Estate 2020
Applicazioni
 

04/02/2015

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Gestire nei nuovi scenari

Cambiano le esigenze delle aziende e con esse anche le funzionalità richieste alle piattaforme destinate alla gestione dei diversi processi, interni ed esterni. L’idea di Infor è di rispondere alle varie esigenze con soluzioni standard e puntuali proposte sotto varie forme.

È il valore aggiunto del servizio offerto che oggi conta sempre di più per le realtà aziendali di ogni dimensione le quali, alla ricerca di sempre maggiore efficienza, presentano un ventaglio di esigenze calato nel proprio contesto, richiedendo risposte sempre più puntuali. Uno scenario dove Infor, realtà americana operativa sul mercato con una offerta applicativa indirizzata al mondo Enterprise e un occhio di riguardo orientato al segmento manifatturiero, ha sviluppato una strategia che tiene conto delle richieste di innovazione che via via arrivano da parte dei clienti, andando al di là delle più classiche tematiche IT. “Fondamentalmente ci siamo orientati verso due direzioni. La prima è stata quella di pensare a delle suite destinate a micro mercati verticali, identificando le problematiche che il settore manifatturiero deve quotidianamente risolvere per poter emergere in termini competitivi. La seconda è quella di rivolgerci al mercato con soluzioni cloud, avendo ben chiaro in mente l’obiettivo di sviluppare una piattaforma Erp con un ventaglio di soluzioni a corollario”, spiega Enza Fumarola, Vice President, Sales Southern Europe di Infor.

Velocità, efficienza, efficacia e una profonda conoscenza delle tematiche che il cliente deve governare sono dunque gli elementi su cui ha puntato fin dall’inizio Infor e sui quali ritiene sia necessario sviluppare un percorso di innovazione tecnologica da affiancare a quello più classico e funzionale di un sistema Enterprise. “Si tratta di temi ricorrenti – continua Fumarola – che si scontrano con le logiche tradizionali e con la complessità della migrazione dei sistemi informativi verso nuove piattaforme. Una situazione che oggi vede i

clienti chiedere non solo una enorme quantità di funzionalità, magari utili in futuro, ma la possibilità di risolvere in modo appropriato tematiche specifiche del singolo modello verticale al quale fanno riferimento. A questo aggiungono la volontà di abbattere la dicotomia ancora esistente tra vivere quotidiano e vivere in azienda, due aspetti che negli anni hanno rischiato di divergere in maniera notevole. Di fatto, spesso ci si è dimenticati
dell’ingresso della ‘generazione digitale’ nel mondo del lavoro, ossia persone che non devono scoprire come usare un prodotto, ovvero il senso e il significato della tecnologia, in quanto già abituati fin da piccoli a maneggiarlo”. In breve, qualche anno fa quando si cercava di veicolare un concetto, ad esempio, di warehouse management all’interno di un magazzino automatizzato, la preoccupazione era quella di formare il magazziniere e di proporgli un ambiente che fosse il più semplice possibile. Oggi il training di base non è così prioritario in quanto ci si trova di fronte a persone già esperte nell’uso dello strumento informatico a disposizione. Da qui deriva un pragmatismo di esecuzione che richiede poche parole, molta meno filosofia e più concretezza. “Certamente non si può generalizzare, ma tutto questo vale almeno per le aziende che hanno fatto dell’innovazione il proprio modello organizzativo, introducendo una vera rivoluzione copernicana nel modo di lavorare, vedendo l’azienda come una estensione del luogo abitativo e viceversa”, sottolinea Fumarola.

 

