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Sicurezza - Datacenter
 

07/05/2015

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I dati al servizio del business

Backup e disaster recovery non devono essere affrontati per dimensioni aziendali ma rispetto alla tipologia di esigenze e al modello organizzativo di ogni singola organizzazione. Servono pertanto soluzioni flessibili, interoperabili, sicure e, naturalmente, sempre più performanti.

Innovare non significa solo sviluppare nuove tecnologie o aumentare le prestazioni dei prodotti: l’obiettivo, oggi, deve essere quello di proporre soluzioni che consentono agli utenti di ottenere vantaggi di business concreti e misurabili. Nell’era del cloud e della mobility questo significa avere la possibilità di gestire i dati in maniera molto più dinamica, interoperabile e sicura di quanto non sia mai stato fatto prima. Proprio per questo temi quali il backup e il disaster recovery, sino a poco tempo fa considerati maturi, quasi una commodity da misurare solo in base al rapporto tra costo per Gb e spazio disponibile, stanno tornano prepotentemente alla ribalta.
Lo confermano gli ultimi dati resi disponibili da Sirmi, secondo cui il mercato dello storage, che nel backup e nel disaster recovery ha il proprio punto focale, nel 2014 ha registrato un segno positivo, a differenza di molti altri comprati ICT. Lo scorso anno, infatti, questo segmento, che in Italia ha un valore complessivo di 474,6 milioni di euro, è cresciuto del 2,6% rispetto all’anno precedente. Questo anche grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli che stanno emergendo, a cominciare dal software defined storage (SDS), in grado di aumentare in maniera significativa l’agilità nella gestione delle infrastrutture storage consentendo, tramite console centralizzate, di effettuare l’orchestrazione delle risorse in ambienti eterogenei attraverso piattaforme storage virtuali.
Naturalmente anche altri fattori stanno influenzando questa ‘seconda giovinezza’ dello storage e, di concerto, del backup e del disaster recovery, sempre però nell’ottica di aiutare le organizzazioni pubbliche e private, qualunque sia la loro dimensione e il comparto in cui operano, a gestire al meglio la mole crescente di dati che sono chiamate a governare e che ormai rappresentano il loro asset più strategico. Per capire quali sono le nuove esigenze che esprime il mercato e in quale direzione si sta muovendo l’industria abbiamo interpellato alcuni protagonisti del settore, che hanno fornito considerazioni e spunti di riflessione molto interessanti.


Rispetto al passato, come sono cambiate le esigenze e le strategie sul fronte del backup e del disaster recovery delle aziende utenti italiane?


Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba – Backup e disaster recovery sono due facce della stessa medaglia, il primo mira a salvaguardare il dato in maniera granulare, il secondo invece il sistema in blocco. La strategia più corretta necessaria alla tutela di ogni azienda è quindi quella di implementare entrambe le soluzioni. Sempre più imprese hanno colto l’importanza di questo tipo di prevenzione. Rispetto al passato c’è un livello di sensibilizzazione più alto: all’interno della propria strategia di backup, infatti, molte aziende prestano attenzione alla scelta del fornitore di infrastruttura tecnologica, volendo sapere in quali data center sono salvati i propri dati e con quali requisiti di qualità e sicurezza. Molti, ancora, si accertano personalmente che il fornitore eroghi servizi certificati secondo gli standard di settore, quali ISO 9001 e 27001.
Dario Bonavitacola, responsabile della direzione infrastrutture tecnologiche, servizi e sicurezza di Cedacri -Le tecnologie mobile stanno profondamente modificando i modelli di consumo degli italiani, ormai abituati a disporre di determinati servizi 24 ore su 24, ovunque si trovino. Questo vale anche per le aziende manifatturiere, che offrono per esempio servizi di eCommerce o di assistenza online. Ciò pone tutte le imprese di fronte alla necessità di usufruire di standard sempre più elevati di business continuity e disaster recovery, affinché il rischio di un’interruzione delle attività operative sia ridotto al minimo. Queste esigenze sono avvertite in modo ancora più stringente in settori come quello bancario, in cui è addirittura la normativa, nello specifico la circolare 263 di Banca d’Italia, a regolamentare le iniziative da porre in essere in ambito IT per rafforzare le misure di tutela rispetto al rischio operativo.


