Estate 2020
Servizi - Datacenter
 

30/07/2012

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Alla ricerca dell’efficienza continua del data center

La strategia del CIO è disporre di servizi più standard in un’ottica interna e cloud

 

 

 

La strategia del CIO è disporre di servizi più standard in un’ottica interna e cloud

 

 

Ruggero Vota

 

 

Un data center efficiente e che rappresenti la sintesi migliore tra prestazioni all’altezza delle esigenze aziendali e costi di gestione accettabili. È questo il desiderio scritto nel libro dei sogni di molti CIO di aziende italiane e che ancora oggi in tanti cercano di realizzare. Molti sono i vendor impegnati su questo fronte con l’obiettivo di trasformare i data center attuali in strutture sempre più efficienti.


In questo speciale abbiamo quindi rivolto una serie di domande ad alcuni dei principali vendor IT operativi nel nostro Paese, per individuare le aree di miglioramento sulle quali è a tutt’oggi ancora possibile intervenire con efficacia.

 

 

Le richieste delle aziende utenti

 


Per prima cosa abbiamo chiesto ai nostri interlocutori quali sono le richieste che emergono attualmente dalle aziende utenti in relazione al tema data center.

 

 

“I temi che muovono le riflessioni attorno al tema data center sono solitamente flessibilità, efficienza e standardizzazione – spiega Giuliano Serventi, presales manager di EMC Italia. La tendenza attuale da parte dei clienti è il loro approccio secondo il modello cloud; e questo significa cambiare il modo in cui si definisce e si fruisce l’infrastruttura IT. I clienti desiderano trasformare il data center in un contenitore di servizi infrastrutturali standardizzati, che possano essere gestiti e monitorati con un alto livello di automazione e che consentano di modificare in modo agile e veloce la topologia dell’infrastruttura IT, per adeguarsi rapidamente ai cambiamenti di business. In questo contesto la fisicità del data center perde significato, rimpiazzata da un concetto di federazione di risorse IT distribuite e distribuibili anche in un ambito geograficamente disperso”.

 

“In una sola parola: efficienza – afferma Denis Nalon, business programs manager di Fujitsu Technology Solutions. Le aziende, nell’attuale congiuntura economica, hanno bisogno di semplificare la gestione del data center, ottimizzarlo sotto il profilo energetico, rispettando le singole esigenze operative. Queste necessità appartiene sia alle grandi imprese che alle medie e piccole aziende. Dal punto di vista generale, le esigenze sono sostanzialmente le medesime, però le grandi e medie aziende dispongono generalmente al loro interno di una cultura informatica e di addetti superiore alla piccola. Per questo Fujitsu affronta i due rispettivi mercati con due modalità distinte”.

 

 

“Le principali richieste che riceviamo in ambito data center riguardano due aree: la componente fisica e quella propria dell’IT – racconta Vinicio De Luca, practice principal data center transformation, technology services di Hewlett-Packard Italiana. La maggiore attenzione ai consumi e il medio invecchiamento dei data center ormai spesso datati richiedono valutazioni e interventi di reingegnerizzazione della sicurezza fisica, degli impianti tecnologici, dell’alimentazione elettrica, degli impianti di raffreddamento. È infatti noto che data center con circa 10 anni di vita possono utilizzare sino al 60%-70% del budget IT. La componente propria di IT continua a comportare interventi di consolidamento e razionalizzazione, spesso ancora necessari, che sono primariamente guidati dall’esigenza di ridurre costi dovuti a inefficienze, pertanto sono necessarie soluzioni tecnologiche sempre più intelligenti, veloci da implementare e con minimo impegno gestionale nel tempo”.

 

“Il tema principale è l’ottimizzazione delle facility dei data center, non solo ai fini della riduzione dei costi ma anche con obiettivi di efficienza energetica, in quanto diventa spesso difficile garantire i livelli di fornitura elettrica richiesti e fare fronte alle tematiche legate al raffreddamento - dichiara Raffaele Pullo, executive IT architect di IBM Italia. Occorre inoltre tener conto che spesso i nuovi sistemi hardware da ospitare nei data center, sebbene presentino un rapporto ottimale tra performance e consumi, sono comunque sistemi che richiedono maggiore capacità di alimentazione e raffreddamento. Questo implica la necessità di rivedere in maniera graduale la modalità di costruire gli spazi attrezzati che dovranno ospitare i sistemi IT, garantendo un livello di affidabilità e resilienza assoluta attraverso tecniche di duplicazione ed alta affidabilità delle facility dei data center”.

