Estate 2019
Mercati Verticali
 

04/06/2019

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di Ruggero Vota

La corsa al digitale di Italgas

Con un investimento di quasi un miliardo di euro, la società grazie alla digitalizzazione si proietta verso il futuro, con l’ambizione di diventare un modello di riferimento unico in termini di qualità del servizio al cliente, di efficienza e di competitività.

Paolo Gallo

A novembre 2016 è cominciata una nuova pagina della storia centenaria di Italgas perché è divenuta nuovamente autonoma dopo lo spin off da Snam e il titolo Italgas è tornato a essere quotato a Piazza Affari. A gestire questa nuova fase della società è stato chiamato Paolo Gallo che nel ruolo di Amministratore Delegato, incarico recentemente confermato, ha portato da subito l’azienda a lavorare sulla sua trasformazione digitale. In questa intervista le cose fatte, i risultati ottenuti e come l’innovazione digitale cambierà il modo di fare impresa di Italgas.


Chi è oggi Italgas e qual è la sua missione aziendale?
‘Siamo sempre al lavoro perché tu non te ne accorga mai’. Le rispondo con il claim della nostra ultima campagna istituzionale, che rappresenta al meglio il senso del nostro agire quotidiano e della nostra missione: puntare alla qualità e all’eccellenza nella gestione del complesso sistema della distribuzione del gas affinché i nostri utenti possano utilizzare il servizio con la consueta semplicità senza accorgersi della nostra presenza. Parliamo di un sistema di grandi dimensioni, con circa 70 mila chilometri di rete, 7,56 milioni di contatori attivi e oltre 1.800 concessioni gas, che fa di Italgas l’azienda leader del settore in Italia e tra le prime tre in Europa. Un’azienda con oltre 180 anni di storia e di successi: dall’illuminazione pubblica a gas della città di Torino alla metanizzazione dell’Italia, all’odierna trasformazione digitale.

Avete appena annunciato i risultati del 2018, ci può ricordare i dati principali e come nascono questi numeri?
Nel 2018 abbiamo ottenuto risultati eccellenti frutto della determinazione con cui sono stati perseguiti e migliorati gli obiettivi del Piano industriale. I principali indicatori come Ebit e utile netto registrano anche per questo esercizio importanti incrementi portando il miglioramento rispetto ai dati 2016, anno del mio ingresso in Italgas, rispettivamente a +27% e +42,7%, e riflettono l’efficace gestione operativa che ha portato in due anni a una riduzione del 19% dei costi operativi, per complessivi 80 milioni di euro circa, pur in presenza di un ampliamento del perimetro aziendale. Con le sette acquisizioni realizzate nel 2018 e l’ulteriore acquisizione, completata di recente, di 19 concessioni nel Centro-Sud Italia e in Sardegna dal gruppo Conscoop, la società è ulteriormente cresciuta rafforzando la presenza in aree del Paese che presentano grandi potenzialità di sviluppo; attraverso queste operazioni abbiamo acquisito nuove reti di distribuzione per un valore di circa 320 milioni di euro e ampliato il numero di punti di riconsegna riuscendo anche a superare l’obiettivo 2018. Per il secondo anno consecutivo abbiamo superato i 500 milioni di euro di investimenti tecnici, destinati allo sviluppo e al miglioramento del servizio, all’efficienza energetica e all’innovazione tecnologica nonché alla creazione di una Digital Factory, motore della trasformazione digitale dei processi aziendali. Grazie ai risultati ottenuti, abbiamo potuto proporre per il 2018 un dividendo di 0,234 euro per azione, in crescita del 12,5% rispetto al 2017.

In che scenario competitivo si muove Italgas e quali sono le sfide che deve affrontare?
In Italia, nel settore della distribuzione del gas naturale è in corso da tempo un processo di consolidamento. Il mercato è ancora molto frammentato con la presenza di circa 200 operatori di dimensioni notevolmente diverse: il 77% degli operatori distribuiscono l’11% dei volumi del gas consumato, mentre i primi sei operatori ne distribuiscono il 63%. Quando tutte le gare d’ambito (177) saranno aggiudicate mi aspetto un numero di operatori nettamente inferiore a quello attuale, probabilmente non più di venti. Per quanto ci riguarda, il nostro obiettivo è quello di salire al 40% di quota di mercato nell’arco del piano 2018-2024, senza considerare il contributo delle società da noi partecipate.

