Estate 2019
Servizi - Sicurezza
 

10/12/2014

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Così le aziende italiane proteggono gli edifici

Le tecnologie e le soluzioni oggi preferite da CIO e facility manager nelle loro politiche di sicurezza fisica. Anche in questo ambito la rete IP sta diventando lo standard di riferimento

 

Quello della building security è un tema che nel corso di quest’anno Office Automation e il suo editore Soiel International hanno affrontato con alcuni articoli ed eventi sul territorio che hanno presentato scenari, tecnologie e casi pratici di utilizzo di diverse tipologie di sistema. Per fare il punto della situazione sulla diffusione effettiva della varie soluzioni destinate alla difesa degli edifici aziendali (e delle persone che ospitano, tra dipendenti e visitatori) tra luglio e ottobre abbiamo condotto una inchiesta online alla quale hanno risposto 102 responsabili di aziende utenti in un range dimensionale al di sotto dei 50 collaboratori (36,05%) e al di sopra dei 1.000 (23,26%) con il resto del gruppo distribuito nelle varie fasce tra i 50 e i 1.000 collaboratori (vedere grafico a pag. 31). Aziende in prevalenza appartenenti al settore servizi (45,11%), che ha preceduto quello manifatturiero (18,29%) e retail (8,54%), e operative solo in Italia (35,63%) o sia Italia che all’estero (33,33%). L’inchiesta ha quindi coperto uno scenario piuttosto esteso e a nostro avviso significativo per identificare i trend delle aziende utenti in relazione a questa specifica tematica.

 

Dati e considerazioni
1. Nel dettaglio dei risultati emersi, oltre il 58% di chi ha risposto ha affermato che nella sua azienda sono presenti sistemi di building security, mentre oltre il 12% ha affermato che sta comunque pensando di adottare in futuro soluzioni di questo tipo. Rimane con circa il 30% una quota di aziende, a dire il vero piuttosto consistente benchè minoritaria, che invece per diversi motivi non adottano oggi e non adotteranno a breve soluzioni di questo tipo (analisi risultati domanda 1). 

 

2. Tra le soluzioni attualmente in produzione, a farla da padrone sono i sistemi di illuminazione d’emergenza con il 90,91% di presenza davanti a quelli antincendio (89,09%) e a quelli antintrusione (89,09%). Da questo primo dato emerge come le aziende mettano la safety (intesa come sicurezza delle persone e generalmente legata agli obblighi posti dalle normative di riferimento) leggermente davanti alla security, ossia più propriamente quella atta a tutelare le cose, sebbene anche il tema della videosorveglianza (sia interna che esterna) si attesti al 65,45% e registri quindi un risultato soddisfacente in termini di penetrazione nelle realtà italiane. Meno diffusi nelle aziende che hanno risposto, invece, sono i prodotti per il controllo accessi, soprattutto quando si parla anche di quelli installati sia in ingresso che sui piani degli edifici (38,18%) rispetto al solo posizionamento al loro ingresso (49,09%). Il tutto tenendo conto però che a seconda delle dimensioni e della presenza di aree di accesso particolari e riservate (come ad esempio data center o depositi di materiali pericolosi) possono anche variare le esigenze delle organizzazioni (analisi domanda 2).

 

3. Passando alla parte più prettamente infrastrutturale, la tipologia di rete utilizzata dagli intervistati evidenzia come ci sia equilibrio tra il trend di una rete basata su tecnologia IP condivisa con altri servizi, oggi al 24,07% delle preferenze, e quella della scelta di una rete IP realizzata ad hoc (25,93%). Un tema, quest’ultimo, che emerge con

forza quando si tratta di dover gestire applicazioni che potrebbero necessitare di banda riservata (il caso per esempio di alcune applicazioni di videosorveglianza) o comunque per salvaguardare la sicurezza degli altri dati che viaggiano in rete. Poco usata ormai la sola rete analogica (3,7%), la cui presenza è più spesso citata quando affiancata a una rete IP ad hoc (27,78%) o condivisa (18,52%) e che può, per esempio, riguardare l’uso di sistemi di videosorveglianza di vecchia generazione o un riadattamento al digitale della rete stessa attraverso apparati dedicati in grado di trasmettere diversi segnali sul cavo coassiale (analisi domanda 3).


