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12/05/2017

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Roberto Ferrari

La fatturazione elettronica tra imprese private

Tutto quello che bisogna sapere per decidere se aderire all'opzione prevista dalla norma. I vantaggi fiscali e i margini di miglioramento.

euro © alexmillos – Fotolia.com

La fatturazione elettronica è ormai una prassi per le aziende che lavorano per la Pubblica Amministrazione sia Centrale sia Locale. Ma tra aziende? Quali i vantaggi per la fatturazione elettronica B2B?

Un po’ di chiarezza

Quando si parla di fatturazione elettronica è facile non intendersi. Spesso il termine è utilizzato per indicare processi diversi, implementati per ottenere benefici non sempre sovrapponibili. Con il termine ‘fatturazione elettronica’ si intende il processo di emissione di una fattura che è sin dall’origine digitale e che contiene al suo interno le istruzioni per essere trattata dal destinatario in modalità digitale. Con questa modalità il soggetto che emette la fattura genera, trasmette, gestisce e conserva il documento in modalità digitale permettendo al destinatario di acquisire, gestire e conservare il documento con la medesima modalità digitale.
Qualora il destinatario non utilizzi la modalità digitale, è verosimile un trattamento ibrido. La fattura ricevuta in modalità digitale sarà stampata su carta e conservata in modalità cartacea, ma i dati in essa contenuti saranno oggetto di trattamento elettronico, con un evidente dispendio di tempo ed energie per il processo di ‘data entry’. Il processo digitale offre quindi indubbi vantaggi: l’utilizzo dei sistemi informatici comprime la quantità di tempo necessaria all’operatore per l’esercizio dei processi di generazione-trattamentoconservazione, sia lato fornitore che lato cliente, e comporta una consistente riduzione della discrezionalità nonché dei possibili errori operativi permettendo un importante risparmio e una maggiore affidabilità del processo e dei dati. Risparmio, discrezionalità, riduzione degli errori che interessano anche al Fisco nostrano. Nell’intento di ridurre l’onere per l’assolvimento dei numerosi adempimenti fiscali, ma anche o forse soprattutto di ridurre la ‘discrezionalità’ del Contribuente, il Legislatore fiscale ha individuato una strategia e una serie di modalità per beneficiare dell’uso dei sistemi digitali allargati alla vasta platea dei Contribuenti italiani. Sono seguiti una serie di provvedimenti normativi e attuativi atti a incentivare il Contribuente all’uso di modalità elettroniche di certificazione delle operazioni attive (fatture elettroniche e corrispettivi elettronici) nonché di trasmissione di dati in modalità elettronica. Il tutto con la prospettazione di benefici fiscali la cui consistenza potrà essere valutata da ognuno. Questi provvedimenti, che attengono alla comunicazione elettronica di dati fiscali, sono molto spesso confusi con la fatturazione elettronica in senso stretto. Riepilogando: l’emissione delle fatture in modalità elettronica non è assimilabile alla comunicazione dei dati fiscali in modalità elettronica.

Qualche dato
Nel nostro Paese l’utilizzo della fattura elettronica è obbligatorio nelle relazioni commerciali con la Pubblica Amministrazione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione alla Commissione di Vigilanza sull’anagrafe tributaria ha tracciato un bilancio. Nel periodo da marzo 2015 a novembre 2016, verso la pubblica amministrazione sono stati gestiti circa 53 milioni di fatture elettroniche. Nel 2016 sono stati gestiti mediamente circa 2,4 milioni di documenti elettronici al mese, da circa 800 mila fornitori verso oltre 60 mila uffici di 23 mila Amministrazioni Pubbliche, con un tasso di scarto inferiore al 4%. Nel rapporto tra aziende private, invece, secondo il Politecnico di Milano sono circa 80 milioni le fatture elettroniche scambiate tra imprese nell’anno 2015. Un numero modesto che rappresenta solo il 6% del totale delle fatture scambiate ogni anno in Italia.

