Salone del Mobile 2019
 

03/12/2018

Share    

Primo Bonacina

Digital transformation e lavoro del futuro

I leader sono pronti a guidare il cambiamento? Condividiamo insieme cinque suggerimenti per riuscire a farlo nel modo migliore.



Amici del canale, una delle principali sfide che i leader devono affrontare consiste nel preparare le proprie organizzazioni a capire come il mondo del lavoro cambierà nel prossimo futuro. Con una forza lavoro sempre più globale e mobile e con l’avvento continuo di nuove tecnologie, quali funzioni assumeranno maggiore importanza e quali invece tenderanno a scomparire? Di fatto la gestione del capitale umano di un’organizzazione diventerà una parte sempre più importante e complessa del lavoro di un leader. È già stato scritto molto sulla trasformazione delle aziende a causa dei recenti progressi tecnologici determinati da robotica, intelligenza artificiale, nuove applicazioni e maggiori capacità di calcolo. È però importante ricordare che, fino a poco tempo fa, le carriere erano correlate alla quantità di tempo trascorso dai lavoratori nella stessa azienda, il che permetteva loro di sviluppare una profonda conoscenza sia dell’azienda stessa, sia del settore di mercato. Ora, invece, il presente e il futuro del lavoro si presentano ben più flessibili. Si parla addirittura di gig economy, cioè di situazioni in cui i dipendenti possono essere visti come una specie di risorsa ‘usa e getta’, utilizzata a contratto solo quando l’azienda ne ha bisogno.

Il lavoro fluido
Qualcuno ha sostenuto che una natura così ‘fluida’ della nuova occupazione potrà costituire un vantaggio per i lavoratori: le persone sarebbero messe nella condizione di progettare carriere che consentano loro massima flessibilità e possibilità di focalizzarsi sulle loro aree di eccellenza. Più realisticamente, è pensabile che il futuro del lavoro sarà distribuito in modo assai meno uniforme che in passato: l’accresciuta flessibilità di una forza lavoro globale che utilizza avanzati strumenti di connettività e comunicazione permetterà ad alcune funzioni di accrescere il proprio valore mentre altre, meno capaci, dinamiche e moderne, rischieranno di venire spazzate via. È quindi fondamentale che i lavoratori siano consapevoli di come la tecnologia cambierà il valore della loro posizione e valutino se le loro esperienze e capacità, assieme al modo in cui il loro ruolo sta evolvendo, li porterà, in prospettiva, a fornire maggiore o minor valore ai clienti e all’azienda in cui operano. Oggi va di moda parlare di ‘digital transformation’, presentata come una vera rivoluzione. Comprenderne l’aspetto tecnologico è fondamentale, ma non basta. Un leader deve, infatti, essere preparato a comprenderne anche gli aspetti organizzativi e sviluppare un’empatia con le persone a tutti i livelli dell’organizzazione, cercando di capire come essi operino nel giornaliero e come le loro vite verranno influenzate dalla natura mutevole del lavoro e del mercato.

Interagire con tutti
Molti leader sono abituati a interagire solo con ‘parigrado’, cioè con il management dei loro clienti. I più capaci dovranno però essere in grado di interfacciarsi anche con persone a livelli gerarchici inferiori, le quali saranno spesso le più colpite dai cambiamenti in atto. I leader devono quindi assicurarsi che i dipendenti di un cliente (e anche della propria azienda) non vedano gli inevitabili cambiamenti come un elemento esclusivamente problematico. Dovranno riuscire a capire che, con l’aumento della produttività derivante dalle nuove tecnologie, ci saranno resistenze da parte di chi subirà un impatto negativo a causa dell’automazione, della connettività e dell’aumento della digitalizzazione, e mitigare questi aspetti.

5 suggerimenti per guidare il cambiamento
Le aziende più importanti, grazie anche alla loro pluriennale esperienza operativa, comprendono l’importanza del capitale umano e utilizzano strumenti che consentono di creare esperienze migliori per i propri clienti e dipendenti. Spesso queste grandi aziende, inoltre, hanno organigrammi complessi, operano in diverse aree geografiche e sono abituate a tenere in considerazione differenti leggi sul lavoro, diverse regole fiscali e tutte le complessità che ne conseguono. I veri leader, qualunque sia la dimensione della propria organizzazione, devono sviluppare un loro punto di vista sul futuro del mondo del lavoro. Si dice che è importante poter offrire ‘lavoro flessibile’, ma non basta: bisogna capire che concedere orari flessibili e nuovi spazi di lavoro non porta, da solo, a risolvere le sfide che la forza lavoro dovrà affrontare.

