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17/07/2013

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Il business oltre il VoIP

Le soluzioni di comunicazione e collaborazione possono far migliorare i risultati

In questi anni tra le aziende italiane è cresciuta molto l’adozione delle soluzioni VoIP, ma pur se il mercato è lontano dal potersi considerare come saturo, in parallelo non sembra essersi sviluppato un altrettanto fiorente mercato di soluzioni di Collaboration. Eppure, il salto verso l’adozione di queste nuove metodologie dovrebbe essere facilitato non solo dalla promessa di aumento della produttività che queste soluzioni portano intrinsecamente, ma proprio dalle tante esperienze, vissute ormai anche in questi anni da molte aziende italiane, che confermano un aumento della capacità della propria struttura a rompere le barriere interne alla comunicazione e, in definitiva, a essere più pronte a rispondere alle esigenze del business. Per capire quali sono i fattori che ancora sembrano bloccare un’ampia diffusione delle soluzioni di Collaboration in modo pervasivo nel tessuto economico del nostro Paese, abbiamo intervistato alcune delle aziende protagoniste di questo mercato.

Uno sviluppo favorito dal VoIP
 

“In un periodo di contrazione dei mercati, la richiesta di soluzioni di Collaboration, che comportano investimenti in infrastrutture, ma anche un differente approccio nel modo di lavorare da parte di tutta l’azienda, impatta numerosi elementi (applicazioni, reti, processi e device), subendo inevitabilmente un rallentamento – spiega Vittoria Raiola, product manager UCC Solutions, BT Italia.

D’altro canto però introdurre in azienda soluzioni di Collaboration consente alle aziende di efficientare i processi produttivi, contenere i costi e velocizzare i processi decisionali per acquisire maggiore competitività sui mercati”.

“Le soluzioni legate al VoIP e ad altre forme di Collaboration come la videoconferenza hanno cominciato ad avere un discreto successo circa un paio di anni fa – racconta Pierangelo Rossi, amministratore delegato Italsel. Tuttavia, l’incompleta diffusione della banda larga e l’‘avversione’ da parte dei carrier hanno influito sul mercato. Inoltre, nonostante gli evidenti vantaggi come, per esempio, il risparmio economico in termini di bolletta telefonica, si può però notare come la qualità del servizio non sia ancora all’altezza della fonia tradizionale. Siamo entrati nell’era del Byod e se per Collaboration intendiamo la condivisione del dato, riteniamo che queste soluzioni avranno un successo sicuramente crescente e molto articolato grazie alla capillare diffusione dell’uso dei dispositivi mobili in azienda”.

“Il livello di diffusione e lo stato di maturità delle soluzioni VoIP non rappresentano di per se una barriera all’introduzione della Collaboration ma è innegabile che ne favoriscano lo sviluppo – dichiara Gianfranco Ulian, direttore business development Siemens Enterprise Communications. Le persone che incontro rimangono positivamente colpite ed affascinate dalle opportunità e dal potenziale aumento di produttività derivante dall’adozione di metodi e processi di lavoro basati su applicazioni polivalenti, in grado di offrire un set integrato di strumenti hardware e software studiati per favorire la comunicazione e l’interazione tra persone, ovunque esse siano locate e di qualsiasi dispositivo dotate. Ahimè, l’entusiasmo però si infrange ben presto su aspetti che nulla di tecnologico hanno: necessità di cambiamenti nei processi organizzativi, resistenze degli individui all’utilizzo di nuovi strumenti, mancanza di sponsorship interna”.

“Per l’esperienza maturata da TWT in questo ambito, il 

rallentamento nell’adozione di questi strumenti è probabilmente dovuto al fatto che, spesso, le soluzioni integrate risultano complesse da implementare e richiedono un investimento, da parte dell’azienda, sia di tempo sia di risorse – è l’opinione di Brian Turnbow, network manager di TWT. È quindi molto importante, affinché questo mercato possa davvero esplorare le proprie potenzialità, che chi opera in questo settore non sia solamente un provider di soluzioni ma un vero e proprio partner, in grado di affiancare le aziende nel deployment e nella comprensione dei reali vantaggi. Non esiste ancora, purtroppo, una conoscenza approfondita di questo mercato tanto che spesso riscontriamo la distinzione tra voce e dati sia da parte dei system integrator o manutentori del centralino sia all’interno delle aziende”.

