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10/09/2012

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I ‘Big Data’ di Bletchley Park che raccontano Enigma

In digitale l’attività di decrittazione degli inglesi nella Seconda Guerra Mondiale

 

 

 

 

In digitale l’attività di decrittazione degli inglesi nella Seconda Guerra Mondiale

 

 

Ruggero Vota

 

 

Digitalizzare la storia per rendere le informazioni fruibili e quindi consentire studi più precisi e approfonditi anche nei minimi particolari. Se oggi nel mondo non mancano certo le esperienze di questo tipo, quella che ha intrapreso HP nel 2010, e che sta tuttora portando avanti, è un’attività che ha una valenza a livello sia generale sia particolare. Bletchley Park, il nome del luogo dove si sono svolti gli avvenimenti storici non dirà molto, ma se invece si parla di Enigma, allora le cose sono più chiare.

 

HP si sta occupando della digitalizzazione di tutto il materiale storico relativo all’attività di quel gruppo di militari inglesi che durante la Seconda Guerra Mondiale si occupò della decrittazione dei messaggi che le unità militari tedesche delle diverse armi si scambiavano con i loro rispettivi quartier generali. Bletchley Park è quindi uno dei posti chiave dove si sono determinati gli esiti positivi di quella terribile guerra, ma è anche il luogo dove prese corpo l’informatica moderna.

 

Questo grazie al lavoro di Alan Turing e di decine di altri matematici che, partendo dalle basi teoriche sulle logiche computazionali, costruirono i primi calcolatori elettromeccanici, e stabilirono che per rendere efficaci le attività di elaborazione e analisi su grandi moli di dati bisognava stabilire delle regole di standardizzazione e di industrializzazione dei processi che supportavano queste attività.

 

 

 

Un volume di dati impressionante

 
 

L’archivio di Bletchley Park è qualcosa di impressionante. Si pensi che i soli messaggi di Enigma raccolti durante il conflitto mondiale sono oltre 3.300.000, a questi si aggiungono altre tipologie di documenti tra cui centinaia di migliaia di mappe, schemi disegnati su carta e anche diverse decine di migliaia di fotografie.

 

Non solo, nel processo di decrittazione ogni messaggio di Enigma generava una scheda che riporta la sua classificazione, l’indicizzazione, la valutazione e gli eventuali collegamenti logici con messaggi precedenti e documenti correlati. Per avere un’idea del volume di documenti prodotto, si pensi anche che a Bletchley Park lavoravano oltre 10.000 persone.

 

“La sfida era non solo la decrittazione dei messaggi, ma l’inserimento di questi nel contesto operativo di riferimento che doveva essere ricostruito anche con informazioni di altra natura – racconta Iain Standen, responsabile del Bletchley Park Trust. La correlazione delle informazioni era il vero valore aggiunto che si cercava di ottenere dalle attività che si svolgevano qui”... Ma stiamo parlando di big data?

 

 

La partnership con HP

 

In questo contesto HP, insieme al partner inglese Hyland Software fornitore della soluzione ECM OnBase Online, ha realizzato le otto postazioni dedicate alla scansione dei documenti, sulle quali si alternano i 200 volontari organizzati dal Trust che si occupano del processo di digitalizzazione di tutto il materiale storico. HP ha fornito i sistemi di scansione in grado di lavorare con supporti di diversa natura e che risalendo a oltre 60 anni fa devono essere trattati con molta cura.

 

In questo contesto quindi, una soluzione tecnologica innovativa come l’utilizzo della luce a LED per la scansione delle immagini si dimostra particolarmente efficace. Oltre a un risparmio energetico consistente dovuto al taglio dei consumi, la luce LED, su tempi di utilizzo prolungati degli scanner, genera molto meno calore rispetto alla tecnologia tradizionale, e questo è un fattore positivo che si ripercuote sulla produttività dell’intero processo. Per non rovinare i supporti cartacei dei documenti storici, infatti, con i sistemi di scansione più tradizionale è necessario interrompere le lavorazioni quando si raggiungono livelli critici di surriscaldamento.

