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07/10/2015

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Competenze digitali

La fatturazione elettronica obbligatoria verso la PA e la fattura B2B danno un forte impulso alla trasformazione digitale delle aziende. Intesa affianca le organizzazioni nel percorso per raggiungere tale traguardo.

 

Se da un lato in Italia il mercato ICT ha subito nel 2014 ancora una decrescita generale (-1,4% in base ai dati Assinform), alcune tecnologie e servizi hanno comunque registrato aumenti. È il caso dei servizi cloud che, dopo alcuni anni di resistenza, si stanno diffondendo sempre di più, anche con picchi a due cifre (+37% anno su anno). In tale scenario si inserisce la proposta di Intesa, società italiana del Gruppo IBM, specializzata fin dalla nascita in progetti per la trasformazione digitale delle imprese, offrendo soluzioni e servizi, anche in modalità as-a-service, in ambito dematerializzazione di processi documentali. “Gli investimenti si stanno spostando dalle infrastrutture alle soluzioni in servizio, destinate a rendere più efficienti i processi attraverso il cloud. Passando da un’ottica Capex (spesa per capitale) a un’ottica Opex (spesa operativa), l’utente paga effettivamente per quello che utilizza, avendo nel contempo accesso ad applicazioni e servizi in precedenza meno accessibili, ad esempio per motivi puramente economici”, spiega Luca Altieri (a destra nella foto), Presidente e Amministratore Delegato di Intesa, sottolineando come di recente nelle aziende sia aumentata la consapevolezza di poter sfruttare con successo queste opportunità offerte dal cloud, allineando il nostro Paese alla media mondiale. “Certamente esistono ancora alcune remore che riguardano la sicurezza, la tutela dei dati sensibili, la necessità di avere soluzioni effettivamente integrabili con quanto già esiste internamente. Ecco perché un’azienda come IBM ha fatto investimenti importanti nel cloud, come l’acquisizione di SoftLayer Technologies nel 2013 e il successivo impegno di 1,2 miliardi di dollari per l’espansione della rete mondiale di data center cloud, che ha visto recentemente l’apertura anche in Italia di un data center nazionale”. Riconosciuto il valore della ‘nuvola’ e dei processi di digitalizzazione in generale, la spinta verso un ecosistema digitale arriva nel contempo dalle nuove normative sulla fatturazione elettronica obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione, destinata a gestire un giro di affari che ogni anno ammonta a circa 135 miliardi di euro, e dal nuovo Decreto che prefigura incentivi per una sua estensione al mondo delle imprese private e agli appalti pubblici. A ciò si affiancano il regolamento europeo eIDAS (Electronic IDentification Authentication and Signature) per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari per un servizio unico di firma digitale e il “core invoice” per la regolamentazione fiscale degli appalti pubblici in Europa. “Ecco allora che le aziende di ogni dimensione hanno sempre più la necessità di raggiungere obiettivi di razionalizzazione e risparmi, che portano verso la maggiore ed estesa adozione di processi digitali e cloud-based” continua Altieri, evidenziando come queste modalità siano complementari alla vasta diffusione di strumenti digitali personali come tablet e smartphone, in grado di sfruttare a pieno le tecnologie mobile e cloud. A patto, però, di scegliere servizi conformi alle normative di legge: “Da questo punto di vista Intesa ha forti competenze nella compliance – in quanto Certification Authority e conservatore accreditato – che, unitamente alle competenze di processo, ci permettono di lavorare con oltre quattromila aziende di diverse dimensioni e nei più svariati settori merceologici, quali il bancario, l’assicurativo, l’automotive, le utility, la Gdo e la Pubblica Amministrazione. Si tratta di competenze consulenziali, ma anche di sviluppo che ci hanno permesso di realizzare soluzioni che coprono diverse esigenze di mercato e tipologia di servizi. Per andare incontro anche alle esigenze delle piccole e medie imprese, all’inizio dell’anno abbiamo annunciato soluzioni SasS in cloud, disponibili e acquistabili online sul portale store.intesa.it” sottolinea Altieri, evidenziando come l’as-a-service stia diventando una modalità standard, che permette di raggiungere più semplicemente le piccole e medie imprese operando all’interno di un ecosistema di partner, ISV e start up integrati in una sorta di ‘agorà’ dove poter offrire, da un lato, e testare, dall’altro, le soluzioni dell’intero ecosistema.

