Eventi 2020
Servizi
 

14/03/2018

Share    

di Paolo Morati

Come il cloud può guidare l'innovazione?

L’attività di Amazon Web Services spazia su più ambiti, offrendo servizi dedicati al presente delle aziende per portarle con successo nel futuro. Ne parliamo con il suo Vice President, Technology, l'italiano Marco Argenti.


I servizi erogati nella ‘nuvola’ permettono agilità operativa ed elasticità di sviluppo, abbassando i costi e offrendo piattaforme globali espandibili. Su questo versante Amazon Web Services si propone alle aziende mettendo a disposizioni migliaia di funzionalità dedicate a diversi campi, che non includono solo servizi puramente infrastrutturali ma anche strumenti applicativi e che sfruttano l’Internet of Things o l’Intelligenza Artificiale. In questa intervista Marco Argenti, Vice President, Technology di Amazon Web Services, offre una panoramica sulle opportunità offerte dal cloud per innovare i processi di business e trasformare in modo efficace le aziende secondo i principi digitali.


Marco ArgentiPartiamo da un’introduzione su Amazon Web Services e la sua attività...
AWS è l’attività di cloud computing di Amazon, definita come una piattaforma che abilita la trasformazione digitale delle aziende. Alla nostra base c’è quindi la fornitura di servizi di IT on demand svincolati dalla presenza di risorse fisiche presso i clienti, i quali possono di fatto liberarsi di infrastrutture antiquate, pesanti e difficili da gestire per avere accesso a ogni tipologia di risorsa – dall’infrastruttura al database ai servizi di computing e di Intelligenza Artificiale – senza la necessità di dover compiere degli investimenti fissi, e con la velocità e l’agilità necessarie per essere innovativi e competitivi. Oggi sono milioni le realtà che in tutto il mondo hanno scelto AWS. Il nostro business è in grande sviluppo per un giro d’affari di 20 miliardi di dollari, e nel quarto trimestre del 2017 abbiamo registrato una crescita pari al 45% anno su anno. Gestiamo 52 zone di disponibilità in 18 regioni geografiche in tutto il mondo, e 113 punti di presenza in 56 città in 24 paesi. Notiamo una richiesta di servizi sempre crescente, proponendo oltre 100 servizi che vanno dal computing allo storage al database passando per analytics, mobile, Internet of Things e sicurezza. Nel 2017 abbiamo lanciato 1.430 nuove funzionalità, contro le 1.017 del 2016 e le 722 dell’anno prima.

Possiamo dare una definizione di cloud computing, quali sono le sue diverse accezioni e quali sono i vantaggi che può effettivamente produrre per le aziende che vi si affidano?
Per cloud computing si intende una piattaforma di servizi IT erogabili on demand senza richiedere la presenza di alcuna infrastruttura fisica presso il cliente. Sono erogati attraverso Internet e crescono con la crescita dell’azienda utente, senza richiedere investimenti a priori. Il primo vantaggio è di fatto quello del costo e del fatto che il cliente ha la possibilità di acquistare risorse esattamente in base alle proprie esigenze, senza dover pianificare spese anticipate per affrontare eventuali picchi. Possiamo in questo caso fare l’esempio del Gruppo Editoriale L’Espresso che ha la gestione dei propri siti su AWS, e può sopportare un aumento del traffico fino al 300% superiore alla media senza problemi in caso di grande notizia. Ecco che si può parlare di elasticità nell’uso delle risorse, ma anche di velocità di attivazione, considerato che è possibile acquistare infrastrutture e piattaforme informative in pochi minuti. Il tutto tramite una console – una semplice pagina web, e in tempo reale. Offriamo inoltre un elevatissimo livello di sicurezza, un punto sul quale destiniamo ingenti investimenti dei quali possono godere tutti gli utenti a livello globale, così come dell’aggiornamento costante delle funzionalità e di poter internazionalizzare in modo rapido e sicuro un’attività. Per AWS, sicurezza e protezione dei dati sono la nostra top priorità e le migliori aree di investimento. Di conseguenza, i clienti AWS possono beneficiare di più d’un decennio di investimenti e di ereditare tutte le ‘best practices’ dell’architettura e dei processi operativi di AWS realizzati per soddisfare i requisiti dei nostri clienti più sensibili alla sicurezza, come banche, assicurazioni, pubblica amministrazione, ecc…

