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29/03/2017

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Riccardo Montanari

Come parlare in pubblico

Scopriamo insieme come è possibile dare rilevanza al proprio business grazie alle tecniche di public speaking, e trasportare al meglio il messaggio che si vuole veicolare.

© Drobot Dean - fotolia.com

Parlare in pubblico
al giorno d'oggi è una caratteristica che sempre più spesso risulta necessaria per essere un professionista preparato e qualificato. E non sto parlando solamente di chi fa vendita o si trova costantemente a contatto con il pubblico. Erroneamente, si pensa che per "comunicazione in pubblico" si intende "parlare davanti a decine o centinaia di persone". La verità è che anche quando siamo davanti ad una singola persona stiamo facendo... Public Speaking.

Il Public Speaking di fatto non è altro che un mezzo per trasportare un messaggio. Per trasmettere all’altra persona (o altre, nel caso tu ne abbia davanti diverse) una tua idea, un tuo prodotto o, molto più semplicemente, te stesso. Ecco perché è fondamentale imparare a comunicare in pubblico: perché, in qualsiasi ambito della propria vita, saper trasferire ad altri quello che pensiamo può fare veramente la differenza nella vita di tutti i giorni. Detto questo, figuriamoci a quale salto quantico nel business possa condurci una buona capacità oratoria.

La sindrome del podio 
Da quando hai iniziato a leggere questo articolo, ti sei già reso conto dell’importanza che una buona comunicazione in pubblico può avere nel lavoro, e mentre vai avanti cominci a ripensare a tutte le volte che ti è capitato di dover svolgere il tuo lavoro lontano dall’ufficio, lontano dai colleghi abituali, trovandoti invece davanti a perfetti sconosciuti, persone che, dopo aver cominciato a parlare, sentivi come ti stessero guardando con aria minacciosa, dubitando di quello che stavi dicendo e chissà cos’altro. Questo è uno dei motivi di ‘disagio’ per i quali, se ti è capitato di assistere ad una conferenza come partecipante, avrai notato come i relatori, o la maggior parte di essi, facessero il loro intervento dietro a un podio, con le mani che lo stringono forte. Il podio fornisce infatti una sorta di "protezione" al proprio corpo, schermandolo dalla vista delle persone in sala. Per questo motivo, si ha una parvenza di sicurezza di sé durante l’intervento.
Il problema è che la maggior parte della nostra comunicazione è "non verbale", cioè si sviluppa attraverso il linguaggio del corpo, e il parlare da dietro un podio porta alla conseguenza di perdere, per mancanza di visibilità, gran parte dalla propria comunicazione, la parte forse più importante. Per questo motivo, alcuni politici di un certo livello, obbligati per motivi di sicurezza a parlare da dietro un podio, hanno richiesto che quest'ultimo fosse trasparente, in modo da perdere il meno possibile quando comunicano con gli altri.

Verbale, para verbale, non verbale 
Quando anni fa, ho scoperto la differenza fra comunicazione verbale, para verbale e non verbale, mi si è aperto un mondo. Sono rimasto ancora più sorpreso quando ho scoperto che il contenuto del messaggio che vogliamo dare (chiamato in comunicazione ‘linguaggio verbale’) pesa in percentuale minore rispetto al ‘para verbale’, composto dal tono di voce, il ritmo e il volume, ma anche rispetto al linguaggio ‘non verbale’, dettato dalle nostre espressioni, postura, comportamenti e linguaggio del corpo in generale. Questa suddivisione proviene dalle ricerche di Albert Mehrabian, uno psicologo e ricercatore americano di origine armena che individuò anche una suddivisione in percentuale tra le tre modalità, ma che non andrò a raccontarti perché lui stesso non le reputa sempre valide, visto le caratteristiche dell’esperimento nel quale furono rilevate. Tuttavia lo spartiacque di questi tre livelli, indipendentemente dalle percentuali, resta valido. Quindi ricorda, la comunicazione si divide nei tre componenti, detti anche assiomi della comunicazione, che ho citato. Come avrai capito, è molto importante utilizzare il più possibile tutti e tre questi assiomi, per poter aumentare l’efficacia della tua comunicazione.

Muoversi per interrompere lo schema 
Come avrai capito quindi, il linguaggio del corpo è fondamentale e stare dietro al podio, a meno che non sia obbligatorio per motivi di sicurezza, non è un’opzione. La stessa cosa vale se stai facendo una riunione, non stare dietro al tavolo della sala riunioni, o peggio ancora seduto dietro una scrivania. Quando è il tuo turno, alzati in piedi o spostati dalla scrivania cosicché farai ben due cose in un colpo solo.