“Spesso le aziende non conoscono i reali benefici degli strumenti di Collaboration e non sanno che investire in questi sistemi genera un tornaconto non solo in termini di produttività ma anche di risparmio economico – spiega Stefano Osler, amministratore delegato di Wildix. Basti pensare a come si riesca a ridurre i tempi legati agli spostamenti per le riunioni, così come sia semplice e immediato condividere documenti e file audio e video, il tutto anche in mobilità. Attualmente il mercato offre diverse soluzioni, anche valide, ma il più delle volte complesse da utilizzare. La difficoltà di utilizzo è una barriera davvero importante da superare, perché diventa un ostacolo alla diffusione delle tecnologie. Infatti, in generale, quando gli strumenti sono complicati da usare, gli utenti tendono a non farne uso. Nelle PMI è un fenomeno piuttosto frequente, e i produttori devono tenerne conto”.

Come si superano le criticità
 

A questo punto diventa indispensabile capire come i fornitori di soluzioni di Collaboration possono aiutare le aziende a superane le criticità che bloccano il mercato di queste soluzioni. “Con la creazione delle business unit Mobability.it, con un’offerta di soluzioni legate al mobile computing, e Shareprise.it, dedicata al delivery di soluzioni in cloud, Italsel si pone come obiettivo la divulgazione e la distribuzione di software destinati specificamente alla Collaboration, alla condivisione sicura dei dati, nonché alla loro fruibilità dall’esterno del perimetro aziendale e a un’integrazione più trasparente all’interno dei sistemi informatici – dichiara Pierangelo Rossi di Italsel. Quasi tutte le soluzioni sono, inoltre, già disponibili in modalità on-premise e in modalità Saas”.
“Siemens Enterprise Communications propone OpenScape Web Collaboration – spiega Gianfranco Ulian della società. È una soluzione modulare erogabile anche in modalità cloud; download veloce e installazione rapida in pochi secondi ci consentono di farla sperimentare all’organizzazione potenziale cliente, in modalità del tutto sicura, gratuita e con impatto zero sull’attuale infrastruttura tecnologica. Tale esperienza permette di raccogliere effetti ed impatti nella propria organizzazione, in modo da individuare sponsor da utilizzare come ‘trascinatori’ interni e sacche di resistenza da accompagnare con attività di coaching. Un free-trial di 30-60 giorni, estendibile anche al personale esterno alla propria organizzazione, è disponibile attraverso i nostri rappresentanti commerciali o direttamente dal nostro sito http://www.siemens-enterprise.com/it/. Il successivo acquisto prevede la possibilità di una configurazione come soluzione autonoma, o come componente integrata con altre applicazioni OpenScape o di altri fornitori”.
“TWT è in grado di fornire, attraverso l’offerta UComm, una soluzione totalmente chiavi in mano di Unified Communication & Collaboration, basata su tecnologia cloud – afferma Brian Turnbow di TWT. La nostra soluzione garantisce un’implementazione facile e veloce e, grazie alla tecnologia cloud-based, non richiede alle aziende investimenti nella dotazione di un’infrastruttura ad hoc e nella manutenzione delle stesse. In questo modo TWT è in grado di offrire, ad aziende di tutte le dimensioni e con esigenze anche molto diverse, soluzioni all’avanguardia per la Collaboration aziendale, superando quelle criticità che frenano nell’adozione di questi strumenti”.
“Wildix propone una soluzione tecnologicamente avanzata e di semplice utilizzo – dichiara Stefano Osler di Wildix. L’usabilità è la chiave di lettura del mercato delle tecnologie. Vale il principio illustrato nel Lazy User Model, secondo il quale gli utenti scelgono gli strumenti che comportino minor sforzo di utilizzo. Questo ha reso possibile il grande successo di internet: nessuno ci insegna a navigare, perché è così semplice, da essere ‘naturale’. La soluzione di Collaboration Wildix è totalmente basata sul web, per avvicinarsi alle abitudini e alle conoscenze già possedute dagli utenti e facilitarli al massimo. Un altro aspetto che aiuta a superare le criticità del mercato è la formazione offerta ai business partner di Wildix. Grazie a programmi come l’Academy, i partner sono in grado di mostrare ai clienti sia i benefici che la soluzione Wildix può apportare all’azienda, sia quanto semplicemente si possano effettuare le operazioni di comunicazione, anche le più sofisticate”.
“Due sono i fattori chiave in grado di superare queste criticità: come BT ci facciamo carico con soluzioni di outsourcing di ridurre al minimo la complessità per il cliente e sul fronte del pricing siamo in grado di offrire dal modello ‘pay per use’ al modello di licenze flat – spiega Vittoria Raiola di BT. BT ONE COLLABORATE include una nuova generazione di soluzioni di collaborazione a distanza che comprende i sistemi di comunicazione audio, web e video, così come i servizi di streaming. Le nostre soluzioni sono dotate di un modello d’implementazione flessibile, dal cloud privato a soluzioni on-site, che consente ai clienti di ottimizzare le infrastrutture preesistenti”.

