Estate 2020
Datacenter
 

08/04/2013

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Data center: tre aziende raccontano la loro esperienza

Intervista a Ferrovie dello Stato, Telecom Italia e Poste Italiane, che parteciperanno al convegno IT & Facility, le due facce del data center

Il Data Center gioca un ruolo di primaria importanza come elemento strategico del sistema informativo aziendale, in particolare nell’attuale contesto di mercato dove il risparmio sui costi, l’alta affidabilità e le capacità di gestione sono fondamentali. Molti fattori concorrono a rendere complessa la gestione del Data Center. Ad esempio, il problema di molte aziende nasce quando vengono spostati workload elaborativi su macchine virtuali creando contesti “fisici” a sempre più alta densità.
Ma la virtualizzazione è solo un esempio delle componenti di un sistema complesso, che pone il Data Center aziendale sempre più spesso come oggetto di discussione, poiché tante sono le aziende che ne affrontano la gestione da differenti punti di vista: le reti, la virtualizzazione, la riduzione dei costi, l’efficienza, l’aumento delle performance, l’impatto ambientale.


Questi e altri argomenti saranno al centro del convegno IT & Facility, le due facce del data center organizzato da Emerson Network Power che si terrà a Roma il prossimo 18 aprile (clicca qui per registrarti). Nelle interviste che seguono alcuni dei relatori presenti all’evento raccontano la loro esperienza sul tema.

 

Francesco Colasanti, project manager Poste Italiane

 

Quali sono oggi le problematiche più stringenti per chi deve occuparsi della progettazione e gestione di un’infrastruttura di data center di grandi dimensioni?
Le problematiche più stringenti riguardo la progettazione e la gestione delle infrastrutture di un data center di grandi dimensioni sono svariate. E’ ovvio che l’ottimizzazione dei consumi e degli spazi associati al giusto compromesso economico risultano essere la premessa fondamentale di una buona progettazione e della successiva gestione. La dinamicità tecnologica delle infrastrutture ma in generale di tutto il mondo dei data center rende necessario un costante ed approfondito aggiornamento. E’ da precisare che la scelta delle infrastrutture e degli impianti a loro supporto, su data center di grandi dimensioni deve mirare sicuramente a scelte primarie basate sull’ottimizzazione dei macro fattori, ma nello stesso tempo deve tener conto anche dei micro fattori. Anche delle piccole migliorie,che in prima analisi possono essere insignificanti, trattandosi di grandi sistemi moltiplicate per le quantità in gioco, possono risultare determinanti. In conclusione è bene precisare che non esiste a priori una scelta unica ed ottimale, poiché i fattori che influiscono sia sulla progettazione che sulla gestione dei data center di grandi dimensioni devono essere valutati e verificati singolarmente.

 

Nel dettaglio dei progetti di Poste Italiane, quali sono le priorità tecnologiche che si è posta per la realizzazione del data center di nuova generazione e gli obiettivi a tendere legati anche alle altre strutture già presenti in Italia?
Le priorità tecnologiche si basano su scelte strategiche aziendali, sull’ottimizzazione dei costi e consumi che hanno condizionato gli interventi realizzati. La ricerca del sito del nuovo Data Center di Poste Italiane aveva come obiettivo quello della riconversione di immobili di proprietà in disuso, ovviamente con determinate caratteristiche civili/strutturali ed ubicato in maniera strategica con il resto dei Data Center in funzione nel resto del territorio. Lo step successivo è stato quello dell’ottimizzazione dei consumi utilizzando il più possibile le fonti di energia alternative presenti, compatibilmente con le esigenze desiderate e con i vincoli normativi. La sfida accattivante seguita è stata quella di raffreddare le sale CED mediante l’utilizzo di enormi quantità di acqua prelevate dalle falde acquifere presenti in abbondanza nel territorio. Il tutto supportato da un sistema di ridondanza impiantistico a doppio anello (livello Tier IV) e progettando il resto del sistema in modo da avere a regime un PUE ≤ di 1.4. Per arrivare a questi livelli di performance energetica sono state utilizzate tecnologie di altissimo livello verificando e curando anche le loro interconnessioni. Ogni componente è stato scelto in maniera da garantire i livelli di rendimento richiesti nelle specifiche di capitolato o superiori. Ovviamente tale logica continuerà ad essere utilizzata anche sulle altre strutture da realizzare o da riconvertire.

