Estate 2019
Mercati Verticali
 

18/07/2019

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di Giancarlo Magnaghi

Digitalizzazione delle imprese: avanti piano

I risultati dei primi due anni di applicazione del Piano Industria 4.0 e le prospettive per il 2019.

Industria 4.0

Il Rapporto Mise-MetI40 “La diffusione delle imprese 4.0 e le politiche: evidenze 2017”, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso anno, presentava un dettagliato panorama della digitalizzazione delle imprese italiane, con particolare riguardo alla diffusione delle tecnologie abilitanti per il paradigma dell’Industria 4.0, realizzato analizzando tra fine 2017 e inizio 2018 un campione di 23.700 imprese industriali e dei servizi alla produzione di tutte le dimensioni. I risultati evidenziavano che meno del 10% delle imprese utilizza almeno una delle tecnologie considerate, circa il 5% aveva in programma investimenti specifici nel triennio successivo, mentre oltre l’85% delle imprese, con particolare riguardo alle piccole imprese con meno di 50 addetti, non pensava proprio alla digitalizzazione. Le tecnologie 4.0 riguardano sia le applicazioni più strettamente connesse alla produzione (robot interconnessi, manifattura additiva, simulazioni, realtà aumentata e materiali intelligenti) sia quelle relative allo sfruttamento intensivo di informazioni e dati, come integrazione orizzontale o verticale delle informazioni, cloud e big data analytics. Poco meno della metà delle imprese 4.0 utilizza solo le tecnologie di gestione dei dati acquisiti lungo la catena produttiva, il 36% utilizza sia le tecnologie che riguardano il processo produttivo in senso stretto sia quelle relative alla gestione dei dati, mentre solo il 16% utilizzano esclusivamente le tecnologie produttive, senza considerare quelle relative ai dati. La cyber security, l’integrazione orizzontale delle informazioni e l’IoT risultavano gli ambiti più diffusi per gli investimenti aziendali delle imprese di media e grande dimensione. L’impiego di robot collaborativi, delle stampanti 3D e delle simulazioni virtuali trovavano una diffusione apprezzabile soltanto presso le imprese con oltre 250 addetti. Per quanto riguarda gli interventi previsti nel prossimo triennio, IoT, stampa 3D e cyber security occupavano i tre primi posti.

Le imprese 4.0 e l’utilizzo di strumenti agevolati
Il ruolo delle politiche pubbliche sembra essere stato incisivo, accompagnando in maniera diffusa gli sforzi di rinnovamento attuati dalle imprese. Il 57% delle imprese 4.0 dichiarava di aver utilizzato almeno una misura di sostegno pubblico rispetto al 23% delle analoghe imprese non impegnate nelle tecnologie in esame: le imprese hanno utilizzato in larga prevalenza il superammortamento e l’iperammortamento, il credito d’imposta per le spese in R&S, la nuova Sabatini e i fondi di garanzia. In generale, le imprese 4.0 mostravano un approccio olistico per l’acquisizione di vantaggi competitivi con un divario profondo rispetto al profilo dell’impresa tradizionale, e anche le imprese in transizione verso l’industria 4.0 sembravano essere consapevoli del ruolo chiave dei fattori abilitanti. Questo clima favorevole all’innovazione digitale, ha generato una crescita senza procedenti nei mercati delle macchine utensili e della robotica. La robusta crescita del +6% del comparto dei costruttori di macchine nel 2018, che ha portato il fatturato complessivo dell’intero comparto, rappresentato da Federmacchine, a quasi 50 miliardi di euro, è sicuramente dovuta in gran parte agli incentivi economici e fiscali del piano Impresa 4.0. Contrariamente all’export che ha sempre costituito il principale fattore di traino, per la crescita nel 2018 è stato decisivo il mercato interno, cresciuto di oltre il +10%, mentre l’export si è limitato al +4%. Inoltre, sono aumentate del +9,6% le importazioni di macchinari prodotti all’estero. Secondo il centro studi di Anima (Confindustria Meccanica), il 2018 è stato l’anno record degli investimenti, che sono cresciuti fino alla cifra record di oltre un miliardo di euro, con investimenti maggiormente concentrati sull’acquisto di beni strumentali innovativi e interconnessi, attingendo a piene mani agli incentivi previsti dal piano Industria 4.0. Anche nel campo dei robot il 2018 è stato estremamente positivo, con un aumento del +11,5% delle vendite di robot in Italia, a fronte di una crescita del +1% a livello mondiale, mentre il nascente mercato della robotica collaborativa (Cobot) ha registrato un aumento del +50% (fonte: UCIMU e SIRI), che dice molto sugli sforzi che l’industria italiana sta facendo per ammodernare la sua struttura produttiva. Nel 2018 sono stati prodotti in Italia 3.460 robot, di cui circa il 40% sono stati esportati. I maggiori campi di applicazione sono la manipolazione (76%), la saldatura (10%) e l’assemblaggio (8,8%).

