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Sicurezza
 

15/10/2013

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Cyberoam: sicurezza a prova di futuro

Con l’apertura di una propria sede in Italia ora la società punta ad ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione

Minacce e vulnerabilità crescenti e sempre più sofisticate, normative nazionali e internazionali stringenti, nuovi paradigmi di fruizione dell’IT quali cloud, Byod e mobile: sono solo alcune delle sfide che impegnano quotidianamente gli IT manager, alle prese ormai da tempo anche con politiche di spending review e cost saving.
Affrontare questi cambiamenti senza gravare eccessivamente sui bilanci aziendali, però, è ancora possibile, magari orientandosi verso scelte all-in-one solide, affidabili e semplici da gestire e mantenere in maniera centralizzata che hanno poco da invidiare a singole soluzioni best-of-breed estremamente costose, che necessitano ciascuna di risorse dedicate.
In tema di sicurezza, ad esempio, una risposta al dilemma - apparentemente insolubile - di come fare evolvere i sistemi senza aggravio di costi viene dalle soluzioni UTM (Unified Threat Management) in grado di fornire alle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, tutta la sicurezza di cui hanno bisogno a costi sostenibili.
Non stupisce, quindi, il fermento che ruota intorno a questo segmento di mercato, abbastanza affollato, in cui però chi continua a investire in ricerca e sviluppo riesce a mettere ogni giorno qualche mattone di sicurezza in più in quella giungla affascinante e piena di insidie che si chiama internet.
Uno dei protagonisti indiscussi del mercato degli UTM è Cyberoam, azienda nata nel 1999 partecipata dal Gruppo Carlyle, che continua a registrare un tasso di crescita del 100% anno su anno e che ha recentemente avviato una strategia di espansione che coinvolge anche l’Italia.
Nel mese di settembre, infatti, Cyberoam ha deciso di entrare direttamente nel nostro Paese, affidando a Maurizio Taglioretti, già regional director Semea di GFI Software e precedentemente country manager Italy di Phion AG, la responsabilità della nuova filiale italiana. “Sono particolarmente lieto di questa nuova sfida professionale, che mi vede nuovamente impegnato nel settore della sicurezza IT, un mercato a me molto caro”, ha esordito Taglioretti.
Sul mercato europeo l’azienda è presente già da alcuni anni tramite canale, ma il 2013 è stato l’anno della svolta, con l’apertura di una filiale diretta in Gran Bretagna, nel Benelux e, appunto, in Italia, mentre nei prossimi mesi verranno aperte nuovi sedi anche in Francia e in Spagna.

 

 

Essere più vicini ai clienti
 

Nel nostro Paese il compito di veicolare al mercato le soluzioni Cyberoam sino a ieri era affidato esclusivamente al canale, e precisamente a Horus Informatica, distributore a valore con sede ad Arluno. “Il lavoro svolto sino ad oggi è stato importante, come dimostra la presenza in Italia di un ecosistema di business partner qualificato e motivato e una base installata di tutto rispetto, ma, per cogliere le opportunità che offre il comparto, è giunto il momento di fare molto di più - commenta Taglioretti. Una presenza diretta ci permetterà di essere ancora più vicini ai clienti in tutte le geografie del Paese, grazie a un processo di recruitment che intendiamo potenziare, e di fornire servizi di pre e post vendita ancora più puntuali ed efficienti. Il mio compito è quello di consolidare e salvaguardare quanto è stato fatto sino ad oggi, favorendo nel contempo la crescita ulteriore di uno dei mercati che sta dando maggiori soddisfazioni a livello europeo, capace, in alcuni trimestri, di superare addirittura quello inglese, notoriamente più maturo e strutturato del nostro”. Le strategie commerciali sono importanti, ma devono basarsi su presupposti tecnici realmente innovativi.