Giampiero Petrosi, senior systems engineer, enterprise di CommVault Italia - Negli ultimi anni, molti dei problemi esistenti in ambito backup e disaster recovery sono stati enfatizzati ed estesi dalle sfide introdotte dalla crescita esplosiva dei dati, dall’adozione massiva di tecnologie di virtualizzazione, dall’introduzione di soluzioni cloud e dal lavoro in mobilità. Oggi è fondamentale fare i conti con la riduzione sempre più stringente delle finestre di backup, ma soprattutto considerare recovery non solo veloci ma ‘live’, repliche ottimizzate in grado di ridurre ai minimi termini i dati ma anche in grado di sfruttare infrastrutture e soluzioni eterogenee multi-vendor e ibride composte da soluzioni onpremise e cloud. Ulteriore elemento di attenzione è l’accessibilità del dato - live o non - da qualsiasi dispositivo e in mobilità.


Francesco Isabelli, sales manager per la divisione Data Protection Solutions di EMC Italia - Le strategie di backup e disaster recovery si stanno evolvendo da un modello di ‘costo’ a un modello più business oriented basato sul concetto as-a-service. Tale approccio è determinato dalla necessità di ridurre i costi, mantenendo dei livelli di servizio adeguati. Le aziende valutano sempre di più soluzioni di backup e disaster recovery in co-location o gestite come servizio da un service provider.

Tale approccio permette di differenziare i livelli di servizio, e i corrispondenti costi, adeguandoli alle reali necessità della applicazioni e quindi alle reali esigenze del business.

 

Roberto Patano, senior manager systems engineering di NetApp Italia - Le aziende moderne devono far fronte a un quantitativo enorme di dati, che non solo devono essere archiviati, ma anche resi disponibili e analizzati nel tempo più breve possibile, per garantire un vantaggio competitivo in un mercato estremamente dinamico. Il dato dunque è un bene sempre più prezioso che deve essere protetto in maniera adeguata. Le strategie riguardanti disaster recovery, backup e archiviazione sono molto varie, è possibile trovare infatti aziende che continuano ad affrontare questi temi in maniera tradizionale oppure altre che innovano attribuendo un ruolo crescente a soluzioni di cloud ibrido, ad esempio posizionando i propri dati in un sito terzo invece che in azienda e gestendolo come se fosse una comune locazione in qualche altro punto geograficamente remoto della infrastruttura IT.


Alessio Di Benedetto, senior presales manager di Symantec - Le aziende italiane, come quelle di molti altri paesi, oggi devono affrontare l’esplosione del volume dei dati da gestire, archiviare, ripristinare o dei quali si deve eseguire il back up se necessario. Ovviamente, i budget a disposizione per l’IT non sempre crescono allo stesso ritmo, quindi molte aziende in Italia cercano soluzioni che possano massimizzare il loro investimento, evolvere sul lungo periodo e che tengano conto di tutte le possibilità, che si parli di ambienti fisici o virtuali, di cloud privato, pubblico oppure ibrido. Le domande principali che i clienti si pongono riguardano di conseguenza le modalità per mantenere le business application funzionanti nel tempo, come gestire più dati su larga scala, proteggendone di più in meno tempo. Ma anche come fare per esser certi di rendere compliant a livello di sicurezza le proprie soluzioni in poco tempo e a costi contenuti. Inoltre, l’issue più importante è sicuramente legata alla necessità di proteggere i propri investimenti per la gestione delle applicazioni fondamentali per il business.


Albert Zammar, country manager Veeam Software Italia - Il cambiamento principale riguarda la crescita esponenziale di dati che ruota attorno alle aziende e la necessità di disporne per operazioni di analisi ‘real time’. I dati vengono accumulati in enormi quantità e non si può più correre il rischio di perderli o non poterli recuperare rapidamente. A tale scopo sono necessari strumenti innovativi di salvaguardia del dato pensati in un’ottica strategica. La maggior parte degli strumenti classici che hanno dominato la scena della protezione del dato negli anni passati sono ancora focalizzati principalmente sulla conservazione e manutenzione del dato nel lungo termine e non tengono conto delle attuali esigenze del business, che richiede un efficace ed istantaneo recupero delle informazioni e un immediato ripristino dei servizi a fronte di necessità imminenti. Al giorno d’oggi il business richiede SLA sempre più elevati e sempre più estesi a tutta l’infrastruttura informatica. Ecco perché in Veeam parliamo di ‘Always On Business’.


