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29/11/2017

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Roberto Ferrari

Come rilanciare le aree depresse

Approfondiamo i riferimenti normativi che regolano le agevolazioni all'occupazione facendo leva sugli investimenti indirizzati all’accrescimento della capacità produttiva.

© iStock - phototechno

I commi dal 98 al 108 della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 credo non suggeriscano nulla alla maggior parte dei lettori. Eppure, tra le norme di incentivo fiscale, è forse la più generosa. Nasce con lo scopo di agevolare l’occupazione nelle aree depresse facendo leva sugli investimenti indirizzati all’accrescimento della capacità produttiva. Il profilo pratico per l’ottenimento dell’agevolazione è piuttosto semplice. Si tratta di un credito d’imposta determinato sul valore dell’investimento, credito compensabile con debiti tributari e contributivi mediate il modello di versamento F24, previa richiesta e conferma del beneficio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I riferimenti normativi
Oltre alla già citata Legge 28 dicembre 2015 n. 208 (art. 1, commi dal 98 al 108), l’art 7-quater del Decreto Legge 29 dicembre 2016 poi convertito nella legge 27 febbraio 2017 n. 18, il modello di comunicazione e le relative istruzioni per la compilazione. Chi può usufruirne I destinatari del credito d’imposta sono tutte le imprese con insediamenti produttivi localizzati in alcune aree geografiche ad eccezione di quelle che operano in alcuni settori. Le aree geografiche sono individuate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo, per l’intera area o solo per alcune zone (come identificate dalle norme europee, già indicate nella modulistica per la richiesta dell’incentivo). La norma esclude le imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica e carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, nonché nel settore creditizio, finanziario e assicurativo. L’accesso al credito di imposta è precluso anche alle imprese in difficoltà, come definite dalla legislazione europea. 

Investimenti agevolabili
Dato lo scopo della norma, che è la creazione di nuova capacità produttiva, gli investimenti agevolabili devono essere relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente o alla diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente. Per lo stesso motivo, l’agevolazione vale anche per il cambiamento del processo di produzione di uno stabilimento esistente purché il cambiamento sia radicale e complessivo. Ma quali tipologie di beni possono generare il credito d’imposta? Semplificando, tutti. Tutti i beni in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019. Due griglie logiche ci aiutano ad individuarli: per ambito tematico nel quale l’investimento è realizzato e per tipologia di beni. Vediamo alcuni ambiti tematici oggetto dell’investimento: sistemi produttivi evolutivi e adattativi per la produzione personalizzata, nuove interfaccia uomo macchina, diagnostica avanzata, medical device e mini invasività, medicina rigenerativa predittiva e personalizzata, bioinformatica, tecnologie per produzioni di editoria digitale, IoT, tecnologie per smart building, tecnologie per la diffusione della connessione a banda ultra larga e della web economy. Per la tipologia dei beni strumentali si fa invece riferimento a sistemi produttivi gestiti tramite dispositivi digitali in grado di realizzare una o più fasi del ciclo produttivo, sistemi di automazione della produzione per aumentare la flessibilità e l’efficienza delle linee produttive, hardware e software (anche basati su piattaforme di cloud computing) per gestire big data, strumenti di prototipazione elettronica diretti alla realizzazione di lavorazioni digitali, beni e apparecchiature specialistiche per la fornitura di servizi avanzati oppure per la realizzazione di attività di ricerca. 

Il contributo
La misura dell’agevolazione è diversificata in funzione della dimensione dell’impresa che realizza l’investimento e dell’ubicazione dell’impianto produttivo: più piccola la dimensione dell’impresa, maggiore è il beneficio. La dimensione delle imprese è quella classica di PMI; è utile ricordare velocemente quali sono i parametri di riferimento.

Piccole Imprese: le imprese con meno di 50 dipendenti e con un fatturato o un totale dell’attivo patrimoniale inferiore a 10 milioni di euro.

Medie Imprese: le imprese con meno di 250 dipendenti e con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro, o un totale dell’attivo patrimoniale inferiore a 43 milioni di euro.

Grandi Imprese: tutte le imprese con parametri superiori.

Va ricordato che i parametri indicati si riferiscono ad un’impresa ‘autonoma’, quindi non partecipata da altre imprese. Diversamente la valutazione della dimensione deve essere estesa anche alle altre imprese del gruppo con la modalità prevista dalla norma europea. L’importanza della dimensione è data dalla diversa intensità dell’incentivo che è determinato da un minimo del 10% dell’investimento per le grandi imprese ad un massimo del 45% per le piccole imprese. Come detto, la corretta determinazione dell’intensità del beneficio va individuata anche incrociando la dimensione dell’impresa con l’area geografica ove è ubicato l’insediamento produttivo ed eventualmente ridotto di eventuali altre agevolazioni o aiuti richiesti o concessi. Per gli investimenti realizzati dal 1° marzo 2017 il credito d’imposta è commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 3 milioni di euro per le piccole imprese, di 10 milioni di euro per le medie imprese e di 15 milioni di euro per le grandi imprese. Per gli investimenti realizzati sino al 28 febbraio 2017, i valori massimi sono dimezzati e la determinazione del valore su cui calcolare il credito d’imposta è ridotto degli ammortamenti.

Come ottenere l’agevolazione
L’ottenimento del beneficio è subordinato alla presentazione di una comunicazione, mediante la compilazione di una specifica modulistica da presentare in modalità telematica entro il 31 dicembre 2019. È possibile presentare una o più domande relative a uno o più progetti di investimento. La presentazione può essere effettuata direttamente da parte delle imprese abilitate al canale Fisconline o tramite una società del gruppo delegata e abilitata in proprio al medesimo canale, oppure mediante un intermediario, normalmente un commercialista, abilitato all’uso del canale Entratel.

Se la presentazione non è effettuata dall’impresa interessata, la società del gruppo o l’intermediario abilitato devono rilasciare l’impegno a trasmettere la richiesta in modalità telematica e le successive conseguenti ricevute. La domanda si considera presentata nel giorno in cui l’Agenzia delle Entrate riceve i dati e la prova della presentazione è data dalla comunicazione con cui l’Agenzia attesta di averla ricevuta. Stessa procedura per eventuali successive modifiche. L’Agenzia delle Entrate, sulla base della completezza dei dati esposti nel modello, rilascia in via telematica (e per ogni comunicazione presentata) apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito d’imposta. Decorsi 5 giorni dalla data di risposta dell’Agenzia, il credito è utilizzabile nel limite del valore del credito d’imposta indicato dall’Agenzia, mediante compensazione del credito con debiti tributari o contributivi. Si ricorda che la compensazione avviene con il modello F24 da presentarsi direttamente all’Agenzia delle Entrate esclusivamente con i canali telematici Fiscoline e Entratel.

Riepilogando
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta determinato sul valore degli investimenti realizzati per accrescere la capacità produttiva, in aree geografiche depresse, previa richiesta all’Agenzia delle entrate e mediante compensazione del credito d’imposta. 

 

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