• La prima, sarai più visibile dalla tua audience con i conseguenti vantaggi visti prima;

• La seconda, forse ancora più importante della prima, avrai interrotto uno schema. Mi spiego meglio.

Torniamo per un istante all’esempio della conferenza che abbiamo fatto prima. Tutti i relatori prima di te decidono di parlare stando dietro al podio. Adesso tocca a te, e hai deciso di parlare fuori dal podio e anzi, di muoverti in mezzo alle persone che sono li per il tuo intervento. Come pensi che reagirà il pubblico? Ovviamente in modo positivo, finalmente qualcuno fa qualcosa di diverso. Se i partecipanti erano rimasti un pochino intorpiditi dagli interventi precedenti, ecco che sei arrivato tu a dargli la sveglia. Con il tuo intervento hai rotto lo schema ripetitivo che gli altri avevano creato. Quando le persone che erano in sala torneranno a casa o al lavoro, di chi pensi ricorderanno l’intervento? O gli interlocutori che erano nella sala riunioni della tua azienda, o presso il cliente, chi saranno più contenti di aver ascoltato?

Conoscere il proprio pubblico prima e durante 
I grandi comunicatori si informano se ne hanno la possibilità di farlo, su chi saranno le persone presenti in sala. Oppure ad alti livelli, hanno chi si informa per loro. Poi va da sé che se ti trovi in un evento di Information Technology, bene o male chi sarà venuto ad ascoltarti, sarà molto probabilmente un addetto ai lavori. Questo ti servirà per tarare le tue parole, i tuoi esempi e il tuo discorso in generale a seconda delle caratteristiche generali del pubblico. Se non hai avuto la possibilità di farlo prima, mentre aspetti che tocchi a te parlare, dai un’occhiata alle persone in sala, e fatti alcune domande: ci sono più donne o uomini? Più giovani o anziani? Questo permetterà alla tua mente di fare una prima scrematura del tuo pubblico e creare un mindset coerente con l’ambiente. 

Non si parla di te, si parla di loro 
Il vero protagonista del tuo intervento, sono le persone che ti guardano e ti ascoltano. Evita con tutte le tue forze di parlare di te stesso, o del lavoro che fai. Racconta piuttosto cosa tu, il tuo lavoro, la tua azienda, i tuoi prodotti, possono fare per loro che ascoltano. Quali sono i vantaggi che gli stai dando dicendogli quello che gli stai dicendo? Che benefici avranno ad ascoltarti? In quale stato emotivo vuoi che si sentano finito il tuo intervento? Felici, preoccupati, focalizzati, pensierosi, confusi? Sappi che non c’è una risposta corretta né sbagliata, tutto dipende dal contesto in cui ti trovi. Inoltre concentrarti sugli altri, invece che su te stesso, ti permetterà di gestire meglio un’eventuale paura del parlare in pubblico, che purtroppo è molto diffusa nel mondo occidentale.

Partire sempre dal perché 
Infine parti sempre da qui. Simon Sinek, un importante e famoso consulente di marketing, è il padre indiscusso dell’espressione inglese ‘start with why’, ossia partire dal perché. Secondo i suoi studi, cominciare un intervento partendo dal perché, crea una forte relazione fra te e il pubblico e aziona la mente delle persone che stanno seguendo il tuo intervento, le porta a ragionare su quello che stai dicendo e a compiere azioni conseguenti.

Concludendo 
Parlare davanti alle persone in modo elegante è, di fatto, un’arte. I grandi speaker della storia come - Gandhi, Martin Luther King, ma purtroppo anche Hitler - hanno chi in modo positivo, e chi in negativo, incantato e trascinato folle a compiere azioni, che senza una persona in grado di trasmettere messaggi così forti e importanti in modo efficace, non avrebbero fatto. Per fortuna nel business non abbiamo responsabilità così grandi come quelle dei personaggi storici citati, ma comunicare bene o male può davvero determinare l’andamento di un affare, o l’aumento delle vendite di un prodotto. Quindi, direi che quando ci troviamo davanti a delle persone o anche ad una sola, comunicare con eleganza quello che abbiamo da dire, è sempre la strada migliore da prendere.

 

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