Estate 2020
Servizi - Hardware
 

04/12/2014

Share    

Esperienza e innovazione per guidare il cambiamento

Sono questi i due pilastri della proposta che Bruna Bottesi, managing director di NetApp Italia, oggi presenta ai CIO italiani che sempre più numerosi hanno inserito il tema cloud in agenda. Un’offerta per le infrastrutture ICT che spazia a tutto campo dalla continuità operativa alle memorie Flash ingegnerizzate per gli ambienti enterprise

Il cambiamento del mercato italiano delle infrastrutture IT è in atto, lo testimonia il fatto che ormai tutte le fonti dicono che l’attenzione delle aziende utenti verso il tema del cloud computing, destina-to a cambiare in modo sostanziale i paradigmi che fino a oggi hanno governato i sistemi informativi, sia ormai entrato nelle agende dei CIO italiani. Non è più un problema del ‘se’, ma semmai del ‘quando’ il nuovo modello sarà implementato e operativo. In una fase come questa è meglio interpretare lo scenario dei prossimi anni condividendo esigenze e obiettivi insieme a interlocutori la cui storia è garanzia di innovazione, ma anche di competenze nate da una vasta esperienza sul campo e solidità. In questa doppia veste, NetApp si propone come punto di riferimento in grado di supportare i clienti nel portare le infrastrutture ICT esistenti a integrarsi negli ambienti di nuova generazione. Ne abbiamo parlato con Bruna Bottesi, managing director di NetApp Italia.


Quali sono oggi le dinamiche del mercato italiano in relazione alla domanda di soluzioni IT in generale, e di tecnologie di storage in particolare?
Secondo i dati dell’ultimo report Assinform relativo al primo semestre 2014, il comparto IT italiano sembra trarre beneficio da alcune delle dinamiche che lo stanno attraversando e che sembrano dare nuova linfa agli investimenti. Se è vero che per i primi sei mesi di quest’anno si parla ancora di una contrazione, osserviamo anche alcune aree di gran-
de vitalità. Mi riferisco in particolare al cloud, che  mostra un incremento tendenziale di oltre il 35%, ai contenuti digitali e al software che crescono di oltre il 6% con nuove soluzioni e applicazioni, ma anche la crescita di un fenomeno rilevante e inarrestabile: Internet of Things (in seguito anche IoT). Per quanto riguarda le tecnologie storage, al di là dei grandi trend legati a cloud, big data e software defined datacenter, stiamo osservando una sempre crescente attenzione alle tematiche di disaster recovery e business continuity, la crescita dell’object storage - con l’affermarsi di applicazioni che utilizzano grandi quantità di data object – e, infine, la maturazione del mercato della tecnologia flash. 

 

Negli ultimi anni l’esigenza principale delle aziende italiane sono state focalizzate sull’ottimizzazione delle infrastrutture IT, nel 2014 lo scenario è cambiato? E se sì in che direzione si sta andando? 

Soprattutto in questo momento di mercato efficientamento e ottimizzazione restano punti focali per l’IT, ma il loro significato in azienda si sta evolvendo. Alla gestione sempre più efficiente ed economica delle infrastrutture e delle risorse si affianca infatti una crescente domanda di prestazioni in contesti dedicati ad applicazioni specifiche. Poiché le aziende operano oggi sempre più in modalità ‘h24’, si impone una maggiore attenzione alla continuità operativa e alla riduzione o eliminazione dei tempi di fermo delle infrastrutture e delle applicazioni. Inoltre le ‘line of business’ originano nuovi progetti dove le necessità prestazionali e gli elementi di innovazione di processo sono più rilevanti e gestiti attraverso tecnologie spesso di frontiera; pensiamo ai progetti di big data e advanced analytics, oppure alle nuove applicazioni per l’IoT e per il supporto alla mobility. 

 

In questo scenario come possono i CIO tornare ad avere un ruolo di promotori dell’innovazione nelle loro realtà?
Lo scenario IT odierno sta vivendo una fase di riadattamento legata alla diffusione delle infrastrut- ture cloud e dei servizi a esse correlati che portano diversi vantaggi in termini di efficienza operativa e gestionale del dato. In tale scenario il ruolo del CIO sta evolvendo: se prima poteva essere descritto come ‘costruttore’ e ‘operatore’ del data center, oggi è diventato più un broker di servizi informativi e applicativi. I CIO si trovano di fronte alla duplice sfida di dover scegliere per i propri utenti aziendali piattaforme di storage capaci di rispondere nel modo migliore alle sfide poste dagli ambienti di nuova generazione mantenendo il giusto equilibrio tra opportunità, costi e rischi. Allo stesso tempo possono e devono contribuire ad indirizzare gli investimenti delle ‘line of business’ verso servizi cloud che insistono su piattaforme dati aperte e compatibili per favorire l’integrazione di processo. 

