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29/07/2014

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Il cloud genera cloud

Secondo uno studio paneuropeo, promosso da CA Technologies e realizzato da Quocirca, il modello IAM as-a-service consentirebbe anche alle aziende più prevenute di avvalersi in totale sicurezza e a minor costo dei servizi cloud

Aprirsi o no al cloud? Sono tantissime le aziende ancora alle prese con questo dilemma, in Italia come nel resto d’Europa. Per capire quali sono le barriere che ancora rendono diffidenti le aziende nei confronti di questa modalità di fruizione dell’IT, CA Technologies ha promosso una ricerca paneuropea realizzata dalla società indipendente Quocirca dal titolo ‘The adoption of cloud-based services. Increasing confidence through effective security’, alla quale hanno partecipato 337 dirigenti e manager di Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Israele, Paesi Bassi, Scandinavia e Regno Unito. Per quanto riguarda il nostro Paese, lo studio rivela in modo chiaro e puntuale che in tutte le realtà aziendali la principale barriera all’adozione del cloud computing è rappresentata dalla sicurezza dei dati, con l’ulteriore aggravante che il 90% delle aziende prevenute verso il cloud non ritiene di avere le competenze o le risorse (80%) necessarie per utilizzare i servizi cloud in totale sicurezza. Una soluzione di Identity & Access Management (IAM) fruibile on-demand potrebbe servire ad abbattere tali barriere in quanto contribuirebbe a eliminare le perplessità sulla sicurezza delle aziende ‘cloud scettiche’ e ad abbattere i costi di gestione. Circa il 73% delle aziende italiane inclini all’adozione del cloud, del resto, reputa che molti servizi di security, compreso il Single Sign On (SSO) e la gestione federativa delle identità e degli accessi, andrebbero erogati tramite un modello IAM as-aservice o ibrido.

 

Sicurezza e compliance sempre in primo piano


“Questo studio evidenzia in che modo la tecnologia IAM potrebbe aiutare anche le aziende italiane a superare i timori sulla sicurezza e sull’allocazione delle risorse dedicate alla messa in sicurezza dei servizi cloud accelerando così l’adozione del modello cloud commenta Antonio Rizzi, senior director, practice services di CA Technologies Italia. Una soluzione IAM on-demand in particolare potrebbe aiutare le realtà italiane a guadagnare efficienza, incrementare la produttività della forza lavoro e migliorare la customer satisfaction; allo stesso tempo ne proteggerebbe le risorse digitali (siano esse on-premise o su cloud), riducendo i rischi, abbattendo i costi amministrativi e migliorando l’agilità dell’IT grazie alla flessibilità di deployment in ambienti on-premise e cloud”. In Italia è largamente diffusa la convinzione che il cloud stia ormai diventando il modello predominante per erogare i servizi informatici di base, come attesta il 72% dei soggetti italiani intervistati, che ha dichiarato di utilizzarli ovunque possibile o come complemento alle risorse IT interne, contro una media europea del 57%. Eppure il 28% delle aziende italiane, ancora arroccate su posizioni di scetticismo, evita i servizi cloud-based, li blocca tout court o al massimo li valuta caso per caso. Gli ostacoli più grandi all’adozione dei servizi cloud da parte delle imprese italiane diffidenti ruotano attorno alla sicurezza delle informazioni: le potenziali minacce al possesso dei dati rappresentano una grossa fonte di preoccupazione (annoverata fra le ‘Top 3’ dal 70% degli intervistati), seguite da preoccupazioni sulla riservatezza (50%) e sulla conformità alle normative sulla tutela dei dati (30%). In altre parole, qualora venissero aiutate a implemen- tare i servizi cloud con la dovuta sicurezza, molte di queste società potrebbero abbandonare anche le ultime resistenze.



Governare gli accessi


Sempre secondo i risultati emersi dallo studio, le aziende italiane favorevoli al cloud riconoscono la necessità di attuare un numero sufficiente di controlli di sicurezza per erogare servizi cloud sicuri: la possibilità di collegare tramite policy identità e fruizione dei contenuti, filtrare i contenuti in ingresso/uscita e le funzionalità IAM figurano ai primi posti della lista dei desiderata – aspetti invece sostanzialmente sottovalutati dalle aziende scettiche rispetto al cloud. In effetti, l’81% dei soggetti italiani propensi al cloud dispone già di un sistema IAM, contro il 60% di quelli contrari. Analizzando ancora più a fondo si scopre che il 62% delle organizzazioni italiane favorevoli al cloud computing adotta un modello IAM as-a-service o un componente on-demand abbinato a uno IAM on-premise (implementazione ibrida), contro il 50% delle aziende contrarie al cloud. Il modello IAM as-a-service – afferma lo studio – è cruciale per l’erogazione dei servizi cloud: l’81% delle imprese italiane favorevoli al cloud ritiene che il sistema IAM sia importante per il provisioning/de-provisioning dell’accesso alle applicazioni SaaS e ad altre risorse on-demand, rispetto al 50% di quelle non favorevoli.

Nuove opportunità per i service provider


Questa indagine offre notizie confortanti ai service provider: l’unico ostacolo a un’adozione diffusa dei servizi cloud da parte delle aziende italiane sfavorevoli al cloud sembrerebbe essere la mancanza di professionalità e il numero delle risorse da dedicare alla protezione della propria nuvola. Introducendo una soluzione IAM on-demand come CA CloudMinder, i service provider potrebbero garantire anche alle aziende più scettiche un accesso sicuro alle applicazioni on-premise e cloud. Con un’unica mossa, i service provider eliminerebbero i due principali vincoli a un’adozione generalizzata dei servizi cloud da parte delle imprese italiane sfavorevoli al cloud: la security e la disponibilità delle risorse. I soggetti meno favorevoli avrebbero inoltre la flessibilità di poter migrare ‘a consumo’ (“pay-as-you-go”) verso le applicazioni cloud secondo i loro tempi, incentivando così l’adozione di ulteriori servizi cloud.

 

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