occupato nelle attività di formazione - e riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 300mila euro per ciascun beneficiario. Sono esclusi dal beneficio i costi sostenuti per le altre spese relative alla formazione, quali il costo delle aule, per la docenza o i materiali d’uso. Il credito d’imposta è relativo inoltre ad attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cybersecurity, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A. Con un apposito decreto interministeriale saranno definite le disposizioni attuative dell’agevolazione.

Assunzione di personale
Si tratta di un incentivo strutturale a favore dei datori di lavoro privati finalizzato a promuovere l’occupazione giovanile stabile. Sono incentivate le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti (esclusi rapporti di apprendistato e di lavoro domestico) e le conversioni in contratto a tempo indeterminato di quelli a termine riguardanti soggetti con meno di 30 anni di età - per il solo 2018 questo limite sale a 35 anni - che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato a eccezione di eventuali periodi di apprendistato presso un altro datore di lavoro, non proseguiti al termine del periodo formativo.

In presenza dei requisiti, l’agevolazione consiste nella riduzione dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, esclusi i premi Inail, nella misura del 50% del loro ammontare, per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di 3mila euro su base annua.

Nel caso il rapporto di lavoro si interrompa prima dei 36 mesi, l’agevolazione si trasferisce per il periodo residuo al datore di lavoro che assuma nuovamente il lavoratore a tempo indeterminato, prescindendo in tal caso dall’età del lavoratore al momento del nuovo impiego e dal requisito di non aver mai lavorato a tempo indeterminato.

Prosecuzione rapporti di apprendistato
Lo stesso incentivo per l’occupazione giovanile stabile si applica anche alle ipotesi di prosecuzione di rapporti di apprendistato, al termine del periodo formativo, in ordinari rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato riguardanti giovani che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età. In questi casi il beneficio è il medesimo per una durata massima di 12 mesi. Con una disposizione specifica, l’incentivo è esteso anche alle assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, di studenti di età inferiore a 30 anni - ovvero a 35 anni per le assunzioni nel 2018 - che abbiano svolto nella medesima azienda attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, ovvero di apprendistato in alta formazione.

In questi casi è prevista una riduzione del 100% dei contributi nel limite annuo di 3mila euro su base annua per un massimo di 36 mesi. Fatturazione elettronica Viene prevista l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica con decorrenza per le fatture emesse a partire dall’1 gennaio 2019. Dall’1 luglio 2018 l’obbligo scatta per le fatture relative alle cessioni di benzina e gasolio utilizzate come carburanti, nonché alle prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito di contratti di appalto di lavori, servizi e forniture stipulati con Pubbliche Amministrazioni. Sono esonerati dall’obbligo coloro che si avvalgono dei regimi di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (ex art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011) e del regime forfetario (ex art. 1 co. 54 - 89 della L. 190/2014).

Credito d’imposta quotazione PMI
È previsto il riconoscimento di un credito d’imposta alle PMI che si quotano in Borsa. Sono agevolabili i costi di consulenza per l’ammissione alla quotazione sostenuti fino al 31 dicembre 2020. Il credito d’imposta è pari al 50% e riconosciuto fino a un massimo di 500mila euro.

Controllo preventivo compensazioni
Pur non essendo agevolativa, la norma impatta comunque con tutti gli incentivi erogati come credito d’imposta compensabile. È stata introdotta una disposizione, con modalità di attuazione disciplinate da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che prevede la possibilità di sospensione dell’esecuzione della compensazione di crediti nel modello F24. La sospensione ha una durata massima di 30 giorni. Lo scopo è di permettere la verifica del profilo di rischio del contribuente in relazione alle compensazioni indicate nel modello F24. All’esito positivo della verifica, o raggiunto il termine di 30 giorni, il pagamento si dà per eseguito.

 

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