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Mobile/Wireless
 

24/01/2019

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di Michele Ciceri

Digitalizzazione a valore aggiunto

Onit Group accompagna le aziende verso l’economia digitale. Mondo industriale, Sanità e Business Intelligence i punti di forza. Qualità e affidabilità dei servizi i valori di riferimento. L’Internet delle Cose? “Lo conosciamo da sempre...”.

Fabio Piraccini, Amministratore Delegato di Onit Group

Posto che dell’ICT non si può fare a meno, il tema di oggi è la digitalizzazione. Che è un passo oltre. Digitalizzare significa trasformare le informazioni in sequenze di numeri, cioè nel linguaggio dei computer, così da poterle archiviare in uno spazio piccolissimo. È però l’Internet delle Cose (Internet of Things, IoT) che rende la digitalizzazione in grado di rivoluzionare i processi industriali, facendo dialogare le macchine (digitalizzate) di modo che possano condividere le informazioni. Unite a questo punto il digitale con l’IoT ed ecco Impresa 4.0, evoluzione di Industria 4.0 e booster indispensabile del business aziendale.

“Però è importante capire che la digitalizzazione deve essere un valore aggiunto e non un processo fine a sè stesso – dice Fabio Piraccini, Amministratore Delegato di Onit Group – perciò deve essere introdotta con attenzione e competenza in azienda. Sbaglia chi rincorrere i fantasmi volendo fare attività per cui non si è ancora organizzato, vince chi trova il partner capace di accompagnare la crescita”. Perché sul mercato la pozione magica non esiste, la qualità invece sì. “Così come siamo convinti che la fortuna di un cliente sia nell’incontrare il partner giusto, crediamo che la forza di un’azienda informatica risieda nelle competenze delle persone che vi lavorano, nel senso di appartenenza e nella qualità dei servizi. Ecco perché abbiamo fatto la scelta precisa di essere molto bravi in alcuni settori verticali, e competenti al massimo in quello che facciamo. Investiamo molto nella formazione del personale e altrettanto nello sviluppo dei software: nei settori in cui operiamo investiamo costantemente per essere i più bravi”. 

L’IoT? Lo conosciamo da sempre
Le aree di business principali di Onit sono il mondo industriale, la Sanità e la Business Intelligence: tre ambiti e tre esigenze per cui l’azienda può mettere a disposizione piattaforme software proprietarie anche in modalità cloud con formula pay x use, servizi di progettazione personalizzati e consulenze professionali. La componente IoT è sempre ben presente e connaturata alle soluzioni su tutti i fronti, come spiega Piraccini: “Nel momento in cui, dieci anni fa, abbiamo iniziato a creare dei progetti occupandoci di sensoristica e automazione, quelli erano già in origine progetti IoT. Di Internet delle Cose non si parlava ancora, ma di fatto lavoravamo al miglioramento nella gestione delle macchine e portavamo a un livello superiore le informazioni necessarie a fare le analisi di performance, oltre che una governance efficiente dell’intera azienda”. Poter usare le informazioni a un livello superiore, qui sta il punto. Prendiamo ad esempio un sistema cibernetico già dotato in origine di sensori che indirizzano informazioni per il funzionamento automatico della macchina: perché non utilizzare queste informazioni anche a un più alto livello? Trattate con tecniche di Big Data, le stesse informazioni potrebbero servire anche a conoscere lo stato di salute del macchinario e renderlo più efficiente nel tempo. Si può in pratica passare da un utilizzo tattico delle informazioni che riceviamo dalle macchine a un utilizzo più allargato, aperto anche all’esterno del perimetro aziendale. La presenza di reti immateriali sempre più veloci e potenti, unita a sistemi anche molto economici di collegamento in rete, offre in effetti delle opportunità dove l’unico limite è la fantasia e consente mai come prima di condividere banche dati e potenza di calcolo non residenti nel macchinario. “Ma l’IoT funziona davvero soltanto se lo si conosce, e si comprendono i benefici che se ne possono avere. Motivo per cui bisogna affidarsi a chi conosce la materia ed è in grado di affiancare il cliente nell’approccio al nuovo modo di produrre oggetti e servizi. Tutte le esperienze maturate in questi anni, Onit Group le ha declinate anche nella visione di una piattaforma IoT trasversale che interconnette macchinari e sensori di campo in progetti di Industria 4.0: una soluzione proprietaria che abbiamo applicato per il monitoraggio dei consumi energetici e idrici. Come anche per fare analisi delle performance di lavorazione come una sorta di master Scada – cioè un sistema che sta sopra i sistemi Scada – creando una governance omogenea dei processi produttivi”.

