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Sicurezza
 

03/10/2013

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Hikvision brucia le tappe

Entrato nel mercato italiano nell’aprile 2012, il colosso cinese della videosorveglianza continua a crescere a un ritmo superiore alle previsioni

Sbarcata ufficialmente in Italia poco più di un anno fa, Hikvision, primo produttore al mondo di apparati di videosorveglianza (dati IMS), con sede centrale ad Hangzhou (Cina) e un fatturato globale di 1.160 milioni di dollari, sta bruciando le tappe. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento di questo primo anno di attività, anche perché l’apertura della filiale italiana rappresenta il primo progetto di una reale internazionalizzazione della società, che attualmente genera circa l’80% del proprio business entro i confini cinesi - commenta il general manager della filiale italiana Massimiliano Troilo, che vanta una grande esperienza nel settore (proviene dal Gruppo Risco), in procinto di avviare le attività anche in altri Paesi del Sud Europa; - già in ottobre avevamo raggiunto il break even, e continuiamo a crescere a un ritmo persino superiore alle aspettative”.
Un successo che poggia su tre cardini: la qualità dei prodotti, la professionalità delle risorse e un canale specializzato in grado di aggiungere ulteriore valore alla proposizione Hikvision.

 


Un’offerta ampia e variegata
 

Hikvision ha in portafoglio una gamma completa di soluzioni analogiche, ibride e IP based che consentono di realizzare impianti di TV a circuito chiuso (TVCC) in grado di venire incontro a qualsiasi tipo di esigenza, dalle installazioni di dimensioni ‘normali’ a quelle ‘monstre’ da 200.000 videocamere (una delle principali referenze riguarda, ad esempio, le Olimpiadi di Pechino del 2008). Il principale punto di forza è rappresentato dalla piattaforma proprietaria di video management, unica per tutta la gamma, in grado di integrare in un unico sistema tecnologie sia analogiche che IP, favorendo quindi una migrazione ‘indolore’ al mondo digitale.
L’offerta è assai vasta: si va da soluzioni DVR analogiche, ibride e NVR professionali a videocamere IP tipo Box, Bullet, mini dome da interno ed esterno anti-vandalismo, disponibili dalla risoluzione standard (VGA, 4CIF) fino a 5 megapixel, sino ad arrivare a una linea di Speed Dome IP e analogiche caratterizzate da funzionalità innovative come la possibilità della gestione PTZ intelligente di tipo 3D. Un portfolio che viene costantemente arricchito, per dare al mercato le risposte che cerca. Subito dopo l’estate, ad esempio, è previsto il lancio di nuove soluzioni basate su tecnologia Wide D1, la nuova frontiera (forse l’ultima) dell’analogico, in grado di salvaguardare gli investimenti effettuati in passati e, nel contempo, aprirsi a livelli di risoluzione al passo con i tempi.

 

 

L’importanza del fattore umano
 

Il secondo fattore di successo è rappresentato dal team di professionisti che affianca Troilo. Dalla sede di Vittorio Veneto (Treviso), che comprende un magazzino di circa 800 mq, uno staff estremamente dinamico segue da vicino il mercato italiano, garantendo servizi pre e post vendita efficaci ed efficienti.
Un ruolo determinante nella rapida affermazione di Hikvision, infine, spetta al canale, anello fondamentale nella catena del valore. “In poco tempo abbiamo costruito un ecosistema qualificato e motivato, che ha individuato nella nostra proposizione una interessante opportunità di business”, commenta Troilo. Sono stati selezionati VAD (value added distributor) specializzati attivi in diversi segmenti di mercato - sicurezza, telecomunicazioni, networking… - al fine di costruire una rete di business partner in grado di accelerare la penetrazione delle soluzioni Hikvision sul mercato italiano, una strategia che ha dato subito i risultati attesi.
 

 

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