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18/11/2016

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di Susanna Conte

L’ economia circolare nel settore dell’arredo

L’economia lineare “produci, consuma, butta” non è più sostenibile e si sta trasformando nell’economia “circolare” del “produci, consuma, recupera”, che porterà un cambiamento radicale nell’industria e nello stile di vita dei consumatori.

L’economia circolare fa riferimento a uno schema geometrico che, dal lineare retaggio del passato, passa alla circolarità con l’obiettivo di ridurre i rifiuti e gli sprechi. Quindi, se finora l’industria ha lavorato secondo il processo di approvvigionamento delle materie prime, trasformazione, produzione, uso e discarica; oggi il processo prosegue recuperando i materiali di risulta per riutilizzarli nel ciclo produttivo o per la realizzazione di nuovi prodotti. Stiamo dunque vivendo un passaggio storico che si focalizza sull’economia dei materiali e che necessiterà ancora di alcune decadi per andare a regime.

Molte aziende e associazioni di categoria stanno lavorando a questi temi, soprattutto a seguito del piano 20 20 20 del protocollo di Kyoto, che prescrive di ridurre le emissioni di gas serra del 20 %, alzare al 20 % la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20 % il risparmio energetico entro il 2020. Anche la Commissione Europea ha adottato nel dicembre 2015 un nuovo e ambizioso pacchetto di misure, per favorire la transizione dell’Europa verso un’economia circolare. Misure che dovrebbero aiutare il Pianeta, ma anche rafforzare la nostra produzione industriale. Il marchio made in Italy, con la sua capacità di sviluppare prodotti belli e innovativi che generano valore economico, deve cogliere questa la nuova sfida orientandosi verso una maggiore responsabilità sociale sollecitata dai mutamenti climatici, dalla competitività dei mercati a basso costo e dalle nuove fasi economiche. A questo si aggiunge la scarsità di materie prime del nostro Paese, che da sempre produce eccellenze e bellezza in un contesto di limitatezza.

Questa transizione rappresenta dunque un’occasione importante per il made in Italy, che dovrà combinare design e ricerca con cultura green, ripensando una nuova grammatica estetica. Approfondiamo i contenuti e le prospettive di questo nuovo approccio con Vittorio Biondi, direttore del Settore Competitività Territoriale, Ambiente ed Energia di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza.

Cos’è e come nasce l’economia circolare?

Intanto discutiamo sul perché della circular economy. Il concetto di economia circolare ha iniziato a svilupparsi in risposta alla crisi del modello “lineare” tradizionale, dovuta alla necessità degli operatori economici, e in particolare delle imprese, di confrontarsi con una crescente scarsità e limitatezza di molte risorse (input produttivi), finora considerate abbondanti e utilizzate in maniera indiscriminata. La circular economy è perciò un’economia progettata per “auto‐rigenerarsi” e che intenzionalmente si “ricostituisce”, tesa a minimizzare, tracciare ed eliminare l’uso di sostanze chimiche tossiche, limitando notevolmente la produzione di rifiuti e sprechi grazie ad un’attenta progettazione iniziale.

Giusta premessa, ma allora perché non un’applicazione tout court di questa nozione? 
Non sempre alle parole corrispondono i fatti. L’attuazione di un’economia pienamente capace di auto-rigenerarsi, incontra barriere significative, soprattutto tra le piccole e medie imprese, a causa: dell’incompleta consapevolezza e conoscenza delle opportunità di risparmio, riutilizzo, recupero e riciclaggio delle risorse e delle materie e delle difficoltà a identificare e coinvolgere i partner della filiera, capaci di supportare l’azienda a intraprendere azioni mirate per “chiudere” i cicli con l’obiettivo di ottimizzare l’uso delle risorse e minimizzare gli sprechi. Su questo punto, però, ci viene in aiuto la Commissione Europea che, a dicembre 2015, ha approvato una Comunicazione che stabilisce la strategia per la transizione dell'Europa verso un'economia circolare. La strada insomma è tracciata con chiarezza, evidenziando la direzione che l'Europa dovrà percorrere nei prossimi anni, stabilendo priorità, obiettivi e risorse messe a disposizione per un’effettiva transizione verso questo nuovo paradigma di sostenibilità.

Cosa stabilisce la Comunicazione della e Commissione Europea quali sono le implicazioni per il tessuto imprenditoriale?
Entrando nello specifico, le aree d'azione definite dalla comunicazione sono tre: Materie prime: verranno definiti nuovi standard qualitativi per le materie prime seconde e ne sarà facilitata la circolazione tra Stati Membri. Saranno inoltre emanate nuove regole incentivanti per il riutilizzo di acque reflue, la produzione di fertilizzanti naturali e l'uso sostenibile di sostanze chimiche. Processi: viene data importanza alla fase di progettazione del prodotto, che dovrà tener conto del suo intero ciclo di vita, introducendo vari aspetti legati alla responsabilità estesa del produttore e incentivi mirati a promuovere l'innovazione tecnologica dei processi industriali finanziati con fondi Horizon 2020 e apposite misure fiscali. Prodotto: saranno introdotte misure sulla qualità del prodotto, come l'elaborazione di requisiti stringenti sotto il profilo della riparabilità, riciclabilità e durabilità – con un focus sulle apparecchiature elettroniche – la loro comunicazione al consumatore e nuove regole di public procurement. Non dimentichiamo che la strategia europea per la circular economy sfrutterà al meglio il patrimonio di fondi europei per l’eco-innovazione (horizon2020 e fondi strutturali) in modo da sostenere gli investimenti necessari per poter creare massa critica in alcune filiere industriali ad elevato impatto socio-economico. Pertanto è necessario focalizzarsi su alcune competenze distintive rispetto alle quali abbiamo una concreta opportunità di emergere e per cui esiste una vocazione da parte del nostro tessuto imprenditoriale. Assolombarda è pronta a sostenere le imprese in questo percorso.

Quali sono dunque i progetti concreti per le imprese?
La concretezza è già in atto. A questo proposito il Green Economy Network (GEN) [www.greeneconomynetwork.it] promosso da Assolombarda, ha deciso di avviare un progetto sperimentale e gratuito dedicato alla circular economy, puntando sul supporto scientifico dello IEFE-Bocconi. Il Progetto è denominato C.E.R.C.A. “Circular Economy come Risorsa Competitiva per le Aziende” e punta a intraprendere un percorso finalizzato a far conoscere alle imprese possibili linee di azione e soluzioni operative per seguire l’economia circolare in azienda. 
Grazie a questo progetto molte imprese del territorio potranno trovare nell’economia circolare un’occasione per costruire nuovi vantaggi competitivi e generare nuovo valore.
Siamo partiti dall’individuazione delle aziende che parteciperanno alla sperimentazione. Le prime interessate al progetto sono le imprese dei comparti chimico, alimentare e della moda, design e arredo, settori che ad oggi si prestano meglio all’applicazione del ciclo della circolarità. Il percorso progettuale si declina in quattro fasi, dalla mappatura delle filiere individuate all’analisi dei flussi di materia ed economici, per trovare punti di forza e punti di debolezza e passare alla fase di identificazione delle azioni, fino all’impostazione e avvio delle iniziative. Al temine della sperimentazione verrà inoltre redatta una sintesi delle opzioni emerse e a disposizione per ogni filiera selezionata, corredata naturalmente da una valutazione delle relative opportunità di miglioramento. Un punto di partenza dal quale partire, per provare ad implementare questo nuovo concetto all’interno delle filiere produttive del nostro territorio.

 

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