La situazione nei primi mesi del 2019
Dopo un brillante 2018, il 2019 dei costruttori di macchine e impianti è caratterizzato da un leggero calo, per varie ragioni: la battuta d’arresto del mercato interno (già iniziata per alcune aziende nell’ultimo trimestre del 2018), dovuta anche al fatto che le aziende utilizzatrici hanno “fatto il pieno” di nuove macchine nell’anno prima e i produttori devono ancora smaltire le consegne relative al picco di ordini ricevuti negli ultimi mesi; il rallentamento delle esportazioni; le instabilità del quadro internazionale, con particolare riguardo alle tensioni tra USA e Cina; le incertezze legate alla situazione politica nazionale e alle politiche industriali e fiscali erratiche e contradditorie e ai dubbi sulla durata di questo esecutivo ruspante, soprattutto per la componente alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico. L’esempio più clamoroso è rappresentato dall’abolizione del superammortamento nella finanziaria 2019, per poi reintrodurlo con il ‘Decreto Crescita’ per gli investimenti effettuati a partire dal 1 aprile 2019. Tutti questi elementi disincentivano le decisioni di acquisto per gli investimenti in macchinari e tecnologie di produzione. In controtendenza, la previsione delle installazioni di robot in Italia vede un +5% per il 2019, passando da 9.237 a 9.700 unità, con una notevole crescita dei cobot e dei droni, che saranno adottati anche da alcune PMI.

Tendenze e problemi
Il fatto di collegare in rete macchine di tutti i tipi, evidenzia sempre di più i pericoli connessi con la cyber security. Infatti, alcune macchine, per godere del beneficio dell’iperammortamento sono state connesse in rete tramite accrocchi improvvisati da ingegnosi cantinari, di cui non esiste documentazione e che rappresentano quindi un’incognita per quando riguarda la vulnerabilità agli attacchi. Anche gli strumenti tradizionali di difesa informatica hardware e software iniziano solo ora ad affrontare i problemi relativi alla difesa di sistemi IoT, edge computing, impianti e macchine industriali, e mancano ancora normative per definire i requisiti minimi di sicurezza che dovrebbe garantire una macchina prima di essere collegata a una rete di fabbrica. Una ricerca commissionata dall’osservatorio MECSPE all’inizio del 2019 su un campione di 312 aziende del settore meccanica, ha evidenziato che sono particolarmente apprezzati iperammortamento, credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, bonus formazione 4.0 e nuova Sabatini, mentre è fonte di preoccupazione il fatto che il piano industriale 4.0 non offre garanzie nel medio periodo e quindi rende incerto il rapporto tra gli investimenti in Industria 4.0 e i relativi benefici. Il principale freno alla digitalizzazione delle imprese è visto nel fatto che ‘il rapporto tra benefici e investimenti è incerto (grafico 1). Le professionalità più richieste sono robotic engineer e programmatori di intelligenza artificiale (grafico 2).

 

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