Fabio PiracciniL’IoT è tante cose, qui ne prendiamo in considerazione una parte. “Se parliamo di IoT industriale, quello che va sotto l’acronimo IIoT, penso che ci siano ancora un sacco di cose che si possono fare e di vantaggi da scoprire. Penso per esempio a progetti di integrazione di campo ai processi produttivi, interessanti sia per le aziende che fanno produzione o logistica sia per i produttori di macchine digitalizzate. E poi l’integrazione alle banche dati, la manutenzione predittiva, il miglioramento dei prodotti e altro ancora. Personalmente credo che i progetti IoT, al di là delle parole con cui li chiameremo, continueranno il loro processo di pervasione all’interno delle aziende. Nel contempo vedo nascere un’altra esigenza, quella di valorizzare il più possibile l’imponente mole di dati che viene acquisita con l’IoT. Per questo motivo siamo convinti che il nostro team dedicato a progetti di trattamento evoluto di dati digitali (data warehouse, big data, data mining, machine learning ...) sarà sempre più utile per fornire ai clienti un continuo valore aggiunto sui progetti IoT”.

Dicevamo che industria e sanità sono i due principali mercati di Onit Group. “Si tratta di due scenari con grandissime potenzialità di miglioramento dei processi e prodotti attraverso progetti informatici/tecnologici innovativi. Stiamo concentrando gli investimenti per poter fornire costantemente a questi mercati le migliori soluzioni software e le massime competenze professionali. La specializzazione è e sarà un nostro tratto distintivo”. I finanziamenti con l’iperammortamento possono essere una grande opportunità di proliferazione di progetti per trasformare le aziende in imprese 4.0. “Sicuramente l’iperammortamento è una grande opportunità che si offre alle aziende per poter ragionare in modo diverso. Spesso, soprattutto all’inizio, le imprese hanno visto l’intervento del governo più come un incentivo economico che come l’opportunità di accedere al vantaggio strategico legato al miglioramento dei processi. Tuttavia, queste agevolazioni hanno aumentato la sensibilità degli imprenditori e fatto comprendere il valore aggiunto che c’è nel fare progetti altamente integrati. In altre parole, direi che Industria 4.0 ha già cambiato e, in parte, sta cambiando ancora il modo in cui le aziende guardano alla propria organizzazione prima ancora che alle tecnologie. Non soltanto nella parte di office automation, ma anche nella produzione, il che coinvolge clienti e fornitori di una fabbrica che diventa estesa e interconnessa”. Per quanto riguarda la sanità, sono vent’anni che Onit Group si occupa delle problematiche legate ai sistemi informativi di questo settore. “Partendo dall’esperienza maturata sul campo, abbiamo creato al nostro interno una divisione specializzata di Data Warehouse, strumenti per il controllo di gestione e controllo direzionale, gestione della qualità del dato e supporto alle decisioni delle Direzioni sanitarie”. “Abbiamo anche una divisione che si occupa di applicativi studiati per aiutare alcuni servizi sanitari. In particolare siamo l’azienda leader nei sistemi informatici per i servizi vaccinali pediatrici e adulti. A prescindere dall’obbligatorietà o meno dei vaccini, lavoriamo per fornire ai medici e operatori sanitari gli strumenti migliori per tutelare la salute del cittadino. Siamo anche leader in soluzioni per la gestione del processo ambulatoriale. I nostri clienti sono grandi strutture, Ausl e ospedali, ma anche piccoli poliambulatori. Abbiamo introdotto nei nostri software molte innovazioni e continuiamo a investire. Ritengo che ormai tutti, grandi o piccole strutture, abbiano l’opportunità di utilizzare sistemi che possono garantire un miglior servizio per qualità ed efficienza. Si può migliorare l’esperienza del paziente riducendo i costi. Penso solo all’introduzione dei chatbot nella gestione della prenotazione ambulatoriale: da una parte la struttura utilizza meno personale e dall’altra il paziente impiega meno tempo a prenotare e a interagire. Oppure mi vengono in mente la gestione dell’accoglienza con sistemi che limitano i tempi d’attesa. Ma le innovazioni sono davvero tante ed è molto stimolante portarle sul mercato e misurarne i benefici concreti”. Le soluzioni informatiche per il Data Management sono un altro punto di forza di Onit Group, a maggior ragione da quando l’IoT ha abilitato l’accesso a enormi moli di dati da gestire. “Da sempre ci occupiamo di sistemi di controllo di gestione e oggi ci spingiamo a progetti di Big Data e machine learning. “Nel mondo industriale soprattutto, ma non solo, sta crescendo un’altra esigenza, che è quella di valorizzare il più possibile l’imponente mole di dati che viene acquisita con l’IoT. Per questo motivo ci siamo convinti dell’importanza di avere un team multidisciplinare dedicato a progetti che vanno oltre la Business Intelligence tradizionale”. 

Il consulente ICT? Un esperto di processi
Anche il lavoro del fornitore ICT è cambiato e Piraccini non esita a sottolinearlo: “Affrontare progetti interconnessi richiede una professionalità estesa e competenze per la gestione di progetti complessi, e non sempre i fornitori di tecnologia hanno queste caratteristiche. Per questo motivo credo che le aziende dell’informatica debbano crescere ancora molto nel proporre progetti di Industria 4.0 e di automazione spinta dei processi. Indubbiamente oggi al fornitore di tecnologia è richiesto di essere sia tecnico sia consulente di processo, anzi è soprattutto in quest’ultima veste che può dare valore. Da parte nostra stiamo investendo molto in formazione dei nostri collaboratori (nella foto alcuni di loro, n.d.r.) sui domini applicativi perché riteniamo fondamentale riuscire a ragionare con i clienti sui vantaggi dei progetti interconnessi e non tanto sulla tecnologia”. 

