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23/05/2013

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In Regione Toscana il data center è cloud

Il progetto che ha portato alla nuova infrastruttura, avviata da pochi mesi. Il Tix, Tuscany InterExchange

 

Da pochi mesi è operativo il nuovo data center della Toscana, conosciuto dagli addetti ai lavori come Tix, dove Tix sta per Tuscany InterExchange. Un nome che racchiude una vocazione ben precisa, ovvero quella alla collaborazione e all’interoperabilità tra realtà diversificate. “Preferiamo parlare del nuovo data center della Toscana intesa come territorio, e non della Regione Toscana, proprio perché, sebbene la Regione sia il promotore di questa iniziativa e il principale motore propositivo dell’innovazione, la nuova infrastruttura nasce per consolidare un percorso paritetico di collaborazione e di condivisione nel settore dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo della società dell’informazione tra gli enti della PA Toscana e del mondo sanitario avviato ormai dal 1997”, dichiara Laura Castellani, responsabile del settore infrastrutture e tecnologie della Regione Toscana e delle politiche di settore relative alla società dell’informazione e dell’innovazione tecnologica.
“D’altra parte – afferma Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana – quando la politica parla di sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza, se non si dà concretezza a queste linee strategiche, come abbiamo sempre cercato di fare e come dimostra anche questa nuova tappa raggiunta con il nuovo data center, certe progettazioni non andrebbero lontane perché avrebbero le gambe corte”.
Il nuovo data center è quindi sicuramente un punto di arrivo di un percorso che viene da lontano, ma per la sua qualità tecnologica e organizzativa, costruita in modo originale intorno al modello del cloud computing, rappresenta anche un nuovo punto di partenza che può portare molteplici benefici in futuro a tutto il territorio regionale.

 


Una collaborazione paritetica che parte da lontano


Fin dal 1997, anno in cui prese il via il progetto della Rete Telematica Regionale Toscana (di seguito anche Rtrt) per fornire connettività ai diversi enti in una logica di economia di scala, si è sviluppata una politica di condivisione nel settore dell’innovazione tecnologica e nello sviluppo della società dell’informazione con gli altri soggetti della Pubblica Amministrazione come comuni, province, comunità montane, Asl, università e altri, che ha sempre accompagnato e supportato parallelamente le iniziative in questi ambiti. “Siamo stati sempre convinti che il successo dell’iniziativa Rtrt non potesse prescindere da una governance del territorio che creasse condivisione di obiettivi, motivazioni e opportunità per tutti – racconta Castellani – e a questo proposito, insieme alla infrastruttura Rtrt è nata fin da subito anche la Comunità della Rete Telematica Regionale Toscana, per raccogliere quelle Pubbliche Amministrazioni che lavorano insieme sui temi dell’innovazione tecnologica”. Per dare sostanza alla comunità, questo particolare meccanismo di governance è stato anche normato da una legge regionale (Legge 1 del 2004), che ha riconosciuto la Comunità Rtrt come una comunità di enti, formalizzando ruoli e competenze: il presidente, il coordinatore, la direzione tecnica operativa, che fornisce l’esperienza e la conoscenza tecnologica, e il comitato strategico, composto da amministratori dei diversi enti della Toscana coinvolti, che elabora gli indirizzi di politica e strategia. Presidente della Comunità Rtrt è proprio Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana, proprio per marcare un ruolo politico forte nell’ambito delle politiche di sviluppo: “I nostri investimenti devono essere guidati da logiche che nascono dalle richieste di cittadini e imprese, e il tema della società dell’informazione e della conoscenza deve essere trasversale a tutti i processi di sviluppo. Il nostro obiettivo è quindi realizzare una programmazione ex-ante della domanda pubblica, aggregando e integrando i bisogni, costruendo così una domanda intelligente che si rivolge al mercato già con un valore aggiunto significativo. Mi sembra che a livello nazionale, la nuova Agenzia per l’Italia Digitale, pensa oggi di andare nella stessa direzione”.
Tutti gli interventi nel settore dell’ICT e dell’innovazione tecnologica per lo sviluppo della Società dell’Informazione e della Conoscenza sono racchiusi all’interno di un atto programmatorio dell’Ente che è il Programma Regionale della Società dell’Informazione e della Conoscenza, che indica tutti gli interventi programmati e che la Regione Toscana intende portare avanti nell’arco temporale definito. Di fatto il programma, valido dal 2012 al 2015, costituisce l’Agenda Digitale Toscana e contiene tutti gli interventi nel campo dell’innovazione tecnologica, come per esempio le politiche attive per l’eliminazione del digital divide: “Per i prossimi anni abbiamo pianificato un investimento di circa 40 milioni di euro che, secondo i nostri calcoli, dovrebbero essere sufficienti per riuscire a completare al 100% l’infrastruttura in banda larga del territorio Toscano – dichiara Targetti –. Nel frattempo, però, ci stiamo ponendo l’obiettivo dell’infrastrutturazione in banda ultralarga”.

