Dell EMC Forum
 

03/10/2017

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Cristina Dal Monte

Come la realtà aumentata abilita il business?

Scopriamo insieme le opportunità e i vantaggi competitivi della realtà aumentata per le medie e grandi aziende. Le tecnologie disponibili, e la realtà...mista.

Realtà Aumentata


Realtà virtuale
e realtà aumentata sono sempre più frequentemente parte della nostra quotidianità. Senza accorgercene, queste tecnologie sono entrate nelle nostre vite e anche se possono apparire ancora poco pervasive, in breve tempo trasformeranno il nostro stile di vita tanto quanto hanno fatto nell’ultimo decennio gli smartphone. Pochi forse ricordano che il 29 giugno 2007 Steve Jobs annunciò ufficialmente la commercializzazione del primo modello di iPhone. Grazie a Apple la diffusione dello smartphone, che già esisteva in forme differenti (un esempio per tutti il Blackberry), ricevette un notevole impulso. Secondo il ‘Mobility Report’ di Ericsson, il prossimo anno gli smartphone supereranno i cellulari tradizionali. Nel 2021 i dispositivi intelligenti connessi saranno oltre 16 miliardi di unità, mentre smartphone e cellulari di vecchia generazione saranno 12 miliardi, per un totale di 28 miliardi di SIM attive nel mondo su rete mobile. Questi numeri, ancorché previsionali, mostrano dimensioni che non possono essere trascurate da chi intende sfruttarne le potenzialità in termini di business. Secondo Gartner, in un’epoca dove i confini fra mondo fisico e mondo virtuale sono sempre più labili, esistono oggi 10 top tecnologie abilitanti il business e fra queste, l’intelligenza artificiale e l’intelligenza virtuale sono in cima alla lista.

Un nuovo modo di rapportarsi alla realtà
Realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) rappresentano una rivoluzione del modo in cui comunichiamo e ci rapportiamo alla realtà. Fino ad oggi, sia per le complessità tecnologiche sia per la necessità di adozione di dispositivi dedicati e spesso costosi, la realtà virtuale e la realtà aumentata sono state spesso percepite come difficilmente sfruttabili dalle aziende. Molte cose sono cambiate nel mentre e oggi AR e VR sono facilmente accessibili e realmente applicabili a numerosi ambiti di business. Non solo intrattenimento e gaming ma soprattutto vendite, assistenza, formazione, processi aziendali, logistica, tempo libero... I partecipanti alle riunioni aziendali in differenti sedi potranno per esempio vedere lo stesso prototipo in 3D.

Ma quali fattori sono intervenuti a facilitare l’adozione di queste tecnologie?

E in che modo potranno essere sfruttate dalle aziende?


Occhiali e visori non sono più le uniche piattaforme hardware attraverso le quali offrire esperienze di realtà aumentata e realtà virtuale. La diffusione capillare degli smartphone, di cui abbiamo già parlato in termini di numeri, mette nelle mani degli utenti un dispositivo che integra in modo nativo le funzionalità richieste.

Come si muovono Apple e Google
Apple ha lanciato ARKit, un software che permette agli sviluppatori di applicazioni di analizzare l’ambiente utilizzando la fotocamera di un dispositivo iOS per posizionare sul piano oggetti virtuali. ARKit, reso disponibile con iOS11, rende di fatto ogni iPhone e iPad un dispositivo VR/AR. Un vantaggio competitivo non da poco per Apple che recupera il ritardo verso Google e Microsoft, ma anche per le aziende che intenderanno sfruttare ARKit per offrire ai propri clienti servizi basati sulla realtà aumentata. IKEA ha già annunciato qualche giorno fa che svilupperà la prima applicazionecatalogo su ARKit per offrire ai propri clienti una nuova esperienza di posizionamento di mobili in casa. IKEA propone dal 2015 un’applicazione con un catalogo interattivo che permette di posizionare i mobili nell’ambiente attraverso la fotocamera; la nuova app promette numerose funzionalità aggiuntive. Apple, per non restare indietro rispetto ai concorrenti, ha anche acquistato SensoMotoric Instruments, società tedesca che ha realizzato una tecnologia per i visori per la realtà virtuale capace di analizzare lo sguardo di ogni utente. All’evento Google I/O, sempre dedicato agli sviluppatori, i temi principali sono stati realtà virtuale e aumentata e intelligenza artificiale ‘diffusa’. Google ha spiegato in che modo intende sviluppare la propria piattaforma Tango, un insieme di tecnologie con cui offrirà la realtà aumentata su dispositivi mobili di nuova generazione quali PHAB2 Pro, realizzato da Lenovo in partnership con Google, e Asustek ZenFone AR di Asus. Questi dispositivi possono percepire il movimento dell’utilizzatore e lo spazio posizionandovi oggetti virtuali.