 

E questo per lavorazioni intensive che prendono l’arco di un’intera giornata può succedere anche per cinque o sei volte. L’integrazione della luce a LED è la novità che HP ha presentato con il recente rilascio del modello ScanJet Enterprise 7000 di cui diversi esemplari sono già operativi a Bletchley Park.

 

Tra le altre funzionalità, la scansione fronte/retro, una velocità che può arrivare alle 90 immagini al minuto e l’integrazione di una serie di software per ottenere automaticamente un grado di accuratezza molto elevato delle scansioni realizzate. Una seconda importante novità, anch’essa sbarcata a Bletchley Park è poi lo scanner HP Scanjet Enterprise N9120, in grado di catturare fino a 100 immagini al minuto e di trattare documenti in formato A3. HP assicura che questo sistema arriva a eseguire fino a 5.000 scansioni al giorno. Naturalmente i due sistemi sono commercializzati per un utilizzo normale anche nei tradizionali ambienti d’ufficio, il loro prezzo di listino è rispettivamente pari a 999 euro e 3.900 euro.

 

 

Un pò di chiarezza e qualche curiosità sulla storia di Enigma

 


Una visita a Bletchley Park permette di chiarire molti aspetti e alcuni dettagli che permettono di fare luce su una storia, quella di Enigma, troppo spesso raccontata in modo parziale e spesso confuso. Per prima cosa non è vero che Enigma è un sistema di crittazione nato per volontà dell’esercito tedesco in preparazione al Secondo Conflitto mondiale. Enigma è nato negli Anni ’20 del ‘900 come iniziativa di ‘business’ per consentire lo scambio di messaggi cifrati tra le banche tedesche.

 

L’esercito tedesco già all’epoca, prima quindi dell’avvento del regime nazista, si appropriò del sistema e lo modificò secondo le sue esigenze. Enigma venne utilizzato in occasione della Guerra Civile di Spagna e dell’invasione dei Sudeti del 1938.

 

Enigma era una macchina che provvedeva solo alla crittazione dei messaggi e questi poi venivano trasmessi con il telegrafo. Anche se in realtà non esisteva un limite fisico, la regola stabiliva che un messaggio di Enigma non poteva superare i 200 caratteri.

 

Alan Turing e le persone che lavorarono con lui costruirono una macchina in grado di identificare tra 150 milioni di milioni di milioni di combinazioni le sei più probabili che si avvicinavano alla ‘chiave’ che veniva cambiata ogni giorno dall’esercito tedesco per determinare la regola di crittazione dei messaggi.

 

La macchina costruita dal gruppo di Turing venne chiamata ‘La Bomba’ in onore dei matematici polacchi che in precedenza costruirono, sempre a Bletchley Park, un sistema in grado di decrittare i codici della versione di Enigma utilizzata all’inizio della guerra e che consentiva ‘solo’ 17.576 possibili combinazioni (La Bomba era prima della guerra un gelato a base di vaniglia e ricoperto di cioccolato molto popolare in Polonia).


Oltre a Enigma i tedeschi avevano messo a punto una seconda macchina di crittazione e, in questo caso, anche di comunicazione dei messaggi chiamata Lorenz. Questo sistema consentiva l’elaborazione di messaggi che potevano avere lunghezza fino a 20.000 caratteri, ed era utilizzato per lo scambio di messaggi diretto tra Hitler, i principali gerarchi del regime nazista e i vertici delle forze armate. A Bletchley Park costruirono un elaboratore per decrittare Lorenz: Colossus.

 

A questo progetto non lavorò Alan Turing, che dal 1942 al 1943 fu mandato negli Usa, e Colossus fu progettato da Tommy Flowers.


Alla fine della guerra diversi scienziati che lavorarono ai progetti La Bomba e Colossus furono impegnati nella realizzazione di ACE (Automatic Computing Engine), ovvero quella piattaforma che gli inglesi considerano il primo elaboratore elettronico della storia.
 

 

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