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21/12/2017

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Fujitsu continua a investire sull’High Performance Computing

Con un’esperienza più che trentennale, Fujitsu rende disponibili soluzioni cluster HPC integrate e certificate, pronte all’uso e ottimizzate per requisiti aziendali specifici.

Fujitsu Primergy

L’High Performance Computing (HPC) sta assumendo sempre maggiore rilevanza, visto il crescente numero di organizzazioni che oggi utilizzano, nella progettazione ma non solo, simulazioni e modellazioni di scenari per prendere decisioni strategiche, promuovere innovazione di prodotto, velocizzare l’attività di ricerca e sviluppo e accelerare il time-to-market. “Il nostro impegno in ambito HPC nasce da lontano”, ricorda Andrea Sappia, sales consultant manager di Fujitsu Italia. “È dagli anni ‘70 che i nostri laboratori di ricerca sono impegnati a ottimizzare il calcolo scientifico su sistemi informatici paralleli. Abbiamo centri di competenza dedicati non solo in Giappone, dove ad esempio il sistema sviluppato insieme all’ente di ricerca giapponese Riken è da tempo ai vertici delle classifiche mondiali, ma in ogni parte del mondo, inclusa l’Europa. L’esperienza e il know how maturati in tanti anni, insieme a soluzioni sempre allo stato dell’arte, ci consentono di dare risposte mirate alle esigenze sempre nuove che esprime il mercato, che attualmente non è più solo alla ricerca di sempre maggiore potenza computazionale ma anche di soluzioni di visualizzazione grafica efficaci, performanti e al contempo semplici da utilizzare”.

Andrea SappiaUno stack architetturale completo
I mercati interessati alle soluzioni HPC sono sempre di più: si va dall’aerospaziale all’automotive, dal manufacturing all’oil & gas, dagli istituti di ricerca alla meteorologia... e l’elenco potrebbe continuare. “La richiesta di potenza di calcolo e di elaborazione grafica è in forte crescita - prosegue Sappia - ed è per questo che continuiamo a investire per rendere disponibile uno stack architetturale sempre più completo e integrato, che comprende sia la componente hardware (server, storage, networking, workstation...) che software, con una ampia gamma di soluzioni di orchestrazione che consentono di governare al meglio tutto il ciclo di vita dell’enorme mole di dati e applicazioni che poggiano su questi sistemi, senza dimenticare i servizi di consulenza ad alto valore aggiunto che ci permettono di dare risposte mirate in qualunque ambito di utilizzo”. In questo scenario un ruolo di primo piano spetta alla famiglia PRIMERGY, grazie alla quale Fujitsu rende disponibile un portafoglio completo di potenti sistemi in grado di venire incontro alle esigenze del mondo HPC. Particolarmente innovative risultano essere le soluzioni PRIMERGY CX400 M4 e PRIMERGY CX600 M1. La prima unisce la densità e l’efficienza dei server blade-like con la semplicità e i costi dei sistemi rack-based, mentre la seconda, composta dallo chassis PRIMERGY CX600 M1 e da nodi server PRIMERGY CX1640 M1, mette a disposizione cluster ultra-densi, con un rapporto prezzo/prestazioni estremamente competitivo. La presenza di componenti best-inclass è un elemento distintivo del PRIMERGY CX600 M1, che si avvale di processori Intel Xeon Phi con un massimo di 72 core, ideale quindi per workload HPC che richiedono elevate prestazioni per thread paralleli, grandi vettori e una significativa bandwidth di memoria.

Un sistema di raffreddamento all'avanguardia
Una delle principali complessità legate all’High Performance Computing è sicuramente il raffreddamento. Anche in questo campo Fujitsu continua a dare risposte innovative, come testimonia il sistema di raffreddamento Liquid Immersion Cooling System. “Oggi il mercato pone grande attenzione non solo alle performance ma anche alla sostenibilità delle infrastrutture tecnologiche - evidenzia Sappia. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo sistema di raffreddamento Liquid Immersion Cooling che sfrutta uno speciale fluido inerte e non tossico nel quale è possibile immergere fisicamente i server. La soluzione funziona tramite un’unità di distribuzione del liquido (CDU) formata da una pompa, uno scambiatore di calore, un filtro e un modulo di monitoraggio del sistema. I sistemi vengono immersi in un contenitore da 16 rack unit che può essere installato in rack standard, in orizzontale o in verticale. Lo speciale fluido cattura il calore e lo trasferisce alla CDU, dove viene successivamente espulso dal data center attraverso una torre di raffreddamento. Non servono quindi ventole, per cui la soluzione è molto silenziosa”. Questa soluzione, accompagnata dai server Fujitsu, può ridurre fino al 40% l’energia richiesta per il raffreddamento e fino al 50% lo spazio occupato, proteggendo il data center anche da umidità, aria calda e inquinamento. Lo speciale fluido non è tossico e può essere toccato senza alcuna protezione, permettendo un accesso semplice e immediato ai server per eventuali manutenzione e cablaggio.

 

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