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Mobile/Wireless
 

07/06/2013

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Il business del futuro sempre più mobile. Appuntamento a Roma

Un confronto tra aziende utenti e vendor su una delle aree più di attualità e strategiche per il futuro del business

 

Oltre 200 persone hanno partecipato a Milano alla prima edizione di Mobile Business Experience, il nuovo evento attraverso il quale Soiel ha voluto offrire, con una chiave innovativa, un confronto tra aziende utenti e vendor su una delle aree più di attualità e anche più strategiche per il futuro del business.

Il grande interesse dimostrato dal pubblico sulla qualità dei contenuti proposti ha portato gli organizzatori a riproporre l'evento nello stesso format, ma con aziende utenti diverse, a Roma il prossimo 2 luglio. 

Nel loro lungo percorso evoluto, infatti, le soluzioni mobile e le tecnologie a loro supporto hanno oggi varcato un nuovo stadio di maturità. I nuovi strumenti quali smartphone e tablet si sono ormai affermati nel mondo consumer e attraverso questo successo stanno invadendo anche il mercato professionale. Per le aziende in generale e per i manager dell’ICT in particolare, e non solo per quelli, quindi oggi è arrivato il momento di prendere consapevolezza che la ‘nuova stagione del mobile’ non è ormai più da considerarsi come un fenomeno di moda, o come il nuovo status symbol per amministratori delegati e top manager. Semmai invece è ora arrivato il momento, per chi non lo ha già fatto, di cercare di capire come coniugare i nuovi strumenti con le esigenze di business, visto nel complesso delle sue sfaccettature. Il business verso i propri clienti finali, se si è soprattutto un’impresa che opera con un modello B2C, e quello che invece può nascere, o essere migliorato, adottando in modo efficace gli strumenti mobile all’interno della propria organizzazione. Condividendo questo approccio, si capisce quindi che per abilitare il proprio business alla nuova realtà mobile, le aziende si devono iniziare a fare un po’ di domande. Quella proposta da Mobile Business Experience è la seguente: “Siamo sicuri che le nuove funzionalità offerte da smartphone e tablet esprimono in pieno la loro efficacia sebbene queste piattaforme continuino a essere utilizzate con le logiche applicative e di processo definite qualche anno fa, e che quindi oggi risultano vecchie?”.

 

 

Una chiave innovativa
 

Per dare concretezza a un tema molto innovativo, l’evento è stato organizzato con il nuovo format delle conversazioni - già applicato con successo al Big Data Congress, un altro evento Soiel che tratta un argomento di estrema attualità - chiamando a confrontarsi di volta in volta sui temi di Mobile Business Experience un rappresentante di un’azienda utente e tre vendor attivi sul fronte delle soluzioni mobile. Il format consente lo sviluppo di un dialogo tra i diversi soggetti che va alla realtà delle cose e alla sostanza dei problemi, si tratta di un modello utile soprattutto per affrontare tematiche nuove, dense di aspetti da chiarire e non sempre semplici da affrontare. Il ruolo giocato in ogni conversazione dal manager dell’azienda utente, solitamente un CIO, un CTO oppure un manager del business o dell’organizzazione, è centrale poiché il suo ruolo è quello di cercare di rappresentare, partendo dalla sua esperienza, le curiosità, le esigenze informative, le questioni aperte che possono avere quelle aziende che ora si stanno avvicinando all’argomento.
Mobile Business Experience è stato quindi articolato in modo da affrontare tre tematiche, e quindi altrettante conversazioni, che oggi sono fondamentali per capire come muoversi nel nuovo scenario, e quindi: come si può migliorare la relazione che un’azienda intrattiene con la sua clientela quando questa utilizza dei sistemi mobili (mobile customer experience); come è possibile pensare a un nuovo modo di organizzare i processi aziendali sfruttando l’immediatezza e la rapidità consentita dai nuovi sistemi mobili (mobile collaboration experience); e, infine, il tassello fondamentale del come si governano le nuove soluzioni e le nuove tecnologie mobile che devono interloquire con il sistema informativo aziendale.

 

 

Lo scenario della mobility 2013
 

A conferma di quanto la mobility stia diventando un tema centrale per le aziende, Monica Basso, research vice president di Gartner, nel suo intervento a inizio della giornata ha evidenziato come questa sia ormai diventata una priorità importante nelle agende dei CIO delle imprese di tutti i settori. Sia nel 2012, sia nel 2013, l’argomento risulta infatti essere la seconda priorità per i sistemi informativi aziendali, quando nel 2011 era al sesto posto e nel 2010 al dodicesimo; mentre nel 2009 Gartner non registrava l’argomento mobile tra le prime 16 priorità dei CIO.
Una crescita di interesse che non ha pari, almeno negli ultimi anni, nella storia dell’informatica e che è confermata dal fatto che ormai il fenomeno Byod sta diventando sempre più una realtà per le organizzazioni di tutti i settori verticali. Il fenomeno Byod degli smartphone ha interessato ormai il 50% delle aziende del comparto retail, il 40% di quelle dei settori servizi e salute/benessere e il 38% delle imprese finanziarie. Più elevati i tassi del Byod relativo invece ai tablet: 70% delle realtà del comparto education, il 68% delle imprese finanziarie, il 62% delle società che si occupano di servizi e il 60% di quelle del comparto salute/benessere. Più indietro, ma con quote comunque consistenti, in entrambi i casi il comparto manifatturiero: il 27% di queste imprese è stato investito del fenomeno Byod per gli smartphone, e il 42% quello dei tablet.
Interessante la risposta che il campione analizzato da Gartner ha dato a questa domanda: “Quando la sua organizzazione smetterà di fornire device aziendali al suo personale?”. La risposta è stata positiva al 6% già oggi; al 38% nel 2016 e 45% nel 2020.
In questo contesto, alcuni dei suggerimenti che Gartner oggi dà alle aziende che intendono iniziare a impostare una strategia mobile sono: concentrarsi sulla standardizzazione dei dati, non sulle applicazioni, sui tool e sui device; gestire le informazioni e non le applicazioni; diventare ‘endpoint indipendent’; incoraggiare l’innovazione dal basso; non cercare di controllare cose che non si riusciranno a controllare; spostare i dati dai device al cloud.