Identikit del cliente e radiografia aziendale
I clienti di Onit sono aziende di ogni dimensione che cercano qualità e affidabilità nel fornitore di servizi informativi. Industria e Sanità soprattutto, comprese grandi realtà. “In tutti i casi abbiamo sviluppato la capacità di confrontarci con problematiche anche molto complesse e di affiancare i clienti nelle esigenze di integrazione di sistemi eterogenei”, afferma Piraccini. I clienti di Onit sono distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’azienda ha affrontato anche il mercato estero con alcuni progetti per grandi gruppi industriali (Francia, Spagna, Tailandia, Messico, Cina). “Mi sembra importante sottolineare che il nostro progetto di crescita aziendale include l’assunzione a breve di personale sia di nazionalità italiana che non italiana. In particolare, l’inserimento di personale straniero sta creando in azienda un clima molto stimolante con un arricchimento culturale che ci sta aiutando ad affrontare meglio progetti internazionali. Abbiamo inserito persone di tante nazionalità – iraniani, serbi, ucraini, rumeni e camerunensi – e ne siamo molto soddisfatti”. Oggi la squadra di Onit Group conta 120 persone e nel corso del 2019 sono previste almeno altri 25 inserimenti. Il quartier generale è da sempre a Cesena, dove l’azienda è nata nel 2001, e l’idea di un trasloco non sfiora nemmeno. “Siamo molto affezionati al nostro territorio e nell’azienda c’è un DNA romagnolo. Siamo ambiziosi ma al centro ci sono sempre le persone e lo spirito dell’accoglienza e dell’inclusività propria della cultura romagnola è parte della nostra azienda. Potremo aprire nuove sedi in Italia o all’estero, raddoppiare il personale o acquistare altre aziende, ma lo spirito rimarrà lo stesso con una forte attenzione alle persone, siano esse clienti o collaboratori”. E la politica del personale è basata sulla valorizzazione della squadra, delle capacità e dei talenti. L’età media aziendale piuttosto bassa, circa 32 anni, favorisce il fermento e la voglia di fare. “Inoltre abbiamo un programma di sviluppo importante che si baserà sia su crescita interna – ad oggi circa il 20% all’anno – sia su eventuali acquisizioni. L’ambiente di lavoro è molto stimolante, sono definiti percorsi di crescita e corsi formativi costanti. Le persone accedono all’azienda con orario flessibile e possono usufruire di una serie di benefit che semplificano la vita di tutti i giorni: convenzioni con palestra, servizio di consegna pacchi in ufficio, convenzione per la consegna della spesa in ufficio, sconti su eventi sportivi, accesso gratuito a strutture sportive e altro ancora. In base ai risultati aziendali si destina un budget rilevante a premio. Tutto questo fa sì che ci sia un clima lavorativo molto stimolante e una grande disponibilità da parte di tutti a migliorarsi nel dare servizi ai nostri clienti. Il che ci consente per esempio di avere un efficiente help desk h24 sette giorni su sette, un bel valore aggiunto mi sembra”. Ma la Romagna per Onit Group non è soltanto un legame affettivo e qualità della vita. Con l’università di Cesena ci sono rapporti solidi e progetti in comune, altri in divenire. E il campus cesenate è stata la vera culla dell’azienda, che è vero nasce nel 2001 nello studio di un notaio, ma parte nel 1996 dall’idea di tre ragazzi neolaureati in scienze dell’informazione, guarda caso nel primo corso di laurea in informatica attivato a Cesena. 

Marketing e mercato
Fino a oggi Onit è cresciuta prevalentemente per linee interne, con azioni commerciali one to one e con il passaparola dei clienti soddisfatti. Ma con le dimensioni aziendali in continua espansione le cose negli ultimi anni sono cambiate, almeno in parte: “Abbiamo strutturato figure commerciali che, attraverso un approccio consulenziale, affiancano il cliente nella scelta migliore e supportano i nostri partner”, afferma Piraccini. “Le nostre piattaforme sono infatti delle suite che possono essere rivendute e configurate direttamente da partner qualificati. Tuttavia quello che stiamo incentivando di più non è la ricerca di venditori quanto piuttosto di consulenti. Perché? Perché il nostro approccio non deve cambiare nemmeno con una rete di vendita”. Questo significa che non sono previste acquisizioni ma solo nuove relazioni commerciali? “Siamo molto attenti al mercato e stiamo monitorando anche opportunità di acquisizione – risponde l’AD – tuttavia il nostro obiettivo non è aumentare i volumi quanto migliorare la qualità e le potenzialità di quello che portiamo sul mercato”.

 

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