L’azienda lavora in un mercato regolato, dove le tariffe vengono fissate dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, mentre nel vostro piano 2018-2024 prevedete che la domanda di gas in Italia rimarrà sostanzialmente stabile. In questo scenario come fate a ricavare le risorse per gli investimenti in innovazione?
I nostri risultati non sono funzione della commodity distribuita. A nostro avviso e ad avviso di tanti il gas naturale avrà un ruolo centrale nel processo di de-carbonizzazione delle economie che passa anche attraverso la sostituzione completa del carbone nella generazione elettrica entro il 2025, come previsto nella Strategia Energetica Nazionale. Inoltre lo sviluppo della produzione del biometano, come fonte rinnovabile, offre un’ulteriore prospettiva di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e di impulso alla riduzione delle emissioni di carbonio. Per questo gli investimenti sulla rete e la sua digitalizzazione sono necessari e indispensabili per accompagnare lo sviluppo industriale ed economico del Paese, aiutando così la crescita dell’economia circolare. Quanto all’individuazione delle risorse, anche nel 2018 la generazione di cassa ha permesso di coprire integralmente i fabbisogni finanziari connessi agli investimenti.

Avete recentemente acquistato un operatore attivo nello sviluppo di soluzioni e progetti per l’efficienza energetica, Seaside. Siete quindi alla ricerca di nuove fonti di fatturato? E oltre all’efficienza energetica state guardando ad altri temi da aggregare e sviluppare nella vostra offerta?
L’acquisizione di Seaside risponde alla scelta strategica di acquisire un know-how specialistico nel campo dell’efficienza energetica. L’inserimento della società nel Gruppo Italgas ha già portato importanti benefici. Oltre alla disponibilità di un portafoglio di progetti innovativi, capaci di generare risparmi energetici, con Seaside, in occasione delle gare d’ambito, possiamo offrire alle comunità locali concrete, e in molti casi già testate, iniziative di efficienza energetica. L’acquisizione rientra nel solco dell’impegno della società a investire nello sviluppo e nell’innovazione tecnologica, nonché nella sostenibilità energetica per offrire un servizio migliore al sistema Paese e a tutti i clienti.

Sul vostro sito dichiarate che la digitalizzazione delle reti e dei processi aziendali è per voi la sfida di oggi. Inoltre dichiarate che avete scelto di investire quasi un miliardo di euro in iniziative di innovazione digitale. Quali sono i capitoli principali del vostro programma di trasformazione digitale?
La digitalizzazione è la sfida che ci proietterà nel futuro. Rafforzeremo ulteriormente la nostra leadership e diventeremo un modello di riferimento unico in termini di qualità del servizio al cliente, di efficienza e di competitività, in Italia e in Europa. I capitoli del progetto sono molteplici. Il primo è stato il passaggio, che abbiamo completato a novembre scorso, dei nostri sistemi informativi sul public cloud, per il quale abbiamo scelto Microsoft Azure che offre elevati standard di flessibilità, ottimizzazione degli spazi e sicurezza. Stiamo continuando a sostituire gli oltre 7,5 milioni di contatori tradizionali con altrettanti ‘contatori intelligenti’, sostituzione che contiamo di completare entro i primi mesi del 2020. Abbiamo avviato l’installazione di una diffusa sensoristica lungo le reti di distribuzione per l’acquisizione massiva dei dati di funzionamento di queste infrastrutture: nel 2018 abbiamo completato 50 progetti pilota, di cui stiamo raccogliendo i primi dati. Infine abbiamo costruito la nostra Digital Factory che è il vero motore della trasformazione digitale dei processi aziendali e dell’azienda intera. La digitalizzazione della rete significherà conoscere in tempo reale il suo comportamento con effetti positivi sull’efficienza e qualità del servizio, sulla manutenzione, sull’efficacia degli investimenti e sul contenimento dei costi.

