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Sicurezza
 

27/02/2013

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Condividere documenti in tutta sicurezza con WatchDox

Un sistema semplice e intuitivo che consente di visualizzare i documenti di propria pertinenza senza correre alcun rischio

Sviluppare un certo fiuto per le nuove opportunità di business è inevitabile, dopo tanti anni trascorsi ai vertici di aziende operanti in un determinato mercato.
È il caso, ad esempio, di Paolo Ardemagni, per più di vent’anni a capo di aziende di security leader di mercato, che oggi, tramite needIT, società nata per lanciare in Europa start up innovative, di cui è managing director per il Sud Europa, ha deciso di puntare su WatchDox, realtà fondata nel 2008 da Shlomo Kramer, uno dei fondatori di Check Point, guru riconosciuto nel mondo della sicurezza IT.


Ardemagni, dallo scorso settembre regional director Sourthern Europe e MEA di WatchDox, spiega così questa scelta: “analisi di mercato realizzate da primarie società di ricerca evidenziano che, all’interno delle grandi organizzazioni, i dipendenti utilizzano in media 13 sistemi diversi per condividere informazioni e documenti, e che la parte del leone è fatta da dropbox, un sistema utilizzato da due dipendenti su tre. Dati significativi, che aprono scenari di rischio molto concreti, visto che anche i più evoluti sistemi di data loss prevention presentano ancora molte lacune, senza contare che sono abbastanza complessi e consentono di utilizzare solo determinati device e non quelli a cui le persone si sono ormai abituati, a cominciare dagli smartphone e dai tablet”.

 

 

Un sistema con il DRM


Sul mercato sono presenti numerose soluzioni di file sharing, da quelle che si basano solo su user name e password, come dropbox, a quelle che integrano tool di strong authentication, nessuna, però, integra funzionalità avanzate di digital right management (DRM) al fine di consentire al mittente di mantenere il controllo dei documenti in ogni momento. “Il valore di WatchDox sta proprio qui - spiega Ardemagni. Utilizzando un modus operandi molto semplice e intuitivo, del tutto simile a quello a cui le persone si sono ormai abituate, è possibile condividere documenti mission critical in tutta sicurezza, perché il mittente mantiene sempre il pieno controllo dei documenti di cui detiene la proprietà intellettuale grazie a un sistema di tracciabilità molto avanzato. Il destinatario, a sua volta, può visualizzare i file su qualsiasi device, senza vincoli di sorta”.
Funzionalità innovative, derivanti spesso da brevetti detenuti dalla stessa WatchDox, consentono al mittente di decidere, ad esempio, per quanto tempo rendere disponibile un documento, se può essere inviato a terzi o scaricato su supporti esterni. Se si teme che il file possa essere fotografato illegalmente, è possibile anche inserire una funzionalità di spotlight.


“Il sistema di tracciabilità - dice ancora Ardemagni - consente da un lato di avere sempre sotto controllo lo stato del documento, e, nel contempo, di modificare in ogni momento i parametri di accesso. Il destinatario, a sua volta, oltre a poter accedere al documento da qualsiasi device (un avanzato sistema di rendering adatta il file al display che viene volta per volta utilizzato), può interagire in modo semplice e immediato con il mittente e con la community di riferimento”.


Sbarcata ufficialmente in Europa nel mese di settembre, WatchDox, che si integra in maniera trasparente con tutti i sistemi di produttività personale più diffusi, ha subito suscitato grande interesse sia tra gli utenti finali, soprattutto nel mondo finance e manufacturing, che presso il canale, fondamentale per costruire un ecosistema qualificato e motivato.
 

 

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