 


Un data center che salvaguardia le specificità


Il rapporto paritetico tra gli enti si concretizza nel fatto che una volta avviata Rtrt, alla quale ogni ente è stato sempre libero di aderire oppure no, la politica della Regione non è mai stata quella di imporre soluzioni applicative o di sistema, ma di salvaguardare invece le scelte operate dai singoli enti per svolgere al meglio il proprio lavoro.
“Una volta avviata l’infrastruttura di rete, dal 2000 abbiamo iniziato a lavorare costruendo tutta una serie di infrastrutture applicative (interoperabilità Cart, accesso sicuro e autenticato ai servizi Arpa, conservazione a norma Dax…), nella logica di favorire un dialogo facilitato tra gli enti coinvolti preservando le scelte territoriali – afferma Castellani –. Il nostro ruolo è sempre stato quello di occuparsi di tutti gli aspetti di integrazione e interoperabilità”. Lo sviluppo dell’infrastruttura di interoperabilità e cooperazione applicativa Cart (infrastruttura dove ad oggi transitano circa 60 milioni di messaggi mensili), è stata accompagnata anche da un processo di accompagnamento per il coinvolgimento delle imprese software presenti sul territorio toscano: “Per coinvolgere le aziende a lavorare insieme in modo soddisfacente, abbiamo costituito un processo di eToscana compliance – racconta Castellani –, un meccanismo nel quale enti e aziende del territorio, supportati da un centro tecnico per la compliance e da un apposito comitato, lavorano insieme per definire gli standard sui quali sviluppare i diversi domini applicativi che hanno necessità di dialogare tra loro: non ci siamo inventati niente di nuovo, poiché abbiamo implementato il modello Rfc (request for comment, ndr), e oggi abbiamo attivato gli Rfc per ogni dominio applicativo che deve interoperare”.
Una volta formalizzate le proposte di specifiche come standard, le imprese che adeguano le loro applicazioni agli Rfc definiti ricevono il ‘marchio’ eToscana compliance: “Diventano parte di un ecosistema dove si lavora tutti insieme per l’integrazione e l’interoperabilità”.
Oltre all’iniziativa relativa all’interoperabilità, nel tempo sono state avviate altre infrastrutture e piattaforme quali quella per i pagamenti online, quella per la conservazione a norma, quella per la gestione dell’identità federata e il fascicolo del cittadino…
Tutte queste infrastrutture e piattaforme hanno portato nel 2002 alla nascita del primo data center Tix, che è nato come Nap (ovvero network access point, punto di interconnessione di rete), per consentire lo sviluppo di Rtrt aperta a Isp accreditati, al quale si è affiancato fin da subito anche un data center:“Il primo data center è nato con la logica dell’housing, ovvero offrendo ai diversi enti del territorio la possibilità di ospitare i loro server e sistemi informativi, in modo da condividere il più possibile i costi di gestione, manutenzione e aggiornamento dei sistemi”.
Nel 2009, prima della scadenza del contratto che aveva gestito il Tix nella prima fase e tenendo conto della nuova filosofia di cloud computing, sono state fatte diverse considerazioni: “L’esperienza fatta in precedenza era stata sicuramente positiva, ma ritenevamo che per dare più sostanza e sicurezza, bisognava allargare il raggio del nostro intervento. Abbiamo quindi pensato di progettare e realizzare un data center di tipo cloud, in grado di supportare la disponibilità di servizi di infrastruttura (IaaS) e di piattaforma (PaaS) - racconta Castellani. Abbiamo trovato subito una grande condivisione su questo progetto da parte della Comunità Rtrt, anzi molti enti oggi ci chiedono di allargare il prima possibile l’offerta anche ai servizi applicativi di base (SaaS) come la posta elettronica e le applicazioni d’ufficio, cosa che stiamo già cominciando a fare”.
L’autonomia delle scelte applicative e la capacità di personalizzazione delle richieste verrà sempre tutelata, ma è vero che stiamo registrando che molti enti che hanno la necessità di districarsi tra tagli e spending review iniziano a chiedere di usare sempre di più una logica di standardizzazione anche a livello applicativo, quindi di ottimizzazione e riuso delle applicazioni. “La nostra logica del riuso cercherà di offrire in ogni ambito applicativo non una sola scelta, ma un ventaglio di opzioni che permetterà a ogni ente di scegliere la soluzione che più si avvicina alle sue esigenze”, assicura Castellani.

