Kyocera
Servizi - OfficeLayout
 

12/02/2014

Share    

Ecco la prassi UNI dei sistemi AVC

Presentata alla due giorni di SIEC Convention la nuova prassi di riferimento UNI/PDR 4:2013 per i servizi di integrazione delle tecnologie audio-video-controlli promossa dall’associazione.Tra i ‘protagonisti’ dell’evento il tema dello smart building.

La prassi di riferimento per i servizi di integrazione delle tecnologie audio-video-controlli UNI/PDR 4:2013 è stata pubblicata sul sito dell’UNI da dove può essere scaricata gratuitamente. Obiettivo raggiunto per SIEC (System Integration Esperience Community) che alla definizione della ‘prassi AVC’ ha dedicato non pochi sforzi con l’obiettivo della valorizzazione e della certificazione delle realtà professionali che operano nei sistemi integrati. Il giorno stesso in cui la UNI/PDR è stata pubblicata, il 21 novembre 2013, SIEC ha aperto le porte della propria convention a circa 500 operatori del settore AVC (nel 2012 sono stati 200) ai quali ha parlato soprattutto delle opportunità rappresentate dall’adesione volontaria alla prassi e degli smartbuilding.

La prassi di riferimento
Che cos’è una prassi di riferimento? L’ingegner Ruggero Lensi, direttore relazioni esterne, sviluppo e innovazione di UNI, Ente Nazionale italiano di Unificazione, ci spiega che “le PDR sono una nuova tipologia di documenti paranormativi UNI che definiscono prescrizioni tecniche elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e che forniscono in tempi brevi un primo riferimento volontario su temi innovativi e non ancora consolidati dal punto di vista della normazione tecnica”. La prassi di riferimento è uno strumento agile, su base volontaria e non vincolante, ma certamente utilissimo a fare chiarezza in un settore non sempre trasparente. “Nel nostro settore, come del resto in altri caratterizzati da uno sviluppo molto rapido – ha a˜ffermato Carla Conca di Epson, confermata presidente del Direttivo SIEC nella riunione del 12 dicembre 2013 – si sentiva la mancanza di un approccio strutturato e organizzato rispetto al servizio off˜erto, mentre per la corretta applicazione delle tecnologie occorrono forti competenze, adeguate risorse progettuali e tecniche e un costante aggiornamento per restare al passo con la veloce evoluzione delle tecnologie”.

Il punto è che le tecnologie audio, video e controlli AVC sono sempre più richieste in tutti quegli ambiti in cui si deve comunicare in tempo reale ed eŸfficace a un vasto pubblico (ospedali, centri commerciali, sale teatrali o cinematografiche, ecc.) o a gruppi specifici di persone (alberghi, scuole, sale riunioni, ecc.). Gli apparati che coesistono in un’applicazione audio-video professionale impiegano linguaggi e codici di controllo tra loro anche molto diversi e ci sono apparati analogici che devono convivere con quelli digitali, dunque necessitano di un’integrazione che realizzi un sistema che risponda alle esigenze della committenza. Inoltre queste tecnologie si stanno diff˜ondendo anche fra alcune categorie di utenza privata che desidera avere il controllo dei dispositivi multimediali per esempio dell’abitazione. La domotica insomma, anche se questo termine comincia a essere non più adeguato alla pervasività delle tecnologie per l’automazione e lascia il posto a quello di ‘architettura integrata’. La prassi, presentata come detto agli operatori nella prima giornata della SIEC Convention, è stata sviluppata da esperti SIEC sotto la guida di UNI Ente Italiano di Unificazione e con la collaborazione di CEI Comitato Elettrotecnico Italiano. Dietro invito di SIEC hanno partecipato al tavolo come osservatori anche rappresentanti delle associazioni internazionali Cedia e InfoComm International. 

Smart building
Alla SIEC Convention si sono viste le ultime novità, sia in termini di applicazioni sia di prodotti, e si è fatto il punto della situazione in un contesto di architettura integrata alla presenza di importanti player del settore. Forte la partecipazione di produttori, integratori e installatori, rappresentati ai massimi livelli aziendali. Nota dolente, che gli organizzatori hanno sottolineato, la scarsa presenza di architetti e progettisti nonostante l’ampio spazio dedicato al tema degli smart building. “Probabilmente è la riconferma che in Italia questi professionisti, a di˜fferenza dei loro colleghi del resto d’Europa, credono ancora poco nell’innovazione e nell’aggiornamento tecnologico che la rende possibile”, ha aff˜ermato Carla Conca. Smart Building significa smart energy management negli edifici, come ha sottolineato Andrea Tamagnini, Lighting Manager di Crestron Italia: “L’innovazione tecnologica degli impianti speciali negli edifici e l’inserimento di apparati audio e video di qualità nella visualizzazione di contenuti e messaggi ha stravolto completamente il significato di BMS (building management system) negli edifici. Non si può più prescindere dal controllo globale di tutti i dispositivi per una corretta gestione energetica degli edifici perché la vecchia concezione del solo controllo degli impianti elettrici e di termoregolazione è stata totalmente superata dalle tecnologie integrate di controllo”.

 

TORNA INDIETRO >>