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06/02/2013

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Innovazione in impresa: ecco come IBM virtualizza la rete

I Connectivity Managed Services consentono di portare la rete geografica all’interno di uno scenario adatto a rispondere alle esigenze delle aziende enterprise

La pervasività e la strategicità della rete è un fatto indiscutibile. Servizi distribuiti come il cloud computing o il mobile sono l’esempio eclatante della dipendenza dalla rete che è sempre più una combinazione di reti aziendali, reti domestiche, wireless 3G/4G, wifi pubblico... Le aziende tendono ad affrontare questa nuova complessità aumentando la larghezza di banda o installando nuove appliance. Spostare il controllo e la sicurezza della rete in forma di servizi invece che di appliance, però, permetterebbe di indirizzare meglio questa sfida.

 

 

Virtualizzare la rete


“L’innovazione - sottolinea Marcello Montanaro, integrated communication services offering manager di IBM Italia - in realtà passa per la virtualizzazione della rete. Questo è oggi possibile grazie ad una ‘Overlay Network Architecture’ che realizza una rete unica mondiale, con una gestione end-to-end, con SLA effettivi, con larghezza di banda superiore, più affidabile e con costi inferiori a quelli dei carrier tradizionali”.
Questa trasformazione della rete può essere realizzata grazie all’offerta IBM di Connectivity Managed Services, che consente di portare la rete geografica all’interno di uno scenario ad alte prestazioni, fully managed e any-to-any adatto a rispondere alle esigenze delle aziende enterprise che hanno una presenza significativa a livello internazionale.
Attraverso questa offerta di servizi, IBM si pone come un Virtual Network Operator (VNO) che mette a disposizione delle organizzazioni enterprise una WAN virtualizzata, costruita sulle infrastrutture di trasporto di più di 170 carrier a livello mondiale, con cui IBM ha stabilito specifici accordi commerciali. I siti distribuiti delle aziende che intendono trasformare la propria rete vengono interconnessi attraverso questo network overlay, disponibile a livello mondiale, in cui IBM si fa carico di tutti gli oneri di gestione necessari a garantire Service Level Agreement (SLA) in termini sia di disponibilità sia di qualità del servizio. Il network overlay realizzato da IBM prevede 50 nodi costituiti da altrettanti Local Cloud Center (LCC), che sono parte della rete, distribuiti nel mondo in posizioni strategiche, da cui vengono erogati servizi a valore. Attraverso una connessione last mile o local loop, anche in questo caso fornita da IBM attraverso accordi con Telco locali, viene raggiunta la sede remota.

 

 

Un modello vincente


Il modello tradizionale per gestire una WAN su scala globale prevede che l’azienda si faccia carico in maniera diretta dell’amministrazione della rete oppure che si affidi a un carrier nazionale: in entrambi i casi, la WAN a disposizione è il risultato dell’aggregazione di trunk di rete messi a disposizione da differenti fornitori. L’approccio proposto da IBM con i Connectivity Managed Services disaccoppia le differenti reti fisiche distribuite a livello mondiale, consentendo la realizzazione di una unica any-to-any network completamente gestibile in modalità end-to-end. In tal modo, IBM, oltre ad assicurare un elevato livello di disponibilità della rete, ne garantisce anche le performance grazie a meccanismi che spostano il traffico dinamicamente su diverse linee quando le condizioni sulla rete lasciano prevedere un possibile allontanamento dagli SLA e dalla qualità di servizio previsti.
Lo scenario delineato completa in modo naturale la strategia IBM per il cloud e ne rappresenta un ulteriore elemento distintivo. IBM, infatti, sfrutterà sempre più questo network overlay globale per fornire servizi cloud accessibili ai propri clienti in diverse modalità.

 

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