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Datacenter
 

29/01/2016

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di Raffaela Citterio

Con Rittal il data center diventa commodity

Standardizzazione e integrazione alla base di soluzioni pre-ingegnerizzate per meno costi e tempi di implementazione e i più elevati standard qualitativi. Un’alleanza con IBM e un nuovo programma di canale.

Alessio NavaIl tutto è più della somma delle singole parti. Questo celebre aforisma ben si adatta ai moderni data center, che non possono più essere visti nelle loro singole componenti rack, sistemi di raffreddamento, componenti elettriche ecc. ma devono essere considerati nel loro insieme se si vuole fornire alle organizzazioni pubbliche e private quell’agilità, efficienza e riduzione dei costi indispensabili oggi per restare competitivi. Proprio da questo presupposto è partita Rittal, azienda tedesca specializzata nella fornitura di rack, soluzioni per distribuzione di corrente, climatizzazione, infrastrutture IT, software e servizi, per mettere a punto soluzioni standardizzate che si pongono l’obiettivo di far diventare il data center una commodity, ovvero un prodotto di serie ordinabile con un codice e un prezzo di riferimento indicati chiaramente alla fonte, eliminando di fatto la necessità di complesse progettazioni e implementazioni e riducendo drasticamente i tempi di messa in produzione.

Il valore della standardizzazione
Il principio di base è la standardizzazione, che solo oggi si sta affermando nel mondo IT ma che per Rittal viene da lontano. Il successo di Rittal, presente oggi in tutto il mondo con circa 10.000 collaboratori, 58 filiali e un fatturato globale di 2,2 miliardi di euro, nasce infatti nel 1961 dall’intuizione del fondatore, Rudolf Loh, che si accorse che gli armadi metallici per uso industriale più richiesti avevano quasi sempre le stesse misure: decise quindi di produrre una elevata quantità di armadi standardizzati e di metterli a magazzino, rendendoli così immediatamente disponibili a chiunque ne facesse richiesta. “Tra i principi fondanti della nostra corporate policy vi è senz’altro la capacità di sapere ascoltare le esigenze dei clienti e intuire per tempo le nuove tendenze assicura Alessio Nava, Direttore della Divisione IT e Telecomunicazioni della società. Mi piace ricordare, ad esempio, che nel 2004 fummo i primi a introdurre sul mercato il primo condizionatore a colonna ad acqua (LCP liquid cooling package), suscitando non poche perplessità perché portavamo l’acqua all’interno del data center, vicino ai server. Grazie alla nostra lungimiranza, però, abbiamo di fatto aperto un nuovo mercato in cui la nostra soluzione è diventata quasi uno standard di fatto. Lo stesso stiamo facendo con il concetto di data center integrato e standardizzato, che, anche se oggi non si è ancora largamente affermato, siamo certi sarà la strada del futuro”.

Segnali incoraggianti
La capacità di avere una visione di medio-lungo periodo nasce dalla solidità finanziaria dell’azienda, che ha continuato a registrare un costante trend di crescita in tutte le geografie, Italia inclusa, anche in un periodo turbolento come l’attuale, e da una catena di comando molto snella. “Negli ultimi anni in Italia abbiamo realizzato più di 200 data center di dimensioni rilevanti nei comparti più disparati, dal food & beverage al manufacturing sino ad arrivare al settore farmaceutico, solo per citarne alcuni ricorda Nava. Le soluzioni che rendiamo disponibili, del resto, sono in grado di dare risposte mirate a qualsiasi tipo di esigenza, da quelle delle imprese di dimensioni medio-piccole ai data center di grandi e grandissime dimensioni, che cominciano a nascere anche in Italia. Attualmente in Italia sono 5 i data center di dimensioni importanti, oltre i 10 MW, in fase di realizzazione, progetti molto significativi in cui è coinvolta anche Rittal. Un dinamismo che ci fa guardare al futuro con ottimismo, nella convinzione che a breve si possa cominciare a parlare di una vera e propria ripresa, a cui le linee guida messe a punto dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) potranno dare una ulteriore accelerazione”.