Luca Zerminiani, systems engineering manager di VMware Italia - La crescita esponenziale di dati strutturati e non e la proliferazione di dispositivi mobili sono fenomeni noti che hanno portato all’esplosione di dati da archiviare e gestire in maniera sicura (big data). Tutto ciò ha cambiato sensibilmente le necessità delle aziende in materia di storage e, conseguentemente, le strategie da mettere in atto. Assistiamo a una crescente attenzione verso il software-defined storage (SDS), che rappresenta un approccio semplice, efficiente, cloud-ready e economicamente vantaggioso. Mettere in atto una strategia SDS significa poter ottenere maggiore sicurezza e disponibilità, e una erogazione più rapida dei servizi.


Quali innovazioni proponete con la vostra offerta di soluzioni e servizi per il backup e il disaster recovery per andare incontro a queste nuove esigenze?


Albert Zammar, Veeam Software Italia - Veeam sta indirizzando questa esigenza offrendo non un semplice backup, ma appunto una soluzione che definiamo di ‘Availability for the modern data center’: una data protection evoluta, in grado di garantire SLA elevati in modo trasversale sulla maggior parte del datacenter in modo proattivo, portando valore al dipartimento IT in maniera costante, e non solo quando è richiesto un semplice recupero dei dati. Inoltre, siccome le tematiche di protezione del dato si estendono anche all’adozione del cloud da parte delle aziende che si avvalgono di questo tipo di soluzioni per il chiaro e sostanziale risparmio economico che apportano, Veeam ha già lanciato sul mercato la nuova soluzione ‘Veeam Cloud Connect’ che offre un modo facile, efficiente e sicuro per trasferire i backup offsite. Questa funzionalità è inclusa nella Veeam Availability Suite.


Giampiero Petrosi, CommVault Italia – CommVault è stata tra le prime aziende a rendersi conto della trasformazione a cui il data center moderno andava incontro e nella suite software Simpana ha incluso tutte le funzionalità necessarie per rimanere al passo con le nuove esigenze dei clienti. Simpana – una soluzione completamente software, configurabile in fisico e virtuale in grado di adattarsi al data center senza introdurre vincoli hardware - offre funzionalità di deduplica in linea sia lato sorgente che destinazione capace di utilizzare le snapshot storage in modo semplice e integrato.

Questo significa gestire retention e indicizzazione delle snapshot ma anche montaggio, smontaggio e replica su array differenti; garantendo consistenza applicativa e restore granulare di applicazioni e file system.


 

Dario Bonavitacola, Cedacri - Con un data center che si colloca ai primi posti in Italia per scala operativa, ormai da tempo Cedacri offre servizi di business continuity e disaster recovery particolarmente evoluti, grazie a un’infrastruttura basata su un’architettura three-site che risponde alle più elevate esigenze in termini di continuità operativa. Cedacri, infatti, affianca al centro di produzione principale di Collecchio (PR) un sito di business continuity in Campus e una struttura di disaster recovery situata a Castellazzo Bormida (AL), a 180 km di distanza. In questo modo si pone ai vertici nel mercato italiano per garanzia di continuità operativa ed affidabilità, in conformità agli standard tecnici e operativi classificati dall’Uptime Insitute come Tier III.


Stefano Sordi, Aruba - Aruba propone soluzioni personalizzate di disaster recovery per il ripristino delle funzionalità operative di un’azienda a seguito di un evento disastroso. A seconda delle esigenze del cliente viene redatto il Disaster Recovery Plan cucito sulla realtà infrastrutturale da proteggere. In tal modo è possibile garantire al cliente tempi certi di ripristino così che nulla venga lasciato al caso, con procedure di ripristino preventivamente preparate secondo il livello di servizio richiesto. Per quanto riguarda i servizi di backup, Aruba ha da poco lanciato Cloud Backup, un servizio per sistemi operativi server based in cui il backup è collocato al di fuori del proprio server o computer, in modo che sia possibile disporre in qualsiasi momento di una copia di riserva custodita in sicurezza. Questo servizio è disponibile anche per chi non è cliente Aruba ma disponga di servizi gestiti in proprio o al di fuori dei data center della società. Inoltre, diamo piena libertà al cliente di scegliere dove attivare il proprio backup, al momento all’interno dei data center Italiani di Aruba e prossimamente anche nel resto del network europeo.