Quali sono i passi che un’azienda deve compiere quando decide di passare a un modello basato sui servizi cloud, dal punto di vista organizzativo e infrastrutturale?
Il primo passo lo chiamiamo ‘lift and shift’, che comprende il trasporto di applicazioni esistenti dall’on premise al cloud. Si identificano quelle più utilizzate dalle line of business – quali Erp, Risorse Umane... – e che hanno caratteristiche di scalabilità e carichi variabili. Enel ha ad esempio portato oltre seimila server su AWS in nove mesi. Noi creiamo quindi dei ponti, tra i quali uno dei più comuni è quello della virtualizzazione ad esempio tramite il recente accordo con VMware per far funzionare esattamente le stesse applicazioni in ambiente on premise e cloud. Il tutto trasferendole senza alcun downtime. Il secondo passo consiste nel portare gli sviluppatori a iniziare a creare e testare le applicazioni su cloud tramite i nostri innumerevoli strumenti dedicati e il supporto delle piattaforme e i linguaggi di programmazione più comuni, garantendo un aggiornamento costante. Infine, una volta che le applicazioni si trovano sul cloud queste iniziano a generare dati che possono essere aggregati e analizzati con grande semplicità. E permettere, di conseguenza, la trasformazione virtuosa dei modelli di business.

Oggi quali sono le realtà che scelgono maggiormente i servizi cloud e per quali operazioni?
Possiamo dire che oggi tutte le tipologie di azienda sono da considerarsi ricettive rispetto al modello cloud. Tra i nostri clienti sono presenti gruppi del settore petrolifero come Shell oppure di quello finanziario come Capital One e Down Jones, o farmaceutico come Pfifer e Novartis, ad esempio per compiere delle simulazioni. E ancora in ambito comunicazione, trasporti e logistica… e non si può parlare di pionieri ma di testimonianze concrete di come il cloud posa essere considerato un fattore abilitante l’innovazione. Come abbiamo già visto anche in Italia ci sono realtà che se ne servono in modo concreto e costante. Posso citare Ferrero, un Gruppo molto forte sui servizi digitali a supporto di 250 siti web che servono 80 Paesi, che grazie ad AWS ha ridotto dell’80% il tempo di lancio dei propri servizi riducendo i costi del 30%. Mediaset si affida invece al nostro cloud per lo streaming, gestendo i picchi di connessione senza dover investire a priori in infrastruttura e pagando solo in base all’uso. Lamborghini dal canto suo registra picchi di visite online del 250% al lancio di uno nuovo modello, e grazie a noi lo fa senza problemi. E ancora Vodafone si occupa delle transazioni legate alle prepagate con un sistema conforme alla norma PCI DSS Level 1 potendo gestire dati sensibili e transazionali facendo uso di piattaforme certificate. Abbiamo altri casi, come Eataly, che gestisce anche fino a 3 milioni di page view al giorno, e Imperia & Monferrina che si serve di AWS per i propri gestionali riducendo le spese capitali del 50% e quelle operative del 15%. Fino alle start-up. Musixmatch di Bologna ha ad esempio un’infrastruttura con un database di 7 milioni di dischi in 50 lingue, e riesce a contenere i costi espandendosi a livello internazionale, con oggi 10 milioni di utenti.

Oggi si parla molto di innovazione e trasformazione digitale. Come il cloud può essere considerato un motore in grado di alimentarle e quali sono in tal senso i servizi che mette a disposizione?
Oggi un’azienda deve essere pronta a servire i propri clienti principalmente in modo digitale e, all’interno di questo, principalmente su mobile, e su questo per gestire le interazioni con i clienti che avvengono su una serie disparata di canali. Può quindi avere una presenza retail, utilizzare i social media per il customer service, lavorare su Web e ambiente mobile, e poi usare i sistemi di riconoscimento vocale come Amazon Alexa. Proviamo a fare l’esempio di un operatore turistico. Un cliente cerca una destinazione sul Web, riceve degli alert via email sui costi, mentre sceglie viaggio e albergo riceve un’offerta sul telefono, e chatta con un consulente del servizio clienti, prenotando tramite contact center e ricevendo poi tutte le informazioni tramite un assistente digitale. Si parla di multicanalità e ancor più di omnicanalità, per cui è importante avere a disposizione una piattaforma unica per gestire in tempo reale tutte queste interazioni. AWS fornisce tutti questi benefici creando, tramite i suoi servizi e strumenti, interazioni su Web e mobile, creare siti che si adattano a questi processi, inviare notifiche push e ricevere risposte, coinvolgendo anche tramite realtà virtuale. E ancora, tutta la parte di sensoristica da utilizzare in ambito industriale, e in generale la possibilità di cambiare modelli e rispondere alle aspettative degli utenti digital, che si tratti di aprire le porte delle stanze degli hotel con il telefono o sapere con certezza dove si trovano in fabbrica i semilavorati evitando colli di bottiglia di produzione. I servizi IoT di AWS consentono quindi di connettere le applicazioni in tempo reale. Ci sono esempi come Bose che collega gli speaker per la regolazione del suono a seconda degli ambienti, oppure Philips e la divisione Philips Healthcare con una suite di prodotti con alert sull’igiene personale, oppure attrezzature diagnostiche che comunicano tra loro.