Cambiare i paradigmi
L’obiettivo di Rittal è, di fatto, quello di capovolgere il paradigma su cui si è basata la progettazione di un data center sino ad oggi. “Si è sempre adottato un modello top-down, partendo dallo strato superiore, ossia le applicazioni, per determinare il ‘peso’ dell’infrastruttura, vale a dire la capacità computazionale, lo storage, il carico elettrico, il sistema di raffreddamento ecc. ricorda Nava. Noi vogliamo ribaltare questa dinamica, applicando a un intero data center il modello a cui sono ormai abituati gli IT manager quando si tratta di dotarsi di nuovi server, ormai diventati commodity: deve diventare naturale andare sul sito del vendor e configurare on line il data center più adatto alle proprie esigenze, senza preoccuparsi dell’integrazione e dell’interoperabilità dei diversi componenti”. La gamma RiMatrix S di Rittal rappresenta la scelta ideale per un approccio di questo tipo. Scegliendo i moduli preconfigurati RiMatrix S i costi e i rischi di una progettazione ad hoc vengono eliminati, e il nuovo data center diventa operativo in meno di 6 settimane (contro i 6 mesi necessari, nel migliore dei casi, adottando un modello di approvvigionamento tradizionale). Per consentire all’interno di RiMatrix S una maggiore densità di componenti di rete e di server, Rittal ha sviluppato una climatizzazione innovativa completamente integrata nel pavimento flottante: gli scambiatori di calore aria/acqua, infatti, sono installati direttamente sotto le strutture rack, un sistema che consente di raggiungere un PUE parziale (power usage e effectiveness) di 1,16 certificato dall’ente indipendente TÜV.
La soluzione può essere corredata dal software DCIM (data center infrastructure management) RiZone di Rittal, dotato di una vera e propria intelligenza artificiale: non si limita infatti a rilevare i parametri ambientali attraverso sensori e a processare i dati per effettuare notifiche e/o registrare log ma è in grado di dialogare in maniera proattiva con tutti gli apparati attivi all’interno del data center permettendo un vera e proprio reazione dinamica di fronte a qualsiasi evento, fornendo di fatto l’automazione necessaria a risolvere autonomamente ogni problema. Senza contare che RiMatrix S, che viene fornito con una garanzia che può essere estesa a 5 anni, viene consegnato all’interno di strutture di contenimento atte a essere posizionate in qualunque ambiente, sia all’esterno (container) che all’interno (strutture scatolate che non richiedono site preparation), eliminando quindi la necessità di attrezzare spazi ad hoc, un vantaggio non indifferente per il mercato italiano, dove il 90% dei data center è installato in ambienti inizialmente adibiti a uffici.

