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27/02/2014

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Dove ci possono portare gli ebook

Attualità, idee e scenari raccolti tra i diversi operatori coinvolti dalla rivoluzione del libro digitale

Nella prima parte dell’inchiesta, abbiamo visto come con l’affermarsi degli ebook ci troviamo di fronte a un’innovazione che cambia radicalmente non solo il libro e il suo mercato, ma il nostro modo di acquisire e trasmettere conoscenza. Iniziamo questa seconda parte con il parere di Giovanni Di Domenico, docente universitario e studioso dei mutamenti legati a questo mondo. E iniziamo con una domanda apparentemente banale: che cosa è un libro? “Guardando anche alla sua storia, dico un oggetto, le cui componenti (un supporto, una forma fisica, una confezione, dei segni impressi) sono strette in un’unica entità materiale, sono reciprocamente dipendenti e tali da determinare le modalità della lettura e ricezione di un testo e altri contenuti. Sotto questo profilo, l’ebook, insieme con alcuni elementi di continuità, rappresenta una svolta: abbiamo un dispositivo di lettura prodotto e venduto a parte, un contenitore multifunzionale e multitestuale, che reclama formati compatibili e che soprattutto incorpora procedure interattive o comunque ‘di servizio’. Tutto ciò sta modificando radicalmente i sistemi di distribuzione del libro, la sua ‘forma’ e anche le pratiche di lettura e ricezione”.


Cosa permette di fare un ebook
Occorre dunque ripensare il libro stesso, l’oggetto e i suoi sistemi di servizio, a partire dalla distribuzione. I nuovi operatori del settore introducono non semplicemente canali in più, ma ridefiniscono complessivamente il settore. Per questo è opportuno ascoltare il parere di Amazon, uno dei protagonisti di questa impresa, il gigante del commercio elettronico che ha iniziato dai libri e ora è diventato uno store in cui si vende di tutto. Alessio Santarelli, responsabile Kindle content per l’Italia così ha espresso il suo punto di vista: “Amazon è partita dai libri e i libri sono ancora una parte importante del nostro business. Per Amazon il cliente è al centro e cerchiamo di rendergli la vita più facile focalizzandoci su selezione, disponibilità dei prodotti e prezzo. Con l’introduzione dei Kindle i nostri clienti ci hanno confermato che possono fare moltissime cose in più rispetto ai libri di carta”. L’utilizzo di un ebook, secondo il manager di Amazon infatti consente:

 

• Pensare a un libro e poterlo iniziare a leggere in meno di 60 secondi.
• Accedere alla libreria Kindle personale in ogni momento grazie alla sincronizzazione Wishpersync, ma anche grazie alle applicazioni di lettura Kindle disponibili virtualmente per ogni dispositivo, dai pc ai tablet agli smartphone Android e dispositive iOS.
• Leggere di più perché non bisogna aspettare la consegna del prossimo libro.
• Leggere di più perché lo si può fare ovunque e in ogni momento.
• Scoprire nuovi autori grazie alla possibilità di scaricare gratuitamente il primo capitolo di ogni ebook.
• Grazie alle evidenziazioni frequenti è facile identificare i passaggi più significativi e interessanti nei libri che si stanno leggendo.
• Condividere i passaggi preferiti direttamente su Facebook e Twitter con amici e parenti.
• Gli ebook poi sono generalmente più economici.

 