Nei vostri piani di investimento si parla molto di IoT, big data, machine learning, blockchain e altri temi tecnologici avanzati. Quali obiettivi volete raggiungere con questi investimenti?
Il nostro programma prevede iniziative in tre macro-aree: digitalizzare gli asset, trasformare, sempre grazie al digitale, i processi e dotare le nostre persone di strumenti di lavoro innovativi. Nel caso degli asset le soluzioni IoT consentiranno di raccogliere un’elevata quantità di dati che attraverso sistemi di machine learning e algoritmi dedicati permetteranno di ottimizzare le attività di gestione della rete e di elaborare interventi di manutenzione predittiva. Nel caso dei processi, l’automazione delle attività garantirà maggiore efficienza, qualità di esecuzione e semplificazione e allo stesso tempo porrà le basi per l’introduzione di tecnologie innovative come la blockchain per rendere più veloci e sicuri alcuni processi interni/esterni, come per esempio la gestione dei contratti di acquisto. Le nostre persone, infine, saranno liberate gradualmente dalle attività amministrative, grazie a bot e assistenti digitali, e i nostri tecnici avranno a disposizione tecnologie innovative come per esempio la mixed reality che permetterà di effettuare in totale sicurezza interventi complessi sulla rete, grazie a un’interazione in tempo reale tra il campo e la sede centrale. Tutti questi interventi favoriranno un cambio epocale nella gestione della rete, migliorando ancora il livello di qualità del servizio offerto ai cittadini.

Come siete arrivati in Italgas a parlare di trasformazione digitale?
Al mio arrivo in Italgas, per ragioni assolutamente comprensibili, sul fronte della trasformazione digitale il mondo della distribuzione del gas risultava più arretrato rispetto a quanto fatto in altri business basati su reti, come per esempio quello della distribuzione elettrica. Questo dato di fatto, che oggi stiamo superando, dipendeva soprattutto dalle caratteristiche delle tecnologie che in questi due ambiti molto diversi entrano in gioco. Nella distribuzione elettrica c’è infatti il vantaggio che qualunque dispositivo sia connesso alla rete viene alimentato, per il suo funzionamento, dalla rete stessa. Inoltre, i fili della rete di distribuzione elettrica possono trasportare anche dati raccolti dai dispositivi e dai sensori installati. In questo mondo l’installazione dei contatori intelligenti, conosciuti anche con il termine inglese ‘smart meter’, è ormai una realtà pluridecennale, tanto che oggi sta arrivando la seconda generazione di questi dispositivi. Sulla rete gas non si può pensare di alimentare i dispositivi installati con qualcosa di elettrico per ovvi motivi di sicurezza; quindi l’innovazione tecnologica su questo fronte ha avuto bisogno di più tempo per arrivare ad avere delle soluzioni che portassero anche questo comparto a inquadrare il tema della ‘rete intelligente’.
Oggi gli ‘smart meter’ di ultima generazione per il comparto del gas sono alimentati da batterie a lunga durata - otto, ma anche dieci anni - e trasmettono i dati grazie all’utilizzo di schede SIM come quelle degli smartphone integrate al loro interno. Inoltre i costi della trasmissione dati via rete cellulare si sono molto ridotti e risultano oggi economicamente sostenibili. Questo ci permette di raggiungere in breve tempo il livello di trasformazione digitale che ha interessato la rete elettrica, ma addirittura pensiamo anche di superarlo una volta che avremo sostituito tutti i contatori con quelli intelligenti e tutte le apparecchiature intermedie – con quelle digitali – presenti sulla nostra rete.

Qual è oggi il grado di copertura raggiunto da questo processo di sostituzione?
A fronte di un installato di oltre 7,5 milioni di contatori oggi ne abbiamo sostituiti con i nuovi smart meter quasi 5 milioni. Dovevamo raggiungere il 50% a fine 2018 ma l’abbiamo abbondantemente superato e contiamo di terminare la sostituzione entro metà 2020. Per quanto riguarda invece gli apparati intermedi, stiamo già installando quelli della nuova generazione digitale e probabilmente porteremo a termine il lavoro entro un paio d’anni. Sono circa 8.000 dispositivi presenti sulla nostra rete in stazioni dedicate che svolgono il compito di ridurre la pressione per rendere il gas fruibile in piena sicurezza ai nostri clienti finali. Sostituiremo tutti questi apparati seguendo il concept ‘GRF digitale’ (Gruppo Riduzione Finale, ndr) da noi sviluppato. Grazie a questo rileveremo in maniera continua tutti i dati relativi al passaggio del gas nella rete – pressione, temperatura, quantità... oggi raccolti su base periodica in maniera analogica – e avremo anche la possibilità di controllare e operare da remoto. Ma inoltre rileveremo anche altri dati caratteristici dell’ambiente circostante.

