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10/12/2012

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Tanti buoni motivi per scegliere l’abbinamento Power Systems e Linux

Secondo IBM è il binomio ideale per le aziende di medie dimensioni che vogliono efficienza a costi ragionevoli

 

Oggi i responsabili dell’IT si vedono costretti a fare di più con sempre meno risorse. Per rispondere a queste esigenze la valutazione delle soluzioni open source e di Linux diventa una valida alternativa e in alcuni casi una scelta forzata.

 

Per le pubbliche amministrazioni, ad esempio, il Codice dell’Amministrazione Digitale impone di adottare software libero come scelta primaria. In questo contesto è necessario fare alcune riflessioni e porsi alcune domande.
Linux è realmente un valido sistema operativo di livello enterprise per le aziende? I server x86 sono abbastanza adeguati per l’erogazione dei servizi infrastrutturali e per la realizzazione di progetti legati ad applicazioni mission/business critical? VMware è l’unica soluzione di virtualizzazione?

 

“Quando le aziende decidono di investire in soluzioni basate su Linux devono, comunque, potere contare su server in grado di garantire prestazioni, affidabilità, scalabilità, disponibilità, sicurezza e soluzioni di virtualizzazioni di elevata qualità. Contenimento dei costi non può e non deve significare riduzione dei livelli di servizio offerti”, sottolinea Monica Marzo, Power Systems AIX & LoP Product Manager IBM Italia.
 

In questo contesto IBM ha annunciato recentemente, le soluzioni IBM PowerLinux, che uniscono i vantaggi delle soluzioni open source ai vantaggi offerti dai sistemi basati su processore POWER7, il tutto a condizioni economiche estremamente vantaggiose e equiparabili a soluzioni x86 di pari categoria.

 

Le soluzioni PowerLinux – che vengono offerte con sistema operativo Linux, in due distribuzioni RedHat e SUSE, e con virtualizzazione PowerVM - sono proposte per tre tipologie di esigenze: consolidamento dei servizi di infrastruttura come web server, print server, posta etc realizzati con soluzioni open source facendo leva sull’efficienza del PowerVM; infrastruttura di riferimento per soluzioni applicative sviluppate su Linux; progetti di Big Data grazie alle prestazioni garantite dal processore POWER7 in grado di supportare fino a 4 thread per core.

 

 

Virtualizzazione e affidabilità di IBM PowerLinux
 

 

IBM, che ha inserito Linux nella propria strategia dei sistemi, partendo da un investimento di oltre un miliardo di dollari, ha più di 40 anni di esperienza nell’ambito della virtualizzazione, che nasce in ambiente mainframe e viene portata sui sistemi UNIX dove prende il nome di PowerVM. PowerVM consente di virtualizzare processore, memoria e schede I/O offrendo massima flessibilità e granularità (fino a 1/10 di core) senza risparmiare sulla sicurezza (PowerVM ha ottenuto la certificazione Evaluated Assurance Level 4+).

 

Questo si traduce per un’azienda nella possibilità di consolidare un numero elevato di applicazione/servizi sullo stesso server, semplificando la gestione e diminuendo al tempo stesso i costi di gestione, di spazio e di energia elettrica.
 

Le elevate prestazioni, richieste dagli ambienti applicativi delle aziende, vengono invece assicurate da alcune funzionalità insite nel processore POWER7 come la funzionalità di Intelligent Threads, che permette di gestire 1, 2 o 4 threads per core a seconda delle caratteristiche del carico di lavoro, e la cache eDRAM Level 3 che può arrivare fino a 32MB.
 

Per passare a Linux è ovvio che le aziende devono poter contare su partner in grado di illustrare bene le implicazioni e i vantaggi di questa scelta tecnologica. IBM e i suoi partner hanno sviluppato parecchi progetti con clienti Linux e sono in grado di facilitare al massimo le relative migrazioni.

 

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