Ecco alcuni suggerimenti.

1. Studiare il modo in cui le persone lavorano. Poiché i comportamenti di lavoro si evolvono grazie all’introduzione di nuove tecnologie, ai cambiamenti di mercato e alle trasformazioni socio-economiche, è necessario avere una comprensione diretta dei ritmi operativi delle aziende (la propria e quelle dei clienti) e anche delle singole persone, in modo da offrire prodotti e servizi adatti a flussi di lavoro in costante evoluzione. Conoscere nel dettaglio una situazione operativa non è sempre facile e, spesso, ci si limita a formulare ipotesi su come gli altri conducono le loro attività, il che può portare al rilascio di prodotti e servizi incapaci di integrarsi nell’organizzazione del cliente. I leader devono invece trovare il tempo di andare direttamente nelle aziende clienti, e questa conoscenza porterà con sé preziosi vantaggi: empatia, comprensione e la capacità di pensare all’ ‘arte delle possibilità’ per migliorare gli strumenti e le attività del cliente

2. Trasmettere positività pur essendo consapevoli dell’impatto. I leader hanno precisi obiettivi di business. Tuttavia devono anche dimostrare empatia per coloro che potrebbero venire influenzati negativamente dai cambiamenti apportati. Le resistenze alla globalizzazione sono nate anche dalla mancanza di pianificazione da parte di chi era responsabile di introdurre nuove tecnologie e pianificare il trasferimento del lavoro in luoghi più convenienti. È fisiologico che il ritmo e la qualità dei miglioramenti siano ostacolati da chi oppone resistenza. È quindi necessario coinvolgere i diretti interessati per portarli a capire quali cambiamenti stiano arrivando e spiegare loro le opportunità che ne derivano attraverso un’adeguata formazione

3. Costruire un ponte per gli altri. I leader devono riflettere sulla continua riqualificazione del personale sia presso le organizzazioni clienti, sia nella propria. Le nuove tecnologie spesso eliminano livelli organizzativi, però, storicamente, hanno anche creato nuove fonti di lavoro, nuove opportunità di occupazione a lungo termine e hanno stimolato una crescita economica.

4. Diventare un esperto nel cambiamento. I leader devono diventare esperti nelle nuove tecnologie digitali per comprendere appieno le implicazioni e le possibilità offerte dalle nuove soluzioni, siano esse digitali o fisiche. In particolare, i leader delle aziende industriali devono familiarizzare con le capacità dei nuovi sistemi digitali per capire come questi saranno utilizzati dai loro clienti (e dai concorrenti). Dire ‘non sono un tecnico’ e limitarsi a una comprensione superficiale di nuovi strumenti e modi di fare business, renderà impossibile per i leader fare apprezzare appieno le implicazioni della digitalizzazione

5. Essere interdisciplinari. I leader devono essere in prima linea per comprendere la natura mutevole del lavoro, determinata dalla digitalizzazione. Ciò richiede a chi ha alle spalle una storia industriale di diventare competente anche nelle tecnologie emergenti che oggi combinano elementi sia digitali sia fisici. Al tempo stesso, coloro che provengono da ambienti digitali devono comprendere a fondo come i nuovi prodotti e servizi possano influenzare tutte le funzioni aziendali, anche quelle più tradizionali. Entrambi i tipi di leader devono essere in grado di discutere apertamente le sfide e le opportunità che derivano dai cambiamenti

Conclusioni
Le abilità manageriali necessarie per navigare tra le implicazioni umane di queste trasformazioni potrebbero risultare la parte più complicata e impegnativa della trasformazione digitale. Insomma, amici del canale: state organizzandovi per essere (voi e le vostre aziende) leader capaci di anticipare, portare, guidare il cambiamento? Ne vogliamo parlare?

 
TAG: Canale

TORNA INDIETRO >>