Paolo Gallo

Quale valore vi porta la raccolta di questi nuovi dati?
Oggi mettere sensori che rilevano dati costa relativamente poco. Poiché i nostri apparati intermedi sono per la maggior parte presenti all’interno delle città, faremo rilevazioni relative per esempio al traffico veicolare, al livello di presenza degli inquinanti, delle polveri sottili nell’aria e altro ancora. Faremo questo per due motivi: il primo per capire attraverso algoritmi specifici se determinate situazioni ambientali hanno un’influenza su come si comporta la nostra rete; e in questo caso dovremmo quindi portare in evidenza le eventuali correlazioni esistenti tra i diversi fenomeni. In secondo luogo metteremo questi dati a disposizione degli enti e delle comunità locali che potranno arricchire i dati rilevati dalle loro reti con quelli raccolti da noi, e quindi potranno usufruire di una visione complessiva più ampia. Quando la rete di Italgas sarà completamente digitalizzata, e teniamo conto che stiamo parlando di un’infrastruttura molto estesa e capillare che si sviluppa per circa 70.000 chilometri in tutta Italia, non solo avremo il monitoraggio nei punti di ingresso e di uscita del gas, ma anche nei punti intermedi e potremo quindi gestirla in modo completamente diverso da come facciamo oggi.

Faccia un esempio di cosa potrete fare.
Oggi per rilevare le perdite della nostra rete, che comunque hanno globalmente un’incidenza molto bassa sui nostri standard di servizio, facciamo delle ricerche periodiche e puntuali nonché a seguito delle segnalazioni dei cittadini. Sono le consuete attività che definiamo di ‘pronto intervento’ e di manutenzione ordinaria. Il nostro obiettivo è di anticipare questi eventi riuscendo, grazie alla rilevazione dei dati della rete e del suo funzionamento, a individuare l’eventuale presenza di perdite anche se piccole in un determinato tratto della rete. Vogliamo però anche passare alla manutenzione predittiva, ossia andare a verificare dove sulla rete, in funzione di determinate condizioni, ci aspettiamo che possano sorgere dei problemi nel giro di poco tempo e quindi procedere con la sostituzione dell’apparato o del tubo prima che il guasto si verifichi. In questo modo non lavoreremo più sull’anzianità della rete: non andremo più a sostituire una tubazione che si avvicina ai 50 anni di vita quando le sue condizioni e quelle ambientali rilevate dai sensori ci diranno che può viverne altri ma, al contrario, andremo a sostituire quelle parti di rete - anche quelle che non hanno raggiunto la fine della vita utile - i cui dati ci diranno che sono presenti fenomeni che possono generare eventuali deterioramenti.

Cosa chiede oggi al suo IT?
Man mano che installiamo i nuovi dispositivi intelligenti che sostituiscono i vecchi contatori e gli apparati intermedi, i dati che raccogliamo aumentano in modo molto significativo. Per trovare correlazioni che possono darci indicazioni utili sappiamo che è importante disporre di tantissimi dati, e quindi l’IT dovrà sviluppare gli algoritmi utili a evidenziare quelle correlazioni che permetteranno agli operativi di Italgas di individuare le perdite piuttosto che attivare gli interventi di manutenzione predittiva a cui ho appena accennato. Il nostro IT deve quindi mettere a disposizione i data scientist indispensabili affinché tutti i dati che noi riceviamo possano essere lavorati, letti e interpretati dalle persone delle operation.
L’IT deve inoltre guidare il cambiamento attraverso le attività della nostra nuova Digital Factory. Oltre alla digitalizzazione della rete, di cui ho parlato finora, c’è infatti anche la macroarea relativa ai processi aziendali che è seguita da questa entità, dove i processi, o parti di questi, vengono presi in esame per essere semplificati e digitalizzati.
L’IT è quindi un tassello fondamentale del cambiamento di Italgas ed è per questo che ha impostato il suo lavoro in modo nuovo rispetto agli standard tradizionali.

Approfondisca questo tema.
La revisione dei processi aziendali è la parte che oggi in azienda richiede maggiore attenzione sul fronte del change management perché il modo di lavorare delle persone di Italgas sta progressivamente cambiando.
Per l’IT, in questo scenario, è stato indispensabile abbandonare le logiche di sviluppo consolidate che portano al rilascio di un’applicazione dopo un anno, un anno e mezzo o ancor di più dalla richiesta del business, quando l’esigenza, con il passare del tempo, cambia anche radicalmente.
Sono state quindi adottate le metodologie Agile che prevedono di mettere in una stessa stanza tutti gli attori coinvolti su un determinato tema: oltre alle persone di business e IT anche quelle dell’amministrazione e degli altri servizi coinvolti.
Questi gruppi, oltre ad analizzare il processo preso in esame, lo semplificano, scrivono il nuovo codice e dopo un massimo di 4 mesi rilasciano il primo Mvp (minimum viable product, ndr) ovvero una prima release di un’applicazione digitale in grado sia di offrire una buona risposta alla richiesta funzionale sia di essere successivamente migliorata. Anche questo è un esempio di change management, dove il processo di sviluppo non è più gerarchico e tutti coloro che vi partecipano concorrono al prodotto finale.