Ampi margini di miglioramento
La scarsa diffusione credo che dipenda da molti fattori: economici, giuridici ed anche culturali. La platea degli interessati è costituita in gran parte da PMI e professionisti, con un risparmio ottenibile dall’implementazione del sistema di fatturazione elettronica significativo in termini percentuali, ma spesso modesto in valori assoluti per ogni singola realtà. A ciò si somma la complessità della normativa nell’ambito della conservazione digitale, nonché la necessità di implementare il processo di fatturazione elettronica il più possibile ‘sin dall’origine’, con importanti ricadute sulla formazione del personale, sulla diversa organizzazione del processo nonché sul ridimensionamento delle risorse umane necessarie. Va ricordato che la fatturazione elettronica tra privati non necessita del passaggio per il tramite del sistema di interscambio pubblico (SDI) passaggio che invece è obbligatorio per le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione. Poiché le fatture, o meglio i dati contenuti nelle fatture, non sono conosciuti dal Fisco, è richiesta la comunicazione dei dati fiscali. Tale adempimento risulta invece escluso qualora il soggetto emittente utilizzi il sistema predisposto dall’Amministrazione Finanziaria.

Vantaggi fiscali
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente un sistema web per generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. È un sistema gratuito che solleva il contribuente dall’impegno che considero più gravoso: la conservazione digitale a norma delle fatture emesse in modalità elettronica. Inoltre, integrando la possibilità di gestire l’emissione e la trasmissione elettronica della fattura, mette a disposizione del contribuente un piccolo sistema integrato di gestione elettronica delle fatture. Poiché i dati di queste fatture sono già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente ottiene il beneficio indiretto dell’esonero dalla comunicazione dei dati fiscali delle fatture emesse con lo stesso sistema. Dovrà comunque comunicare i dati fiscali per le fatture emesse in modalità cartacea e per tutte le fatture di acquisto. Nell’ottica di semplificare il rapporto contribuente-fisco, e come detto con l’obiettivo di ottenere un flusso di dati fiscali utili al contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, è possibile una soluzione alternativa.

Comunicazione elettronica dei dati fiscali
Il contribuente, in cambio di alcuni benefici fiscali, ha la possibilità di comunicare, in modalità digitale e periodicamente, una serie di dati fiscali. Si tratta dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute, nonché dei dati dei corrispettivi. In questo caso sono previsti alcuni benefici quali la previsione di rimborsi IVA prioritari e senza visto di conformità qualora il credito sia di importo superiore a 15.000 euro e per alcune tipologie di contribuenti, la riduzione dei termini di accertamento qualora i pagamenti e gli incassi di importo superiore a 30 euro avvengano con modi che garantiscono la tracciabilità, l’esonero dalla tenuta delle scritture contabili e altri benefici per i contribuenti di minori dimensioni. Per utilizzare questa particolare soluzione il Contribuente deve operare un’opzione da esercitare entro la fine dell‘anno precedente a quello di applicazione, esclusivamente in modalità telematica e con il vincolo di permanenza per cinque anni. Non solo, anche l’eventuale ‘uscita’ da questo particolare regime comporta la comunicazione di una revoca pena il proseguimento per un altro quinquennio.

Focus: imposta di bollo
Per concludere, un breve focus su un aspetto della fatturazione che a volte mi pare trascurato. Sulle fatture emesse senza addebito di IVA (salvo casi particolari quali per esempio le operazioni con reverse-charge o di esportazioni di merci) per corrispettivi superiori a 77,47 euro, va apposta la marca da bollo del valore di 2 euro. L’imposta è dovuta indipendentemente dalla modalità cartacea/elettronica di emissione. Sulle fatture cartacee la marca da bollo è costituita da un contrassegno telematico acquistato dal tabaccaio e apposto sul documento. Per le fatture elettroniche l’imposta è invece assolta in modo virtuale mediante versamento con modello F24, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio per l’intero importo dovuto in relazione alle fatture emesse nell’annualità precedente.

 

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