Luca Zerminiani, VMware Italia - VMware ormai da anni offre soluzioni di backup e di replica delle macchine virtuali all’interno della piattaforma vSphere. A queste si aggiunge poi una soluzione specifica per il disaster recovery – Site Recovery Manager (SRM) - in grado di semplificare e automatizzare in modo totale i processi di protezione e ripristino del data center o anche solo di alcune sue componenti. Infine, con l’introduzione di Virtual SAN (vSAN), l’azienda ha cambiato il modo in cui lo storage può essere fruito. VMware Virtual SAN, infatti, porta nella gestione dello storage il modello operativo della virtualizzazione. Niente più operazioni di preparazione lato storage per creare i volumi e renderli disponibili. Virtual SAN astrae e mette in pool i dischi interni dei server x86, per dar vita a uno storage condiviso di tipo SAN, sul quale le macchine virtuali ‘ritagliano’ i propri volumi definendone capacità, performance e numero di copie. Il tutto in maniera semplice e dinamica.


Alessio Di Benedetto, Symantec – Symantec propone alle aziende un’ampia gamma di soluzioni fondamentali per le strategie di gestione delle informazioni dei clienti, fornite via software, appliance integrate oppure cloud, così da ridurre in maniera significativa il TCO legato all’archiviazione e la gestione dei dati riducendo il volume di data non gestiti, ridondanti oppure inutilizzati. Abbiamo un’esperienza molto importante in questo campo, una storia che dimostra come siamo in grado di capire le esigenze dei nostri clienti nella gestione delle informazione e di trovare, insieme a loro e ai nostri partner di canale, la risposta migliore sul lungo periodo. È utile ricordare, inoltre, che Symantec è in grado di offrire soluzioni indipendenti dall’infrastruttura hardware delle aziende, per preservare i loro investimenti. Questo è vero tanto per le soluzioni on premise ma anche per il cloud: l’integrazione con la soluzione Windows Azure DR (Symantec Disaster Recovery Orchestrator), l’offerta Backup as a Service, la soluzione di archiviazione cloud, sono solo alcuni esempi della nuova offerta Symantec per la protezione dei dati.


Roberto Patano, NetApp Italia - Il nostro portfolio prevede soluzioni che vengono incontro ad approcci ed esigenze diverse: ad esempio, l’appliance NetApp SteelStore può essere posizionata in un data center e fa da caching per le operazioni di backup, che così possono essere attuate velocemente e con una ridottissima finestra. Inoltre, pone le basi per una successiva ed immediata integrazione del backup con il cloud. A questa soluzione si aggiunge Cloud ONTAP, una appliance di storage software basata su NetApp Clustered Data ONTAP, che consente di trasferire in modo bidirezionale, trasparente e del tutto automatizzato i dati tra lo storage interno e il cloud e di vedere il tutto come se fosse un unico sistema altamente integrato. Grazie a questa soluzione diventa possibile realizzare procedure di movimentazione delle informazioni, come per il backup online o il disaster recovery, direttamente all’interno dell’ambiente hyperscaler senza che necessiti nessuna altro tipo di software.


Francesco Isabelli, EMC Italia - La nostra offerta di soluzioni si adatta alle diverse esigenze aziendali sia sul tema del backup che sul tema del disaster recovery, abilitando il cliente a gestire al meglio i backup con una gestione flessibile a livello software e sfruttando al meglio i meccanismi di deduplica sulle appliance in cui siamo i leader di mercato. I meccanismi di deduplica abilitano il cliente a gestire un ambiente di backup completamente Tapeless, che risponde in modo flessibile e dinamico alle richieste sempre più pressanti del business. Allo stesso modo, i meccanismi di distaser recovery possono essere basati su logiche di checkpoint e replica dei dati asincrona per le applicazioni critiche e su logiche di elettronic vaulting del backup per applicazioni con richieste di RTO/RPO meno pressanti. Tale flessibilità permette di allineare le esigenze del business a modelli di costo diversi.


