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31/07/2015

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Così Red Hat vuole vincere tutte le sfide

Le tecnologie open source sono alla base, o quanto meno svolgono un ruolo di primi piano, nello sviluppo di numerose tecnologie emergenti, a cominciare da quella dei container

È l’innovazione il focus e l’obiettivo dei più recenti sviluppi di Red Hat, azienda che ha già dimostrato che l’open source può semplificare l’IT e consentire alle imprese di evolvere e superare anche le sfide più ardue. L’open source, del resto, svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo di numerose innovazioni volte a consentire alle organizzazioni pubbliche e private di ottenere il massimo dalle tecnologie - dal cloud alla virtualizzazione, dal mobile ai big e open data, sino ad arrivare all’Internet delle cose. “Sappiamo per esperienza che sono necessari risorse e impegno per trasformare i progetti open source in soluzioni enterprise e sono oltre 20 anni che lavoriamo per codificare ecosistemi tecnologici performanti, efficaci e affidabili, da Linux alla virtualizzazione fino al cloud” ha ricordato Gianni Anguilletti, country manager di Red Hat Italia. I fronti su cui sta lavorando Red Hat sono molteplici.

 

Particolarmente innovativa appare la tecnologia container, su cui l’azienda dal cappello rosso punta molto. “L’IT moderno di focalizza su applicazioni, coerenza, interoperabilità e portabilità tra fisico, virtuale e cloud, tutti paradigmi che possono trarre grandi vantaggi dai container - ha proseguito Anguilletti. Basandoci sulla nostra esperienza stiamo lavorando per dare vita a un host container specifico e sicuro, per aggiungere nuove funzionalità container alla principale piattaforma Linux del mercato, per integrare nei container i prodotti Red Hat che stanno alla base delle applicazioni e per creare un programma di certificazione per le applicazioni ‘containerizzate’, insieme a un valido ecosistema di supporto e servizi”. Recentemente, del resto, VMware ha fatto un annuncio che conferma l’importanza della distribuzione Linux se si desidera entrare nel campo dei container. Un altro segmento su cui Anguiletti si è soffermato è il mobile, che porta con sé, inevitabilmente, l’internet delle cose. L’acquisizione, nell’ottobre 2014 per 63,5 milioni di euro, della società FeedHenry è la chiara dimostrazione della volontà dell’azienda di giocare un ruolo di primo piano anche in questo contesto. FeedHenry fornisce una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni mobili di classe enterprise, agevola processi di sviluppo collaborativo, presenta funzioni native di back end integration ed è disponibile on premise o in cloud.

 

In questi mesi Red Hat ha raggiunto diversi traguardi legati a FeedHenry: rilascio di migliorie alla piattaforma per la collborazione e l’application lifecycle management mobili; integrazione della piattaforma nell’ambiente di sviluppo integrato (IDE) Red hat JBoss Developer Studio; implementazione di tecnologia FeedHenry come servizio mobile in OpenShift quale parte della strategia xPaaS di Red Hat per lo sviluppo di piattaforme basate su cloud. “Abbiamo intenzione di ampliare le opzioni di implementazione per la piattaforma FeedHenry e rendere disponibili nuove integrazioni con la nostra gamma di prodotti middleware, offrendo così alle aziende maggiore libertà di scelta”, ha assicurato Anguilletti. Le novità in casa Red Hat però non finiscono qui. Includono, ad esempio Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 6, co-ingegnerizzata con Red Hat Enterprise Linux 7 per abilitare infrastrutture open cloud presso aziende e service provider che implementano OpenStack, un nuovo portafoglio di soluzioni per il software defined storage composto da Red Hat Gluster Storage e Red Hat Ceph Storage, soluzioni software defined storage open source scaleout che girano su hardware commodity e si basano su architetture programmabili, e si potrebbe andare ancora avanti.

 

Un impegno a 360 gradi, insomma, che il mercato mostra di apprezzare, visto che la società ha chiuso l’anno fiscale 2015, terminato nel mese di febbraio, con un fatturato di 1,79 miliardi di dollari, in crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Interessante notare che la parte dell’application development e del cloud (cioè JBoss, OpenStack, OpenShift, Cloud ecc.) vale oggi il 43% del giro d’affari dell’azienda, mentre è quasi superfluo ricordare come essa sia il maggiore ‘contribuente’ di diversi progetti open source (Linux, OpenStack e molti altri) in termini di codice sviluppato.

 

 

 

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