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14/12/2016

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di Paola Cecco

Creative Campus, la nuova sede del Gruppo Publicis

Spazi di lavoro che supportano un modo diverso di lavorare, abbattono l’organizzazione a silos e facilitano la contaminazione dei saperi dei diversi brand del Gruppo

Gruppo Publicis

C’erano una volta le vecchia agenzie di pubblicità. Quelle che facevano solo spot, annunci stampa, affissioni e magari qualche radiocomunicato. Quelle dove i creativi “vivevano” chiusi nelle loro stanze alla ricerca di quell’isolamento che potesse servire ad avere l’intuizione vincente. C’erano una volta. Oggi non ci sono più. La comunicazione è cambiata e sono cambiate anche le agenzie. È cambiato il modo in cui si lavora, e di conseguenza è cambiato anche l’ambiente di lavoro che deve far circolare l’energia e liberare la creatività. Con questi presupposti viene avviata la ricerca della nuova location in grado di ospitare un Polo Creativo che riunisce i principali brand del Gruppo Publicis, da Leo Burnett a Saatchi & Saatchi, da Publicis a MSL, per un totale di nove agenzie.

“Abbiamo voluto creare una location di lavoro che sapesse infondere energia e dare ispirazione ai nostri creativi, per metterli nelle condizioni di avere le idee migliori per i clienti” spiega Giorgio Brenna Presidente e AD di Leo Burnett Group Italia. “La sfida del progetto di ristrutturazione è stata creare un tessuto connettivo univoco che favorisse la circolazione delle idee, rispettando nel contempo l’identità culturale delle diverse agenzie. Nell’allestimento degli spazi abbiamo puntato su una tecnologia all’avanguardia ma discreta, postazioni di lavoro flessibili e facilities in grado di aggregare le persone”.

I punti di forza del progetto
Il progetto di rinnovamento è stato sviluppato dall’architetto Jacopo della Fontana socio fondatore insieme a Corrado Caruso di D2U - Design to Users, con l’obiettivo di trasformare un immobilein disuso da diversi anni in un complesso di uffici di nuova generazione “L’edificio all’angolo di viale Jenner e via Bernina era da qualche tempo un cupo ricordo di un passato spento, con facciate tristemente monotone in un contesto urbano in bilico tra il declino e la riqualificazione, giunta a portata di mano grazie anche alla fermata della metropolitana” racconta l’architetto Jacopo della Fontana. “Come spesso accade anche quell’edificio, di circa 11.500 mq, nascondeva un segreto: all’interno del lotto c’era un enorme spazio aperto, con tante erbacce al posto delle macchine, ma con tanto potenziale inespresso. Proprio questa grande corte privata di 5.000 mq, del tutto inusuale per una città densa come Milano, ha rappresentato il punto di svolta nella visione che ci ha portato, in sintonia con il cliente e la società di consulenza immobiliare, a concepire la trasformazione dell’edificio per farne un nuovo organismo capace di ospitare un Polo Creativo come quello necessario alla coabitazione dei diversi Brand del Gruppo Publicis. Questo spazio esterno, trasformato in giardino, arricchito da punti di sosta e riunione informale, dai tavolini del déhors della caffetteria e da un campo da basket-calcetto, è diventato, insieme al lounge-bar-ristorante creato al piano terra, lo spazio di socializzazione e interazione delle oltre 600 persone che quotidianamente frequentano il Campus”. Negli spazi esterni c’è anche l’opportunità di scaricare la tensione dedicando attenzione all’orto o alle piante da frutto, completare gli esercizi della palestra o organizzare una partita nel campetto, o semplicemente camminare o fare un meeting più gradevole tra i percorsi segnati dalle grandi magnolie e le panche del giardino. Un accesso diretto e controllato da via Bernina permette di parcheggiare al coperto l’auto, la propria bici o la moto prima di salire in ufficio.

Le facciate del palazzo sono state trasformate le per dare loro un’immagine più contemporanea. A questo scopo sono state applicate delle pellicole serigrafate colorate, che non alterano la vista dall’interno verso l’esterno, ma ottengono un effetto cromatico e dinamico quando viste dall’esterno. In particolare la parte di edificio occupata cielo-terra da Leo Burnett su viale Jenner è caratterizzata da macro pixel con sfumature di colore verde, mentre il lato su via Bernina si articola in una successione di tessere colorate in gradazione dal nero al giallo passando per il rosso. Evidenziano invece i volumi dei collegamenti verticali pannelli di rivestimento in doghe di legno ricomposto con resine, capaci di resistere alle intemperie e agli agenti corrosivi senza perdere l’effetto affascinante della naturalezza propria del legno.

Per garantire autonomia di immagine alle principali agenzie del Gruppo, ovvero Leo Burnett, Saatchi & Saatchi e Publicis, era necessario identificare tre ingressi distinti ciascuno dotato di ampia visibilità dall’esterno e caratterizzato in modo diverso all’interno ingressi distinti ciascuno dotato di ampia visibilità dall’esterno e caratterizzato in modo diverso all’interno. È così nata l’idea di creare tre grandi volumi vetrati bianchi, che fungono da catalizzatori dell’attenzione e identificatori degli accessi, ciascuno dei quali è sormontato da una pensilina di protezione che riluce come una scatola magica nelle ore notturne. Una volta all’interno ciascuna reception ha un look & feel differente. Il volume di ingresso di viale Jenner è stato interamente rifatto con una copertura realizzata in vetro e ombreggiata dall’alto grazie a un sistema di Brise Soleil in legno ed è fiancheggiata da una grande parete verticale di verde naturale. Da qui è possibile traguardare il cono visivo che si apre sull’ampio giardino retrostante. Il bancone di accoglienza è reso dinamico da un forte movimento scultoreo e grazie anche al gioco di luci e gradazioni di colore di soffitto e pareti invita ad entrare negli spazi. La reception di via Bernina 34, anch’essa con vista sul giardino, è caratterizzata da un andamento più curvilineo, superfici lucide e da grandi dischi luminosi a soffitto mentre quella di via Bernina 32 utilizza una palette di grigi, superfici semi-grezze e immagini proiettate.

La maggior parte del piano terra funge da spazio di supporto per tutte le agenzie: vi trovano posto, oltre alla caffetteria, anche un grande teatro da un centinaio di posti col suo foyer e con una parete curvilinea dove si svolgono proiezioni avvolgenti a180°, numerose sale riunioni di diverso formato e allestimento e anche un asilo nido. Al piano inferiore oltre ai numerosi archivi è stata creata una palestra ben attrezzata, mentre sull’ampio terrazzo c’è spazio per ulteriori aree di riunione informale con vista sulle montagne e sullo skyline cittadino.

L’allestimento del layout degli spazi di lavoro ai piani superiori ha seguito un’impostazione comune con diverse varianti estetiche. Le scrivanie, tutte modularmente uguali, sono allineate perpendicolarmente alle finestre e schermate rispetto al corridoio da paretine alte 180 cm che assumono forme e colori diversi a seconda delle diversa società di appartenenza. Gli open space sono intervallati da salette riunioni e spazi di discussione. A ciascun piano il lato verso il cortile interno è connotato da un ampio ballatoio sul quale germogliano fiori e piante. Nel complesso l’articolazione degli spazi garantisce sia la possibilità di socializzazione e confronto creativo che la privacy e la connotazione necessaria ad ogni diversa società del gruppo.

 

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