Come è strutturata la vostra offerta di soluzioni e servizi in relazione alla fascia dimensionale di clientela (ppmi/enterprise) e/o focalizzata su determinati settori verticali?

 

Roberto Patano, NetApp Italia - Secondo NetApp, il backup non deve essere affrontato per dimensioni aziendali, ma rispetto alla tipologia di esigenze e al modello organizzativo delle organizzazioni IT. L’approccio è supportato da un’estrema scalabilità delle soluzioni che proponiamo. Proprio il mondo del backup e del disaster recovery hanno visto grandi innovazioni spinte dal fenomeno della crescente e pervasiva adozione del modello cloud. NetApp attraverso le sue tecnologie abilita diversi scenari organizzativi: soluzioni on premise, che fanno leva sulle funzionalità intrinseche dello storage (come ad esempio SnapShot, SnapVault e Snap Manager per citare le principali). Soluzioni che prevedono un’apertura verso l’esterno, abilitando il caching del backup e la gestione ottimizzata del trasferimento dei dati verso un target esterno - come ad esempio le soluzioni SteelStore. Soluzioni nel cloud: abilitiamo un crescente numero di service provider e hyperscaler che utilizzano le tecnologie NetApp in tutto il mondo per offrire ai propri clienti servizi di backup e disaster recovery su scala nazionale o internazionale. Grazie a tecnologie come Cloud ONTAP con SnapMirror e NetApp Private Storage rendiamo infine possibili soluzioni ibride e configurazioni di disaster recovery e backup che possono prevedere l’utilizzo di una molteplicità di player in contemporanea o in alternativa. Un aspetto fondamentale che accomuna queste soluzioni sta nel fatto che nessuna di esse costituisce un lock-in per il cliente, ma può essere visto come uno step all’interno di un cammino evolutivo (con possibilità di ripensamenti e nuove configurazioni) verso l’adozione del modello cloud.


Giampiero Petrosi, CommVault Italia - La soluzione Simpana è completamente modulare e come tale può essere adottata per uno dei suoi moduli o funzionalità e successivamente estesa con il sorgere di nuove esigenze. Essendo una soluzione software la sua crescita è assolutamente flessibile e in grado di seguire la crescita del data center. Commercialmente, a supporto del classico licenziamento capacitivo, CommVault ha introdotto quattro Solution Set dedicati rispettivamente alla gestione delle snapshot, all’archiviazione della posta, alla virtualizzazione e alla protezione dei dispositivi mobili. Caratteristica principale dei Solution Set è un licenziamento adhoc per mailbox, VM/socket o utente, estendibile in qualsiasi momento ed integrabile con il classico licenziamento capacitivo.


Alessio Di Benedetto, Symantec - Noi non abbiamo offerte esplicitamente e necessariamente verticali, poiché aziende di settori diversi pensiamo si ritrovino ad affrontare sfide comuni. Le nostre soluzioni possono essere ovviamente adattate ai diversi ambienti tecnologici, indipendentemente dal settore in cui l’azienda opera, dal momento che le nostre soluzioni ormai integrano la maggior parte delle funzioni che consentono di rispondere alle diverse esigenze e vengono attivate in funzione delle specifiche necessità dei clienti. In generale, la nostra linea BackupEXEC è indirizzata principalmente alle piccole e medi imprese, mentre le nostre soluzioni NetBackup (software e appliance) sono pensate per aziende di dimensioni maggiori. Le soluzioni EDiscovery sono invece trasversali. Infine, server clustering, data replication e compliance per la configurazione dell’IT (Disaster Recovery Advisor) sono elementi essenziali per tutte le esigenze di disaster recovery. Sintetizzando, potremmo dire che la scelta delle soluzioni da implementare dipende dal volume dei dati e dalle esigenze di ogni cliente e che il miglior approccio consiste nel contattare noi oppure uno dei nostri partner.