Trovare il giusto compromesso tra qualità e costi della videocomunicazione
 

Le soluzioni per la videocomunicazione, vengono giudicate a priori da molte aziende come molto onerose per quanto riguarda il costo della connessione necessaria. E quindi l’ultimo tema affrontato con le aziende intervistate è stato proprio come si trova il giusto compromesso tra qualità e costi.
“I fornitori di soluzioni di videocomunicazione hanno ridotto significativamente i costi dei loro prodotti, incrementando notevolmente l’affidabilità, le prestazioni e soprattutto la semplicità di utilizzo che ne ha rappresentato sicuramente una delle più elevate barriere allo sviluppo – dichiara Gianfranco Ulian di Siemens Enterprise Communications. Purtroppo, l’alta definizione, necessaria per garantire la qualità dell’interazione molto vicina a quella diretta, richiede una banda elevata, generalmente sono necessari svariati Mbps, a oggi costosa, ancor di più se parliamo di sessioni multipoint. Porto la mia personale esperienza di utilizzatore dicendo che non è sempre necessario operare con la massima definizione. Una percezione dell’immagine DVD-like è più che soddisfacente; esistono poi soluzioni che grazie ad algoritmi intelligenti di elaborazione dei segnali garantiscono prestazioni buone anche significativamente al di sotto del Mbps”.
“Il servizio di videochiamata di TWT, integrato in UComm, viene offerto ai clienti secondo due modalità diverse, entrambe pensate per ridurre al minimo l’investimento in hardware – specifica Brian Turnbow di TWT. Nel primo caso il servizio viene fornito attraverso un webclient, che consente di effettuare e ricevere video-telefonate utilizzando semplicemente un personal computer dotato di webcam. La seconda modalità prevede direttamente, invece, l’utilizzo di un video telefono. In termini di connessione, inoltre, i costi variano sensibilmente secondo la qualità scelta per le videochiamate. TWT, proprio per incontrare le necessità di contenimento costi delle aziende, ha scelto di offrire, di default, una qualità video non HD, fornendo l’alta definizione solo su richiesta del cliente”.
“Investire sulla banda è necessario, oggi, per garantire la qualità delle comunicazioni – è il punto di vista di Stefano Osler di Wildix. L’investimento sulla connessione, comunque, deve essere accompagnato da un investimento sulla tecnologia. Occorre dunque valutare accuratamente entrambi gli aspetti, per evitare di ottenere risultati di scarsa qualità. Per un sistema di videoconferenza, per esempio, per ogni mille euro investiti in connettività (banda e strumenti tecnologici) si possono ottenere ben 10 mila euro di risparmio su altre spese, soprattutto quelle legate agli spostamenti fisici. Si devono inoltre considerare i benefici sulla produttività, sull’efficienza e sull’ottimizzazione delle risorse”.
Ma l’amministratore delegato di Wildix vuole lanciare anche un altro importante messaggio: “Ci teniamo a sottolineare che, nella situazione attuale, bisogna avere il coraggio di cambiare, investendo su nuovi strumenti, perché solo se si mettono a disposizione le giuste infrastrutture gli utenti possono cambiare le loro abitudini di comunicazione”.
“Oggi, le soluzioni di videocomunicazione unificata hanno raggiunto un livello tale di ottimizzazione delle risorse e flessibilità delle configurazioni che il problema della banda è in realtà meno rilevante di quanto normalmente si pensi – afferma con sicurezza Vittoria Raiola di BT. Grazie alla sempre maggiore diffusione di collegamenti di tipo Ethernet a costi abbordabili e di soluzioni wireless, il problema dei costi è in realtà sempre più limitato. L’ampia offerta di BT in termini di apparati e tecnologie di videoconferenza, la disponibilità e il controllo end-to-end dell’intera infrastruttura e il supporto dei servizi professionali per analizzare costi e benefici di ciascuna soluzione per ciascuna sede consentono al cliente di disegnare la migliore soluzione, con un costo esattamente proporzionato ai benefici che se ne traggono”.
“La qualità della banda si paga e questo incide inevitabilmente sul costo del servizio, tuttavia le aziende devono anche considerare il risparmio che queste soluzioni generano comparate alle spese che in media si sostengono in trasferte, carburante, tempo, e altro – spiega Pierangelo Rossi di Italsel. In questo senso, anche Italsel stessa, nel corso del 2012, ha ridotto di circa il 30% i costi relativi alle trasferte e di oltre il 50% il tempo investito dai commerciali nel contatto con il cliente aumentando, al contempo, il numero dei contatti stessi. L’Agenda Digitale, inoltre, fa ben sperare che il tema della disponibilità di banda nel nostro Paese venga al più presto affrontata e risolta”.

 

 

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