4. Ma chi si occupa in azienda della scelta e gestione dei sistemi di building security? Nella maggior parte dei casi è una responsabilità che ricade più sui  facility manager (46,30%) e sui CIO/IT manager (40,74%), il che dimostra come sia una tematica che attraversa più aree aziendali e che comunque richiede una supervisione incrociata sui vari aspetti dell’edificio in termini di competenze. Una percentuale più bassa (24,07%) di chi ha risposto preferisce invece affidarsi direttamente a una società esterna che tenga sostanzialmente sotto controllo l’infrastruttura, mentre il CSO, nonostante sia proprio il ruolo focalizzato sulla sicurezza, sembra essere meno coinvolto (9,26%) probabilmente perché operativo più sulla parte logica o, più ancora, in quanto assente come figura a sé in alcune realtà per motivi dimensionali e/o organizzativi (analisi domanda 4).


5. Proseguendo con l’indagine, quando si tratta di selezionare i prodotti che si vogliono adottare per difendere l’edificio in cui si opera, le aziende sembrano di gran lunga orientate maggiormente a seguire l’approccio multivendor (73,58%) scegliendo soluzioni sviluppate da produttori diversi, con solo una minima parte che preferisce invece affidarsi a un fornitore unico (26,42%) che metta a disposizione tutto il parco di prodotti necessario. Una volta che i prodotti sono stati installati e implementati all’interno dell’architettura aziendale, va contemporaneamente anche scelta una piattaforma di gestione che verrà utilizzata da chi è incaricato dello svolgimento di questo delicato compito. Ecco quindi che il 51,92% ha risposto di avere già in casa un sistema  di gestione centralizzata mentre il 19,23% ne ha comunque prevista l’adozione (analisi domande 5 e 6). 

 

6. Passando ai vantaggi derivanti dalla scelta di un sistema di building security basato su tecnologia IP, buona parte (74,51%) di chi ha risposto li ha identificati nella maggiore semplicità di espansione  e configurazione dell’infrastruttura all’aggiunta di nuovi apparati, davanti alla possibilità di avere più intelligenza e possibilità di correlare i dati provenienti da più sistemi a fini di analisi (64,71%). Oltre la metà (58,82%) ha poi citato la gestione dell’infrastruttura tramite un’unica piattaforma centraliz- zata che come abbiamo visto è effettivamente già ben considerata nelle imprese dal punto di vista dell’adozione (analisi domanda 7).


7. Esistono nel contempo però anche delle criticità legate all’utilizzo di un network basato su IP, in particolare identificate nell’integrazione e incompatibilità ancora irrisolte (48,98%), nonostante ci siano già oggi degli standard ampiamente adottati; ma di seguito anche al timore di un possibile attacco e furto dei dati in caso di rete condivisa 
(38,78%) e, con il 22,45%, all’occupazione di banda trasmissiva (analisi domanda 8). 

 

8. L’ultimo tema su quale abbiamo sondato i nostri lettori è stato infine quello della presenza di un sistema di building automation, un tema al quale abbiamo dedicato a settembre un evento orientato alle evoluzioni verso lo smart building. Nella maggior parte dei casi (31,25%) nelle aziende tale sistema è presente e integrato con la parte
di budiling security, che invece viene mantenuto separato nel 14,58% dei casi. Alla possibilità di adottare in futuro una infrastruttura di building automation ci sta infine pensando il 22,92% delle aziende che hanno risposto online (analisi domanda 9).


Conclusioni
In definitiva lo scenario che emerge dalla nostra ricerca mette in luce come le aziende siano attente al tema della building security anche se alcune realtà non hanno ancora previsto l’installazione di sistemi di protezione nonostante in alcuni casi  potrebbero anche essere obbligatori per legge; come per esempio quelli antincendio. Ormai la rete
IP è il riferimento per l’uso e il controllo di questi sistemi e già adesso anche quelli più in generale di automazione registrano una buona presenza con ulteriori prospettive di crescita. Insomma l’edificio  sarà anche in futuro sempre più intelligente e non solo a fini della sicurezza.

 

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