Francesco Isabelli, EMC Italia - La nostra offerta include soluzioni scalabili, diversificate per rispondere alle esigenze delle diverse fasce di mercato, e di specifici settori verticali, implementando funzionalità avanzate di sicurezza e multi-tenancy adatte sia ad architetture più semplici sia a quelle più complesse, con scenari e topologie differenti (due siti, siti multipli su geografie locali e remote, centralizzazione dati di backup via WAN, siti di disaster recovery multipli, etc ). Partiamo da soluzioni di backup con una capacità di 3.5TB e una capacità logica di 40 TB a sistemi enterprise con 1.1PB utili e una capacità logica di 55PB. Per quanto riguarda i sistemi di disaster recovery, possiamo scalare dalla protezione di poche virtual machine alla gestione in disaster recovery di un intero data center.


Luca Zerminiani, VMware Italia - L’offerta VMware non è rivolta solo alle grandi realtà, ma incontra anche le esigenze di aziende più piccole o di specifici settori verticali. Da sempre affianchiamo organizzazioni di tutte le dimensioni nel viaggio verso una maggiore efficienza, affidabilità e agilità lato private cloud garantendo, al tempo stesso, l’opportunità di fruire dei vantaggi del public cloud e realizzare un vero cloud ibrido. Per VMware, l’hybrid cloud è l’unico modello in grado di rispondere alle esigenze peculiari di ciascun cliente, indipendentemente dalla sua dimensione.


Stefano Sordi, Aruba - Per quanto riguarda il cloud backup, si tratta di un servizio che si aggiunge all’offerta di servizi cloud che proponiamo mediante il portale ‘Cloud.it’. Sui server fisici o virtuali che contengono dati da preservare viene installato un apposito software agent e su di esso viene indicata la destinazione del backup, da scegliere tra i data center Aruba che offrono il servizio. Una volta fatto il backup dei primi dati, i successivi sono salvati solo se modificati. Si tratta di un servizio fruibile in modalità pay as you grow con un pagamento a consumo su base oraria a partire da 10 Gb al mese a 1,50 euro e una predefinita con costo fisso mensile a partire da 50 GB fino a 20 TB. Tale servizio, quindi, consente alle PMI di fruire di un servizio professionale a costi contenuti e al contempo consente alla large enterprise di acquistare pacchetti a prezzo fisso, una soluzione essenziale in termini di backup.


Dario Bonavitacola, Cedacri - I servizi Cedacri di business continuity e disaster recovery si distinguono per scalabilità e sono erogati secondo il modello IaaS (infrastructure as a service) per andare incontro anche alle esigenze delle realtà di minori dimensioni. Se guardiamo poi al settore bancario, di primario riferimento per la nostra azienda, come Cedacri abbiamo scelto di adeguare i nostri sistemi IT agli standard che la Circolare 263 impone agli operatori bancari sistemici: in effetti, le nostre banche clienti singolarmente prese non possono definirsi tali ma, visti come realtà aggregata, arrivano a gestire volumi operativi pari a circa il 10% dell’intero sistema bancario italiano.

La nostra strategia, dunque, è stata quella di prendere come riferimento i requisiti imposti alle banche sistemiche per offrire un più alto livello di tutela.


Albert Zammar, Veeam Software Italia - Le soluzioni di Veeam si distinguono per essere in grado di portare una radicale semplificazione dei processi necessari al rispristino dei servizi in ambienti virtuali e al recupero dei dati, favorendone l’accessibilità e la fruibilità in tempi radicalmente ridotti. La nostra offerta è flessibile e modulabile, ma non si diversifica tra i settori verticali proprio perché si adatta così com’è ad essere utilizzata da aziende che operano in qualsiasi segmento di mercato a prescindere dalla loro dimensione e dal loro settore di business. La distribuzione e la varietà dei clienti che possiamo annoverare conferma proprio quanto detto. I nostri clienti vanno dalle piccole e medie imprese, che hanno necessità e capacità di innovare in tempi rapidi ed una percentuale di virtualizzazione molto elevata, alle grandi aziende italiane del Forbes Global 2000 che stanno evolvendo sempre di più verso architetture virtuali e SDDC.
 

 

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