 


Il ruolo ‘politico’ dell’offerta dei servizi di piattaforma


Lo snodo che consente di mettere a fattor comune molte attività di gestione dei sistemi e continuare al contempo a garantire a ogni ente la libertà di lavorare con le applicazioni in essere, è oggi interpretato dall’offerta di servizi di piattaforma. “Quello che caratterizza la base dei sistemi informativi installati dagli enti pubblici della Toscana è l’eterogeneità dei sistemi funzionanti – racconta Castellani. Nei diversi enti, infatti, sono presenti da anni macchine Unix nei più diversi dialetti, Linux e altri ambienti caratteristici della stagione IT degli Anni ‘80 e ’90. Se si ha l’ambizione di essere il data center della Toscana, l’obiettivo non può che essere quello di accogliere tutti questi mondi nella propria architettura virtualizzata”.
Il progetto è quindi quello di passare da una virtualizzazione, oggi molto focalizzata sugli ambienti industry standard, a una logica più aperta anche ai sistemi del passato, che sono alla base di applicazioni e gestioni dei dati utilizzate ancora oggi dalle diverse PA: “Gli ambienti che abbiamo cercato di mettere a listino sono i più vari, ovvero DB2, Oracle, SQL Server. Il valore sta nella capacità di gestire un ampio spettro di architetture, di sistemi data base, di application server, il tutto gestito con un ordine metodologico che è difficile implementare in realtà di piccole dimensioni”.

 


Le caratteristiche del nuovo data center


Attualmente nel nuovo data center Tix sono installati circa 900 server di cui 150 fisici e 750 virtuali: “Raggiungiamo dei livelli di virtualizzazione molto elevati che consentono l’utilizzo di una numerosità di applicazioni significativa”.
In tutte le gare ICT della Regione Toscana l’aspetto tecnico pesa nella valutazione finale per una quota del 70%, e questo ha permesso di focalizzare la selezione sugli aspetti di qualità dell’architettura e di qualità del servizio per la realizzazione e la successiva gestione del data center.
Il data center realizzato si basa su un modello di scalabilità nuovo, che richiama l’organizzazione delle reti Gsm della telefonia mobile e che consente una crescita lineare e graduale dell’infrastruttura e dell’investimento in tecnologia. Tale impostazione al nuovo data center è stata affidata ad Almaviva, che insieme a CDC e TD Group ha dato vita al consorzio aggiudicatario della gara del valore di 8 milioni di euro per la realizzazione del data center e di 22 milioni per la gestione e per il contratto aperto che consente la ‘vendita’ dei servizi ai diversi enti della Toscana.
“Abbiamo trovato in Regione Toscana una realtà molto avanzata nella definizione del proprio modello di cloud computing e in questo senso la relazione fra Almaviva e Regione Toscana ha portato molti benefici a entrambi – racconta Antonio Amati, Direttore Generale Divisione IT AlmavivA. Si tratta senza ombra di dubbio della prima implementazione tecnologica e organizzativa attiva nel nostro Paese che si basa su una struttura abilitante grazie alla quale è possibile in modo celere mettere a disposizione una molteplicità di servizi. Con il Tix si è realizzato ed è ormai operativo uno schema articolato di data center in ottica cloud mentre in molte altre pubbliche amministrazioni, del cloud computing si sta ancora solo parlando. Siamo convinti che la qualità di questa esperienza possa comunque essere replicata in molte altre occasioni”.
La prima sfida importante da vincere per il nuovo data center sarà il consolidamento nell’infrastruttura dei diversi sistemi che fanno riferimento a tutti gli enti della sanità attivi in Toscana: “Un progetto di migrazione che mette in gioco piattaforme molto diverse che devono essere portate in unico ambiente – spiega Amati –; una cosa non certo banale per cui sono necessarie metodologie, capacità e competenze di eccellenza, che possiamo mettere a disposizione grazie alle nostre esperienze: per alcuni grandi clienti abbiamo migrato soluzioni di complessità tra le più grandi d’Europa in tre mesi”.
Il contratto, che andrà in scadenza a dicembre 2014, apre nuove prospettive di sviluppo per il futuro, spiega Castellani: “Il Tix costruito in logica cloud ci permette di essere già pronti a mettere in pratica le nuove politiche di erogazione dei servizi, andando incontro a quelle che sono le direttive sia dell’Agenda Digitale Europea che di quella Italiana”.

 

 

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