 

“I principali analisti prevedono che il mercato dei sistemi di gestione dell’infrastruttura dei data center passerà dagli attuali 500 milioni di dollari a un valore di 7,5 miliardi entro il 2020 – afferma Massimo Galbiati, senior datacenter consultant & technical director, Schneider Electric, divisione IT. Ed è un trend che riscontriamo anche nel nostro Paese, dove già oggi i responsabili IT e il management stanno affrontando i complessi problemi che la disponibilità, il consolidamento dei server, la virtualizzazione e la gestione dell’energia comportano, attraverso la ricerca di sistemi più intelligenti di gestione dell’infrastruttura fisica. In particolare, tra le principali priorità del data center odierno si confermano l’alimentazione, il raffreddamento e il controllo dei costi alle quali si stanno aggiungendo altre problematiche sempre più attuali quali il green IT, il rendimento energetico, l’indice di efficienza energetica del data center PUE (Power usage effectiveness), gli accordi con le società elettriche e il ritorno sugli investimenti. Tutto questo sta rendendo necessario un nuovo orientamento della gestione dell’infrastruttura fisica del data center improntato al business”.


Il manager è anche convinto che: “Attraverso una migliore pianificazione dell’infrastruttura fisica, una limitata riconfigurazione del sistema e una contenuta serie di modifiche dei processi, infatti, è possibile risparmiare centinaia di migliaia di euro in costi energetici e operativi e questo lo si può ottenere grazie a software di gestione dell’infrastruttura fisica (alimentazione e raffreddamento) sempre più evoluti, che permettono di gestire data center moderni la cui natura “flessibile” impone la gestione di continui cambi di capacità e carichi dinamici”.

 

“Le aziende hanno sempre più bisogno di ridurre i costi operativi e capitali del data center: i primi tramite la riduzione delle macchine fisiche necessarie all’erogazione dei servizi e all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse – spiega Luca Zerminiani, system engineer director VMware Italy. I secondi grazie all’abbattimento delle spese energetiche e di raffreddamento. Secondo uno studio che VMware ha condotto insieme alla società Canalys, intervistando 350 partner di canale nell’area EMEA, il risparmio sui costi rappresenta il beneficio più immediato offerto dalla virtualizzazione secondo il 71% delle aziende coinvolte”.

 

 

Cosa mettono in campo i vendor ICT

 


Viste le esigenze che, secondo le opinioni dei vendor interpellati, oggi emergono dal mercato vediamo invece le risposte che ognuno mette in campo per dimostrare la capacità di interpretare le richieste del mercato.


“EMC è stata una delle prime aziende ad orientare verso il paradigma cloud lo sviluppo delle proprie soluzioni e della propria offerta tecnologica – racconta Giuliano Serventi. L’intepretazione che EMC ha dato alla transizione a questo nuovo modello è quella di un viaggio, “Journey to the Cloud”, per sottolineare come non sia pensabile un cambio cosi radicale e repentino, ma si debba tener conto di quanto il cliente ha già in campo, e che tipicamente deriva da un approccio top-down, con la conseguente generazione di silos infrastrutturali non in grado di interoperare. A oggi, tutte le tecnologie EMC vengono pensate, sviluppate e commercializzate in modo da essere immediatamente applicabili e utilizzabili anche in contesti non cloud, garantendo nel contempo continuità operativa e flessibilità funzionale per gestire il passaggio verso il cloud”.


“Siamo in grado di offrire un insieme di servizi che derivano sia dall’esperienza accumulata con la fornitura di soluzioni proprietarie, che dalla gestione di sistemi di terze parti – spiega Denis Nalon. L’operation estesa a prodotti di terze parti prende origine dal fatto che spesso in un sistema informativo sono presenti soluzioni di più fornitori e che solo presso ambienti dove si è seguita la strada dell’outsourcing non si pone il problema dell’infrastruttura”.


Mentre per quanto riguarda l’approccio ai mercati della grande e della media impresa: “Gli interventi che Fujitsu Technology Solutions è in grado di effettuare quando ci si sposta nel campo delle grandi aziende spaziano su molti campi, dalla semplice fornitura di componenti infrastrutturale fino a spingersi ai servizi di ottimizzazione del datacenter attraverso l’analisi fluidodinamica. Per quanto riguarda invece la nostra proposta di tipo semplificato per il mid market Easy Solutions, questa comprende apparati che consentono alle aziende di risolvere in modo semplice le principali tematiche – virtualizzazione, backup, gestione di una SAN aziendale, high availability, business continuity – e di implementare queste soluzioni in modalità chiavi in mano anche attraverso la rete dei partner di canale. A questa si aggiungono servizi che forniscono linee guida che aiutano le aziende a realizzare l’infrastrutture per il workplace o la virtualizzazione, in ambito server e storage”.


