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Mercati Verticali
 

05/05/2017

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di Ruggero Vota

La forte crescita e i piani di espansione di Retelit

In crescita sia il business tradizionale wholesale in Italia sia quello dei servizi ICT corporate. Spazio ad altre aree. Alla ricerca di partner con forti competenze di customizzazione sui servizi e i mercati verticali.

Retelit

Con il 2016 Retelit ha portato a termine la fase di rilancio e di ritorno alla crescita con importanti risultati, mentre dal 2017 prende il via il piano di espansione del business incentrato su una strategia di diversificazione. Artefice dei risultati ottenuti e dei progetti futuri è il nuovo management arrivato a guidare la società a inizio del 2015 rappresentato da Dario Pardi e Federico Protto, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società, e il quadro dato dai numeri della società indica un percorso di crescita molto positivo. Prima di tutto il fatturato, che in due anni è passato da circa 37 milioni di euro a 49,6 milioni, ma a fine anno l’azienda ha registrato anche un forte miglioramento del risultato operativo, registrando il primo utile operativo nella sua storia pari a 2,2 milioni di euro.

Le ragioni della crescita
Federico ProttoCirca il 90% del business aziendale dipende dal mercato wholesale delle telecomunicazioni in Italia: “E’ un mercato, quello che noi classifichiamo come wholesale nazionale e internazionale, che cresce ancora, ma siamo riusciti a crescere più velocemente e a doppia cifra in questo segmento perché abbiamo sfruttato delle nicchie molto importanti – spiega Protto (a sinistra nella foto). Una delle attività che ci siamo ‘inventati’ è stata per esempio quella di portare la connettività in fibra alle torri di diversi operatori della telefonia mobile presenti in Italia. Era una nicchia libera, nella quale ci siamo proposti registrando subito un forte consenso. Chiaramente questi operatori si stanno attrezzando per andare a supportare i nuovi livelli di prestazioni che saranno richiesti dall’IoT, dalla trasmissione via mobile dei filmati 4k e anche dal prossimo 5G”.

Una spinta al fatturato di Retelit è poi arrivata anche dalla crescita dei servizi ICT infrastrutturali offerti alla clientela corporate attraverso la rete di 15 data center presenti in tutta Italia: “Questa divisione, che noi definiamo Business, in due anni è cresciuta molto velocemente e la sua quota nel nostro fatturato è passata dal 3% al 13%. E’ una delle importanti aree di sviluppo sulle quali puntiamo per il futuro”.

Importante anche il capitolo investimenti. Nel potenziamento della propria infrastruttura la società ha infatti investito oltre 35 milioni di euro. L’infrastruttura in fibra ottica della società al 31 dicembre 2016 si sviluppa su circa 218.000 chilometri di fibra ottica, di cui 62.000 presenti in 9 Reti Metropolitane.

Nel corso dell’anno è stata anche inaugurata la ‘cable landing station’ a Bari, terminale italiano del cavo sottomarino AAE-1, che fornisce un collegamento di 25.000 chilometri di fibra ottica a bassa latenza tra l’area del Mediterraneo, il Middle e Far East fino a Hong Kong. “Dal nuovo anno abbiamo iniziato la commercializzazione, ci rivolgiamo a tutte quelle entità che sono interessate a sviluppare business nelle aree a forte sviluppo, come Cina e India ma non solo, e che cercano connettività affidabile e ad alte prestazioni”.

Importante tassello per la crescita futura di Retelit è l’accordo siglato qualche settimana fa con Bics (Belgacom International Carrier Services), grazie al quale Retelit può accedere ai maggiori POP europei compresi Francoforte, Londra, Amsterdam e Parigi: “Oggi possiamo offrire ai nostri clienti un collegamento end-to-end da Londra a Hong Kong”.


La strategia di diversificazione
Il Piano Industriale 2017-2021 di Retelit avrà come obiettivo la crescita e la diversificazione del business in quattro aree: 

- quella tradizionale del mercato wholesale nazionale

- l’area wholesale internazionale, che si rivolge a tutti quegli operatori stranieri che hanno necessità di connettività in Italia; 

- la vendita di servizi di connettività verso il Far East grazie al cavo sottomarino; 

- i servizi as-a-service e cloud per la clientela corporate e Pubblica Amministrazione. 

Dario Pardi“Nei nostri progetti le quattro aree nel 2021 dovranno rappresentare nella nostra generazione di fatturato circa il 25% ciascuna”, dichiara Pardi (a sinistra nella foto). Se le prime tre aree più legate al business della connettività verranno seguite prevalentemente dall’organizzazione commerciale interna di Retelit, nel business dei servizi ICT alla clientela corporate c’è ampio spazio per i partner che possono portare valore: “Vogliamo lavorare con soggetti che portano una forte competenza in termini di customizzazione dei servizi sui quali sono focalizzati e/o su determinati mercati verticali. Ci rivolgiamo a system integrator, service provider specializzati e fornitori di soluzioni software verticali. Non siamo interessati a supportare una domanda di servizi standard semplici e a bassa marginalità; cerchiamo partner che vogliono portare valore di business ai loro clienti risolvendo tutti gli aspetti tecnologici grazie all’affidabilità della nostra infrastruttura”, specifica Pardi. In questo scenario Retelit dichiara che sta lavorando con alcuni system integrator italiani e che ha stretto accordi con tre service provider specializzati nelle aree: call centersistemi di sicurezza di alto livello e servizi di pagamento.

Le gare per la banda ultralarga 
Retelit ha deciso di partecipare alle gare previste per lo sviluppo del piano banda ultralarga lanciato dal governo italiano nel 2016: “Siamo stati presenti alla prima e anche se non abbiamo vinto (si ricorda che i cinque lotti di questa gara sono stati tutti assegnati alla nuova Open Fiber di Enel, ndr) la nostra partecipazione ci ha qualificato come attore di riferimento del mondo delle telecomunicazioni in grado di competere con un’offerta tecnologica adeguata in questa tipologia di gare. Partecipiamo anche alla seconda, che si concluderà prima dell’estate, siamo ragionevolmente ottimisti e pensiamo che comunque gli elementi che ci qualificano rientreranno in gioco in un secondo tempo”, dichiara Protto. “In ogni caso, prudenzialmente, a oggi non abbiamo inserito alcuna generazione di fatturato da questa voce nel Piano Industriale 2017-2021; se questo si verificherà direttamente perché assegnatari di uno o più lotti, o indirettamente come partner di altri, saranno risorse aggiuntive che andranno a finanziare le nostre attività”, conclude Pardi. 

 

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