Come siete arrivati alla creazione della ‘Digital Factory’?
Nel piano industriale 2018-2024 sono stati destinati investimenti per circa 0,8 miliardi di euro al progetto di trasformazione digitale di cui abbiamo parlato finora. In questo contesto abbiamo scelto di destinare all’innovazione tecnologica anche degli spazi fisici nella nostra sede di Milano – la Digital Factory – nei quali team multifunzionali sviluppano nuove soluzioni IT in modalità Agile e Time-Boxed finalizzate alla semplificazione e alla trasformazione digitale dei processi aziendali. Sono spazi questi che sono a disposizione anche di piccole e medie aziende che, con il nostro supporto, vogliono sviluppare tecnologie e strumenti innovativi. Con l’obiettivo di creare il giusto ambiente per la trasformazione digitale, abbiamo strutturato la Digital Factory come un laboratorio permanente, una fabbrica, un vero e proprio motore  per l’innovazione di tutta Italgas. Seguire l’innovazione tecnologica e anticipare i cambiamenti sono il modo più efficace per sostenere la crescita e sviluppare nuovi modelli di business.

Su quali progetti ha già lavorato la Digital Factory e su che tipo di temi vi focalizzate principalmente?
Nella Digital Factory attualmente lavorano in parallelo quattro digital room, due della quali hanno da poco rilasciato le prime release. Una di queste ha lavorato all’ottimizzazione del processo di pianificazione degli interventi, che oggi predisponiamo quotidianamente per il giorno dopo. L’esigenza di rivedere il processo nasce dal fatto che la pianificazione stabilita il giorno prima non sempre riflette le esigenze che nascono durante la giornata: un intervento può durare più a lungo di quanto previsto, oppure gli spostamenti in auto sono condizionati dal traffico o un addetto può essere chiamato di urgenza a gestire una attività di Pronto Intervento.
Lo scheduling degli interventi deve quindi essere continuamente rivisto e questa è un’operazione che fino ad oggi si faceva in modo ‘manuale’. Il nuovo approccio permette invece di ripianificare il programma degli interventi in maniera automatica, individuare la squadra più vicina grazie alla geo-localizzazione e comunicare tempestivamente la nuova pianificazione ai tecnici. Laddove riterremo rendere visibile al cliente finale questo cambio di programma, il sistema invia anche una notifica per spiegarne le motivazioni e proporre una eventuale ri-pianificazione. Di questo progetto - iniziato a fine novembre- è stata rilasciata a marzo la prima release e stiamo adesso procedendo con dei miglioramenti incrementali.

Qual è il risultato che si aspetta da questa applicazione?
In primo luogo l’ulteriore miglioramento della qualità del servizio erogato al cliente. Ma grazie alla nuova applicazione non solo riusciremo a massimizzare la nostra capacità di intervento, con importanti riflessi in termini di efficienza, ma soprattutto faremo in modo che tutti gli attori coinvolti, principalmente il cliente che aspetta l’intervento, vengano avvisati e aggiornati in tempo reale.

La seconda applicazione a cui avete lavorato?
Il secondo tema che abbiamo affrontato è legato alla raccolta e all’elaborazione dei dati di funzionamento delle reti che gestiamo. Vogliamo costruire un nuovo centro di controllo integrato dove affluiranno tutti i dati della nostra rete in tempo reale. Stiamo realizzando una nuova control room, di quelle che siamo abituati a vedere anche in altri contesti, che ci permetta di visualizzare lo stato della nostra rete istante per istante. L’analisi dei dati ci permetterà di evidenziare anche eventuali anomalie e quindi di intervenire di conseguenza.
Il lavoro svolto da questo secondo gruppo ha avuto l’obiettivo di capire quali sono i dati importanti che devono arrivare alla control room e quindi andare a disegnare cosa visualizzare sugli schermi. Grazie all’esperienza di chi oggi già gestisce le nostre control room siamo in grado di definire e mettere insieme le ulteriori nuove informazioni da tenere sotto controllo per migliorare il monitoraggio della rete. In questo secondo caso la prima release del prodotto è stata rilasciata a fine marzo, quanto alla control room, prevediamo di renderla operativa tra giugno e luglio.

