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23/06/2014

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FacilityLive, la global software company di Pavia

L’azienda che ha sviluppato l’omonimo motore di ricerca che sfida Google rappresenta un esempio da seguire per chi decide di lanciare una start up tecnologica in Italia

L’Europa ha cominciato a guardare in modo molto serio a tecnologie e start up in grado di fare nascere un’industria HiTech europea di nuova generazione pronta a competere su scala globale. “Anche l’Italia può e deve contribuire a questo rinascimento” si infervora Gianpiero Lotito, founder e CEO di FacilityLive, azienda che ha sviluppato l’omonimo motore di ricerca che ribalta il concetto di search, lavorando sulla pertinenza anziché sulla rilevanza. “Non è necessario spostarsi nella Silicon Valley per ottenere finanziamenti e riconoscimenti, se si ha l’idea giusta e il coraggio di esporsi”.


Un esempio da imitare


FacilityLive è l’esempio concreto della veridicità di questo assioma, come testimoniano i numerosi riconoscimenti che continua a mietere. A inizio anno, ad esempio, è stata accolta tra i Business Member dell’European Internet Foundation, un tavolo di lavoro in cui vengono discusse le linee guida intorno a cui sviluppare le policy digitali europee. “Si tratta di un gruppo ristretto composto da una trentina di aziende, con solo 3 software vendor europei che si trovano a dialogare con le grandi major internazionali” sottolinea Lotito. “Una soddisfazione non indifferente è vedere la nostra azienda citata tra Facebook e Google, quando i partecipanti al panel vengono presentati in ordine alfabetico”. Un’altra importante decisione di FacilityLive è stata quella di aderire ad Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di consumo), coordinatore nazionale per il progetti della commissione europea ‘Eskills for Jobs 2014’ e ‘Fostering Digital Entrepreneurship’, rivolti al mondo della scuola, all’alfabetizzazione digitale e all’innovazione d’impresa. In questo ambito Giampiero Lotito e Mariuccia Teroni, co-fondatrice di FacilityLive e responsabile delle operation, hanno accettato l’incarico di Ambassador per il progetto ‘E-skills for Jobs 2014’, orgogliosi di poter diventare un punto di riferimento per i giovani che decidono di lanciare una start up tecnologica.
Un altro traguardo importante, per FacilityLive, è quello di avere aggiunto Israele al novero dei 42 Paesi in cui sono riconosciuti i propri brevetti, coprendo in tal modo tutti i Paesi tecnologicamente più evoluti (Usa, Giappone, Paesi dell’Unione Europea e, appunto, Israele). Un respiro internazionale che consente all’azienda di porsi obiettivi ancora più ambiziosi, come l’apertura di nuove filiali all’estero e la quotazione in Borsa. “Abbiamo avviato contatti preliminari con il London Stock Exchange, dove abbiamo avuto l’opportunità di presentarci nei mesi scorsi conferma Lotito poiché stiamo prendendo in considerazione la possibilità di quotarci, in futuro, alla Borsa di Londra”. Un’ambizione condivisa dagli investitori che hanno creduto in FacilityLive sin dagli esordi, e che oggi ne riconoscono una valorizzazione pari a 35 milioni di euro, che sono disposti a finanziare.



Cool vendor per Gartner


La carrellata dei riconoscimenti ottenuti negli ultimi mesi da FacilityLive non sarebbe completa senza la citazione di Gartner, che l’ha inserita tra i Cool Vendor 2014 nel report ‘CRM Customer, Service & Support’. Le motivazioni sono esaustive: “FacilityLive è in grado di aggregare e correlare, tramite mashup contestuali, tutte le informazioni relative ai clienti provenienti da qualunque fonte, strutturata e non, presentandole in un’unica interfaccia. Il brevetto valido in 42 Paesi le garantisce un vantaggio competitivo, perché rappresenta una barriera per altri vendor che vogliano sviluppare tecnologie simili”. L’esperienza di FacilityLive, insomma, testimonia come, anche dall’Italia, e da una città a misura d’uomo come Pavia, sede della società, si può ambire a diventare una innovativa global software company. “Sono proprio le realtà come la nostra a portare la vera innovazione” conclude Lotito. “Secondo noi il ruolo dei grandi big dell’IT, in futuro, sarà quello di fornire l’infrastruttura necessaria, mentre dovranno trovare nuovi modelli di interazioni con aziende più agili, giovani e creative”.

 

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