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16/01/2017

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di Raffaela Citterio

Il disaster recovery secondo Brennercom e Injoin

Le due società portano sul mercato in modalità congiunta bDisasterrecovery, una soluzione cloud based che consente alle aziende di concentrarsi sul proprio core business.

La velocità è oggi un fattore chiave di differenziazione in qualsiasi contesto, ed è per questo che l’intolleranza verso potenziali downtown è molto maggiore che in passato. Gli eventi imprevedibili, però, sono sempre dietro l’angolo, e spesso sono inevitabili. I modelli tradizionali di governo della continuità operativa, in genere implementati in house attraverso soluzioni di back up, cominciano a non essere più sufficienti sia dal punto di vista della complessità operativa che da quello finanziario, ed è per questo che i servizi cloud based stanno guadagnando consensi. Spinte dalla necessità di salvaguardare i propri asset digitali in un mondo sempre più interconnesso le aziende stanno infatti guardando con grande interesse alle soluzioni di disaster recovery as-a-service, uno dei segmenti dell’industria IT che cresce più rapidamente in ogni parte del mondo, Italia inclusa. Decidere di demandare all’esterno le complessità tecnologiche legate alla continuità operativa per potersi concentrare sul proprio core business rappresenta sicuramente una valida opzione, a patto però di affidarsi a una soluzione in grado di garantire i massimi livelli qualitativi, erogata e gestita da operatori di comprovata serietà e affidabilità.

Karl ManfrediMigliorare efficienza e credibilità con b.Disasterrecovery
Una delle prime società che ha creduto nel cloud, intuendone per tempo le potenzialità, è Brennercom, operatore alternativo che dispone di una propria dorsale ottica tra Milano, Verona, Bolzano, Innsbruck e Monaco, di reti in fibra ottica, rame e wireless e di tre data center a Bolzano, Trento e Innsbruck. “Sono già dieci anni che eroghiamo servizi cloud, da quando cioè questo termine non era ancora entrato nell’uso corrente - ricorda Karl Manfredi, amministratore delegato di Brennercom. Oggi parlare di cloud è diventato una cosa normalissima, e noi continuiamo a investire in maniera consistente in questo segmento, che attualmente è quello con il più alto tasso di crescita del nostro portafoglio prodotti”. Tra i servizi erogati dalla società spicca b.Disasterrecovery, un insieme di soluzioni che garantiscono alle aziende di eliminare, o di ridurre al minimo, un eventuale downtime, con gli inevitabili costi produttivi e d’immagine correlati. “Il disaster recovery - sottolinea Manfredi - è una specie di porta d’ingresso: è facilmente spiegabile, assolutamente utile, anzi dovuto, e viene apprezzato moltissimo dal mercato”.

Una soluzione completa e flessibile
b.Disasterrecovery può fare riferimento a un business continuity plan aziendale già esistente, oppure essere costruito dinamicamente e in maniera personalizzata. Particolarmente interessante risulta il servizio Replica, che consente di replicare l’ambiente virtuale indipendentemente dall’architettura utilizzata in maniera estremamente granulare (è possibile configurare una replica a livello di singola entità virtuale), scalabile e flessibile. Naturalmente non esiste un disaster recovery standard, poiché ogni cliente ha esigenze specifiche per cui è necessario definire e configurare il giusto dimensionamento del servizio, e qui entrano in gioco i business partner di Brennercom che hanno un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. “Le partnership - sottolinea infatti Manfredi - presentano indubbi vantaggi. Solitamente un partner ha una relazione molto stretta e di lunga durata con il cliente e gode della sua assoluta fiducia. E la fiducia è un bene, difficile da costruire e facile da perdere”.

Antonio TrimarchiLa partnership con Injoin
Uno dei partner di riferimento di Brennercom è Injoin, società specializzata nell’aiutare i propri clienti a progettare e gestire la propria infrastruttura IT agendo come Trusted Advisor, ponendosi cioè come fornitore di fiducia in grado di seguire direttamente tutte le fasi di un progetto, dall’analisi preliminare alla configurazione del sistema e/o del servizio, sino ad arrivare alla gestione dello stesso. Anche Antonio Trimarchi, CEO di Injoin, ribadisce che il cloud - su cui l’azienda investe da tempo - sta cominciando a esprimere tutto il suo valore, e che il servizio di disaster recovery as-a-service è uno dei più richiesti sia da chi dispone già di un sito di disaster recovery, ma desidera ridurne costi e complessità esternalizzandolo, sia soprattutto da chi non ha ancora implementato una soluzione di questo tipo. “Il nostro è innanzitutto un ruolo consulenziale e di facilitatori - dice Trimarchi. Il nuovo modello di fruizione dell’IT abilitato dal cloud presenta innegabili vantaggi, ma non è esente da complessità e richiede skill e competenze adeguate, proprio come quelle che Injoin mette in campo, a cominciare dalla certificazione Cisco Cloud Reseller. Il valore delle nostre risorse, in effetti, rappresenta il vero fattore differenziante della società”. Injoin ama definire il proprio cloud ‘una nuvola con i piedi per terra’, per sottolineare la sua attenzione ai temi più delicati che le aziende devono affrontare nel corso della loro trasformazione digitale: sicurezza certificata del dato, scalabilità e flessibilità, business continuity, anche nel momento della migrazione dalle soluzioni on premise al cloud, e, naturalmente, riduzione dei costi e abbattimento delle spese in conto capitale. La collaborazione tra Brennercom e Injoin, iniziata alcuni anni fa, è stata ottima sin dal primo momento, come confermano sia Manfredi che Trimarchi. Sono già numerosi i progetti portati a termine con successo congiuntamente, come ad esempio quello realizzato per Piam Farmaceutici, che, con il supporto di Injoin, ha portato su data center Brennercom il servizio di disaster recovery.

Progetti futuri
Il successo registrato con bDisasterrecovery sta spingendo le due aziende a rafforzare la collaborazione. “Stiamo pensando di ampliare il nostro portafoglio di soluzioni SaaS (software-as-a-service) con soluzioni, ad esempio, di documenti management e proximity marketing erogate in cloud, dove per cloud intendiamo sempre l’infrastruttura Brennercom, altamente performante e sempre allo stato dell’arte”, dice Trimarchi. L’obiettivo delle due aziende è quindi quello di accelerare la diffusione del cloud presso le aziende italiane, supportandole nel loro percorso di digital trasformation, mettendo in campo elevati standard qualitativi e, soprattutto, una grande capacità di ascolto, perché solo ascoltando attentamente i bisogni delle singole aziende è possibile affiancarle efficacemente nel loro percorso evolutivo.

 

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