Innovazione continua
RiMatrix S non è l’unica soluzione per il mondo IT resa disponibile da Rittal. “I nostri laboratori di ricerca e sviluppo sono costantemente impegnati a migliorare la nostra o erta, che, come dicevamo, punta ad essere la più ampia e variegata possibile”, evidenzia Nava. Tra le altre soluzioni di punta targate Rittal spicca lo Smart Package 3, soluzione pre-ingegnerizzata indirizzata al mondo delle PMI. Anche in questo caso si tratta di un data center ‘chiavi in mano’ dedicato all’impiego in ambiti dove la potenza assorbita dalle apparecchiature IT varia tra 1 e 3 kW. Il fatto di non richiedere progettazione e la produzione in serie legata alla standardizzazione rendo no lo Smart Package 3 estremamente competitivo o rendo tutte le garanzie delle soluzioni Rittal in termini di flessibilità di allestimento, scalabilità, solidità e affidabilità. Per garantire la massima efficienza energetica, inoltre, è stato scelto un sistema di cooling in grado di garantire un risparmio energetico superiore al 45% rispetto alle soluzioni tradizionali ed è stata sviluppata una gamma di accessori che consentono di ottimizzare l’allestimento creando contemporaneamente una compartimentazione tra zone calde e fredde all’interno dell’armadio. Anche lo Smart Package 3 è quindi una soluzione standard altamente performante facilmente configurabile in base alle specifiche esigenze di ciascuna organizzazione che consente di ridurre i costi operativi di implementazione ed esercizio. Anche i sistemi LCP continuano ad essere migliorati. Nel mese di febbraio, ad esempio, è stato lanciato il nuovo LCP Hybrid, uno scambiatore di calore applicato alla porta posteriore del rack che permette di immettere aria fredda nell’ambiente in maniera passiva, ossia sfruttando la ventilazione degli apparati computazionali e storage senza l’ausilio di ulteriori ventole. “In pratica si genera un circolo virtuoso di climatizzazione sottolinea Nava e questo ha un impatto importante sul PUE di esercizio. Si tratta di una soluzione molto versatile, che può trovare applicazione sia per il retro t dei data center esistenti che per quelli in fase di realizzazione, inclusi quelli dei service provider che hanno l’esigenza di allineare l’infrastruttura all’andamento reale del business”.

Il nuovo IT Partner Program
Anche gli operatori del canale informatico distributori a valore, rivenditori, system integrator ecc. possono trarre grandi vantaggi dall’idea di proporre data center standardizzati. Rittal ne è consapevole, ed è per questo che quest’anno ha deciso di lanciare un nuovo IT Partner Program indirizzato proprio a questo specifico target. “È la prima volta che viene messo a punto un programma a livello corporate commenta Nava. In precedenza il rapporto con i business partner avveniva su base locale, mentre il nuovo programma ha un respiro globale e prevede processi molto più articolati e strutturati”. Il nuovo IT Partner Program prevede innanzitutto percorsi di formazione e certificazione mirati, con vantaggi crescenti in base al coinvolgimento del partner, e mette a disposizioni servizi pre e post vendita ad alto valore aggiunto, come ad esempio un ricco portale in cui è possibile trovare, oltre a informazioni tecniche sempre aggiornate, configuratori che semplificano e velocizzano i processi decisionali legati alla realizzazione di un data center. A livello italiano due distributori a valore specializzati nei settori networking e business continuity come Attiva ed EDSlan hanno già aderito all’iniziativa, affiancandosi ai tradizionali distributori che operano in ambito industriale che da tempo collaborano con Rittal. Per il prossimo futuro la società prevede di ampliare questo ecosistema al fine di raggiungere una copertura territoriale ancora più capillare, integrando system integrator specializzati e competenti, evitando comunque qualunque sovrapposizione, nell’ottica di massima trasparenza che da sempre la contraddistingue.

Le partnership
Il mercato dei data center, quindi, sta vivendo un momento di profonda trasformazione, e Rittal è in prima fila per cogliere tutte le opportunità che questo comporta, come testimonia, tra l’altro, l’alleanza firmata recentemente con IBM per il mercato data center. “Con la firma di questo accordo conferma Nava Rittal è diventato uno dei pochi partner selezionati per collaborare con IBM nell’ambito dei Resiliency Services, ovvero i servizi di progettazione, realizzazione e gestione di data center con i massimi livelli di affidabilità ed efficienza”. Rittal e IBM contano sulla possibilità di realizzare forti sinergie, integrando le soluzioni di infrastruttura di Rittal ai servizi di infrastruttura o erti da IBM per la realizzazione di data center. “L’alleanza con IBM conclude Nava crea le condizioni ideali per poter pianificare e realizzare i progetti dei clienti nel modo più rapido ed efficiente, anche con copertura internazionale. Tutto compreso: hardware, software, servizi e infrastrutture. Così saremo in grado di fornire al mercato il miglior supporto possibile per affrontare le nuove sfide dell’era digitale, come i big data, l’internet of things e i nuovi ambienti smart, dalle smart factory alle smart city”.

 

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