 

 

Gianluca Martiello, responsabile manutenzione impianti strategici Telecom Italia


Quali sono oggi le problematiche più stringenti per chi deve occuparsi della progettazione e gestione di un’infrastruttura di data center di grandi dimensioni?

Quando parliamo di progettazione un nuovo Data Center, i temi guida sono ovviamente l’efficacia delle infrastrutture, il contenimento del fabbisogno energetico, la rapidità della realizzazione, il valore e i tempi di ritorno dell’investimento e, ultimamente, anche un’attenta valutazione dei criteri antisismici, il tutto per rispondere a requisiti di livello sempre maggiore in termini di performance (Watt/mq) e di flessibilità.
Se invece parliamo di adeguamento delle infrastrutture esistenti alle nuove esigenze di business, a tutto quanto sopra descritto va anteposta la continuità di servizio; è infatti essenziale progettare e realizzare soluzioni che consentano di mantenere il supporto all’attività senza soluzione di continuità. Non indifferente è anche il tema gestionale in termini di facilità di esecuzione delle manutenzioni, sia in relazione alle ridondanze infrastrutturali, sia relativamente alle tecnologie individuate e installate.


Nel caso particolare di Telecom Italia, come avete affrontato questi temi tenendo conto di una rete distribuita sul territorio con più siti fisici interconnessi tra loro e dedicati all’erogazione di vari servizi?

Abbiamo anzitutto individuato uno standard architetturale di riferimento condiviso tra tutte le strutture interessate, attivato un coordinamento centrale per omogeneizzare tutti i concetti e comportamenti, formato tutti i colleghi in modo da parlare lo stesso linguaggio e poterci capire con certezza e velocemente. Abbiamo cercato, e trovato almeno per ora, un punto di equilibrio tra tutte le componenti in gioco senza perseguire estremi “fondamentalistici” ma provando a massimizzare i vari macro elementi in modo da essere competitivi in termini di qualità, affidabilità, sicurezza, e posizione sul mercato, visto che la nostra Azienda ha da tempo deciso di rispondere anche alle richieste esterne di colocation.

 

Alessandro Musumeci, CIO Ferrovie dello Stato

 

Quali sono oggi le problematiche più stringenti  per un CIO che ha in gestione un’infrastruttura di  data center di grandi dimensioni?

Le problematiche sono numerose, ma ci sono due obiettivi principali che occorre perseguire: il primo è rendere l’infrastruttura efficiente, cioè creare una struttura compatibile in termini di costi - non solo di hardware, ma anche  energetici e di alimentazione - alle esigenze aziendali, facendo evolvere l’infrastruttura in modo tale che sia proporzionata alle necessità di business e concorrenziale sul mercato. L’altra grande esigenza che i CIO hanno è quella legata alla sicurezza: proteggere i dati e garantire la business continuity in qualunque condizione operativa, assicurare che le informazioni siano sempre accessibili e disponibili e che i servizi siano garantiti 24 ore al giorno.

 

Com’è cambiato in particolare il data center di Ferrovie dello Stato dopo il passaggio a un modello cloud dei propri sistemi informativi e quali sono stati i passi che hanno reso possibile questa evoluzione?

Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha scelto di passare al modello cloud proprio per rispondere alle suddette esigenze:  la virtualizzazione ha permesso un rilevante contenimento dei costi sia a livello hardware che energetico. La sostituzione dei server fisici con quelli virtuali ha dato vita a un’infrastruttura più agile ed efficiente, garantendo al contempo un alto livello del servizio, adeguato al mercato sempre più competitivo sia a livello nazionale che internazionale, e al business in cui l’azienda si trova ad operare, in cui gli utenti utilizzano in maniera crescente i servizi online. Si è così passati da un paradigma in cui l’azienda possiede fisicamente i server e le infrastrutture fisiche distribuite sul territorio, a un paradigma di private cloud in cui si chiede al mercato di garantire i migliori servizi.
Oggi Ferrovie utilizza tre distinti data center virtuali affidati a tre partner: uno principale che si trova a Roma, uno dedicato a backup e disaster recovery a Pomezia, e un terzo per l’e-ticketing a Milano.

 

 
TAG: Networking

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