Nuovi operatori in campo
Ma la diffusione del libro elettronico ha favorito la nascita anche di altri operatori. Servono operatori capaci di offrire un servizio agli editori che va dalla conversione in formato elettronico alla distribuzione nei diversi store, ai servizi di promozione specifici. Simplicissium Book Farm è stata fondata da uno dei pionieri dell’e-commerce italiano, Antonio Tombolini, che ci porta il suo originale contributo. “Simplicissimus Book Farm serve a fornire a tutti gli operatori della filiera editoriale gli strumenti nuovi che la transizione al digitale richiede a chi voglia continuare o iniziare ad approfondire la tematica ebook. La nostra politica di fondo consiste nell’offrire servizi e strumenti digitali che favoriscono il maggior flusso possibile dei contenuti, da chi li produce a chi ne fruisce. I lettori degli ebook non sono diversi dai lettori tradizionali, anzi, sono proprio loro, i forti lettori, a passare per primi e ad apprezzare di più la lettura digitale”. L’opinione è condivisa da Santarelli, che mette in luce come la vendita diffusa su tutti i prodotti faccia intravvedere quell’affermarsi della coda lunga che, in un mercato dominato da pochi best seller, può prefigurare un nuovo modello. “Su Kindle Store ora sono disponibili oltre 60.000 titoli, i libri cartacei in italiano sono oltre 7.000.000. I clienti che leggono in digitale sono appassionati alle Offerte Kindle del giorno che possono modificare la classifica e sono diverse da quelle dei libri cartacei. Non diamo informazioni su fatturato per singole categorie ma posso confermare che i nostri lettori, digitali e non, apprezzano l’ampia selezione, la comodità e la convenienza. Su Kindle Store, per esempio, si possono trovare nuovi autori indipendenti, grazie a Kindle Direct Publishing, al pari di autori già affermati”. Il punto di vista di un editore tradizionale Sul tema/chiave del self publishing, torneremo in seguito, ora vediamo come il tema viene affrontato dagli editori tradizionali. Giovanni Carletti, editor di Laterza, ci presenta il punto di vista di uno dei più antichi e autorevoli editori italiani. “Il digitale non rappresenta una minaccia ma è piuttosto una nuova dimensione con la quale gli editori si devono confrontare. Da un lato la commercializzazione di ebook porta con sé una diminuzione dei fatturati procurato dal prezzo più basso, dall’altro c’è soprattutto quello che potremmo definire come l’attacco del mondo digitale al libro. Quello che viene messo in discussione è fondamentalmente il libro come strumento principe della trasmissione del sapere, come elemento centrale della formazione individuale, come momento indispensabile di riflessione e di approfondimento. Gli editori, se pensano di dover continuare a svolgere una funzione e non si rassegnano al self-publishing, devono sforzarsi di riportare al centro del proprio lavoro la selezione degli autori e il lavoro sui testi”. Laterza, nello specifico, da tempo pubblica anche in versione ebook nei diversi formati praticamente tutta la propria produzione cartacea. “Oggi però, i dati di mercato, al di là di tutto il marketing e la promozione fatta dagli operatori del settore, sono piuttosto scoraggianti e soprattutto non mettono in evidenza nessun aumento della propensione alla lettura da parte di chi usa i diversi ereader. In tutto il mondo, gli ebook nel campo della saggistica e della ‘non-fiction’, il nostro campo, non hanno avuto risultati particolarmente significativi e anche noi abbiamo riscontrato, a parte alcune fortunate eccezioni, grandi difficoltà”.
In questo caso l’ottimismo è decisamente minore ma questo porta a una riflessione su come devono essere immaginati i nuovi libri per il mercato digitale. Continua Carletti: “Laterza ha cominciato a immaginare gli ebook come qualche cosa di diverso a una versione digitale dei propri testi cartacei. Abbiamo lanciato come ebook testi derivanti da alcuni eventi di grande successo che la casa editrice ha organizzato, dalle Lezioni di Storia che ormai da quasi 10 anni si tengono all’Auditorium di Roma ai vari festival che ideiamo e progettiamo. Questi testi, brevi, su temi e argomenti ben definiti e realizzati da autori noti e di grande capacità divulgativa, hanno incontrato un grande successo, anche in ragione di un prezzo molto contenuto”. Una delle scommesse però è quella di innovare il libro e di adattarlo alle nuove tecnologie e modalità di lettura: “Accanto a questo, abbiamo anche provato a lanciare singoli saggi provenienti da nostri volumi collettanei e anche questa pratica ci ha dato diverse soddisfazioni mettendo in luce come, almeno nella nostra esperienza, i lettori sui device elettronici cerchino testi di dimensioni piuttosto contenute a un prezzo basso. Quindi con ogni probabilità si tratta di lettori diversi da quelli che acquistano i nostri volumi cartacei e che, anche se si tratta di numeri molto limitati per il momento, stiamo cercando di far crescere assieme alla nostra offerta”.
Le novità presto non mancheranno: “Il campo su cui stiamo lavorando è la progettazione di ebook arricchiti. Non posso dire molto di più visto che usciranno all’inizio del prossimo anno, ma stiamo seguendo due diversi filoni. Da un lato testi di storia brevi in cui siano presenti in maniera non puramente accessoria materiali iconografici, e anzi dove questi sono il centro della narrazione e della fruizione da parte del lettore. Dall’altro volumi di attualità politica e sociale dove testi di grandi autori sono ‘arricchiti’ e affiancati da materiali multimediali vari. Il progetto di questi ultimi rappresenta un modello assolutamente originale almeno per il momento e speriamo possa rappresentare un esempio anche per altri editori su come sfruttare le potenzialità del digitale quando viene preso sul serio”. Ma bisogna tener conto di alcune difficoltà: “I software di lettura, forse con l’eccezione del mondo Apple, si muovono ancora sull’idea che l’ebook debba essere la versione digitale dei testi cartacei, identica anche nella modalità di fruizione. Questo però ci sembra una gravissima limitazione visto che gli strumenti attuali, a partire dai tablet più diffusi, hanno potenzialità enormi che ancora devono essere sfruttate a pieno”.