 

Un’opportunità inaspettata
Il cardine dell’offerta Intesa è basato sulla dematerializzazione dei documenti e dei processi. “La fatturazione elettronica verso la PA ha permesso di conoscere meglio e, quindi, migliorare il controllo su un mondo che appariva poco conosciuto e frammentato, quello dei fornitori della PA. Si tratta di un abilitatore di processo che può essere portato sul privato, dove i volumi sono molto più ampi, ci si è mossi a macchia di leopardo verso un percorso di reale digitalizzazione”, sottolinea Emilio Baselice (a sinistra nella foto), Direttore Generale di Intesa. “Certamente esistono alcuni settori in cui i processi sono già digitalizzati da tempo, come il settore automotive, dove vantiamo una lunga tradizione con l’Edi (Electronic Data Interchange), che già in tempi non sospetti ha permesso di gestire i processi amministrativi secondo standard informatici predefiniti. Lo stesso è accaduto nella Gdo con l’introduzione di logiche di interoperabilità digitale. Esistono però altri settori dove tutto questo manca e che nei prossimi 12/18 mesi dovranno essere indirizzati verso un percorso di digitalizzazione completa del processo d’acquisto, che parte dall’ordine toccando poi le fasi di conferma, bolla, fattura e pagamento. Con evidenti ricadute positive sia in termini di costo e controllo così come di disponibilità di informazioni più rapide e attendibili”. L’altro aspetto ritenuto fondamentale da Baselice è che, quando si parla di digitalizzazione di un processo amministrativo, si ha a che fare con logiche e standard internazionali per cui è fondamentale lavorare con operatori capaci di gestire questi processi anche a livello globale. “Lo scenario che vediamo è composto da nodi, che dovranno essere sempre più interconnessi tra loro per raggiungere una gestione completa ed esaustiva dell’area amministrativa delle aziende, sfruttando processi completamente digitali. È un mercato nuovo in termini normativi, che subirà un’accelerazione importante, dove la comunità economica spinge per la costruzione di un tessuto comune europeo (il già citato eIDAS), mentre le aziende non sono ancora in grado di affrontare tale rivoluzione con il giusto passo”, aggiunge Baselice sottolineando come il supporto di un operatore affidabile e certificato sia fondamentale per affrontare le nuove sfide. L’approccio di Intesa è di tipo end-to-end e si fonda su competenze sviluppate in 30 anni di esperienza. “Abbiamo studiato i processi tradizionali di numerose aziende clienti – prosegue il manager - per portarle verso una logica di digitalizzazione e conservazione sostitutiva in sicurezza mediante la firma elettronica e tutto ciò che consente di essere conformi ai requisiti richiesti, internamente ed esternamente all’azienda. Pensiamo, ad esempio, ai nostri servizi di dematerializzazione dei processi logistici, che acquisiscono e geolocalizzano tutte le informazioni della filiera rendendole disponibili in tempo reale. Oppure al riconoscimento a distanza delle persone, che permette di superare il vincolo della presenza fisica per la chiusura di contratti in tempo reale, evitando ripensamenti”. Ma quali sono le figure in azienda che oggi possono cogliere al meglio le opportunità offerte dalla trasformazione digitale? Intesa si rivolge all’area amministrativa per tematiche legate alla fatturazione elettronica e all’area business, responsabili marketing e commerciali per i relativi processi . “Ovviamente il Cio rimane centrale, ma deve anche assumere un ruolo da business manager, muovendosi in modo trasversale fra le direzioni aziendali. La trasformazione richiede un cambio di approccio e di mentalità, oltre che una impostazione tecnologica di rottura, a volte semplificata dall’introduzione nel mondo professionale di strumenti e meccanismi più propriamente consumer. Tutto questo implica una rivoluzione necessaria, da realizzare secondo logiche globali e interoperabili per non rimanere sostanzialmente esclusi dalle opportunità presenti e future”, conclude Baselice.
 

 

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