 

 

Mobile customer experience
 

Dopo l’intervento di Gartner l’evento è entrato nel vivo con la prima conversazione dedicata al tema della ‘mobile customer experience’ con la partecipazione di Diego De Renzis, responsabile sistemi informativi di The Space Cinema, quale rappresentante delle aziende utenti, che ha dialogato con Paolo Bergamini, business solutions director di Genesys, Elisabetta Sacilotto, senior channel sales manager di Nokia, e Alessandro Cobelli, regional sales leader integrated marketing manager di SAS.
L’obiettivo era quello di identificare quali sono gli elementi fondamentali per assicura al cliente della propria azienda una customer experience di qualità. La conversazione ha quindi messo in luce i metodi e i sistemi che permettono ai vendor di conoscere e identificare le reali esigenze di un cliente che utilizza sistemi mobile e di capire la visione sull’evoluzione relazione azienda/cliente nel suo complesso indotta dall’utilizzo sempre più in crescita di sistemi come smartphone e tablet. Altri temi sono inoltre stati: la convergenza tra social e mobile, che è ormai giudicata da tutti come imprescindibile; come si riconosce, si estrae e si gestisce il dato relativo all’esperienza del cliente, e in che modo invece si possono implementare delle attività di mobile marketing efficaci.

 

 

Mobile collaboration experience
 

Nel corso della seconda conversazione sono stati affrontati temi relativi a come far in modo che i nuovi device mobile possono diventare degli efficaci strumenti di produttività per dare un impulso efficace al business. Alle considerazioni espresse da Alessandro Annese, HR director commercial operation di Indesit, la seconda azienda manifatturiera italiana, hanno risposto Alessio Banich, solution specialist manager di BlackBerry, Daniele Cardesi, sales head office di S2E/TangoE e Fabio Tessera, general manager di Vydio.
L’arrivo dei device mobile in azienda può essere l’occasione per ripensare in modo anche sostanziale i processi aziendali, iniziando dalla sales force automation, ma non fermandosi a questo, e quindi anche la propria organizzazione. L’immediatezza di contatto e la rapidità di accesso garantire da smartphone e tablet si possono sposare bene con le diverse funzionalità di business collaboration già disponibili. Una su tutte quella del video, che sicuramente rappresenta una modalità di dialogo con colleghi e partner più efficace di quelle tradizionali.
A tal proposito, ma non solo per l’utilizzo massivo del video, è quanto mai importante capire per l’azienda come definire il giusto compromesso tra qualità e costi della mobility.
Ma anche non trascurare gli aspetti di affidabilità e sicurezza dei dati nei contesti di business collaboration in mobilità; tenendo presente che risulta prioritario separare in modo netto su ogni singolo device l’area ‘lavoro’ dell’utente aziendale dall’area ‘privata’ dove la stessa persona agisce come singolo individuo portatore di specifici interessi.

 

 

Governare il mobile business
 

Sottovalutare l’arrivo delle piattaforme mobili in azienda può rivelarsi una cosa molto rischiosa. A un certo punto l’organizzazione IT si potrebbe trovare inondata da una molteplicità di device a cui poi è difficile dare un ordine. Occuparsi quindi del tema di come conciliare le esigenze di mobility delle proprie persone con le regole e le esigenze aziendali significa fare le prime mosse nella giusta direzione per governare il fenomeno, anziché subirlo. Da questa considerazione è partita la terza conversazione che ha visto la partecipazione, quale rappresentante degli utenti, di Mirko De Dominicis, IT infrastructure manager di Penny Market Italia (azienda che fa parte di Rewe Group), che si è confrontato con Massimo Freguglia, senior security consultant di Aditinet Consulting, Federico Riboldi, business programs manager di Fujitsu e Walter Narisoni, sales engineer manager di Sophos.
La conversazione ha fatto il punto sulla consistenza reale del fenomeno Byod in Italia, trattando i diversi aspetti che riguardano la sicurezza e l’applicazione delle policy aziendali, ma anche chiedendosi: Per portare avanti una strategia mobile senza rischiare di bloccarsi per problemi insormontabili inizialmente non previsti o non prevedibili, quali altre entità aziendali deve coinvolgere l’ufficio IT? Infine un aspetto di non poco conto: a chi affidare la gestione della ‘flotta’ dei dispositivi mobili aziendali?

 

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