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Governance - Applicazioni
 

28/01/2015

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Come si gestisce un team Agile

È questo l’obiettivo della soluzione HP Agile Manager che vuole supportare il numero sempre crescente di dipartimenti per lo sviluppo applicativo che si avvicinano a questa metodologia

Inizia a diffondersi nei dipartimenti IT dedicati allo sviluppo applicativo di diverse importanti realtà italiane la metodologia Agile nata per merito di coloro che vogliono portare l’approccio ‘lean’ a tutti i processi caratteristici dei sistemi informativi, ispirandosi al noto modello della fabbrica leggera di Toyota. Il fondamento principale di questa metodologia sta nella creazione di gruppi di lavoro polifunzionali che raccolgono tutti i rappresentanti, sia dell’IT sia del business, interessati al fatto che il software che verrà sviluppato affronterà al meglio le esigenze che verranno preliminarmente identificate. Non solo, la metodologia Agile fonda il suo successo perché permette una stretta e immediata interazione tra chi deve guidare lo sviluppo e chi dovrà utilizzare il software e porta così a un processo di miglioramento continuo e di affinamento della domanda. In questo contesto collaborativo particolare, HP offre ai team che adottano la metodologia Agile uno strumento di gestione – HP Agile Manager – volto ad automatizzare tutto il processo e quindi ad assicurare accuratezza e velocità. Per avere un’idea di questa soluzione, ma anche una valutazione sullo scenario generale di Agile in Italia abbiamo incontrato Gabriele Giacomelli, ALM senior solutions consultant di HP Software.

 

Quali sono i vantaggi di Agile rispetto alle altre metodologie dedicate allo sviluppo?

Per prima cosa considero come principale vantaggio la capacità di ottenere molto più velocemente feed back dall’utente interno o dal cliente e quindi il team che realizza le applicazioni può realizzare degli sviluppi che siano pertinenti con le aspettative degli utilizzatori dell’applicazione che si sta andando a costruire. Grazie a questa impostazione, se si rende necessario modificare l’approccio su quanto si sta realizzando,gli interventi migliorativi si possono realizzare tempestivamente e quindi senza incorrere agli extracosti tipici che si devono affrontare nel caso di azioni correttive tardive. Un secondo beneficio comunque importante sta nel fatto che l’approccio Agile porta anche a una significativa diminuzione del rischio. Questo perché gli sviluppatori sono più accurati nel comprendere ciò che desidera il cliente/utente interno e sono in grado, attraverso l’approccio incrementale, di fornire al committente delle funzionalità che fin da subito possono essere impiegare a supporto delle attività per le quali erano state richieste. In questo modo ci si accorge fin da subito se quanto sviluppato ha raggiunto gli obiettivi prefissati e se quindi sono necessari dei rapidi tuning o anche dei cambiamenti radicali perché nel frattempo lo scenario di mercato è cambiato. In un approccio tradizionale, prima che questo avvenga si possono aspettare anche parecchi mesi.

 

Qual è il fattore fondamentale perché Agile abbia successo?

Per ottenere il beneficio della riduzione del rischio, il ‘time to market’ seppur incrementale e il maggior allineamento con il cliente è necessario lavorare tutti in stretta prossimità all’interno di team coesi che perseguono un solo obiettivo condiviso dalle componenti IT e da quelle business. Al loro interno i team Agile devono disporre di tutte le competenze necessarie che invece in altri approcci possono risultare distribuiti in tutta l’organizzazione, oppure anche essere all’esterno di questa. Se questa è la condizione ottimale sappiamo anche che nella realtà questa situazione non sempre si riesce a raggiungere: il cliente, interno o esterno che sia, è sfuggente perché magari preferisce pensare al business; è difficile poi per il personale IT uscire dagli schemi con cui si è lavorato per tanti anni… La realtà sul fronte Agile ci insegna che ci sono sicuramente delle eccellenze che riescono a mettere in atto questo modello in tutte le sue peculiarità, mentre molte altre esperienze ci stanno arrivando con più gradualità e vivono una situazione più ibrida.

 

L’applicazione della metodologia Agile va bene per tutti i contesti in cui si parla di sviluppo?

Teoricamente sì. Quello che si nota invece guardando all’esperienza è che più risulta complessa l’organizzazione in cui si cerca di adottare Agile e più si trovano difficoltà e ostacoli da affrontare, soprattutto di tipo culturale. L’adozione in queste realtà è un processo più complesso e lungo. Certamente se c’è invece un forte mandato dal top management queste difficoltà si attenuano di molto.

 

Qual è la proposta di HP per la gestione dei team Agile e come funziona questa soluzione?

La nostra proposta HP Agile Manager si connota come il supporto tecnologico che permette a tutti i componenti di un team Agile di avere sempre sotto controllo tutta la situazione. Ovvero lo stato dei compiti assegnati a tutti gli altri membri del team e se tutti membri stanno lavorando nella direzione giusta. Fornisce in automatico report esaustivi, e questa è una funzionalità nativa non un’opzione, senza imporre l’onere della realizzazione della documentazione ai membri del team, così come indicato dall’Agile Manifesto. Inoltre, Supporta il lavoro di tutti i membri del team sia che questi risultino distribuiti geograficamente sia che siedano tutti intorno allo stesso tavolo. Per quanto riguarda il suo funzionamento, ogni membro del team fa riferimento a una lavagna digitale condivisa anziché a una fisica con i classici Post-It che possono perdersi. La lavagna digitale può essere visualizzata contemporaneamente sul dispositivo personale di ognuno, pc o quant’altro, e allo stesso tempo essere proiettata su un muro dove tutti possono condividere la stessa visione di insieme. Inoltre La soluzione, grazie alla tecnologia ALI (Application Lifecycle Intelligence), integra tutti gli strumenti di sviluppo dai compilatori ai software configuration manager utilizzati oggi da chi fa applicazioni. Anche quest’ultimo è un fattore che il mercato riconosce come importante valore aggiunto della nostra soluzione.

 

Come si relaziona Agile rispetto al tema DevOps?

DevOps è la naturale conseguenza delle esperienze che si sono consolidate negli anni grazie alla metodologia Agile. Nascendo nell’ambito dello sviluppo e fornendo interattività e rapidità, Agile ha spinto a ripensare anche tutti i processi a valle, come testing e quality assurance e tutte le operations, che senza cambiamenti avrebbero rappresentato dei colli di bottiglia. DevOps nasce proprio invece per coinvolgere tutte le componenti delle attività di IT operations legate al rilascio delle applicazioni e per questo dico che è una conseguenza logica di Agile. Ci troviamo quindi oggi con team sempre più ampi, con molti più skill del passato che vanno in molteplici direzioni. Per governare questa complessità crescente l’unica possibilità è l’automazione, soprattutto negli snodi in cui il processo rischia di troncarsi per diverse ragioni. HP Agile Manager automatizza questi passaggi riducendo in modo significativo i tempi rispetto a un processo che invece non è automatizzato.

 
TAG: ITIL - Sviluppo

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