Estate 2020
Servizi - Datacenter
 

27/03/2017

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DATA4 dalla colocation al governo dell’IT ibrido

Il fornitore neutrale di servizi di data center lancia la piattaforma Digital Hub a supporto delle risorse infrastrutturali e applicative nei contesti di hybrid IT.

DATA4

“La neutralità nell’offerta di servizi data center è oggi quel valore che ci consente di proporre la nostra offerta a una vasta platea di clienti sia aziende finali sia cloud e service provider di diverso tipo. Ma la neutralità non si improvvisa, si costruisce con un’attenta strategia indipendente particolarmente focalizzata sulle esigenze del mercato e con una politica di investimenti adeguati e costanti nel tempo”, così Olivier Micheli, direttore generale DATA4 Group, nel recente incontro nel quale l’azienda ha presentato la nuova piattaforma Digital Hub che si connota per la capacità di offrire un ampio e variegato complesso di servizi nell’ottica del’hybrid IT: “Nello studio che abbiamo commissionato a Data Center Dynamics, condotto su 2.000 CIO di aziende finali e 500 cloud provider operativi in 15 Paesi europei, emerge che il 77% degli intervistati crede in un’informatica ibrida gestita, ma richiede anche elevate garanzie di servizio”.

Olivier MicheliCloud, servizi gestiti ed esternalizzazione dell’IT
Lo studio evidenzia come l’esternalizzazione dell’IT, e la conseguente riduzione dei data center da parte delle aziende utenti stia spingendo il mercato degli operatori neutrali di data center che offrono servizi di colocation, ma questo fenomeno è provocato indirettamente anche dalla crescita dei servizi gestiti e del cloud pubblico. Tra il 2012 e il 2020, la migrazione del parco informatico esistente in Europa verso soluzioni in colocation è previsto che registri un tasso medio del 2,4% per anno: “E’ come se nello stesso periodo di otto anni tutti i data center delle aziende francesi venissero affidati in colocation”. Ma oggi solo il 40% delle risorse IT presenti in Francia e il 30% di quelle in Germania sono supportati con questa modalità presso data center di operatori specializzati. Il potenziale di crescita resta dunque significativo per questi Paesi, e anche per l’Italia che si attesta sotto ai livelli tedeschi, e il processo potrebbe ulteriormente accelerare. Infatti, nello stesso tempo crescono le imprese utenti che chiedono servizi ‘chiavi in mano’, ovvero servizi informatici gestiti. Nel periodo 2012-2020 questi infatti dovrebbero crescere in media a un ritmo di quasi il 20% all’anno.
“Anche questi servizi, che per loro natura vengono realizzati a distanza, sono basati nei data center dei managed service provider che li offrono al mercato, ma il loro continuo incremento porta questi operatori a scegliere sempre di più l’affidamento dei servizi gestiti a fornitori neutrali di data center nella formula della colocation. Questo perché la loro esternalizzazione dà ai managed service provider un maggior grado di libertà nella misura in cui contiene i loro investimenti diretti in infrastrutture robuste, sicure e facilmente scalabili”.
Un fenomeno analogo avviene anche sul fronte dei cloud provider: “Il cloud pubblico sta prendendo piede in modo molto significativo in tutta Europa, e anche in Italia si conferma una maggiore consapevolezza dei benefici di questa opzione da parte delle imprese che hanno superato le diffidenze del passato. Tra il 2012 e il 2020 l’affidamento a servizi di cloud pubblico in Europa è destinato ad aumentare a un tasso medio annuale del 3,6%. Ma oggi anche i cloud service provider per sostenere la crescita del loro business si affidano sempre di più ai servizi di colocation di terze parti specializzate nella gestione dei data center. Ovvero: più cloud implica maggiore utilizzo della colocation”. In questo contesto la crescita del cloud pubblico, dei servizi gestiti e la continua esternalizzazione dell’IT da parte delle aziende utenti sono fenomeni che contribuiscono alla crescita dei servizi di colocation supportati da fornitori neutrali di servizi di data center.

A supporto dell’hybrid IT
Lo scenario delineato ha portato la società a configurare l’offerta Digital Hub che va nella direzione di supportare la domanda aggregata di hybrid IT che proviene sia dalle aziende utenti finali sia da cloud e managed service provider. La piattafforma è collegata direttamente a oltre 110 fornitori di servizi di cloud pubblico e ai principali centri di peering europei; fornisce accesso diretto agli operatori internet e telecom, ed è accessibile con facilità da tutti i 16 data center europei della società, compresi i tre italiani già attivi e il quarto in corso di realizzazione che sarà operativo nel corso del 2017. Una rete di data center ad alta disponibilità ed affidabilità che offre servizi cloud privati di storage e high performance computing e che può contare su diverse centinaia di ‘fibre spente’ su assi diversificati e ridondati pronte a essere attivate in tempi brevi su richiesta dei clienti. “La nostra politica di investimento continuo nell’eccellenza tecnologica delle nostre infrastrutture ci distingue fin da quando abbiamo iniziato a operare nel 2007 ed è un approccio che confermiamo anche per i prossimi anni in cui puntiamo a dare al cliente la possibilità di governare la propria infrastruttura data center ibrida con facilità, in piena sicurezza e con il pieno controllo di dove sono i suoi dati”.

 

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