Qual è il filo rosso che collega tutti i progetti della Digital Factory?
Come detto, la qualità del servizio. Il nostro primo interesse è di fornire un livello di servizio sempre più elevato. Il secondo è di disporre di una visione in tempo reale di quello che succede sulla nostra rete e quindi di poter intervenire in maniera più efficace. Il terzo obiettivo è invece quello di cambiare il modo con il quale oggi gestiamo la rete, ossia il modo con cui facciamo manutenzione, pianifichiamo gli interventi, eccetera. Intendiamo indirizzare ancora meglio i nostri investimenti seguendo quello che ci diranno i dati in arrivo dalla rete e che ci permetteranno di avere in ogni momento il polso sul suo stato di salute. In funzione di questo, interverremo là dove si renderà necessario.

Quante persone lavorano nella Digital Factory e come si apre alla collaborazione di entità esterne?
Oggi nella Digital Factory ci sono tra le 30 e le 35 persone. Le due digital room operative occupano circa 500 metri quadri – spazio che da maggio verrà raddoppiato. Quindi raddoppieranno anche i progetti gestiti dalle room digitali, così come aumenteranno le persone coinvolte. Avremo spazio per ospitare in totale circa 150 persone. Il prossimo passo sarà aprire la Digital Factory a quelle piccole aziende e start-up che vorranno presentarci le loro applicazioni e il beneficio applicato al nostro modo di lavorare. Selezioneremo questi futuri partner sulla base della loro capacità di proporci soluzioni tecnologiche innovative in linea con i temi di nostro interesse. Siamo inoltre aperti alla collaborazione con diverse Università di Milano, Torino e Roma. Diversi giovani vengono da noi per fare degli stage, e la gran parte di loro rimane qui.

Al di là del suo ruolo odierno di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Italgas, come persona che nella sua carriera ha seguito tutta l’evoluzione delle tecnologie digitali, qual è o quali sono secondo lei le tecnologie che possono rappresentare qualcosa di importante per il futuro in generale?
Ciò che negli ultimi anni ho visto crescere a grande velocità e che mi affascina è la capacità di estrarre sempre più informazioni dai dati che un’azienda può avere a disposizione. Questo può abilitare anche lo sviluppo di linee di business diverse e nuove rispetto a quelle consolidate di una determinata impresa. È un’esperienza che ho vissuto prima di arrivare in Italgas, quando ero in Grandi Stazioni, circa quattro anni fa. In quel contesto, per esempio, vendevamo spazi pubblicitari ma anche report che descrivevano le tipologie di persone che si fermavano a vedere la pubblicità dei nostri clienti. Avevamo installato degli schermi, oggi presenti a Milano Centrale e a Roma Termini, che rilevavano alcune informazioni base su chi si fermava a vedere determinate pubblicità: maschio o femmina, giovane o anziano, se portava gli occhiali, per quanto tempo si fermava, eccetera.
Ai nostri investitori pubblicitari che sceglievano quei media eravamo in grado di fornire anche il profilo delle persone che si dimostravano interessate a leggere i loro messaggi promozionali. Tutto questo è basato sulla raccolta e l’elaborazione di dati e all’epoca ci ha consentito di dare un servizio più completo al cliente. Grazie a queste innovazioni, non si vendeva quindi solo pubblicità, ma anche il risultato della pubblicità stessa. L’utilizzo del dato è quindi oggi un fattore potentissimo per qualsiasi realtà. Per noi di Italgas rappresenta sicuramente una nuova frontiera: abbiamo una vasta prateria davanti a noi.

Quali saranno le novità che presenterete nel prossimo piano industriale (2019-2025), e secondo lei cosa sarà Italgas nel 2025?
Quello che posso dire in questo momento è che pur in continuità con il percorso avviato dalla società subito dopo la scissione da Snam e che ha prodotto risultati eccezionali, il nuovo piano avrà ancor di più un focus sulla trasformazione digitale, sui benefici che i cittadini avranno da questi cambiamenti e sulle ricadute positive per l’azienda. Al momento il nuovo Piano è ancora in fase di elaborazione e per scoprirne le novità bisogna attendere giugno. L’Italgas nel 2025 sarà un’azienda profondamente diversa da quella attuale e per l’ennesima volta nella sua storia più che centenaria sarà riuscita ancora a cambiare pelle e a imporsi come modello di riferimento, modello all’avanguardia nel proprio settore grazie all’impegno e al valore delle persone che vi lavorano.

 
TAG: Energia

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