Un nuovo ruolo per la scuola, ma soprattutto per le biblioteche
Dunque la strada per arrivare a nuovi lettori e per diffondere il libro è quella dell’innovazione, anche se il cantiere è aperto e le soluzioni sono tutte da trovare, sperando che la diffusione degli ebook favorisca anche la diffusione della lettura. “Certo, per avvicinare alla lettura ora un vantaggio c’è – ci dice Di Domenico - gli ebook possono agevolmente collocarsi dentro una dieta mediatica che, soprattutto per i nativi digitali, è oggi presidiata dalla tecnologia mobile”. Non basta, però: la lettura, quella di ‘piacere’, resta una pratica essenzialmente individuale, risponde a una pulsione desiderante. Può peraltro beneficiare di un clima sociale favorevole (in termini di stili di vita, gusti, identità culturali ecc.) e di incentivi al contorno: provvedimenti legislativi di indirizzo, vantaggi fiscali, maggiori investimenti su scuole e biblioteche. Queste ultime due realtà, se messe in condizione di ben operare, possono molto, muovendosi in un’ottica non autoritaria e sensibile alle potenzialità delle reti sociali, costruendo poi intorno agli ebook e alla loro progressiva diffusione una nuova percezione sociale della lettura. Scuola e biblioteche dovranno avere un ruolo nuovo anche da questo punto di vista. In particolare le biblioteche devono affrontare in modo innovativo la sfida del libro virtuale. Di Domenico così ci prospetta il futuro: “Le biblioteche cambieranno, stanno già cambiando, pur frenate dal doloroso impatto della crisi e da politiche pubbliche sbagliate. Serve innovazione però, e ciò significa anche sperimentazione: per esempio, sono già nate biblioteche di soli ebook, come la BiblioTech di San Antonio in Texas. In Italia è attivo MediaLibraryOnLine, un network al quale aderiscono circa tremila biblioteche, alcune anche di altri Paesi”. MLOL è un portale che offre agli utenti la possibilità di accedere da casa, anche sotto forma di prestito, a contenuti e oggetti digitali di varia natura: ebook, periodici, quotidiani, musica, film e altro ancora. MLOL è anche un esempio riuscito di partnership pubblico/privata nel settore. La responsabilità sociale è un terreno sul quale le biblioteche possono costruire una più efficace alleanza con le comunità di appartenenza e caratterizzarsi come luoghi fisici e digitali in cui non solo si tutela il bene comune ‘conoscenza’ e si garantisce l’accesso alle risorse documentarie, ma in cui si produce e si condivide nuova conoscenza a vantaggio delle comunità stesse, del loro benessere e del loro sviluppo, nel segno della cittadinanza digitale e della riduzione delle disuguaglianze, quelle causate dal digital divide, ma non solo.


Il self publishing
Un trend invece affermato e inarrestabile è invece quello del self publishing, e cioè dei libri prodotti direttamente dagli autori, saltando il ruolo di selezione fatto dagli editori e affidandosi direttamente al mercato. “Il self publishing – ci dice Tombolini - è già oggi negli USA, e lo sta rapidamente diventando anche in Italia, il canale che immette in rete il maggior numero di titoli di ebook, superando quelli pubblicati dagli editori tradizionali per ordini di grandezza: oltre 5.000 in Italia nel 2013, di cui 4000 pubblicati attraverso la nostra piattaforma di self publishing Narcissus.me”. Per i distributori si tratta di adeguare l’infrastruttura alla gestione efficiente di una massa di titoli molto più grande, e di adeguare i servizi a livello 1-to-1, poiché dietro ogni titolo c’è il suo autore ed editore di se stesso. Per gli editori, possono averne paura, e quindi soccombere, o cercare di avvicinare il fenomeno, provare a di comprenderlo, per capire se vi sono opportunità interessanti.
Questo è il quadro, appena abbozzato, ma terribilmente intrigante. L’unica certezza che abbiamo è che siamo all’inizio di un cambiamento epocale. Presto ne vedremo più chiaramente il disegno, per ora è necessario che tutti – editori, distributori, operatori tecnologici – si preparino e tengano le antenne ben sintonizzate, perché molti saranno i perdenti e pochi i vincitori, e alcuni di questi ancora non sono comparsi.
 

 

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