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24/11/2017

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Digital Transformation: il momento delle tre C

Comunicazione, Coinvolgimento, Conoscenza sono i tre elementi fondamentali che emergono da alcune ricerche sulle aziende europee.

© SonerCdem – iStock
La Digital Transformation necessita una profonda conoscenza della propria organizzazione e dei processi in atto, nonché una comunicazione opportuna con i dipendenti che vanno coinvolti ad ogni livello. È questo quanto emerge da alcune ricerche commissionate da Ricoh. “Da diversi anni le aziende di tutte le dimensioni puntano alla Digital Transformation innovando le operations per trarre il maggior vantaggio dalla tecnologia digitale. La ricerca 'World of Change' realizzata da Coleman Parkes ha messo in evidenza come le aziende europee riconoscano l’importanza della digitalizzazione: il 95% delle aziende di Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito si aspetta che la trasformazione digitale porti notevoli benefici al business. Non si tratta però di un processo semplice e diretto, per cui è importante pensare alla Digital Transformation in modo flessibile e dinamico, tenendo in considerazione differenti aspetti”, spiega Nicola Downing, CFO, Ricoh Europe.

Nicola DowningComunicare le strategie
In particolare viene evidenziato come i dipendenti siano consapevoli del valore della digitalizzazione, con il 61% che vorrebbe che la propria azienda utilizzasse la tecnologia per attenuare l’impatto dei cambiamenti macroeconomici sul business. L’importante, sottolineano gli intervistati, è che le aziende comunichino ai dipendenti le strategie digitali e lo facciano in modo efficace. È fondamentale informarli ad ogni step sulle evoluzioni del progetto, i risultati e gli impatti, assicurandosi che alle persone sia chiaro cosa si stia facendo e perché. “Nonostante i vantaggi della Digital Transformation siano quindi noti, molte aziende sono ancora alle prese con la trasformazione dei processi core. È interessante notare come il 91% dei manager di imprese di medie dimensioni si aspetti che la propria azienda incontri maggiori difficoltà rispetto a quelle di grandi e piccole dimensioni”, prosegue Downing aggiungendo come nella stessa Ricoh Europe abbiano dovuto affrontare numerose sfide e, superandole, si sono rafforzati. “Durante la trasformazione non abbiamo mai perso di vista la nostra organizzazione e il nostro modo di essere. Non potevamo partire da zero come avrebbe fatto una start-up, questo sarebbe stato controproducente e addirittura rischioso. Abbiamo dovuto trovare un equilibrio tra i requisiti di una buona corporate governance e il pensiero dinamico e innovativo che caratterizza le start-up. Detto questo, è importante che le rigide gerarchie delle grandi organizzazioni non frenino l’innovazione. Le buone idee, infatti, provengono spesso ‘dal basso’. Dopotutto sono i dipendenti che gestiscono i processi che l’azienda vorrebbe trasformare, per cui è importante ascoltare costantemente la loro voce prima di apportare cambiamenti”.

Coinvolgere ogni ufficio
Ciò che inoltre emerge è che i processi di business sono trasversali come anche gli impatti della trasformazione, per cui ogni ufficio deve essere coinvolto nel progetto. “Il reparto HR è spesso escluso da questi progetti, mentre gioca un ruolo fondamentale. Come già detto, i cambiamenti sul posto di lavoro hanno un impatto sulle persone e senza il reparto HR si rischia di vanificare tutti gli sforzi. Non di minore importanza è la scelta di un project leader che abbia una chiara responsabilità della trasformazione digitale e sappia trovare un punto di incontro tra le necessità dei differenti reparti. Le aziende e i dipendenti concordano sull’importanza della Digital Transformation, ma affinché questa diventi realtà e porti a benefici concreti occorre un leader in grado di guidare il cambiamento. Anche il supporto e il commitment del board e del top management sono fondamentali per garantire trasversalità del progetto rispetto alle diverse funzioni e figure coinvolte”, conclude Downing.

 

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