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06/09/2017

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Raffaela Citterio
Raffaela Citterio

Il futuro dell’Internet of Things in Italia

Il Piano Industry 4.0 varato dal Governo va nella giusta direzione per allineare l’Italia agli altri Paesi europei. La strada da fare però è ancora lunga.

Internet of Things significa consentire l’accesso proattivo a dati e informazioni da qualsiasi dispositivo connesso a Internet, aggiungere intelligenza a qualsiasi componente affinché gli oggetti possano dialogare tra loro e con una ‘centrale di controllo’ in grado di governarli, e molto altro. Solo per fare alcuni esempi, grazie a tecnologie IoT di ultima generazione gli ospedali possono monitorare e regolare i pacemaker a distanza, le fabbriche possono risolvere automaticamente problemi di produzione o ottimizzare gli interventi di manutenzione, negli edifici è possibile modificare le luci e le temperature in ogni momento, e gli esempi potrebbero continuare.

Per capire a che punto sono queste innovazioni nel nostro Paese, e qual è il ruolo di chi, ogni giorno, affianca le aziende nel loro processo di digital transformation, abbiamo posto a Luca Ferraris, responsabile strategy, innovation & communication di Italtel le seguenti domande:

Che impatto sta avendo il piano Industry 4.0 lanciato dal governo sull’adozione di soluzioni IoT?

Quali sono gli ambiti in cui le tecnologie IoT esprimono maggior valore?

Quali sono le principali criticità che presentano i progetti IoT e chi sono gli interlocutori con cui vi interfacciate?

Luca Ferraris1. Il Piano Industry 4.0 va sicuramente nella giusta direzione. È importante che l’Italia sviluppi una strategia coerente con quella europea, penso a Germania e Francia, ma la specificità italiana, che - come noto - si caratterizza per l’elevatissimo numero di PMI, sta in parte rallentando la velocità di adozione. Come richiesto da più parti, il Piano andrebbe reiterato nel 2018, eventualmente con alcune messe a punto: per sostenere maggiormente la diffusione delle tecnologie dell’IoT nell’Industria andrebbe rimodulato con maggior convinzione anche nella parte sull’Information Technology, prevedendo di estendere il massimo delle agevolazioni oggi previste solo per i macchinari di produzione anche a prodotti e servizi dell’IT.

2. La trasformazione digitale guidata dalla diffusione delle tecnologie IoT sta modificando profondamente il nostro modo di vivere e di produrre. Le iniziative che vanno sotto il nome di Industria 4.0 sono uno dei principali modi con cui le economie occidentali possono uscire dalla stagnazione migliorando la propria competitività sui mercati internazionali. Oltre all’industria, gli ambiti in cui si prevedono i maggiori impatti sono quello dell’energia, delle città digitali e della salute. L’aumento della vita media, e dunque anche delle malattie croniche spinge il Sistema Sanitario verso un migliore utilizzo delle cure remote e digitali, basate sull’IoT. L’adozione di fonti energetiche alternative, per loro natura discontinue, richiede un ammodernamento dell’intero sistema di distribuzione dell’energia in logica Smart Grid. Infine, la vita sociale urbana può trarre giovamento dalla diffusione dell’IoT per il miglioramento del sistema di mobilità, la gestione della sostenibilità ambientale, l’innalzamento dei livelli di sicurezza.

3. Oggi i progetti IoT sono frenati tra le altre cose dalla carenza di infrastrutture di telecomunicazione adeguate. L’evoluzione verso le reti 5G consentirà alle reti pubbliche di garantire la massima flessibilità richiesta per gestire tipologie di traffico molto eterogenee e per ottimizzare la copertura geografico-territoriale. A fianco dell’infrastrutturazione che serve per l’interconnesione di oggetti intelligenti e sensori, c’è comunque bisogno di una efficiente infrastruttura a Banda Ultra Larga che possa sostenere lo sviluppo di un ecosistema di servizi digitali per le imprese e le comunità. Il Piano Agenda Digitale va nella giusta direzione ma il nostro Paese sta ancora colmando un gap significativo accumulato in passato. Una ulteriore criticità è la difficoltà di dialogo tra gli operatori degli specifici ambiti verticali cui la tecnologia IoT si applica (manifattura, sanità, energia...) e il mondo dell’Informaton Technology. Una difficoltà che ostacola la corretta comprensione del rapporto tra costi e benefici dei progetti IoT.

 

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