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17/09/2013

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Energy Management tra le priorità aziendali

Un tema sempre più caldo per il mondo delle imprese. Appuntamento a Padova il 5 dicembre

 

Cent’anni fa la maggior parte della popolazione non aveva la luce elettrica in casa. Oggi invece l’energia è una componente fondamentale della vita quotidiana. Nel frattempo la popolazione mondiale è aumentata in modo esponenziale: dai 980 milioni del 1800 (cifra stimata in base ai dati dell’epoca) ai circa 7 miliardi di oggi (circa 300.000 nati/giorno) con l’attesa di arrivare a 8 miliardi nel 2030, che tanto lontano non è. Solo negli ultimi dieci anni gli abitanti della Terra sono aumentati del 12%, il consumo di energia primaria del 20%, quello di elettricità del 30 per cento.
Perché il consumo di energia e di elettricità aumentano più in fretta della popolazione? Perché nel frattempo arriva anche il benessere che, paradossalmente, è un problema. Attualmente nel mondo ci sono ancora 1,5 miliardi di persone senza elettricità e 2,7 miliardi utilizzano legna per cucinare: quando anche questa parte di popolazione avrà accesso ad alcuni servizi ‘moderni’ la domanda di energia aumenterà del 25% almeno (fonte: ‘The Outolook for Energy’ del 2010 di ExxonMobil).
Nello stesso tempo crescerà del 35% medio il fabbisogno energetico dell’industria. La Cina secondo le previsioni raddoppierà la propria domanda di energia (in Cina nel periodo 2006-2010 sono stati messi in servizio circa 100 GW/anno di nuove centrali, pari alla potenza totale installata in Italia in 130 anni) e l’India la triplicherà. L’impiego di elettricità aumenterà di oltre il 150% nei Paesi non-Ocse, che prenderanno il sopravvento su quelli Ocse dove l’aumento sarà del 25% ‘appena’.
Tutto questo per dire cosa? Che la crescita dei consumi energetici sarà insostenibile per il pianeta se non ricorrendo a una maggiore efficienza energetica e a nuove tecnologie. Anche perché a un maggiore consumo di energia corrisponde un maggiore inquinamento e l’aggravamento della crisi climatica: quando si considera che l’energia elettrica prevista come necessaria nel 2030 assorbirà il 44% delle risorse energetiche (nel 2007 era il 36%) non si può non pensare che la produzione di elettricità è oggi causa del 40% della produzione umana di CO2. Tornando al caso della Cina, l’80% dell’aumento di produzione elettrica realizzato nel quinquennio 2006-2010 arriva da centrali a carbone che da sole generano 2,2 Gt di CO2 annuali.
Per fortuna, a fronte di consumi energetici che crescono a un tasso dell’1,2% annuo, l’impiego del carbone è quasi fermo a +0,2%, il petrolio viaggia a +0,8% e il gas a +1,9%; dovrebbero invece aumentare le rinnovabili (solare ed eolico soprattutto) del 6% circa.

 

 

Risparmio ed efficienza
 

Consumare meno energia, consumarla meglio. Risparmio ed efficienza. In azienda questo significa Energy Management, una pratica divenuta strategica da quando l’energia è più scarsa e più costosa, e ci si è accorti che per produrla si inquina.
Il tema dell’Energy Management è stato affrontato a luglio nel corso di Energy Management Conference, il primo evento di Soiel International interamente dedicato alla gestione dell’energia in azienda (prossimo appuntamento a Padova il 5 dicembre). Nove gli sponsor (vedi box) provenienti dal mercato delle soluzioni per l’energia, dell’ICT e delle Facility; tre le associazioni di rilievo nazionale (FIRE, ANIE Energia e AIEE) che hanno dato il patrocinio alla manifestazione. Di che cosa si è parlato? Di mercato dell’energia, ma soprattutto di risparmio ed efficienza energetica nel data center, di ‘edifici intelligenti’, di energy intelligence, misurazione e monitoraggio dei consumi in azienda, generazione distribuita e smart grid. Temi dove l’ICT gioca un duplice ruolo: da una parte contribuisce al consumo di energia (il 15% del totale secondo le stime) dall’altra abilita le soluzioni per gestirlo in modo efficiente; senza dimenticare l’importanza crescente delle energie rinnovabili nell’ambito dei progetti di efficientamento. Chi tra il pubblico? Energy manager, facility manager, imprenditori interessati a ridurre la spesa energetica delle proprie aziende, ma anche molti IT manager.
Perché l’Energy Management è importante per le aziende? Perché secondo i dati del gruppo di studio sull’efficienza energetica all’interno degli Stati Generali della Green Economy, sul medio periodo il settore civile degli edifici potrà fornire circa la metà del 20% della riduzione dei consumi energetici su cui l’Europa si è impegnata entro il 2020, ma è da processi industriali e trasporti che arriverà in parti uguali l’altra metà.
Il comparto delle costruzioni è quello da cui si possono ottenere i risparmi più significativi dato che più della metà degli edifici esistenti (in buona parte aziendali) presenta consumi di climatizzazione estiva e invernale tripli rispetto a quelli previsti dalle attuali normative per gli edifici di nuova costruzione. Miglioramenti dell’efficienza sono possibili anche nei consumi elettrici, soprattutto nell’illuminazione degli uffici. Un campo d’azione molto interessante è poi quello delle Smart Grid in risposta all’affermarsi delle rinnovabili non programmabili, attivando interventi di demande response e demand side management.
Per quanto riguarda l’industria e l’efficientamento energetico dei processi industriali veri e propri, causa di un quarto dei consumi finali, i margini di intervento sono sia sul versante elettrico sia in quello della co-trigenerazione e del recupero termico.

 

 

Energy Manager e mondo IT
 

Alla tavola rotonda che ha chiuso la giornata di Energy Management Conference Milano erano presenti Barbara Conti, energy manager di Lavazza, Paolo Beatini IT manager di Grandi Navi Veloci, Stefano Luccietto energy manager di Fiera Milano, Italo Candusso IT manager di Bomi Group.
La presenza allo stesso tavolo di due Energy Manager e due IT Manager, tutti però coinvolti nelle problematiche di gestione energetica all’interno delle rispettive aziende, ha confermato un fatto: dove ancora non esiste una figura di Energy Manager la patata bollente arriva quasi sempre nelle mani dell’IT. È normale che sia così? Sembrerebbe naturale data l’importanza dell’informatica nei sistemi di energy intelligence, ma indubbiamente è il segnale della mancanza di una cultura aziendale matura in tema energy.
Il ruolo sempre più importante dell’Energy Manager in azienda richiede in realtà competenze multidisciplinari sia culturali sia tecniche, accanto alla conoscenza del mercato dell’energia e della legislazione. L’EM deve sapere di fisica, elettrotecnica, edilizia, illuminotecnica, termotecnica e in più deve essere un buon manager. Per il popolo dell’IT l’energia è la nuova e importante sfida.
 

 
TAG: Energy - Green IT

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