Più semplicità
In base a queste considerazioni, la risposta alle tematiche finora espresse non può che passare attraverso una semplificazione delle soluzioni a supporto delle nuove esigenze, abbattendo le barriere esistenti tra le diverse applicazioni: “All’inizio si parlava di sistemi gestionali, di Erp, poi sono emerse le tematiche legate alla Business Intelligence, agli Analytics e quindi ai Big Data, successivamente è stata la volta del Crm etc. Oggi però è molto più utile affidarsi a modelli di integrazione spinta tra le varie soluzioni. Noi operiamo focalizzandoci proprio sull’esigenza puntuale che emerge di volta in volta, non pensando ad una sostituzione massiva dell’intero mondo applicativo del cliente, bensì estrapolando ciò che può essere conservato in un’ottica di risparmio dei costi”, afferma in tal senso Fumarola. A queste riflessioni si aggiunge un altro tema particolarmente importante per Infor, ossia quello dell’organizzazione. 
Organizzazione non può più essere la somma di procedure scritte, ma riguarda le stesse ripensate grazie all’utilizzo di nuovi strumenti. “Parliamo di figure professionali che hanno bisogno di un tool in grado di facilitare il compito realizzativo. Si entra nel mondo della collaboration, in quello del social business, che oggi fornisce parte delle risposte. Quando parliamo di nuovi modelli organizzativi dobbiamo mettere a disposizione degli utenti gli strumenti idonei ed evoluti in grado di gestire processi strutturati – come l’approvazione di un ordine di acquisto – o destrutturati. Entrambi gli esempi vengono risolti ed affrontati con l’uso di workflow aziendale”, commenta Fumarola. La domanda a questo punto è quali sono le figure in azienda alle quali si rivolgono le nuove piattaforme di Erp. “Sicuramente – risponde Fumarola – il team di information technology, il classico direttore dei sistemi informativi o Cio, fa da tramite per i destinatari finali che sono i manager delle singole business unit. Per esempio, un ruolo sempre più importante lo assume il Cfo, non solo come responsabile del modello finanziario e della funzione IT, ma piuttosto in quanto interessato alla valutazione del ritorno degli investimenti che alcune soluzioni possono effettivamente garantire. Un’altra figura chiave, come accennavamo prima, è quella del direttore organizzazione che non è un personaggio avulso dall’uso delle tecnologie. Si aggiunge a questi il direttore delle risorse umane che, da tempo, non è più l’uomo delle paghe e stipendi o della gestione dei curricula, quanto piuttosto colui che viene coinvolto in tutti gli argomenti strettamente legati alla social collaboration. Una condivisione di dati tra utenti fino a qualche tempo fa impensabile”. 

 

Il fenomeno cloud
Tra le tematiche sulle quali da tempo Infor sta lavorando c’è quella del cloud. “Abbiamo investito in modo significativo su questo fronte, partendo da un pregresso aziendale che vedeva già alcuni applicativi, non mission critical, pronti e operativi all’interno della ‘nuvola’. Parliamo di soluzioni quali la gestione delle note spese o degli asset aziendali. Soluzioni che sul mercato americano si erano già affermate per poi essere offerte anche
sul mercato europeo”, sottolinea Fumarola. “Abbiamo continuato il nostro percorso arricchendo di ulteriori soluzioni quanto già presente nel mondo cloud di prima generazione, rispondendo alle esigenze dell’industria, così come al mondo delle aziende di servizi a valore aggiunto. È su questo che si basa il nostro concetto di suite nel cloud. In breve, parliamo di una soluzione ‘a strati’ il cui nucleo è rappresentato dall’Erp che produce la maggior parte dei dati, e al quale si aggancia poi tutto quanto è ritenuto fondamentale per il mercato di riferimento del cliente secondo le specificità di ogni
mercato verticale. Infor offre suite specifiche per settori quali industrial manufacturing, food&beverage, fashion, equipment e automotive, oggi disponibili anche in modalità
completamente cloud grazie alle Infor CloudSuite. Tutto ciò offrendo i massimi standard di sicurezza e una ricchezza funzionale che conduca a una standardizzazione delle soluzioni, punto di partenza per arrivare a una riduzione drastica delle personalizzazioni”. Uno scenario che tuttavia per Fumarola può risultare più semplice quando applicato a quelle categorie di imprese che si riconoscono in standard internazionali. Diverso è il caso invece di aziende che evidenziano la loro diversità e che richiedono quindi ambienti personalizzati: “Qui si entra più nella logica dell’hybrid cloud, delprivate cloud, del single tenant. Non è banale coinvolgere aziende ‘complesse’ chiedendo loro di rinunciare a delle differenziazioni competitive. Bisogna analizzare il singolo caso per proporre un’offerta che sia di volta in volta on-premise, cloud o ibrida”. 

 

Esempi reali di utilizzo
Tra le realtà che si sono affidate alle piattaforme Erp sviluppate da Infor c’è ad esempio Dab Group che ha realizzato un cambiamento radicale dei propri sistemi informativi, ponendo una particolare attenzione all’efficienza del proprio modello organizzativo. “Gli elementi quali velocità, efficienza, efficacia e innovazione, che erano gli obiettivi iniziali del progetto, sono intervenuti sulle varie componenti di logistica, produzione e finance. Il tutto è stato reso possibile grazie all’implementazione di soluzioni di worflow e collaboration molto spinte e realizzando ‘internamente’ il concetto di cloud multitenant. L’implementazione è stata completata in soli 11 mesi e ora 15 siti in 11 paesi distribuiti in 4 continenti sono operativi con la suite di applicazioni Infor. Altre realtà rappresentanti del Made in Italy, che hanno scelto l’Erp di Infor, sono Ferrari, la casa automobilistica, e Arper, azienda veneta operativa nel settore dell’arredamento.

 

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