Andiamo più nel dettaglio dell’intelligenza artificiale...
Si tratta di qualcosa che sta già intorno a noi anche se spesso non ce ne accorgiamo. Guardando ad Amazon, già la applica da anni al proprio business di e-commerce, ad esempio per veicolare consigli su altri prodotti da acquistare, che devono essere effettivamente pertinenti ai gusti del cliente, oppure per ottimizzare i processi di logistica che oggi consentono evasione e consegna degli ordini in due ore. Oppure ancora Amazon Prime Video si serve del riconoscimento tramite computer vision dei volti degli attori, mostrandone i nomi in tempo reale in ogni scena. E più di recente Amazon Go, il negozio fisico che permette di fare acquisti senza passare dalle casse. Amazon Alexa invece riesce a effettuare il riconoscimento vocale in ambienti estremamente rumorosi grazie a tecnologie di automatic speech recongnition e natural language understanding. Si tratta tutti di esempi importanti, considerata la velocità con cui le aziende oggi devono operare e prendere decisioni in tempo reale. Questo perché i dati oggi sono tanti e complessi per poter essere trattati attraverso processi di ottimizzazione industriale come ad esempio Six Sigma o Lean. Ecco che l’intelligenza artificiale permette di ottenere subito un’accuratezza estrema a supporto delle decisioni. Pensiamo ancora all’analisi dei dati, alla diagnostica per immagini... Noi in definitiva mettiamo a disposizione servizi che permettono di sfruttare l’intelligenza artificiale per controllare processi e automazione senza dover per forza essere degli esperti del machine learning o del’AI. Si tratta di scenari che fino a pochi anni fa sembravano futuristici ma che oggi sono alla portata di tutti, grazie al nostro approccio verso le tecnologie trasformative da portare sul mercato a costi bassi e adattate all’utilizzo dei potenziali utenti.

Viste tutte queste evoluzioni e opportunità quali sono infine i vostri interlocutori principali presso i clienti?
Il ruolo dell’IT resta certamente centrale ma nel contempo si nota che le nuove tecnologie hanno anche un altro referente importante, ossia il COO, che si occupa della qualità dei processi e dell’erogazione dei servizi che non sono solo di tipo digitale ma anche informativo. E che vanno a influenzare il mondo reale. Parliamo quindi del concetto di IT+OT, dove l’IoT diventa il punto di incontro di tutto questo generando dati a supporto. Oggi l’uso della tecnologia è un prerequisito per essere competitivi e deve essere nell’agenda strategica anche dei CEO che guardano alla trasformazione fondata sul passaggio al cloud, l’utilizzo dei dati e la loro comprensione. Ecco che si va a formare quindi una triade CEO, CIO, COO come nostro interlocutore principale.

APPUNTAMENTO IL 27 MARZO CON L’AWS SUMMIT MILANO 2018
L’AWS Summit Milano 2018, l’evento per la trasformazione digitale in Italia, si terrà il 27 marzo presso il MiCo – Milano Congressi. Giunto alla sua terza edizione, sarà la migliore opportunità per saperne di più sui servizi di AWS e per ricevere testimonianze di clienti e conoscerne il viaggio sul cloud. L’apertura sarà affidata al keynote di Marco Argenti, Vice President Technology di Amazon Web Services, e si concentrerà tra l’altro proprio sulle storie di successo dei clienti italiani con AWS. Il pomeriggio sarà invece dedicato alle sessioni di approfondimento su temi quali Industria 4.0, Intelligenza Artificiale e Machine Learning, IoT, Data protection e Security, e migrazione verso il cloud, al fine di approfondire i servizi e in che modo i clienti italiani li sfruttano per essere più innovativi. Per maggiori informazioni clicca qui. 

 

TORNA INDIETRO >>