Un mercato estremamente dinamico
È chiaro che il successo dei futuri smartphone e le conseguenti vendite dipenderanno sempre più dalla capacità di integrare funzionalità AR. Red, società produttrice di fotocamere, ha annunciato il lancio nel 2018 di Hydrogen One, uno smartphone Android con ‘display olografico a idrogeno’ capace di mostrare contenuti olografici 3D senza l’utilizzo di occhiali. Microsoft ha presentato HoloLens, il suo visore di realtà aumentata che permette di mostrare proiezioni olografiche nell’ambiente circostante. Gli sviluppatori dispongono delle API per realizzare contenuti con il rilascio del nuovo sistema operativo Windows10. Le applicazioni in ambito ludico e professionale saranno potenzialmente infinite. Il visore disporrà infatti oltre che di lenti trasparenti, anche di audio tridimensionale e sensori avanzati. Con HoloLens non si parla più di semplice realtà aumentata ma di realtà mista (MR), una realtà in cui gli oggetti aggiunti alla realtà circostante sono ‘consapevoli’ e grazie a sensori e algoritmi di posizionamento possono muoversi e interagire con l’utilizzatore e il mondo circostante. Nei mesi estivi a Milano il WWF, grazie al supporto di Unicredit, ha portato il mare in Piazza Gae Aulenti: si nuota insieme a una balenottera, delfini, tartarughe marine, banchi di pesci e un relitto. La campagna #GenerAzioneMare è stata realizzata con gli HoloLens e ideata per diffondere la conoscenza delle specie marine nel Mediterraneo e promuoverne la difesa.

Widiba, banca online di MPS, ha lanciato un’app per smartphone riservata a 250mila clienti che riceveranno a casa il kit con il necessario per entrare in una filiale virtuale e interagire con un assistente, sempre virtuale, come se si fosse fisicamente in banca. Indra, multinazionale spagnola e secondo gruppo industriale europeo del settore IT per capitalizzazione in borsa, utilizzerà HoloLens per ottimizzare la navigazione aerea riprogettando le rotte aeree, riducendo il consumo di carburante, le emissioni di CO2 e i costi per le aerolinee, contribuendo quindi a minimizzare l’impatto acustico nelle aree urbane vicine agli aeroporti. Tra le aziende impegnate sul fronte della realtà aumentata non poteva mancare Facebook che, dopo aver acquistato nel 2014 Oculus, ha presentato lo scorso aprile la piattaforma Camera Effect Platform. La potenza di Facebook sta innanzitutto nei numeri. L’AR del social network potrebbe essere messa a disposizione di 1 miliardo di utenti attivi al mese, su Messenger, WhatsApp e Instagram. Oltre a ciò, sembra che le nuove funzionalità verranno rese disponibili direttamente all’interno di Facebook senza dover utilizzare altre applicazioni.

Come cambia il customer journey
Il nostro customer journey, quindi, è destinato a mutare in molte forme. Potremo entrare nello showroom di un concessionario e grazie al nostro smartphone verremo riconosciuti e accolti in modo personalizzato; in attesa di essere ricevuti parleremo con un assistente virtuale; potremo vedere in 3D l’auto scelta personalizzata sulla base delle nostre preferenze, potremo fare una prova su strada virtuale e addirittura ascoltare la radio e sentire il rombo del motore come se fossimo veramente seduti (la case history è di Accenture per FCA e BMW).

La realtà aumentata segnerà una svolta anche nel retail. Grazie alla simulazione in qualsiasi ambiente (per esempio un camerino virtuale o la cucina di casa propria), i clienti potranno immaginare l’utilizzo di un qualsiasi prodotto. E ancora formazione del personale sul posto di lavoro, servizi di assistenza e riparazione da remoto, cataloghi di prodotti, virtual tour, applicazioni in ambito medico, in architettura, nel settore edile (urbanistica, rilievi in cantiere, rendering...), lavoro collaborativo, processi produttivi... Questi e molti altri esempi di applicazione dimostrano che la realtà aumentata è molto più di PokemonGo, il gioco di realtà aumentata divenuto lo scorso anno un successo planetario e di cui oggi non si parla più, ma che ebbe l’incontestabile merito di portare la realtà aumentata all’attenzione del grande pubblico. Oggi esistono le tecnologie, il know how, la connettività e gli operatori per rendere accessibile alle aziende la realtà aumentata, consentendo l’ottimizzazione di business esistenti o lo sviluppo di nuovi business.

 

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