 

Vede delle sostanziali differenze nell’approccio al mercato in questa fase tra realtà grandi, medie e piccole? Tra i settori verticali quali si dimostrano oggi più dinamici nell’affrontare il cambiamento del business?
Il cloud è un fenomeno che ha già ridisegnato l’approccio al mercato, pertanto lo possiamo sicuramente definire come un approccio maturo e trasversale rispetto alle dimensioni delle aziende. La differenza pertanto la fa la capacità delle singole organizzazioni di mettere in pratica il cambio di passo. Esempi di grande dinamismo sono osservabili un po’ in tutti i settori: vediamo grande fermento tra i service provider che hanno accelerato l’adozione di nuove tecnologie, ma ogni giorno nascono anche progetti innovativi nei mercati dove la multicanalità presenta una sfida, ma offre anche un’opportunità di vantaggio competitivo importante a chi riesce a imporre un modello vincente. Il cloud ha avuto sicuramente una fase di gestazione piuttosto lunga nel mercato italiano.

 

Oggi molte aziende hanno sviluppato o sono concentrate ancora nello sviluppo di ambienti cloud privati. Cosa serve perché queste realtà si muovano con decisione verso il modello del cloud ibrido?

Il trend in atto nei confronti del cloud computingin Italia è confortante, specie se si guardano i dati diffusi da Assinform. Ciò detto, il paradigma dominante al momento è sicuramente quello del cloud privato, che sebbene comporti notevoli vantaggi in termini di scalabilità, rendimento della struttura IT e privacy, implica alcuni forti limiti legati ai costi di implementazione e gestione dell’infrastruttura stessa. Il passaggio a un modello ibrido, che per definizione combina i vantaggi del cloud pubblico e del privato, quindi flessibilità aziendale, riduzione dei costi e migliore efficienza, passa attraverso il superamento delle resistenze ancora esistenti e dovute a vari fattori, come: perplessità sulla sicurezza e sulla privacy dei dati, problematiche relative alla connettività, e necessità di alfabetizzazione digitale del management. NetApp si propone come enabler tecnologico in-novativo con soluzioni per lo Unified Scale-out che consentono ai nostri clienti di adottare infrastrutture condivise, ottimizzando costi e prestazioni e implementando tecnologie flash in grado di accelerare al massimo l’accesso al dato e che si applicano a tutti i livelli dell’infrastruttura in una logica di virtualizzazione e di integrazione che nell’insieme dà vita a un ambiente ‘universale’, definito da NetApp come Unbound Cloud.


Per quanto riguarda l’arrivo delle memorie flash negli ambienti enterprise qual è il posizionamento della vostra offerta?
Dati gli evidenti vantaggi prestazionali abbinati a un consumo energetico significativamente più basso, i drive ‘solid state’ e altri dispositivi flash stanno cominciando a prendere il posto degli hard disk ad alte prestazioni. Tuttavia, poiché questi supporti attualmente costano 10 volte tanto per GB di storage utilizzabile, i team IT adottano una strategia di implementazione che prevede di offrire prestazioni in modo mirato, solo dove serve, riducendo al minimo i costi complessivi dello storage. L’approccio ideale sarebbe quello di offrire la tecnologia giusta per il carico di lavoro giusto al miglior rapporto costo/prestazione possibile: per questo NetApp è uno dei primi grandi fornitori del settore a offrire sul mercato un flash array di classe enterprise, con un portafoglio che dispone di una gamma completa di prodotti di storage ibrido e full  Flash Array sia su piattaforme ESeries – EFSeries sia sulle piattaforme FAS. A questa si aggiunge l’architettura FlashRa, concepita appositamente per la tecnologia flash al fine di creare una combinazione ottimale fra alte performance, efficienza dello storage, scalabilità, disponibilità e QoS.

 

Per concludere: aspettative e obiettivi per il 2015. Ci può raccontare qualcosa?
Il 2015 sarà un anno di rilevanza strategica per NetApp e fortemente improntato alla crescita: continua il processo di ampliamento della proposizione di soluzioni all’insegna dell’innovazione iniziato due anni fa anche con le importanti novità appena annunciate. Il nostro obiettivo è quello di svilupparci simultaneamente nei tre mercati di riferimento.
Nel mercato enterprise le aziende potranno fare innovazione grazie all’intero portfolio di soluzioni, sviluppato per aiutare i clienti a completare l’implementazione del modello cloud, come per esempio OnCommand la soluzione software che garantirà il controllo del dato su qualsiasi infrastruttura storage in uso. Nel mercato dei service provider la sempre maggiore adozione del sistema operativo Clustered Data ONTAP garantirà ai nostri clienti grande flessibilità ed efficienza, ma anche la possibilità di sviluppare soluzioni ibride con i clienti finali e con la rete dei partner NetApp. Infine nel mercato PMI un portafoglio innovativo e articolato permetterà ai nostri clienti di implementare - grazie anche al contributo fondamentale e al valore aggiunto portato dai nostri partner - la soluzione più smart, innovativa e modulare investendo in modo graduale, man mano che le necessità storage evolvono nel tempo, nell’ottica della protezione degli investimenti infrastrutturali fatti in precedenza.

 

TORNA INDIETRO >>