 

 

L’UTM Identity Based
 

Il vantaggio competitivo di Cyberoam deriva dal suo approccio alla sicurezza delle reti: sintetizzando al massimo, è stata una delle prime, se non la prima in assoluto, a sviluppare una tecnologia che si basa sull’identità del singolo utente (identity based) anziché sulle porte d’accesso o sugli indirizzi IP.
“Quando è nato, e per molto tempo, il firewall è stato visto come un apparato passivo, che consentiva di controllare il traffico in entrata e in uscita, aprire o chiudere porte - ricorda Taglioretti. Con il tempo sono state aggiunte nuove funzionalità, ma sempre in quest’ottica. Il successo di Cyberoam deriva dal fatto che ha saputo rivoluzionare questo approccio, sviluppando una tecnologia proprietaria identity-based in grado di riconoscere il singolo utente che accede alla rete, incrementando così il livello di protezione di una infrastruttura, sempre nel rispetto delle normative in essere”.
Sempre più spesso, infatti, minacce esterne come spyware, phishing e pharming si concentrano proprio sull’utenza individuale: tentano di carpirne informazioni personali o trasformarne i dispositivi in botnet per sferrare attacchi generalizzati alle reti aziendali. Grazie alla tecnologia proprietaria che sfrutta la potenza dei processori multicore Cyberoam è in grado di fornire un livello di sicurezza estremamente elevato senza compromettere le performance dei sistemi, con un occhio di riguardo alla salvaguardia degli investimenti, visto che le soluzioni modulari di Cyberoam possono accompagnare in maniera graduale il percorso evolutivo dei clienti.
Le soluzioni UTM basate sull’identità di Cyberoam (che possono essere composte da una combinazione di hardware e software, solo software o virtualizzate) oggi integrano una vasta gamma di funzionalità di sicurezza, tra cui Stateful Inspection Firewall, VPN, Intrusion Prevention System, gateway antivirus/antispyware, web filtering, application visibility & control, web application firewall, bandwidth management e multiple link management, il tutto su una singola piattaforma modulare e scalabile.
In altre parole, gli UTM di Cyberoam sono in grado di applicare automaticamente policy che vanno dal Layer 1 (fisico) al Layer 7 (quello delle applicazioni), sino ad arrivare al Layer 8 (quello umano), rilevando l’identità dell’utente, la zona di origine e destinazione del traffico, l’indirizzo IP e l’applicazione utilizzata. Ciò consente alle aziende di limitare l’accesso diretto alle risorse in base a identità dell’utente, profilo di lavoro e necessità di accedere alle applicazioni da parte di utenti esterni, come clienti e partner, ovvero di utenti della LAN e dipendenti esterni al perimetro, come gli utenti mobili e i telelavoratori. È possibile, inoltre, rendere sicuri ambienti dinamici (Wi-Fi, Dhcp ed endpoint condivisi). “Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto delle normative in essere, oggi una delle complessità maggiori che i responsabili IT sono chiamati ad affrontare e risolvere”, assicura Taglioretti.
Un approccio vincente, visto che attualmente la società garantisce, con i suoi prodotti, la sicurezza di oltre 4.000 aziende nel mondo, tra cui Honda, Hitachi, Yakult e, per restare in Italia, Cotonella.


Il valore di una piattaforma unificata
 

Gli scenari sempre più complessi delle infrastrutture IT, insomma, possono trarre grande beneficio dalla piattaforma unificata di Cyberoam che risulta anche particolarmente semplice da gestire, grazie a una console centralizzata che facilita le operazioni di monitoraggio e reporting.
Non a caso l’azienda vanta prestigiose certificazioni come il CheckMark UTM Level 5 Certification, nonché riconoscimenti quali l’Icsa Labs e l’ IPv6 Gold, mentre è membro del Virtual Private Network Consortium ed è stata inserita da Gartner tra le aziende visionarie nel suo ‘Magic Quadrant for SMB multifunction firewalls’. Biglietti da visita importanti, a cui sono particolarmente attenti i nuovi segmenti di mercato a cui Taglioretti intende rivolgersi.
“La completezza, la flessibilità e la modularità delle nostre soluzioni, insieme al loro rapporto qualità/prezzo estremamente competitivo, ci permettono oggi di ampliare il nostro raggio d’azione, affiancando al mondo delle piccole e medie imprese, da sempre il nostro target di riferimento, quello delle organizzazione pubbliche e private di grandi dimensioni, dei Managed Service Provider, sino ad arrivare ai carrier, con molti dei quali abbiamo già iniziato proficue collaborazioni”.
Una segmentazione del canale più puntuale, dunque, che guarda con particolare attenzione ai nuovi soggetti interessati a proporre avanzate infrastrutture di security nel cloud, soggetti che possono trovare nelle soluzioni Cyberoam le risposte che cercano.
 

 

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