“HP ha un approccio olistico in grado di coprire sia esigenze puntuali e tattiche, sia esigenze più strategiche, offrendo sia infrastrutture informatiche, software, servizi di supporto per installazioni e manutenzioni base e critiche, sia servizi consulenziali – afferma Vinicio De Luca. La Converged Infrastructure di HP sintetizza l’offerta di prodotti in grado di ottimizzare velocemente il data center fornendo un valore complessivo molto maggiore dei singoli componenti (server, network e storage e software), comunque disponibili separatamente. Per le tematiche strategiche e più complesse, HP offre una metodologia innovativa basata su workshop altamente interattivi che coinvolgono senior manager e decision maker delle aziende clienti. Il risultato della condivisione dell’esperienza HP e delle specifiche realtà ed esigenze cliente, è una roadmap evolutiva che garantisce risultati di valore per l’IT e per il business, in tempi coerenti con l’entità della trasformazione, e con una corretta gestione del cambiamento in tutti gli ambiti, non solo tecnologici, che vengono impattati da trasformazioni importanti”.


“IBM è impegnata a rispondere alle esigenze delle imprese in relazione al tema data center su diversi fronti: quello della realizzazione di data center ottimizzati e quello dello sviluppo di sistemi IT efficienti – sottolinea Raffaele Pullo. Lo sviluppo di tecniche e soluzioni di realizzazione di data center ottimizzati, riguarda lo studio dei flussi di calore per definire le disposizioni ottimali degli apparati IT, o l’offerta di data center modulari, tipo container, installabili e integrabili per coprire esigenze di varia ampiezza e dimensioni. Tali offerte trasferiscono la complessità di realizzazione a monte e permettono di raggiungere livelli di efficienza molto elevati. Per quanto riguarda le tecnologie hardware, IBM continua nello sviluppo di sistemi ad alto rapporto performance/consumi e ha inoltre introdotto funzionalità automatiche di risparmio energetico sui sistemi, che ora possono modulare i consumi in funzione del carico di lavoro”.


“Per rispondere in modo efficace a queste esigenze, le soluzioni Schneider Electric, in particolare le soluzioni della divisione IT, nata dall’acquisizione del gruppo APC, offrono una gestione proattiva del data center attraverso applicazioni software integrate che condividono un database centralizzato e che abilitano la progettazione, il monitoraggio in tempo reale, la gestione dell’inventario e la pianificazione tramite simulazione predittiva – racconta Massimo Galbiati. Nella nostra esperienza abbiamo potuto verificare che, senza necessariamente stravolgere la propria organizzazione, ma sfruttando al meglio le risorse disponibili o con investimenti mirati, è possibile risparmiare fino al 38% della spesa energetica dell’infrastruttura IT. I nostri sofisticati software di management sono in grado di gestire dinamicamente al variare dei carichi e delle esigenze la distribuzione dell’energia e di dare una visione completa dell’utilizzo della stessa nell’infrastruttura, evidenziando eventuali sprechi, ottimizzando la gestione complessiva dei dispositivi IT, anche in comunicazione con altri sistemi che consumano molta energia, quali per esempio i sistemi di automazione di un edificio building, quelli per la climatizzazione e altri ancora”.


“La virtualizzazione, pilastro fondante dell’offerta VMware, consente di razionalizzare l’utilizzo delle risorse fisiche e porta vantaggi concreti in termini di CAPEX e OPEX dichiara Luca Zerminiani. La possibilità di erogare più server virtuali dal medesimo server fisico, infatti, comporta benefici in tal senso, riscontrabili nei casi di studio dei clienti che hanno già adottato la nostra tecnologia. Secondo una ricerca Canalys, le PMI riconoscono chiaramente i vantaggi offerti dalla virtualizzazione: entro il 2014 il 75% delle PMI prevede infatti l’estensione dei loro programmi di virtualizzazione al fine di includere anche applicazioni business-critical, il 38% di queste aziende virtualizzerà più dell’80% delle proprie attività passando al modello IT-as-a-Service, contro il 20% delle PMI attuali”.
 

 

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